Smettere con la cannabis quando sembra l'unico sollievo: come trovare altre risorse per lo stress?

Smettere con la cannabis quando sembra l'unico sollievo: come trovare altre risorse per lo stress?
La sera è l'unico momento in cui riesco davvero a staccare
Ho paura che, senza, non troverò più pace

Dopo una giornata di forte pressione, accendere una canna la sera può essere diventato il tuo modo per staccare la spina. Non è più solo un'abitudine: è quasi un interruttore, l'unico gesto che sembra funzionare davvero per lasciare fuori dalla porta lo stress accumulato.

Proprio per questo l'idea di smettere può spaventarti. La paura più diffusa, spesso, non riguarda tanto la sostanza in sé, quanto il vuoto che potrebbe lasciare: il timore di non avere più nessun modo efficace per regolare la tensione.

Questo pensiero può farsi ancora più pressante quando all'orizzonte c'è un cambiamento importante, come un nuovo lavoro, una convivenza o l'arrivo di un figlio. In quei momenti l'immagine di chi vorresti diventare può entrare in contrasto con le abitudini di oggi.

Se ti riconosci in tutto questo, sappi che il tuo timore è comprensibile. E che immaginare un sollievo possibile che non dipenda da una sostanza è un percorso che si può iniziare, un passo alla volta.

Le radici del sollievo immediato

Perché la cannabis è diventata la tua valvola di sfogo

Con una canna mi rilasso in dieci minuti, con altro no
Non ho mai imparato a gestire lo stress in altri modi

Capire perché la canna serale ha assunto un ruolo così centrale non è sempre immediato. In molti casi, comprendere a fondo questo rapporto può essere più semplice con l'aiuto di uno/a psicologo/a, che può offrirti strumenti concreti per gestire lo stress senza sentirti solo/a davanti a questo cambiamento.

Proviamo, intanto, a esplorare insieme alcune possibili ragioni per cui la cannabis è diventata la tua principale risorsa contro la tensione.

Il sollievo rapido che è difficile da eguagliare

  • Quando la canna diventa il confine netto tra le ore di pressione e il resto della serata, quel gesto viene associato a un sollievo immediato.
  • Questa rapidità può rendere difficile immaginare alternative altrettanto veloci ed efficaci.
  • Le altre strategie richiedono tempo per diventare familiari, e all'inizio possono sembrare meno potenti a confronto.

Emozioni percepite come troppo intense

  • Non tutti hanno avuto l'occasione di imparare a riconoscere e modulare le proprie emozioni: si può quindi ricorrere a risorse esterne per gestire stati vissuti come troppo forti.
  • L'uso quotidiano della sostanza può diventare un modo per evitare il contatto con lo stress, spegnendolo prima ancora di comprenderne l'origine.
  • Questo può interrompere il processo che permetterebbe una regolazione più duratura nel tempo.

La mancanza di strumenti alternativi

  • Il timore di restare senza risorse può nascere dal fatto che non si è mai avuta l'occasione di sperimentare strategie diverse di gestione della tensione.
  • Senza allenamento, le vie corporee, mentali o relazionali possono sembrare distanti e poco affidabili.
  • Non si tratta di una mancanza personale, ma di un repertorio che non ha ancora avuto modo di svilupparsi.
Prospettiva clinica
Quando un gesto diventa l'unico che sembra funzionare, è comprensibile temere il vuoto che potrebbe lasciare. Forse, però, quel rituale serale non è solo la sostanza: è anche il bisogno di ritagliarti uno spazio in cui esistere senza pressioni. Più che chiederti come sostituire la canna, potresti chiederti cosa stai cercando davvero in quel momento della sera, e cosa quel momento prova a proteggere.
Loredana Tetecher
Loredana Tetecher
Psicoterapeuta Unobravo
Il rituale quotidiano

Situazioni in cui potresti riconoscerti

Se salto una sera divento nervoso e faccio fatica a dormire
È l'unico momento della giornata tutto per me

Il rapporto con la cannabis può manifestarsi in gesti e momenti molto concreti della giornata. Vediamone alcuni in cui forse potresti ritrovarti.

La chiusura automatica della giornata

  • Tornare a casa dopo ore di alta pressione e sentire il bisogno immediato di fumare per staccare, come se non ci fosse altro modo per chiudere la giornata.
  • Accorgerti che il momento della canna è diventato l'unico spazio dedicato a te, senza aver sviluppato altre routine di decompressione.
  • Vivere un rimuginio serale sugli eventi del giorno e usare la sostanza come scorciatoia per interrompere quel flusso di pensieri.

La sostanza come modo per non pensare

  • Notare che il pensiero di un prossimo cambiamento di vita, come un trasloco o l'arrivo di un figlio, genera un'ansia che tenti di placare con l'uso serale.
  • Rendersi conto di ricorrere alla cannabis per evitare di pensare a una preoccupazione irrisolta, più che per il piacere del rilassamento in sé.

I segnali quando provi a saltare una sera

  • Sperimentare irritabilità o difficoltà a dormire nei tentativi di stare senza fumare.
  • Interpretare questi segnali come la prova che 'non ci riesci', vivendoli come una conferma del fatto che senza non puoi stare.
  • Sentire crescere la tensione già dal pomeriggio, come un'attesa del momento in cui potrai finalmente fumare.
Un momento per fermarsi
Ti riconosci in una di queste situazioni?

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Se non riesci a interrompere il circolo, potrebbe esserti d'aiuto chiedere supporto

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Quando la dipendenza condiziona la tua vita, parliamone

Se senti di aver perso il controllo e desideri ricostruire il tuo benessere, parlarne con uno psicologo può aiutarti. Trova lo psicologo adatto a te: bastano pochi minuti.

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Strategie pratiche

Come costruire un sollievo che non dipenda dalla sostanza

Sto provando a darmi qualche minuto prima di accendere
Con la terapia sto imparando altri modi per rilassarmi
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Fare piccoli check emotivi durante il giorno

Puoi provare a introdurre brevi pause nel corso della giornata, chiedendoti cosa stai provando e dove senti quella sensazione nel corpo. Intercettare lo stress mentre nasce può aiutarti a non farlo accumulare fino a sera.

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Sperimentare modi diversi di scaricare la tensione

Potresti provare la respirazione profonda, il rilassamento muscolare o una camminata. Il bisogno di sollievo è spesso legato a una tensione fisica accumulata: offrire al corpo un'altra via per scaricarla può ridurre gradualmente quella sensazione, anche se all'inizio in modo più lieve.

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Costruire un nuovo rituale serale

Puoi provare a sostituire poco a poco il gesto del fumare con altre azioni di transizione tra il lavoro e il riposo, come scrivere qualche riga su come è andata la giornata o ascoltare musica. Non si tratta di eliminare quello spazio di decompressione, ma di dargli una forma diversa.

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Concederti di aspettare qualche minuto

Quando senti l'impulso, potresti provare ad aspettare anche solo dieci o quindici minuti prima di agire. Quel bisogno immediato tende ad avere dei picchi che poi calano da soli: dare tempo alla sensazione può mostrarti che non sempre è così difficile da gestire come sembra.

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Guardare le giornate difficili con più sfumature

Potresti provare a rileggere le giornate pesanti in modo meno totalizzante, notando che una riunione andata male o una scadenza non definiscono l'intera giornata. Ridimensionare l'intensità emotiva può renderla più gestibile prima che arrivi la sera.

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Parlare di come ti senti con chi ti è vicino

Condividere con una persona di fiducia il tuo desiderio di cambiare può alleggerire il senso di solitudine che spesso può accompagnare questi momenti. Sentirsi meno soli in un cambiamento può rendere ogni passo un po' più sostenibile.

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Valutare un percorso di psicoterapia

Un percorso con uno/a psicologo/a non chiede di resistere alla tentazione, ma può aiutarti a costruire un repertorio personalizzato di strategie, così che quello spazio di decompressione possa esistere senza dipendere dalla sostanza. È uno spazio in cui sentirti capito/a e guidato/a, e non serve aspettare che la situazione diventi molto difficile per chiedere questo tipo di supporto.

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Un passo alla volta

Il sollievo può avere più di una forma

Sto capendo che il sollievo può arrivare in tanti modi
Non voglio smettere di credere che posso stare meglio

Il timore di restare senza strumenti per gestire lo stress è comprensibile. Allo stesso tempo, è anche il segnale che stai iniziando a riflettere sul tuo rapporto con la cannabis, e questo è già un primo passo importante.

Smettere non significa rinunciare al sollievo, ma imparare a costruirlo attraverso vie diverse, più stabili e meno legate a una sostanza esterna. La regolazione della tensione è una capacità che si allena nel tempo, non un'abilità con cui si nasce: anche piccoli passi quotidiani possono consolidare nuove modalità.

I momenti di grande cambiamento, lungi dall'essere solo fonte di pressione, possono diventare l'occasione per ridefinire il tuo modo di prenderti cura di te.

Chiedere il supporto di uno/a psicologo/a può aiutarti a costruire strumenti su misura, capaci di sostenere sia il presente sia i cambiamenti che immagini per il futuro. Il vero obiettivo, in fondo, non è smettere di provare stress, ma imparare a starci dentro senza sentirti sopraffatto/a, riscoprendo che il sollievo può avere più di una sola forma.

Il passo successivo, se ti senti pronto/a

La terapia psicologica non è solo per chi attraversa un momento di crisi. È uno spazio di ascolto per prenderti cura del tuo benessere mentale.

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Un viaggio verso la pace
Ho avuto un rapporto stupendo con Simona, ci siamo trovati fin da subito ed è iniziato un rapporto durato 6 mesi di terapia, al termine dei quali mi sono trovato in pace con me stesso ed aver ripreso in mano la mia vita.
— Daniele L.
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Auguro a tutti questo percorso
Dopo un anno di psicoterapia con la dottoressa Antonella Maria Rita Martino, sono diventata un'altra persona. Soffrivo d'ansia in modo cronico e invalidante, nemmeno mi rendevo conto di quanto fosse pesante, e ora posso dire che va davvero meglio, l'ansia viene ogni tanto e ho gli strumenti per gestirla e annientarla in poche ore o addirittura minuti, come ormai so gestire meglio ogni crisi che mi possa capitare. Penso che non smetterò mai con le mie sedute perché c'è tanto da imparare, tanto da crescere, per non parlare di quanto si possa definire quest'esperienza una coccola per sé stessi. Grazie Mille Maria Rita per avermi cambiato l'esistenza.
— Francesca Piras
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Professionalità e gentilezza che ti fan tornare a volare
Ottimo servizio che ti consente di parlare con un professionista qualificato direttamente dal salotto di casa. Le sedute anche se non in presenza non sono semplici chiacchierate fine a se stesse, il professionista si connette con te per riuscire a darti un aiuto ad affrontare situazioni che senza nessuno sembrano montagne insormontabili. Consiglio l'utilizzo del servizio, senza vergogna, a tutti coloro che hanno bisogno di aiuto per ritrovare se stessi riscoprendo il proprio valore. Il professionista che mi è sato affidato è molto competente e mi ha aiutata a ritrovare la grinta che la vita mi aveva fatto perdere. Tu vali molto, quando ti serve aiuto affidati alle persone giuste, contatta Unobravo e tornerai a volare !
— Ludovica Pala
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FAQ

Domande frequenti

Quando la canna diventa il confine netto tra le ore di pressione e il resto della serata, quel gesto viene associato a un sollievo immediato. Questa rapidità può rendere difficile immaginare alternative altrettanto veloci ed efficaci, perché le altre strategie richiedono tempo per diventare familiari e all'inizio possono sembrare meno potenti a confronto. Non tutti hanno avuto l'occasione di imparare a riconoscere e modulare le proprie emozioni, quindi si può ricorrere a risorse esterne per gestire stati vissuti come troppo forti. L'uso quotidiano della sostanza può diventare un modo per evitare il contatto con lo stress, spegnendolo prima ancora di comprenderne l'origine.

Alcuni segnali riconoscibili sono tornare a casa dopo ore di alta pressione e sentire il bisogno immediato di fumare per staccare, come se non ci fosse altro modo per chiudere la giornata. Ci si può accorgere che il momento della canna è diventato l'unico spazio dedicato a sé, senza aver sviluppato altre routine di decompressione. Si può anche vivere un rimuginio serale sugli eventi del giorno e usare la sostanza come scorciatoia per interrompere quel flusso di pensieri, oppure ricorrere alla cannabis per evitare di pensare a una preoccupazione irrisolta più che per il piacere del rilassamento in sé.

Sì, è comune sperimentare irritabilità o difficoltà a dormire nei tentativi di stare senza fumare. Questi segnali vengono spesso interpretati come la prova che 'non ci riesci', vivendoli come una conferma del fatto che senza non puoi stare. Si può anche sentire crescere la tensione già dal pomeriggio, come un'attesa del momento in cui potrai finalmente fumare. Il timore di restare senza risorse può nascere dal fatto che non si è mai avuta l'occasione di sperimentare strategie diverse di gestione della tensione, e senza allenamento le vie corporee, mentali o relazionali possono sembrare distanti e poco affidabili.

Puoi provare a introdurre brevi pause nel corso della giornata, chiedendoti cosa stai provando e dove senti quella sensazione nel corpo, per intercettare lo stress mentre nasce. Puoi sperimentare la respirazione profonda, il rilassamento muscolare o una camminata, offrendo al corpo un'altra via per scaricare la tensione fisica accumulata. È utile anche provare a sostituire poco a poco il gesto del fumare con altre azioni di transizione tra il lavoro e il riposo, come scrivere qualche riga su come è andata la giornata o ascoltare musica. Quando senti l'impulso, puoi anche provare ad aspettare dieci o quindici minuti prima di agire, perché quel bisogno immediato tende ad avere dei picchi che poi calano da soli.

La paura più diffusa, spesso, non riguarda tanto la sostanza in sé, quanto il vuoto che potrebbe lasciare: il timore di non avere più nessun modo efficace per regolare la tensione. Questo pensiero può farsi ancora più pressante quando all'orizzonte c'è un cambiamento importante, come un nuovo lavoro, una convivenza o l'arrivo di un figlio. Il timore di restare senza strumenti per gestire lo stress è comprensibile, ed è anche il segnale che si sta iniziando a riflettere sul proprio rapporto con la cannabis, il che è già un primo passo importante. Smettere non significa rinunciare al sollievo, ma imparare a costruirlo attraverso vie diverse, più stabili e meno legate a una sostanza esterna.

Domande frequenti sulla terapia

Con Unobravo potrai svolgere terapia psicologica individuale o terapia di coppia, a seconda delle tue necessità. Per esempio, la terapia individuale dopo un tradimento può essere utile per migliorare la comunicazione e affrontare le sfide personali che influenzano le dinamiche relazionali. La scelta, dopo un tradimento, della terapia individuale o di coppia dipende dalle esigenze di ciascuna persona.

Un percorso di terapia individuale può offrire uno spazio sicuro per esplorare le proprie emozioni e i propri comportamenti insieme a un professionista della salute mentale.

Anche se non è sempre semplice capire come iniziare un percorso psicologico, con Unobravo non dovrai preoccuparti di come scegliere uno psicologo. Ti basterà compilare il questionario e incontrare nel primo colloquio gratuito lo psicologo che ti è stato assegnato tra gli psicologi Unobravo.
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A decidere quanto dura un percorso psicologico sarete tu e il tuo Unobravo: ogni persona è unica, così come lo sarà il viaggio verso il tuo benessere psicologico.

Ogni processo terapeutico è unico e la motivazione o la necessità di iniziare un percorso di terapia varia da persona a persona. È importante ricordare che andare in terapia non solo aiuta ad affrontare le difficoltà e a trattare i disturbi, ma sostiene anche chi desidera intraprendere un percorso di crescita personale e fornisce strumenti e strategie utili per migliorare il benessere quotidiano.

È importante ricordare che fare terapia non è un segno di debolezza ma di cura di sé, quindi non c'è bisogno di aspettare di raggiungere il nostro limite per chiedere aiuto.

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