Dal 6 al 22 febbraio 2026, l’Italia ospita uno degli eventi sportivi più importanti e attesi: le olimpiadi invernali. Per la prima volta i giochi olimpici invernali si svolgeranno con un’edizione “diffusa” tra Milano e le Dolomiti (oltre a Cortina le gare si svolgeranno in Val di Fiemme, a Bormio, Livigno, Anterselva).
Pronti a indossare cuffie, guanti, giacconi, sci, pattini e sfrecciare in un viaggio tra storia, curiosità, sport, temi politici e implicazioni sul benessere mentale?
I numeri dei giochi invernali
Le Olimpiadi Milano Cortina in numeri:
- 116 eventi che assegneranno medaglie;
- 16 discipline sportive tra cui (sci alpino, sci di discesa, bob, slittino, skeleton, curling, pattinaggio di figura, pattinaggio di velocità, hockey, biathlon).
- Oltre 3.500 atleti (2.900 olimpici e circa 600 paralimpici);
- Tra 90 e 93 le nazioni coinvolte;
- Cerimonia di apertura 6 febbraio presso lo stadio di San Siro;
- Si tratta dell’edizione numero XXV;
- La precedente edizioni si è tenuta nel 2022 a Pechino;
- La successiva si terrà sulle Alpi Francesi nel 2030.
- Il tema della cerimonia di apertura sarà Armonia e celebrerà l’unione di elementi diversi (città e montagna, culture e generazioni, sport e musica).
- Il Comitato Olimpico Internazionale ha sviluppato un programma ufficiale sulla salute mentale degli atleti per fornire adeguato supporto e promuovere benessere per atleti e pubblico.
La storia delle Olimpiadi Invernali
La nascita delle Olimpiadi risale all’antica Grecia. La prima venne organizzata nel 776 a.C come parte dei riti di celebrazione di Zeus. Erano previste gare di corsa, pugilato, pentathlon, corsa dei carri. Si svolsero regolarmente ogni 4 anni fino al 393 d.C quando vennero abolite da Teodosio.
Nell’epoca moderna fu De Coubertin, fondatore del Comitato Olimpico Internazionale nel 1894, a promuoverne la rinascita. La prima olimpiade moderna si svolse nel 1896 ad Atene. Da allora prosegue la tradizione con lo svolgimento dei giochi ogni 4 anni, fatta eccezione per la sospensione durante le guerre mondiali e lo spostamento dell’edizione di Tokyo dal 2020 al 2021 a causa della pandemia di Covid.
Oggi si configurano come l’evento sportivo più importante del mondo coinvolgendo fino a 10.000 atleti, oltre 200 nazioni e aumentando nel numero di sport e discipline.
Le Olimpiadi invernali nascono come settimana dedicata agli sport del freddo che si tenne per la prima volta nel 1924 a Chamonix in Francia. Venne poi riconosciuta a tutti gli effetti come la I Olimpiade invernale. Fino al 1992 si tenevano nello stesso anno dell’Olimpiade estiva. Dall’edizione del 1994 che si tenne a Lillehammer iniziarono a tenersi in anni diversi dai giochi estivi.

Olimpiadi tra politica, sport ed economia
In epoca moderna ospitare i giochi olimpici diviene occasione per dimostrare capacità organizzativa, potere, modernità, stabilità.
Spesso dietro al primato nel medagliere si sono combattute battaglie per una supremazia politica oltre che sportiva (basti pensare al contrasto tra Unione Sovietica e Stati Uniti, più recentemente agli investimenti faraonici della Cina per la conquista del più alto numero di ori possibile).
In alcuni casi si tratta di occasioni di rilancio e promozione con la possibilità di affrontare temi di carattere sociale e fare da traino allo sviluppo economico (pensiamo all’edizione di Rio de Janeiro 2016). Recentemente sono spesso state occasione di affermare posizionamenti e potere politico (la Cina ha ospitato sia i giochi estivi che quelli invernali, la Russia quelli invernali, la Francia quelli estivi e quelli invernali a distanza di soli 6 anni).
Spesso questi eventi diventano occasione per lanciare importanti messaggi sociali (basta pensare al pugno guantato di nero degli atleti americani nell’edizione delle Olimpiadi di Città del Messico del 1968 per protestare contro la segregazione raziale).
In altre occasioni generano forti ondate di protesta a causa delle ingenti somme di denaro che vengono investite, dei ritardi e degli incidenti mortali durante i lavori di costruzione degli impianti, per lo scarso utilizzo di piste e stadi che rischiano di cadere in disuso (elemento ancora più critico negli sport invernali) dopo che la fiamma olimpica si spegne.
Per alcune realtà, come ad esempio per Torino città olimpica invernale nel 2006, si tratta di una vetrina internazionale per promuovere il turismo e interi territori.
Speranze e polemiche, dibattiti e proteste, economia e politica si intrecciano formando lo sfondo su cui si stagliano le imprese degli atleti.
Olimpiadi e pace
Nell’antica Grecia durante i giochi veniva proclamata una tregua sacra che sospendeva le ostilità tra le varie polis. La pace serviva per permettere gli spostamenti degli atleti, permettere lo svolgimento dei giochi e creare uno spazio simbolico di incontro tra popoli in guerra con l’idea che la competizione potesse sostituire i combattimenti.
Il Comitato Olimpico Internazionale promuove la tregua moderna invitando tutti i paesi aderenti all’ONU a sospendere le guerre durante lo svolgimento dei giochi, proteggere atleti e delegazioni e favorire il dialogo tra leader e la diplomazia.
In alcuni casi abbiamo assistito a gesti politici di grande impatto e rilevanza simbolica come la delegazione unica delle due Coree in occasione dei giochi del 2018.
La psicologia dello sport e il benessere mentale
Spesso per gli atleti pochi secondi di discesa tra i pali rappresentano il culmine di 4 anni di allenamento, fatica, preparazione. Pressioni, aspettative, obiettivi richiedono una grande forza mentale oltre che fisica. La psicologia dello sport (Mandolesi, 2017) si mette al servizio del benessere degli atleti, ma anche della loro preparazione. Quali competenze può aiutare a sviluppare?
- Regolazione emotiva (ansia, gestione dei livelli di attivazione anche attraverso tecniche come mindfulness e respirazione);
- Focus attentivo;
- Resilienza e coping (recupero dopo risultati deludenti o dopo infortuni, capacità di affrontare momenti di difficoltà o dolore);
- Autoefficacia (il lavoro sulla convinzione di poter raggiungere un obiettivo);
- Promozione di dinamiche di coesione e collaborazione nei team.
Gli interventi degli psicologi possono riguardare il supporto nelle lunghe fasi di preparazione, la gestione emotiva durante le gare, interventi post gara, prevenzione del burnout, gestione delle dinamiche di gruppo.
L’antico adagio recita mente sana in corpo sano, ma sempre più spesso la ricerca del dettaglio nelle prestazioni dello sport odierno sembra affermare anche il valore assoluto del contrario, con un’attenzione crescente verso il benessere mentale degli atleti.

L’importante è partecipare?
Per gli spettatori può valere sicuramente il famoso motto dei De Coubertin secondo il quale l’importante è partecipare. Possiamo solo immaginare cosa attraversa la mente di un atleta teso nello sforzo di controllare il suo corpo quando gli sci si staccano dal trampolino per il salto, la lamina di un pattino in una rotazione, le vibrazioni di un bob o di uno slittino lanciato a folle velocità sulla pista.
Per chi osserva c’è la possibilità di ammirare lo spettacolo del corpo umano che, nel suo connubio indissolubile con la mente, cerca di mettersi in gioco ad un livello così alto che rasenta la perfezione. Una perfezione che ci sorprende si possa continuare a migliorare in una tensione che diviene quasi artistica tanta è la bellezza.
Non si tratta di prestazione esagerata, ma di lavoro, fatica, impegno, lavoro, allenamento per un gesto che regala emozioni impareggiabili. Chi non ha mai fantasticato un podio, un inno nazionale, una bandiera che sale, una medaglia al collo? In fondo anche questa è la bellezza romantica dei giochi olimpici.





