Tornare al lavoro dopo un'esperienza traumatica: come affrontare il senso di colpa verso il team?

Vorrei tornare al lavoro, ma non mi sento pronta
Sento di aver lasciato il mio team senza guida
Dopo un'esperienza traumatica, tornare alla routine lavorativa può risultare molto più complesso di quanto ci si aspetti, soprattutto quando si ricopre un ruolo di responsabilità.
Se sei percepito/a come un punto di riferimento, una persona che coordina un gruppo o che contribuisce a sostenere la propria famiglia, il blocco che senti può portare con sé una fatica in più: la paura di deludere chi conta su di te.
In questi casi il senso di colpa verso colleghi e familiari si intreccia con il dolore personale, e questo può rendere ancora più difficile riconoscere il tuo bisogno di fermarti e chiedere aiuto.
Se ti stai riconoscendo in queste parole, è importante sapere che quello che provi è una reazione comune, non una colpa reale. E riconoscerlo è già un primo passo importante.
Cosa può esserci dietro
Le radici del senso di colpa dopo un trauma
Ho paura che mi vedano come una persona fragile
Penso sempre di non fare abbastanza per la mia famiglia
Dopo un evento traumatico, il senso di colpa verso gli altri non è un capriccio né una debolezza: ha spesso radici profonde, legate al modo in cui la mente reagisce a ciò che è accaduto.
In molti casi, comprendere queste radici e distinguere tra responsabilità reali e aspettative eccessive verso te stesso/a può essere più semplice con l'aiuto di uno/a psicologo/a specializzato/a in trauma, che può offrirti strumenti pensati per il tuo benessere.
Proviamo, intanto, a esplorare insieme alcune possibili ragioni che possono essere alla base del senso di colpa che puoi provare verso il team e la famiglia.
Come il trauma agisce sulla mente
- Dopo un evento traumatico la mente può restare a lungo con la sensazione di essere sempre in guardia, e questo può rendere più difficile la concentrazione e l'efficienza che il contesto lavorativo richiede.
- Il senso di colpa è una delle esperienze più diffuse dopo un trauma: la mente può produrre pensieri molto critici verso di sé, arrivando a convincerti di non fare mai abbastanza per gli altri.
- L'autocritica può impedirti di accettare che l'evento e le sue conseguenze fossero al di fuori del tuo controllo.
Il ruolo che senti di ricoprire
- Chi si percepisce come un pilastro, economico, emotivo o organizzativo, può temere che il proprio momento di fragilità ricada pesantemente su chi dipende da lui o lei.
- Il timore di gravare sui colleghi durante l'assenza o al rientro può amplificare l'ansia da prestazione e alimentare il bisogno di dimostrare subito di essere tornati come prima.
La paura del giudizio
- Lo stigma ancora legato alla salute mentale può portare a temere di essere giudicati come deboli o esagerati nel chiedere supporto al proprio team.
- Il desiderio di proteggere l'immagine professionale che si è costruita nel tempo può rendere difficile ammettere di avere bisogno di tempo e cura.

Vissuti concreti
Situazioni in cui potresti riconoscerti
Al rientro faccio fatica anche solo a concentrarmi
Mi sento fuori posto nel mio stesso ufficio
Il senso di colpa verso gli altri dopo un trauma può manifestarsi in tanti modi diversi. Ecco alcune situazioni in cui potresti ritrovarti.
Quando ci si sente responsabili degli altri
- Un/a manager che si sente in colpa per aver lasciato il proprio team senza guida durante il periodo di assenza dovuto al trauma.
- Un genitore che, sentendosi responsabile del sostentamento della famiglia, fatica ad ammettere di non essere ancora pronto a rientrare al lavoro.
- La sensazione di essere in debito verso i colleghi che hanno coperto le proprie mansioni durante l'assenza.
Le difficoltà del rientro
- Difficoltà di concentrazione e di memoria una volta tornati, che possono portare a sentirsi inadeguati rispetto a prima.
- La riluttanza a chiedere un alleggerimento del carico di lavoro, per timore di apparire fragili agli occhi del gruppo.
- Una sensazione di distacco o estraneità dal contesto professionale, come se non ci si sentisse più parte del gruppo di lavoro.
Quando il trauma nasce sul lavoro
- Il vissuto di professionisti esposti a eventi critici durante il lavoro, che possono sentirsi in colpa per non essere riusciti a fare di più per colleghi o per le persone di cui si occupavano.
- La difficoltà a rimettere piede nello stesso ambiente in cui l'evento è accaduto, con il timore di rivivere quelle sensazioni.
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Se il peso di un'esperienza dolorosa del passato influenza la tua vita, non devi affrontarlo per forza da solo. Trova lo psicologo adatto a te: bastano pochi minuti.
Piccoli passi possibili
Come affrontare il senso di colpa verso chi ti circonda
Ho chiesto di rientrare per gradi e mi ha aiutato
Parlarne con uno psicologo mi ha fatto sentire capito
Comunicare i tuoi tempi quando ti senti pronto/a
Puoi condividere con il team o con i superiori il momento che stai vivendo, quando ti senti di farlo, senza sentirti obbligato/a a fornire dettagli che preferisci tenere per te. Anche poche parole oneste possono aiutare a sentirti meno solo/a.
Prendere in considerazione un rientro graduale
Se la tua situazione lo permette, potresti chiedere di riprendere con orari o carichi di lavoro alleggeriti. Tornare per gradi può aiutarti a non sovraccaricarti fin dai primi giorni e a ritrovare la tua routine con più serenità.
Rimandare il bisogno di dimostrare subito il tuo valore
Quando senti l'impulso di provare di essere tornato/a come prima, potresti provare a concederti un momento prima di caricarti di nuovi impegni. Il bisogno di dimostrare è spesso legato alla paura del giudizio: dare tempo a te stesso/a può aiutare ad attenuare questa sensazione.
Distinguere le responsabilità reali dalle aspettative eccessive
Potresti provare a chiederti, di fronte a un pensiero molto critico, se ciò che ti stai attribuendo dipendesse davvero da te. Riconoscere che l'evento traumatico era al di fuori del tuo controllo è un passaggio delicato, che spesso si affronta meglio con un supporto adeguato.
Ritrovare una rete di persone vicine
Puoi cercare vicinanza in chi ti fa sentire al sicuro, anche tra colleghi che hanno vissuto esperienze simili. Condividere il peso emotivo in uno spazio in cui ti senti accolto/a può alleggerire la sensazione di doverti caricare tutto da solo/a.
Ricordare che il tuo valore non dipende dalla tua costante disponibilità
Puoi provare a ricordarti, un giorno alla volta, che il tuo valore personale e professionale non si misura dall'essere sempre presente per gli altri. Prenderti cura di te fa parte del percorso che può permetterti, con il tempo, di tornare a esserci per chi conta su di te.
Valutare un percorso di psicoterapia
Rivolgersi a uno/a psicologo/a specializzato/a in trauma, con approcci come l'EMDR o la terapia cognitivo-comportamentale, può offrirti uno spazio prezioso per elaborare l'evento e il senso di colpa che porti con te. Non è necessario aspettare che la situazione diventi molto difficile: la psicoterapia può essere uno spazio di crescita in cui sentirti capito/a e sostenuto/a mentre ritrovi il tuo equilibrio.
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Uno sguardo in avanti
Prendersi cura di sé è parte del percorso
Ho capito che fermarmi non voleva dire deludere nessuno
Un passo alla volta sto ritrovando il mio equilibrio
Il senso di colpa verso il team o la famiglia è una reazione frequente dopo un trauma, ma raramente trova conferma nei fatti reali.
Prendersi cura di sé non è un tradimento verso chi conta su di te: è spesso la condizione che ti permette, con il tempo, di tornare a essere un punto di riferimento sereno per gli altri.
Il rientro al lavoro dopo un'esperienza traumatica può essere vissuto come un processo graduale, non come un traguardo da raggiungere subito e da soli. Chiedere supporto, sia sul piano pratico sul lavoro sia con uno/a psicologo/a, non è un segno di debolezza, ma un modo per prenderti cura di te e, di riflesso, anche di chi ti sta accanto.
Spesso chi ci circonda comprende più di quanto si possa immaginare, soprattutto quando si comunica con onestà il proprio bisogno di tempo. E con il giusto sostegno può essere possibile ritrovare un equilibrio tra il tuo benessere e il ruolo che ricopri verso il team e la famiglia.
Il passo successivo, se ti senti pronto/a
La terapia psicologica non è solo per chi attraversa un momento di crisi. È uno spazio di ascolto per prenderti cura del tuo benessere mentale.
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FAQ
Domande frequenti
Perché si prova senso di colpa verso i colleghi dopo un trauma?
Dopo un evento traumatico, il senso di colpa verso gli altri non è un capriccio né una debolezza: ha spesso radici profonde, legate al modo in cui la mente reagisce a ciò che è accaduto. La mente può produrre pensieri molto critici verso di sé, arrivando a convincerti di non fare mai abbastanza per gli altri, e l'autocritica può impedirti di accettare che l'evento e le sue conseguenze fossero al di fuori del tuo controllo. Chi si percepisce come un pilastro, economico, emotivo o organizzativo, può temere che il proprio momento di fragilità ricada pesantemente su chi dipende da lui o lei, e il timore di gravare sui colleghi durante l'assenza o al rientro può amplificare l'ansia da prestazione.
Quali segnali possono indicare difficoltà nel rientro al lavoro dopo un trauma?
Ci si può ritrovare a soffrire di difficoltà di concentrazione e di memoria una volta tornati, che possono portare a sentirsi inadeguati rispetto a prima. Può presentarsi una riluttanza a chiedere un alleggerimento del carico di lavoro, per timore di apparire fragili agli occhi del gruppo, oltre a una sensazione di distacco o estraneità dal contesto professionale, come se non ci si sentisse più parte del gruppo di lavoro. Chi ricopre un ruolo di responsabilità può inoltre sentirsi in colpa per aver lasciato il proprio team senza guida durante il periodo di assenza, o percepire una sensazione di essere in debito verso i colleghi che hanno coperto le proprie mansioni.
È normale avere paura del giudizio dei colleghi dopo un'esperienza traumatica?
Sì, lo stigma ancora legato alla salute mentale può portare a temere di essere giudicati come deboli o esagerati nel chiedere supporto al proprio team. Il desiderio di proteggere l'immagine professionale che si è costruita nel tempo può rendere difficile ammettere di avere bisogno di tempo e cura. Quello che provi in questi casi è una reazione comune, non una colpa reale, e riconoscerlo è già un primo passo importante. Vale la pena notare che l'idea di gravare sugli altri nasce dentro di te, e non sempre coincide con ciò che le persone attorno provano davvero.
Come affrontare gradualmente il rientro al lavoro dopo un trauma?
Se la tua situazione lo permette, potresti chiedere di riprendere con orari o carichi di lavoro alleggeriti: tornare per gradi può aiutarti a non sovraccaricarti fin dai primi giorni e a ritrovare la tua routine con più serenità. Puoi condividere con il team o con i superiori il momento che stai vivendo, quando ti senti di farlo, senza sentirti obbligato/a a fornire dettagli che preferisci tenere per te, perché anche poche parole oneste possono aiutare a sentirti meno solo/a. Quando senti l'impulso di dimostrare di essere tornato/a come prima, potresti provare a concederti un momento prima di caricarti di nuovi impegni, dando tempo a te stesso/a per attenuare questa sensazione.
Come distinguere le responsabilità reali dalle aspettative eccessive verso se stessi?
Potresti provare a chiederti, di fronte a un pensiero molto critico, se ciò che ti stai attribuendo dipendesse davvero da te. Riconoscere che l'evento traumatico era al di fuori del tuo controllo è un passaggio delicato, che spesso si affronta meglio con un supporto adeguato. Comprendere queste radici e distinguere tra responsabilità reali e aspettative eccessive verso te stesso/a può essere più semplice con l'aiuto di uno/a psicologo/a specializzato/a in trauma, che può offrirti strumenti pensati per il tuo benessere. Il tuo valore personale e professionale non si misura dall'essere sempre presente per gli altri.
Cosa fare se il trauma è avvenuto direttamente sul luogo di lavoro?
Alcuni professionisti esposti a eventi critici durante il lavoro possono sentirsi in colpa per non essere riusciti a fare di più per colleghi o per le persone di cui si occupavano, ed è comune riscontrare difficoltà a rimettere piede nello stesso ambiente in cui l'evento è accaduto, con il timore di rivivere quelle sensazioni. In questi casi puoi cercare vicinanza in chi ti fa sentire al sicuro, anche tra colleghi che hanno vissuto esperienze simili, condividendo il peso emotivo in uno spazio in cui ti senti accolto/a. Rivolgersi a uno/a psicologo/a specializzato/a in trauma può offrirti uno spazio prezioso per elaborare l'evento e il senso di colpa che porti con te.
Domande frequenti sulla terapia
Quanti tipi di terapia ci sono in Unobravo?
Con Unobravo potrai svolgere terapia psicologica individuale o terapia di coppia, a seconda delle tue necessità. Per esempio, la terapia individuale dopo un tradimento può essere utile per migliorare la comunicazione e affrontare le sfide personali che influenzano le dinamiche relazionali. La scelta, dopo un tradimento, della terapia individuale o di coppia dipende dalle esigenze di ciascuna persona.
Cos'è e in cosa consiste la terapia individuale con Unobravo?
Un percorso di terapia individuale può offrire uno spazio sicuro per esplorare le proprie emozioni e i propri comportamenti insieme a un professionista della salute mentale.
Anche se non è sempre semplice capire come iniziare un percorso psicologico, con Unobravo non dovrai preoccuparti di come scegliere uno psicologo. Ti basterà compilare il questionario e incontrare nel primo colloquio gratuito lo psicologo che ti è stato assegnato tra gli psicologi Unobravo.
Se sarà il professionista adatto a te, inizierete insieme un percorso creato su misura per te.
Terapia online: perché sceglierla?
Con uno psicologo online Unobravo puoi prenderti cura di te ovunque tu sia. Potrai utilizzare l'app o la Web App per fissare i tuoi appuntamenti, svolgere le sedute, chattare con il tuo psicologo ed effettuare pagamenti sicuri.
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Quali sono i prezzi della terapia individuale?
Il prezzo dello psicologo in presenza può variare molto, senza contare il tempo e il costo per raggiungere lo studio del professionista.
Con Unobravo ogni seduta ha un prezzo fisso e accessibile di 49 € e puoi incontrare il tuo psicologo anche in viaggio, in vacanza o in una pausa dal lavoro, senza investire tempo e denaro per gli spostamenti.
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Quanto dura un percorso di terapia individuale?
A decidere quanto dura un percorso psicologico sarete tu e il tuo Unobravo: ogni persona è unica, così come lo sarà il viaggio verso il tuo benessere psicologico.
Come faccio a sapere se ho bisogno di fare terapia?
Ogni processo terapeutico è unico e la motivazione o la necessità di iniziare un percorso di terapia varia da persona a persona. È importante ricordare che andare in terapia non solo aiuta ad affrontare le difficoltà e a trattare i disturbi, ma sostiene anche chi desidera intraprendere un percorso di crescita personale e fornisce strumenti e strategie utili per migliorare il benessere quotidiano.
È importante ricordare che fare terapia non è un segno di debolezza ma di cura di sé, quindi non c'è bisogno di aspettare di raggiungere il nostro limite per chiedere aiuto.
E ora?
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