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Salute mentale
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Mitomania: perché mentire anche quando non è necessario

Mitomania: perché mentire anche quando non è necessario
Redazione
Unobravo
Articolo revisionato dalla nostra redazione clinica
Ultimo aggiornamento il
4.2.2026
Mitomania: perché mentire anche quando non è necessario
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La menzogna può diventare un comportamento che genera confusione, senso di colpa e disagio emotivo, soprattutto quando diventa una modalità automatica e ricorrente.

Se ti sei mai chiesto perché ti capita di mentire anche quando non è strettamente necessario, potresti aver sperimentato emozioni come la paura di essere giudicato o la confusione rispetto alle tue stesse azioni.

È importante sapere che mentire può capitare a tutti, ma quando diventa  frequente e automatico può creare sofferenza e difficoltà nelle relazioni.

In questo articolo approfondiremo il tema della mitomania, esplorando le possibili cause e alcuni spunti utili per affrontare questa sfida.

Mitomania: una definizione

La mitomania, (talvolta indicata come pseudologia fantastica), descrive una tendenza ricorrente a raccontare bugie o versioni distorte dei fatti. Non è una diagnosi formale del DSM-5-TR, ma un termine descrittivo usato per indicare un pattern  comportamentale.

Queste bugie sono spesso ben costruite e mantenute nel tempo, tanto da sembrare credibili anche a chi le ascolta.

A differenza di ciò che si potrebbe pensare, la mitomania non coincide necessariamente con la malizia o con una manipolazione consapevole. Può essere una strategia nata per gestire emozioni come ansia, vergogna o bisogno di accettazione.

Per chiarire la differenza tra bugie occasionali, bugie difficili da inibire (uso colloquiale) e mitomania, ecco uno schema sintetico:

  1. Bugie occasionali o “bugie bianche”: si verificano in contesti specifici e hanno un’intenzione chiara, come proteggere i sentimenti di qualcuno.
  2. Bugie compulsive (cioè difficili da inibire): diventano un automatismo, con scarso tornaconto per chi le dice, e offrono un sollievo immediato.
  3. Mitomania (talvolta chiamata, in modo non tecnico, “bugia patologica”): è più pervasiva e stabile nel tempo, e può essere difficile da interrompere anche quando se ne riconoscono i danni.

Nel tempo può instaurarsi una progressione: le bugie possono passare da abitudine a bisogno, con costi emotivi e relazionali crescenti.

Affrontare questo tipo di difficoltà da soli può essere complicato, soprattutto quando la menzogna diventa automatica e pervasiva.

Gratisografy - Pexels

Perché mentire anche quando non è necessario

La bugia può diventare una risposta automatica, una scorciatoia per sfuggire a emozioni scomode come l’ansia, l’imbarazzo o la paura del confronto.

In questi casi, mentire sembra l’unica via per mettersi al sicuro, allontanando la sensazione di essere giudicati o messi in discussione.

Altre volte, la menzogna serve a costruire un’immagine migliore di sé: più interessante, forte, competente o semplicemente “a posto”.

Mentire può anche essere un modo per evitare responsabilità, conflitti, critiche o la sensazione di essere “sbagliati”.

Se una bugia porta attenzione, approvazione o evita un problema, può diventare più probabile ripeterla: è un meccanismo di rinforzo. Dietro l’impulso a mentire possono esserci fattori come bassa autostima, vergogna o esperienze passate: comprenderli aiuta a ridurre il peso del comportamento e ad aprire alternative più funzionali.

Autostima, bisogno di approvazione e vergogna

La menzogna può essere un riflesso di insicurezza e bassa autostima, dunque una via per ottenere attenzione e approvazione. In questi casi, la menzogna può trasformarsi in un racconto costruito per ottenere ammirazione, stima o compassione

La vergogna è un’emozione centrale: mentire diventa uno scudo per proteggere la propria identità dal giudizio degli altri.

Il perfezionismo esaspera il problema: aspettative troppo alte, personali o familiari, alimentano la paura di deludere.

Un esempio? Un piccolo abbellimento su un risultato lavorativo può nascere dalla vergogna di non sentirsi all’altezza.

Traumi, infanzia e paura delle critiche

A volte la menzogna può diventare una strategia di adattamento emotivo.

Alcune esperienze, come la trascuratezza emotiva, l’abbandono, le umiliazioni e la crescita in ambienti molto giudicanti, possono rendere la bugia un modo per proteggersi.

Da bambini, mentire può servire a evitare punizioni o rifiuti, e questo schema può persistere anche in età adulta.

In questi casi, la bugia diventa una protezione contro l’intolleranza alle critiche e l’ipersensibilità al fallimento.

Mentire può diventare un modo per evitare una destabilizzazione emotiva intensa di fronte a situazioni che potrebbero attivare ansia intensa, tristezza o senso di vuoto.

Come riconoscerla: segnali che puoi notare

Riconoscere una tendenza persistente alla menzogna in se stessi può essere complesso.

Ecco alcuni segnali che possono aiutarti a identificare questo comportamento:

  • Frequenza e automatismo: racconti bugie anche su dettagli piccoli, senza pensarci troppo.
  • Storie elaborate e convincenti: nel tempo possono emergere incongruenze o contraddizioni.
  • Effetto valanga: ti capita di dover inventare nuove bugie per coprire quelle precedenti, sentendoti intrappolato.
  • Negazione o minimizzazione: pensi che non sia grave o che lo facciano tutti, ma dentro di te percepisci il peso della situazione.
  • Ciclo emotivo: provi ansia prima o durante la menzogna, sollievo subito dopo, ma poi sensi di colpa o paura di essere scoperto.

Riconoscere questi schemi non implica un giudizio sul tuo valore come persona: significa individuare un comportamento che può essere compreso e modificato con il supporto adeguato.

Cosa succede nelle relazioni e quando vengo scoperto

La mitomania può avere un impatto molto pesante sulle relazioni.

La fiducia, pilastro di ogni legame significativo, può incrinarsi, lasciando un senso di insicurezza e sospetto.

Amici, familiari e partner possono sentirsi traditi, confusi e impotenti di fronte a bugie continue e spesso ingiustificate.

La stanchezza emotiva, i litigi e le rotture possono diventare frequenti, mentre il senso di colpa e la vergogna possono isolare ulteriormente chi mente.

Quando la verità viene a galla, le reazioni possono essere intense:

  • Negazione: “Non è vero, ti sbagli.”
  • Difensività: “L’ho fatto per proteggerti.”
  • Rabbia: “Perché mi stai accusando?”
  • Attacco: “Anche tu hai i tuoi segreti.”

In alcune dinamiche di coppia, la gelosia, il tradimento e la manipolazione possono, in alcuni casi, assumere caratteristiche di gaslighting, termine con cui si indica una dinamica in cui l’altra persona viene portata a dubitare della propria percezione o dei propri ricordi.

Ricostruire la fiducia è possibile, ma richiede responsabilità  e continuità: riconoscere le bugie, riparare quando si è ferito l’altro e mantenere coerenza tra parole e azioni sono passaggi fondamentali..

Strategie pratiche per fermarti prima di mentire

Ti sei mai chiesto se è possibile interrompere il ciclo delle bugie?

Alcune strategie pratiche possono aiutare a fermarsi prima di mentire. Ecco sei passi concreti:

  1. Individua i fattori scatenanti: domande, sensazioni di vergogna, contesti sociali o situazioni di conflitto possono essere campanelli d’allarme. Riconoscerli è il primo passo per anticipare la tentazione di mentire.
  2. Prenditi una pausa: concediti 10 secondi per respirare profondamente e calmare l’ansia.
  3. Usa frasi-ponte: rimanda la risposta con espressioni come “ci penso e ti dico” o “preferisco risponderti dopo”.
  4. Scegli una verità sostenibile: dire meno è meglio che inventare. Proteggi i tuoi confini e la tua privacy.
  5. Fai un controllo dei fatti: metti per iscritto ciò che è accaduto e tienilo separato da interpretazioni o ipotesi.
  6. Stabilisci micro-obiettivi: monitora i tuoi progressi, per esempio riuscire a condurre una conversazione al giorno senza abbellire la realtà. In caso di ricadute, impara a gestirle: scusati, correggi e ripara senza colpevolizzarti eccessivamente.
Moose Foto - Pexels

Terapia e disturbi collegati: quando chiedere aiuto

Quando le bugie diventano un fardello insostenibile, può essere il momento di chiedere aiuto.

Se senti che la tua sofferenza è significativa, che le bugie sono fuori controllo e hanno conseguenze sul lavoro o in famiglia, o se vivi nell’isolamento o nella paura costante di essere scoperto, non sei solo.

La psicoterapia può aiutare a lavorare su autostima, vergogna, bisogno di approvazione, regolazione emotiva e capacità di tollerare la verità.

Approcci come la CBT e i percorsi psicodinamici possono aiutare  a riconoscere i meccanismi che ti portano a mentire, a comunicare in modo più autentico e a costruire relazioni più stabili.

In alcuni casi, se sono presenti ansia, depressione o altre difficoltà associate, può essere utile anche un supporto psichiatrico.

Ricorda che il supporto può essere disponibile anche online, in modo semplice e accessibile.

Narcisismo e altri tratti: senza etichette

Mentire in modo ricorrente può, in alcuni casi, associarsi a tratti di personalità descritti in letteratura clinica. Tuttavia, le etichette non spiegano da sole il comportamento: è più utile capire funzioni, contesto e costi della menzogna.

Anche caratteristiche come l’egocentrismo o la difficoltà empatica possono favorire la menzogna, ma non definiscono l’intera persona.

Per questo motivo, la diagnosi differenziale e la comprensione del contesto sono fondamentali: etichettarsi o etichettare qualcuno può essere fuorviante e stigmatizzante.

L’aspetto centrale resta il funzionamento: cosa ti spinge a mentire e quali sono i costi emotivi e relazionali delle bugie.

Ricominciare da sé, un passo alla volta

La mitomania non definisce l’identità di una persona né ne esaurisce il funzionamento psicologico.

La sincerità non è un talento innato, ma una competenza che si può allenare con pazienza.

Un primo intervento utile può essere parlarne con un professionista (anche online) e definire insieme un obiettivo piccolo e concreto per la settimana.

Potresti scoprire che le relazioni possono diventare più leggere, l’ansia meno pressante e il contatto con te stesso più autentico.

Cambiare è possibile, soprattutto quando si riceve un supporto adeguato.

Se senti che è il momento di farti accompagnare, su Unobravo puoi trovare un terapeuta che ti accompagni in questo percorso.

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