Quando si ha la sensazione di ricadere sempre negli stessi schemi, può nascere il bisogno di dare un senso a ciò che accade.
In questo articolo troverai una spiegazione chiara, empatica e non giudicante sulle costellazioni familiari: che cosa sono, come si svolgono, che cosa aspettarsi, limiti e rischi e possibili alternative.
È importante sottolineare che le costellazioni familiari non sono una forma di psicoterapia e che non esistono prove scientifiche solide a supporto della loro efficacia clinica.
Per questo motivo, è fondamentale avvicinarsi a questa pratica con consapevolezza e spirito critico.
Che cosa sono le costellazioni familiari
Le costellazioni familiari sono un modo per esplorare il proprio sistema familiare, cioè le relazioni e i “ruoli” che si creano in famiglia, in gruppo o anche in incontri individuali.
L’obiettivo è portare alla luce dinamiche relazionali e difficoltà che tendono a ripetersi.
Il termine “costellazione familiare”, in realtà, era già usato in psicologia con un significato più vicino alla storia e alla posizione dell’individuo dentro la famiglia.
Per esempio, in un case report (una descrizione clinica legata alla pratica medica) sull’uso della Psicologia Adleriana in medicina di famiglia, gli autori spiegano che questo approccio è utile proprio perché aiuta a capire gli scopi interpersonali dietro comportamenti e sintomi, e il ruolo della “costellazione familiare” nello sviluppo dello stile di vita della persona (Townes & Ireton, 1976).

Origini e caratteristiche
Nella forma oggi più conosciuta, le costellazioni familiari si sono sviluppate negli anni ’90 con Bert Hellinger, che ha integrato spunti della terapia sistemico-relazionale, dello psicodramma e della spiritualità.
Si sono diffuse soprattutto nell’ambito della crescita personale e del benessere, anche in Italia.
Nelle costellazioni, il sistema familiare è visto come un insieme di relazioni e legami che influenzano ogni individuo. Secondo questo metodo, esistono “ordini” e “leggi” che regolano l’appartenenza, i ruoli e le dinamiche tra i membri.
La rappresentazione del sistema familiare avviene attraverso la disposizione nello spazio di persone o oggetti, guidata da un facilitatore. L’obiettivo è rendere visibili le dinamiche inconsce che possono influenzare il benessere.
È utile distinguere con chiarezza questa pratica da un intervento clinico. Le costellazioni familiari, infatti, non sono una forma di psicoterapia.
La terapia familiare sistemico-relazionale è un percorso clinico strutturato, condotto da professionisti qualificati, con obiettivi chiari, valutazione e tutela del paziente.
Perché sentiamo di ripetere la storia di famiglia
Ti è mai capitato di sentirti bloccato in situazioni che sembrano ripetersi all’infinito?
Può succedere in coppia, nelle amicizie, sul lavoro.
A volte ci sembra di rivivere sempre le stesse dinamiche: ruoli che conosciamo fin troppo bene, aspettative non dette, lealtà che pesano e sensi di colpa che ci bloccano.
Spesso questi schemi affondano le radici nell’infanzia e nel clima in cui siamo cresciuti.
Non a caso, anche la ricerca usa l’idea di “costellazioni” per descrivere come più fattori possano intrecciarsi: in uno studio su bambini in età scolare, quando i rischi erano più di uno contemporaneamente e presenti in diversi ambiti (bambino, famiglia, scuola e quartiere), aumentava di più la probabilità di esiti negativi in quinta elementare, come problemi di comportamento, difficoltà a scuola e basso rendimento (Lanza et al., 2010) .
Questo metodo lavora proprio su un’idea centrale: che alcune dinamiche possano trasmettersi di generazione in generazione.
Non si tratta di ereditare traumi o emozioni in senso letterale, ma di assorbire narrazioni familiari, miti, modelli educativi, modi di gestire le emozioni.
A seconda dell’approccio, le costellazioni familiari possono essere proposte come una chiave di lettura simbolica, più che come spiegazioni magiche o “energetiche”.
Durante una costellazione puoi trovare una nuova prospettiva, parole per le tue emozioni, un confine simbolico tra te e la tua storia familiare.
Ma il vero cambiamento avviene nella vita quotidiana: nella capacità di comunicare, di mettere limiti, di chiedere aiuto.
A volte serve un percorso di terapia individuale o di coppia per trasformare davvero quei copioni che ti fanno soffrire.
Come si svolge una costellazione, in pratica
Le costellazioni familiari si svolgono solitamente in un setting di gruppo, guidato da un facilitatore.
Esiste anche una variante individuale, che può essere proposta sia in presenza che online.
All’interno del gruppo, chi porta il tema da esplorare viene chiamato “costellante”, mentre gli altri membri possono assumere il ruolo di rappresentanti o osservatori.
Il processo inizia con la definizione della domanda e la raccolta di informazioni essenziali sulla famiglia di origine (genitori, nonni, eventi significativi).
Successivamente, il costellante posiziona nello spazio i rappresentanti dei membri familiari, osservando le dinamiche che emergono.
Una costellazione può durare dai 20 minuti a due ore e, talvolta, sono necessari più incontri.
In ogni caso, è fondamentale il rispetto dei confini: consenso informato, diritto di fermarsi in qualsiasi momento, privacy e gestione dell’intensità emotiva sono aspetti cruciali per garantire la sicurezza dei partecipanti.
Cosa si prova durante la sessione
Durante una costellazione familiare, le emozioni possono essere intense e ambivalenti.
I partecipanti possono sperimentare commozione, sollievo, rabbia, confusione, un senso di rivelazione o sensazioni corporee come tensione o leggerezza.
L’identificazione nei ruoli può essere influenzata dalla suggestione e dal contagio emotivo, soprattutto in gruppo.
Questa esperienza può essere utile per sentirsi visti, trovare parole nuove per raccontarsi e cambiare prospettiva.
Tuttavia, l’attivazione intensa, il senso di vulnerabilità e l’esposizione possono essere difficili da gestire.
Per questo, è fondamentale che il facilitatore garantisca un ambiente sicuro e rispettoso.

Dopo la costellazione: effetti e stanchezza
Dopo aver partecipato a una costellazione familiare, è possibile sperimentare una forte sensazione di stanchezza.
Può essere un effetto che alcune persone riferiscono, legato all’intenso coinvolgimento emotivo e alla necessità di elaborare le dinamiche emerse durante la sessione.
Gli effetti possono variare notevolmente da persona a persona: alcuni potrebbero avvertire un senso di chiarezza e leggerezza, mentre altri potrebbero sentirsi confusi o turbati.
La durata di questi effetti è altrettanto variabile: per alcuni possono durare solo pochi giorni, per altri settimane.
Integrare l’esperienza richiede tempo e delicatezza.
Ecco alcuni suggerimenti utili:
- prenditi il tempo necessario per riflettere su quanto emerso, senza fretta
- scrivi i tuoi pensieri e le tue emozioni per favorire la consapevolezza
- condividi l’esperienza con una persona di fiducia
- evita di prendere decisioni importanti sotto l’influsso dell’emotività del momento.
Tuttavia, è importante riconoscere i segnali che indicano la necessità di un supporto immediato:
- peggioramento significativo dell’ansia o del tono dell’umore
- insonnia persistente
- sensazioni dissociative (per esempio sentirsi staccati da sé o dalla realtà) o sensazione di perdita di controllo.
Blocchi emotivi e paure: può davvero aiutare?
Le costellazioni familiari possono offrire spunti di riflessione e nuove prospettive, ma non sono una cura dall'efficacia dimostrata.
I blocchi emotivi possono nascere da tanti elementi che si intrecciano nella vita familiare: stili educativi molto rigidi, un legame di attaccamento insicuro (cioè la sensazione, fin da piccoli, che non sia sempre sicuro chiedere conforto), regole non dette sulle emozioni (per esempio “non si piange”) e i modelli di relazione che impariamo osservando come si comportano i nostri familiari.
Non a caso, la ricerca mostra che questi fattori spesso non si presentano “da soli”, ma in insiemi: in uno studio pubblicato su JAMA Pediatrics, che ha usato i dati di una grande indagine sanitaria norvegese (HUNT Survey) insieme a registri sanitari, Lund e colleghi hanno osservato che alcune “costellazioni” (cioè gruppi) di fattori di rischio genitoriali sono associate alla successiva comparsa di ansia e depressione nei figli (Lund et al., 2019) .
Quando il singolo si confonde con la sua storia
Le paure che sembrano “inspiegabili” possono essere lette in chiave simbolica, come legate alla storia familiare.
È importante ricordare, però, che possono avere anche cause personali e attuali, come stress, esperienze di vita recenti o vulnerabilità individuali.
Se i sintomi sono intensi, per esempio ansia o depressione che rendono difficile lavorare, studiare, dormire o gestire le relazioni, è importante rivolgersi a un/una professionista della salute mentale per una valutazione psicologica o psichiatrica e per impostare un percorso di cura adatto a te.
Anche sul fronte della prevenzione, infatti, la ricerca suggerisce che guardare alla persona nel suo insieme (cioè ai diversi “profili” o “costellazioni” di difficoltà e fattori di rischio, invece che a un singolo indice generale) aiuta a capire meglio cosa può portare a esiti negativi e a rendere gli interventi più mirati per chi ha bisogni specifici (Lanza et al., 2010) .
Segreti di famiglia e 'traumi degli antenati'
Le costellazioni familiari possono portare a spiegazioni che sembrano chiare e definitive su eventi mai verificati, come segreti o traumi degli antenati.
È importante essere consapevoli del rischio di costruire false memorie o di cadere nella conferma selettiva, cioè cercare solo le informazioni che confermano le proprie convinzioni.
Ciò che emerge durante una costellazione dovrebbe essere usato come metafora utile a comprendere bisogni, ferite e dinamiche, non come una ricostruzione storica.
Nel caso in cui emergano temi di abuso o violenza, la priorità assoluta è la protezione della persona attraverso un supporto clinico strutturato e qualificato.
Lutto e dolore che attraversano le generazioni
A volte il dolore di una perdita non elaborata può attraversare le generazioni.
Alcuni studi parlano di lutto transgenerazionale.
In questi casi, i discendenti possono essere influenzati indirettamente da dinamiche come il silenzio, l’iperprotezione e la paura della perdita.
In questo senso, le costellazioni familiari possono offrire un beneficio percepito: creare uno spazio simbolico in cui dare un posto al dolore e riconoscere i legami, attraverso rituali simbolici.
Tuttavia, è importante sottolineare che, in caso di lutto recente o traumatico, un accompagnamento clinico strutturato può essere più indicato per aiutare la persona a regolare le emozioni e ritrovare sicurezza.
Costellazioni e psicologia: cosa sapere su limiti e rischi
Le costellazioni familiari sono un metodo molto diffuso, ma la ricerca scientifica non ha ancora dimostrato in modo solido la loro efficacia clinica.
Alcune persone riportano miglioramenti e insight significativi, ma questi risultati possono dipendere dall’effetto del gruppo, dalla suggestione, dall’effetto placebo, dalla catarsi emotiva e dalla costruzione di significato.
Nonostante i possibili benefici, è importante essere consapevoli dei rischi:
- Retraumatizzazione: la rievocazione di traumi senza un adeguato contenimento può riattivare il dolore.
- Colpevolizzazione della vittima: alcune interpretazioni possono attribuire la causa di un problema alla persona stessa o ai suoi “antenati”.
- Interpretazioni deterministiche: la convinzione che il destino sia scritto nella storia familiare può ridurre l’autonomia.
- Uso ripetuto e compulsivo del metodo: la ricerca continua di nuove sessioni può diventare un modo per evitare di affrontare i problemi in altri contesti.
- Esposizione in pubblico: la condivisione di temi intimi in gruppo può generare vergogna e disagio.
- Gestione inadeguata delle crisi emotive: i facilitatori non sempre hanno una formazione clinica.
La psicoterapia si differenzia per la presenza di una cornice etica, del consenso informato e di una gestione clinica dei sintomi.
Come scegliere un facilitatore senza metterti a rischio
Le costellazioni familiari non sono una pratica regolamentata e il termine “facilitatore” non indica necessariamente una qualifica professionale.
Per questo, è importante fare alcune verifiche prima di partecipare a una sessione:
- Verifica le qualifiche: se il facilitatore si presenta come psicologo o psicoterapeuta, puoi verificare l’iscrizione all’albo online. Se non lo è, è importante sapere che non si tratta di un professionista sanitario.
- Fai domande pratiche: chiedi come vengono gestite le crisi emotive, quali sono le regole del gruppo, come viene tutelata la privacy e se viene richiesto un consenso informato.
- Riconosci i campanelli d’allarme: diffida da chi promette guarigioni o cambiamenti miracolosi, propone letture deterministiche (“è colpa degli antenati”) o esercita pressioni economiche (pacchetti obbligatori, pressioni a proseguire).
- Se la costellazione avviene online, verifica che non siano previste registrazioni o streaming e che ci sia chiarezza su costi, durata e modalità.
Una cornice chiara e trasparente è il primo passo per tutelare il tuo benessere e la tua autonomia.
Un nuovo inizio: chiedere supporto con delicatezza
Cercare risposte, soprattutto quando si affronta un periodo di confusione o sofferenza, non significa essere “sbagliati”.
A volte, la sensazione di ripetere schemi che sembrano scritti da qualcun altro, o di essere intrappolati in dinamiche familiari che ci fanno soffrire, può essere un campanello d’allarme.
Se i sintomi che vivi limitano la tua vita quotidiana, se la sofferenza persiste o se hai vissuto traumi che ti sembrano insormontabili, forse è il momento di chiedere aiuto.
Un percorso psicologico non è solo un luogo di cura, ma uno spazio dove esplorare con delicatezza e rispetto le tue domande.
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