Vivere dopo un abuso sessuale: come elaborare ciò che è accaduto e ritrovare fiducia in se stessi e negli altri?

Vivere dopo un abuso sessuale: come elaborare ciò che è accaduto e ritrovare fiducia in se stessi e negli altri?
A volte mi sento come se il mio corpo non fosse più mio.
Vorrei parlarne, ma non so nemmeno da dove iniziare.

Un abuso sessuale è un'esperienza che tocca i confini più intimi della persona e può lasciare segni profondi sul corpo, sulle emozioni, sui pensieri e sul modo di stare in relazione con gli altri.

Spesso questi segni non sono visibili a chi osserva da fuori, e questo può farti sentire ancora più solo o sola nel viverli.

Tornare alla quotidianità, compreso l'ambiente di lavoro, può significare confrontarsi con situazioni impreviste come un commento, un contatto fisico casuale o una dinamica di potere, che a volte riattivano vissuti difficili proprio mentre cerchi di apparire funzionante.

Se non hai mai parlato con uno/a psicologo/a, può sembrarti di dover affrontare due timori insieme: riconoscere di aver bisogno di aiuto per esplorare un evento subìto nella tua vita e trovare le parole per dirlo a qualcuno soprattutto se finora hai temuto di non poterlo rivelare a nessuno.

Non esiste un'unica reazione a un'esperienza come questa: ognuno la elabora con tempi, modalità e intensità diverse, e tutto questo merita di essere accolto senza paragoni.

Le radici della sofferenza

Cosa può accadere dentro di noi dopo un abuso

Continuo a chiedermi perché non ho reagito in quel momento.
Mi vergogno, anche se so che non è stata colpa mia.

Comprendere a fondo ciò che accade dentro di sé dopo un'esperienza di questo tipo è un percorso che spesso richiede il supporto di uno/a psicologo/a specializzato nel trauma, che può offrirti uno spazio protetto per dare un senso a ciò che provi e strumenti per tutelare il tuo benessere.

Proviamo, intanto, a esplorare insieme alcune possibili ragioni che sono alla base delle reazioni che potresti sperimentare dopo un abuso sessuale.

Una fiducia profondamente scossa

  • Un abuso coinvolge una violazione della fiducia e del senso di sicurezza personale, due elementi che influenzano molto la capacità di sentirsi sereni nelle relazioni.
  • Può diventare difficile fidarsi nuovamente di altre persone, o percepire il proprio corpo come uno spazio sicuro.
  • Anche il rapporto con se stessi può cambiare, con una percezione di sé diversa da prima.

Vergogna e senso di colpa

  • La vergogna, il senso di colpa e la paura del giudizio sono reazioni molto comuni.
  • Questi vissuti sono spesso alimentati da pregiudizi culturali che, erroneamente, tendono a responsabilizzare chi ha subito l'abuso anziché chi lo ha commesso.
  • Durante l'esperienza traumatica, la mente può reagire con una sorta di congelamento automatico, una risposta di difesa che a volte genera in seguito confusione o auto-recriminazione per non aver reagito in quel momento.

Quando il quotidiano riattiva il ricordo

  • Ambienti strutturati come il luogo di lavoro, con le loro gerarchie e richieste di performance, possono diventare senza volerlo terreno di riattivazione dei vissuti.
  • Questo può rendere difficile mantenere un funzionamento stabile proprio mentre cerchi di andare avanti.
  • A volte possono ripresentarsi dinamiche relazionali dolorose: non dipende da una scelta consapevole, ma da cambiamenti che il trauma stesso può indurre.
Prospettiva clinica
Quando ogni giorno richiede tante risorse solo per andare avanti, non sapere da dove cominciare può sembrare un ostacolo in più. Eppure quella fatica non è un segno di fragilità: a volte è il modo in cui la mente prova a proteggerti da un dolore ancora difficile da sentire e da nominare. Forse il primo passo non è trovare subito le parole per dirlo, ma concederti di riconoscere ed accogliere quanto stai già facendo per integrare quel trauma nella tua storia.
Manuela Di Iorio
Manuela Di Iorio
Psicoterapeuta Unobravo
Il trauma nella vita di ogni giorno

Situazioni in cui potresti riconoscerti

Basta un rumore e il cuore mi va a mille senza motivo apparente.
Con il mio compagno faccio fatica a lasciarmi andare.

Le conseguenze di un abuso possono manifestarsi in tanti modi diversi, spesso inaspettati. Ecco alcune situazioni concrete in cui potresti ritrovarti.

Ricordi e reazioni improvvise

  • Un profumo, un tono di voce o un gesto in apparenza innocuo che all'improvviso fanno riaffiorare un ricordo intrusivo o una reazione di allarme.
  • La sensazione di essere sempre in guardia durante le riunioni o le interazioni con i superiori.
  • La difficoltà a concentrarsi in ufficio, o la tendenza a evitare certe persone e certi luoghi legati anche indirettamente a ciò che hai vissuto.

Emozioni e relazioni

  • Sentimenti ambivalenti come rabbia, tristezza e senso di colpa che arrivano nello stesso momento, generando confusione su cosa stai davvero provando.
  • La difficoltà nell'intimità e nelle relazioni affettive, con timore del contatto fisico o paura di fidarsi nuovamente di qualcuno.
  • La sensazione di non riuscire a spiegare agli altri ciò che stai attraversando.

Modi per provare a gestire il dolore

  • L'evitamento sociale, come tentativo di proteggersi dalle situazioni che fanno stare male.
  • Il ricorso ad alcol o altre sostanze per provare a mettere a tacere l'ansia e i ricordi.
  • Dopo aver iniziato a parlarne in terapia, momenti in cui ci si sente temporaneamente peggio prima di percepire un reale miglioramento: fa parte del processo di elaborazione.
Un momento per fermarsi
Ti riconosci in una di queste situazioni?

Un'esperienza dolorosa del passato continua a farsi sentire?

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Elaborare ciò che è stato è un percorso possibile

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Se il passato pesa ancora oggi, chiedere aiuto può essere un gesto di cura verso te stesso

Quando un trauma continua a farsi sentire nella vita quotidiana, un percorso di psicoterapia può aiutarti a elaborarlo e ad alleggerirne il peso. Ecco come funziona la terapia.

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Quando ciò che hai vissuto condiziona il presente, parlarne può aiutare

Se il peso di un'esperienza dolorosa del passato influenza la tua vita, non devi affrontarlo per forza da solo. Trova lo psicologo adatto a te: bastano pochi minuti.

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Come prenderti cura di te

Piccoli passi per ritrovare la fiducia

Sapere che dall'altra parte non c'è giudizio mi ha aiutata.
Un passo alla volta, ho ricominciato a sentirmi presente.
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Considerare un percorso con uno/a psicologo/a specializzato nel trauma

Rivolgersi a uno/a psicologo/a o psicoterapeuta può offrirti uno spazio di cura in cui sentirti capito e sostenuto senza alcun giudizio. Non è necessario avere già tutte le parole pronte: il percorso si costruisce insieme, un passo alla volta, e non serve aspettare che la sofferenza diventi molto intensa per chiedere aiuto.

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Informarti sugli approcci più adatti al trauma

Esistono percorsi pensati proprio per rielaborare i ricordi dolorosi in un ambiente protetto, come la terapia cognitivo-comportamentale focalizzata sul trauma e l'EMDR. Puoi parlarne con uno/a specialista per capire cosa potrebbe essere più in linea con la tua storia.

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Dare valore ai tuoi tempi

La ripresa non segue una linea retta e può includere fasi di progresso, momenti di arresto e periodi di apparente passo indietro. Tutto questo è legittimo, e riconoscerlo può alleggerire la pressione che senti su di te.

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Coltivare una rete di persone fidate

Puoi provare ad appoggiarti a chi ti fa sentire al sicuro, oppure a gruppi di auto mutuo soccorso e spazi di condivisione. Non affrontare tutto in solitudine può fare una grande differenza, pur restando un sostegno diverso e complementare rispetto a quello di uno/a psicologo/a.

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Sperimentare tecniche per i momenti di attivazione

Quando arriva un'ondata improvvisa di ansia o un ricordo difficile, alcune pratiche come la respirazione lenta o il radicamento possono aiutarti a sentirti più presente nel momento attuale. Il nostro corpo reagisce come se il pericolo fosse reale, come se stessimo vivendo nel presente l’evento traumatico: rallentare il respiro può aiutare a regolare pian piano quella sensazione, anche sul posto di lavoro.

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Prenderti cura anche della dimensione pratica

Puoi prendere in considerazione un supporto che tenga insieme sia l'aspetto emotivo sia quello traumatico, così da conciliare il percorso di cura con gli impegni quotidiani senza sentirti costretto a scegliere tra i due.

Parla di come ti senti a uno psicologo online

Trova il professionista più adatto a te con il nostro questionario riservato, ci aiuterà a comprendere meglio i tuoi bisogni.

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Un cammino possibile

Riappropriarti gradualmente della tua vita

Oggi so che quello che ho vissuto non definisce chi sono.
Chiedere aiuto è stata la scelta più difficile e più giusta.

Chiedere aiuto non è un segno di debolezza, ma un gesto di grande coraggio: iniziare un percorso è spesso il primo passo concreto verso il benessere.

La fiducia in te stesso e negli altri, per quanto profondamente scossa, può essere ricostruita in modo graduale, attraverso un lavoro paziente e uno spazio in cui sentirti accolto senza giudizio.

Non esiste un'unica strada valida per tutti: ogni persona può individuare l'approccio più vicino alla propria storia e alle proprie esigenze.

Elaborare ciò che è accaduto non significa dimenticarlo, ma integrarlo nella tua storia di vita, riducendone il potere destabilizzante.

Con un supporto adeguato può diventare possibile non solo alleviare la sofferenza, ma anche ritrovare un senso di sicurezza e di autonomia nella quotidianità. Se senti che è il momento, un percorso con uno/a psicologo/a può accompagnarti in questo cammino, un piccolo passo alla volta.

Il passo successivo, se ti senti pronto/a

La terapia psicologica non è solo per chi attraversa un momento di crisi. È uno spazio di ascolto per prenderti cura del tuo benessere mentale.

Parla con uno psicologo di come ti senti

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Incontri speciali!
Ho iniziato questo percorso principalmente per problemi di forte ansia, attacchi di panico e difficoltà ormai molto invalidanti nel relazionarmi con gli altri sfociate nell'impossibilità di vivere "normalmente" la mia quotidianità con un principio di depressione, insieme alla dott.ssa Elisa Pasquali, che sin dalla seduta conoscitiva si è mostrata molto empatica e disponibile/flessibile, facendomi sentire a mio agio nonostante la condizione di assoluta inadeguatezza che stavo vivendo da un po'. Da tre mesi a questa parte si è mostrata sempre super attenta ad ascoltare ed in grado di far emergere le problematiche più nascoste con le quali convivo forse dall'infanzia, portanomi a ragionamenti magari mai pima d'ora presi in considerazione, che stanno iniziando a farmi vedere le cose in un'altra prospettiva, anche più realistica e meno catastrofica di quanto pensassi, con il beneficio di iniziare a star meglio nonostante il percorso possa rivelarsi ancora lungo e tortuoso. Ho riscoperto la forza di voler riprendere la mia vita in mano!
— Maria
Valutazione di 4.7 / 5 | 8.737 recensioni
Dove mi sono sentita vista
In un mondo che spesso corre troppo veloce, incontrare il Dott. Salvatore Fatiga per me è stato come trovare un porto sicuro. La sua presenza mi ha trasmesso subito calma, accoglienza e una profonda empatia. Fin dal primo incontro ho percepito la sua capacità di ascoltare con il cuore, senza giudicare, offrendomi uno spazio protetto in cui mi sono finalmente sentita vista e compresa. Salvatore non è solo uno psicologo competente: è una persona che sa entrare in punta di piedi nella vita degli altri, con rispetto e delicatezza. Ogni sua parola, ogni gesto, mi ha fatto sentire stimata come essere umano. Mi ha accompagnata nel mio percorso con pazienza e dedizione, valorizzando ogni mio passo, anche il più piccolo, come un traguardo importante. Lo consiglierei a chiunque stia cercando non solo un professionista preparato, ma anche una guida autentica, capace di illuminare il cammino con gentilezza e saggezza. È raro incontrare qualcuno che riesca a unire competenza clinica e umanità in modo così naturale. Per me, è stato un incontro che ha fatto davvero la differenza.
— Rosaria
Valutazione di 4.7 / 5 | 8.737 recensioni
Un esperienza fondamentale per ritrovarmi
Ho passato un periodo particolarmente buio e da sola non riuscivo ad andare avanti, avevo bisogno di qualcuno che mi sostenesse e mi facesse trovare la forza per andare avanti. Mia cognata mi propone di farmi aiutare da uno psicologo, e mi scarica l'app di uno bravo sul cellulare. Le sarò grata sempre. Ho travato la persona di cui avevo bisogno: Nicola Riccardo Croce un professionista serio, affidabile, disponibile. Ha creduto in me e mi ha aiutato a credere in me stessa, ad aumentare la mia autostima, ora sono consapevole di poter affrontare qualsiasi difficoltà, per quanto dura possa essere, ho le risorse per farlo e lo devo solo ed esclusivamente a lui. E' un sistema che funziona, comodo e alla portata di tutti.
— Anna
Valutazione di 4.7 / 5 | 8.737 recensioni
FAQ

Domande frequenti

Un abuso sessuale può lasciare segni profondi sul corpo, sulle emozioni, sui pensieri e sul modo di stare in relazione con gli altri, spesso non visibili a chi osserva da fuori. Coinvolge una violazione della fiducia e del senso di sicurezza personale, due elementi che influenzano molto la capacità di sentirsi sereni nelle relazioni. Può diventare difficile fidarsi nuovamente di altre persone, o percepire il proprio corpo come uno spazio sicuro, e anche il rapporto con se stessi può cambiare, con una percezione di sé diversa da prima. Non esiste un'unica reazione a un'esperienza come questa: ognuno la elabora con tempi, modalità e intensità diverse, e tutto questo merita di essere accolto senza paragoni.

La vergogna, il senso di colpa e la paura del giudizio sono reazioni molto comuni dopo un abuso. Questi vissuti sono spesso alimentati da pregiudizi culturali che, erroneamente, tendono a responsabilizzare chi ha subito l'abuso anziché chi lo ha commesso. Durante l'esperienza traumatica, la mente può reagire con una sorta di congelamento automatico, una risposta di difesa che a volte genera in seguito confusione o auto-recriminazione per non aver reagito in quel momento. Sapere che questa fatica non è un segno di fragilità, ma il modo in cui la mente prova a proteggerti da un dolore ancora difficile da sentire e da nominare, può aiutare a guardare a questi vissuti con meno giudizio verso se stessi.

Sì, ambienti strutturati come il luogo di lavoro, con le loro gerarchie e richieste di performance, possono diventare senza volerlo terreno di riattivazione dei vissuti, rendendo difficile mantenere un funzionamento stabile proprio mentre si cerca di andare avanti. Un profumo, un tono di voce o un gesto in apparenza innocuo possono all'improvviso far riaffiorare un ricordo intrusivo o una reazione di allarme, così come la sensazione di essere sempre in guardia durante le riunioni o le interazioni con i superiori. A volte possono ripresentarsi dinamiche relazionali dolorose: non dipende da una scelta consapevole, ma da cambiamenti che il trauma stesso può indurre.

Chi ha subito un abuso può sperimentare difficoltà nell'intimità e nelle relazioni affettive, con timore del contatto fisico o paura di fidarsi nuovamente di qualcuno. Possono comparire sentimenti ambivalenti come rabbia, tristezza e senso di colpa che arrivano nello stesso momento, generando confusione su cosa si stia davvero provando, oltre alla sensazione di non riuscire a spiegare agli altri ciò che si sta attraversando. Alcune persone tendono all'evitamento sociale come tentativo di proteggersi dalle situazioni che fanno stare male, mentre altre ricorrono ad alcol o altre sostanze per provare a mettere a tacere l'ansia e i ricordi.

Quando arriva un'ondata improvvisa di ansia o un ricordo difficile, alcune pratiche come la respirazione lenta o il radicamento possono aiutare a sentirsi più presenti nel momento attuale. Il corpo reagisce come se il pericolo fosse reale, come se si stesse vivendo nel presente l'evento traumatico: rallentare il respiro può aiutare a regolare pian piano quella sensazione, anche sul posto di lavoro. Vale anche appoggiarsi a chi fa sentire al sicuro, oppure a gruppi di auto mutuo soccorso e spazi di condivisione, perché non affrontare tutto in solitudine può fare una grande differenza.

La fiducia in se stessi e negli altri, per quanto profondamente scossa, può essere ricostruita in modo graduale, attraverso un lavoro paziente e uno spazio in cui sentirsi accolti senza giudizio. La ripresa non segue una linea retta e può includere fasi di progresso, momenti di arresto e periodi di apparente passo indietro, ma tutto questo è legittimo. Elaborare ciò che è accaduto non significa dimenticarlo, ma integrarlo nella propria storia di vita, riducendone il potere destabilizzante, così da ritrovare un senso di sicurezza e di autonomia nella quotidianità, un piccolo passo alla volta.

Domande frequenti sulla terapia

Con Unobravo potrai svolgere terapia psicologica individuale o terapia di coppia, a seconda delle tue necessità. Per esempio, la terapia individuale dopo un tradimento può essere utile per migliorare la comunicazione e affrontare le sfide personali che influenzano le dinamiche relazionali. La scelta, dopo un tradimento, della terapia individuale o di coppia dipende dalle esigenze di ciascuna persona.

Un percorso di terapia individuale può offrire uno spazio sicuro per esplorare le proprie emozioni e i propri comportamenti insieme a un professionista della salute mentale.

Anche se non è sempre semplice capire come iniziare un percorso psicologico, con Unobravo non dovrai preoccuparti di come scegliere uno psicologo. Ti basterà compilare il questionario e incontrare nel primo colloquio gratuito lo psicologo che ti è stato assegnato tra gli psicologi Unobravo.
Se sarà il professionista adatto a te, inizierete insieme un percorso creato su misura per te.

Con uno psicologo online Unobravo puoi prenderti cura di te ovunque tu sia. Potrai utilizzare l'app o la Web App per fissare i tuoi appuntamenti, svolgere le sedute, chattare con il tuo psicologo ed effettuare pagamenti sicuri.

Tutto comodamente online, utilizzando qualsiasi dispositivo e collegandoti dove e quando vuoi.

Il prezzo dello psicologo in presenza può variare molto, senza contare il tempo e il costo per raggiungere lo studio del professionista.

Con Unobravo ogni seduta ha un prezzo fisso e accessibile di 49 € e puoi incontrare il tuo psicologo anche in viaggio, in vacanza o in una pausa dal lavoro, senza investire tempo e denaro per gli spostamenti.

Per connetterti con il tuo benessere psicologico ti basterà solo un click.

A decidere quanto dura un percorso psicologico sarete tu e il tuo Unobravo: ogni persona è unica, così come lo sarà il viaggio verso il tuo benessere psicologico.

Ogni processo terapeutico è unico e la motivazione o la necessità di iniziare un percorso di terapia varia da persona a persona. È importante ricordare che andare in terapia non solo aiuta ad affrontare le difficoltà e a trattare i disturbi, ma sostiene anche chi desidera intraprendere un percorso di crescita personale e fornisce strumenti e strategie utili per migliorare il benessere quotidiano.

È importante ricordare che fare terapia non è un segno di debolezza ma di cura di sé, quindi non c'è bisogno di aspettare di raggiungere il nostro limite per chiedere aiuto.

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