Ansia prima delle visite di follow-up oncologico: come affrontare la paura che può riemergere a ogni controllo?

Manca una settimana alla TAC e non riesco a pensare ad altro.
Tutti mi dicono che sono guarita, ma io ho ancora tanta paura.

Hai finito le cure, i medici parlano di remissione e chi ti vuole bene ti dice che ormai è passata, eppure, quando si avvicina la data di una nuova TAC o degli esami del sangue, senti che qualcosa dentro di te torna a stringersi.

È un'esperienza molto più comune di quanto si pensi. Chi ha attraversato un percorso oncologico spesso descrive questa tensione che precede i controlli con il termine inglese scanxiety, l'ansia legata agli esami di controllo.

Ogni controllo periodico può riattivare i ricordi fisici ed emotivi vissuti durante chemioterapia, interventi o radioterapia, impedendo di sentirti davvero fuori da quella fase.

Essere considerati guariti dall'esterno non coincide sempre con quello che si prova dentro. Si può vivere in una sorta di limbo, fatto di cicli di allerta che chi sta intorno non sempre riconosce.

Riconoscere questa paura come una risposta comprensibile e non come un'esagerazione o un segno di ingratitudine per essere vivi, può essere un primo passo importante per iniziare ad affrontarla con più consapevolezza.

Le radici dell'ansia anticipatoria

Perché la paura può riaffacciarsi a ogni esame

Basta l'odore dell'ospedale e mi torna tutto in mente.
Mia moglie non capisce perché ho ancora così paura.

Prima di entrare nel dettaglio, è utile ricordare che l'ansia legata ai controlli oncologici ha radici profonde e diverse per ciascuna persona. Per molti, esplorare queste radici e dare un senso a ciò che si prova può essere più semplice con l'aiuto di uno/a psicologo/a con esperienza in ambito oncologico, che può offrire strumenti su misura per tutelare il proprio benessere.

Proviamo, intanto, a esplorare insieme alcune possibili ragioni che sono alla base della paura che riemerge prima di ogni visita di follow-up.

La memoria del corpo e della mente

  • Ogni nuovo esame può riattivare nella memoria corporea le sensazioni vissute durante le cure, come la nausea, la stanchezza o certi odori ospedalieri.
  • Quando un'esperienza è stata vissuta come sopraffacente, senza aver avuto il tempo di elaborarla, una nuova situazione di incertezza può riportare a galla emozioni molto intense.
  • Il corpo tende a rispondere a una minaccia percepita anche solo immaginata, attivando tensione fisica e mentale ben prima dell'esame reale.

Il ruolo del rimuginio e dei pensieri catastrofici

  • La mente tende a riempire i vuoti di incertezza con gli scenari peggiori, amplificando la percezione del rischio di recidiva.
  • I pensieri che si ripetono, difficili da mettere da parte, possono alimentare un circolo vizioso che rende l'attesa ancora più pesante.
  • Ogni piccolo segnale del corpo può iniziare a essere interpretato come un possibile segno di ricaduta.

La solitudine di una paura non riconosciuta

  • Sentirsi ripetere che ormai è tutto passato può far percepire la propria paura come ingiustificata, portando a viverla in silenzio.
  • La mancanza di riconoscimento da parte di chi sta intorno può rendere difficile sentirsi legittimati a esprimere ciò che si prova.
  • L'assenza di uno spazio di condivisione può accentuare il senso di isolamento in un'esperienza che invece molte persone attraversano.
Prospettiva clinica
I momenti difficili sembrano assorbire tutte le nostre energie, ma le sfide e i problemi non definiscono il nostro valore personale. Darsi tempo per conoscere meglio le proprie risorse, senza cercare una soluzione immediata, e chiedere aiuto a un professionista quando serve, sono i primi passi verso il cambiamento positivo.
Momenti concreti di vita

Situazioni in cui potresti riconoscerti

Ogni volta che tossisco penso subito al peggio.
Appena finisce un controllo, comincio a temere il prossimo.

L'ansia da follow-up si manifesta in modi diversi e in momenti spesso inaspettati della vita quotidiana. Ecco alcune situazioni concrete in cui potresti ritrovarti.

La settimana che precede il controllo

  • Nei giorni prima di una TAC di controllo puoi sperimentare tensione muscolare, difficoltà a dormire, irritabilità e pensieri persistenti, anche a distanza di anni dalla fine delle cure.
  • Ti accorgi di essere più nervoso/a del solito con le persone che ami, senza riuscire a spiegarne davvero il motivo.
  • Ogni piccolo dolore o sintomo diventa fonte di preoccupazione, come se il corpo stesse cercando di anticiparti una brutta notizia.

Quando i ricordi tornano all'improvviso

  • Il solo odore di un ambiente ospedaliero, o il ricordo di una flebo, può riportare a galla emozioni molto forti legate alle cure passate.
  • Sentire dire da amici e familiari che l'importante è che tu sia guarito può farti percepire la tua paura come esagerata, mentre dentro la vivi come reale e legittima.
  • Lavorando da casa, nelle pause della giornata puoi ritrovarti a cercare in modo ricorrente informazioni online su sintomi e prognosi, alimentando senza volerlo la spirale ansiosa.

Il sollievo che dura poco

  • Dopo un esito rassicurante, il sollievo può essere solo temporaneo: la tensione tende a riaffacciarsi già in vista del controllo successivo.
  • Nei giorni che separano un esame dall'altro puoi vivere una sorta di sospensione emotiva, in cui è difficile fare progetti a lungo termine.
  • Ti sembra di non riuscire mai davvero a rilassarti, come se il prossimo appuntamento fosse sempre lì ad attenderti.
Un momento per fermarsi
Ti riconosci in una di queste situazioni?

Convivere con una malattia mette alla prova anche la mente?

Una condizione di salute che dura nel tempo può coinvolgere, oltre al corpo, umore, identità e relazioni. Questi articoli possono aiutarti a capire meglio questo intreccio tra corpo e mente.

La prospettiva psicosomatica
leggi l'articolo
La malattia cronica e le cure per i dolori “incurabili”
leggi l'articolo
La malattia cronica nella coppia
leggi l'articolo

Prendersi cura di sé, oltre che della malattia, è possibile

Accanto alle cure mediche, anche il benessere psicologico conta. Questi articoli possono darti strumenti per attraversare le difficoltà con più risorse ed equilibrio.

La resilienza e le strategie di coping per reggere lo stress
leggi l'articolo
Il colloquio psicologico nella crisi di senso data dalla malattia
leggi l'articolo
Attraversare la sofferenza con l'incontro terapeutico
leggi l'articolo

Se il peso della malattia influenza la tua vita, parlare con un professionista potrebbe aiutarti ad affrontare meglio il presente

Quando la malattia mette alla prova il tuo equilibrio emotivo, parlare con uno psicologo può aiutarti ad affrontare queste sfide con consapevolezza e supporto. Ecco come funziona la terapia.

Come funziona la psicoterapia: guida alla psicoterapia e al suo percorso
leggi l'articolo
Prima seduta dallo psicologo: cosa dire e cosa aspettarsi
leggi l'articolo
La psicoterapia online funziona?
leggi l'articolo

Quando la malattia condiziona il tuo benessere, parlarne può aiutare

Se convivere con la malattia sta diventando troppo difficile, non devi affrontarlo per forza da solo. Trova lo psicologo adatto a te: bastano pochi minuti.

1
Questionario di 3 min
2
Affidati al professionista giusto
3
Primo incontro gratuito, senza impegno
Valutato Eccellente su Trustpilot
Strategie pratiche

Come attraversare i giorni dell'attesa

Da quando ne parlo con la mia psicologa mi sento meno sola.
Ho imparato a respirare quando l'ansia sale prima degli esami.
1

Dare un nome a ciò che provi

Riconoscere l'ansia che senti nei giorni che precedono un controllo può essere un primo passo per iniziare a gestirla, invece di reprimerla o giudicarti. Puoi provare a scriverla su un diario, così da vederla con un po' più di distanza.

2

Rallentare il respiro

Quando la tensione fisica cresce, dedicare qualche minuto a un respiro lento e profondo può aiutarti a calmare l'attivazione del corpo. L'ansia si accompagna spesso a un respiro corto e accelerato e rallentarlo con consapevolezza può inviare al corpo il segnale che, in questo momento, non c'è un pericolo immediato.

3

Limitare le ricerche online

Quando senti l'impulso di aprire l'ennesima pagina su sintomi e prognosi, potresti provare ad aspettare alcuni minuti prima di farlo, dedicando quel tempo a qualcosa che ti fa stare bene. Sostituire la ricerca con un'attività concreta che ti ancora al presente può ridurre il rimuginio.

4

Costruire piccoli rituali di cura

Nei giorni vicini al controllo puoi individuare piccoli gesti che alleggeriscano l'attesa, come una passeggiata, un film che ami, il contatto con una persona di fiducia. Il movimento e le attività piacevoli possono offrire momenti di sollievo dal carico emotivo.

5

Condividere la paura con qualcuno di fiducia

Parlare apertamente di come ti senti con una persona cara può aiutarti a sentirti meno solo. Non è necessario che l'altro abbia tutte le risposte: a volte è sufficiente sentirsi ascoltati senza essere corretti o rassicurati in fretta.

6

Accogliere che l'ansia possa tornare

Accettare che questa paura possa ripresentarsi a ogni controllo, senza per questo sentirti non abbastanza guarito, può aiutarti a viverla con meno resistenza. Trattarti con gentilezza, invece che con autocritica, può rendere l'esperienza un po' più sostenibile.

7

Valutare un percorso con uno/a psicologo/a

Un percorso con uno/a psicologo/a può rappresentare uno spazio prezioso in cui sentirti capito/a e per imparare a distinguere i pensieri realistici dagli scenari catastrofici. Non è necessario aspettare che l'ansia diventi molto difficile da gestire per chiedere un supporto: può essere utile anche solo per attraversare l'attesa con strumenti più adatti a te.

Parla di come ti senti a uno psicologo online

Trova il professionista più adatto a te con il nostro questionario riservato, ci aiuterà a comprendere meglio i tuoi bisogni.

1
Questionario di 3 min
2
Affidati al professionista giusto
3
Primo incontro gratuito, senza impegno
Inizia il questionario
Valutato Eccellente su Trustpilot
Uno sguardo di insieme

Non sei solo in questa attesa

Ho capito che questa paura non mi rende ingrato di essere vivo.
Non devo affrontare da sola i giorni prima del controllo.

L'ansia prima dei controlli oncologici non è un segno di debolezza né di ingratitudine, ma una risposta comprensibile a un'esperienza che ha lasciato tracce reali nel corpo e nella mente.

Il percorso di guarigione non si conclude sempre con la fine delle cure attive e anche a distanza di anni, i controlli periodici possono riportare a galla vissuti emotivi intensi che meritano spazio e riconoscimento.

Dare voce e legittimità a questa paura, anche quando chi ti sta intorno fatica a comprenderla, può essere essenziale per non sentirti solo in un'esperienza che invece è condivisa da molte persone.

Imparare a convivere con questa ansia ricorrente, senza pretendere di eliminarla del tutto, è spesso più realistico e sostenibile che aspettarsi di non provarla mai più.

Se senti che l'attesa dei controlli occupa troppo spazio nella tua vita, rivolgerti a uno/a psicologo/a con esperienza in ambito oncologico può aiutarti a comprendere meglio le tue reazioni e a sviluppare strategie personalizzate. Chiedere aiuto è una scelta di cura verso te stesso/a.

Il passo successivo, se ti senti pronto/a

La terapia psicologica non è solo per chi attraversa un momento di crisi. È uno spazio di ascolto per prenderti cura del tuo benessere mentale.

Parla con uno psicologo di come ti senti

Hai ancora dei dubbi? Approfondisci sul blog:

Prima seduta dallo psicologo: cosa dire e cosa aspettarsi
Prima seduta dallo psicologo: cosa dire e cosa aspettarsi
leggi l'articolo
Come funziona la psicoterapia: guida alla psicoterapia e al suo percorso
Come funziona la psicoterapia: guida alla psicoterapia e al suo percorso
leggi l'articolo
Psicologo online: prezzi e tariffe
Psicologo online: prezzi e tariffe
leggi l'articolo
Hai mai pensato alla terapia?

Parla di come ti senti a chi può aiutarti

Non devi affrontare tutto da solo/a: prenota un colloquio gratuito con un professionista per scoprire i benefici della terapia.

+10 milioni

SEDUTE SVOLTE ONLINE

+9.500

psicologi sulla piattaforma

+500.000

persone supportate
Auguro a tutti questo percorso
Dopo un anno di psicoterapia con la dottoressa Antonella Maria Rita Martino, sono diventata un'altra persona. Soffrivo d'ansia in modo cronico e invalidante, nemmeno mi rendevo conto di quanto fosse pesante, e ora posso dire che va davvero meglio, l'ansia viene ogni tanto e ho gli strumenti per gestirla e annientarla in poche ore o addirittura minuti, come ormai so gestire meglio ogni crisi che mi possa capitare. Penso che non smetterò mai con le mie sedute perché c'è tanto da imparare, tanto da crescere, per non parlare di quanto si possa definire quest'esperienza una coccola per sé stessi. Grazie Mille Maria Rita per avermi cambiato l'esistenza.
— Francesca Piras
Valutazione di 4.7 / 5 | 8.737 recensioni
Incontri speciali!
Ho iniziato questo percorso principalmente per problemi di forte ansia, attacchi di panico e difficoltà ormai molto invalidanti nel relazionarmi con gli altri sfociate nell'impossibilità di vivere "normalmente" la mia quotidianità con un principio di depressione, insieme alla dott.ssa Elisa Pasquali, che sin dalla seduta conoscitiva si è mostrata molto empatica e disponibile/flessibile, facendomi sentire a mio agio nonostante la condizione di assoluta inadeguatezza che stavo vivendo da un po'. Da tre mesi a questa parte si è mostrata sempre super attenta ad ascoltare ed in grado di far emergere le problematiche più nascoste con le quali convivo forse dall'infanzia, portanomi a ragionamenti magari mai pima d'ora presi in considerazione, che stanno iniziando a farmi vedere le cose in un'altra prospettiva, anche più realistica e meno catastrofica di quanto pensassi, con il beneficio di iniziare a star meglio nonostante il percorso possa rivelarsi ancora lungo e tortuoso. Ho riscoperto la forza di voler riprendere la mia vita in mano!
— Maria
Valutazione di 4.7 / 5 | 8.737 recensioni
La mia salvezza
Grazie ad unobravo ho potuto fare la psicoterapia che mi serviva senza dover affrontare traffico, ritardi, semplicemente dal divano di casa!
— GIUSY
Valutazione di 4.7 / 5 | 8.737 recensioni
FAQ

Domande frequenti

Chi ha attraversato un percorso oncologico spesso descrive la tensione che precede i controlli con il termine inglese scanxiety, l'ansia legata agli esami di controllo. Ogni controllo periodico può riattivare i ricordi fisici ed emotivi vissuti durante chemioterapia, interventi o radioterapia, impedendo di sentirsi davvero fuori da quella fase. Essere considerati guariti dall'esterno non coincide sempre con quello che si prova dentro, e si può vivere in una sorta di limbo, fatto di cicli di allerta che chi sta intorno non sempre riconosce. Riconoscere questa paura come una risposta comprensibile, e non come un'esagerazione o un segno di ingratitudine per essere vivi, può essere un primo passo importante per affrontarla con più consapevolezza.

Ogni nuovo esame può riattivare nella memoria corporea le sensazioni vissute durante le cure, come la nausea, la stanchezza o certi odori ospedalieri. Quando un'esperienza è stata vissuta come sopraffacente, senza aver avuto il tempo di elaborarla, una nuova situazione di incertezza può riportare a galla emozioni molto intense. Il corpo tende a rispondere a una minaccia percepita anche solo immaginata, attivando tensione fisica e mentale ben prima dell'esame reale. Inoltre la mente tende a riempire i vuoti di incertezza con gli scenari peggiori, amplificando la percezione del rischio di recidiva, e ogni piccolo segnale del corpo può iniziare a essere interpretato come un possibile segno di ricaduta.

Nei giorni prima di una TAC di controllo si può sperimentare tensione muscolare, difficoltà a dormire, irritabilità e pensieri persistenti, anche a distanza di anni dalla fine delle cure. Ci si può accorgere di essere più nervosi del solito con le persone che si amano, senza riuscire a spiegarne davvero il motivo. Ogni piccolo dolore o sintomo diventa fonte di preoccupazione, come se il corpo stesse cercando di anticipare una brutta notizia. Nelle pause della giornata si può anche ritrovarsi a cercare in modo ricorrente informazioni online su sintomi e prognosi, alimentando senza volerlo la spirale ansiosa.

Sentirsi ripetere che ormai è tutto passato può far percepire la propria paura come ingiustificata, portando a viverla in silenzio. La mancanza di riconoscimento da parte di chi sta intorno può rendere difficile sentirsi legittimati a esprimere ciò che si prova, e l'assenza di uno spazio di condivisione può accentuare il senso di isolamento in un'esperienza che invece molte persone attraversano. Sentire dire da amici e familiari che l'importante è essere guariti può far percepire la propria paura come esagerata, mentre dentro la si vive come reale e legittima. Dare voce e legittimità a questa paura può essere essenziale per non sentirsi soli in un'esperienza condivisa da molte persone.

Dopo un esito rassicurante, il sollievo può essere solo temporaneo: la tensione tende a riaffacciarsi già in vista del controllo successivo. Nei giorni che separano un esame dall'altro si può vivere una sorta di sospensione emotiva, in cui è difficile fare progetti a lungo termine, con la sensazione di non riuscire mai davvero a rilassarsi, come se il prossimo appuntamento fosse sempre lì ad attendere. Il percorso di guarigione non si conclude sempre con la fine delle cure attive e anche a distanza di anni, i controlli periodici possono riportare a galla vissuti emotivi intensi che meritano spazio e riconoscimento.

Riconoscere l'ansia che si sente nei giorni che precedono un controllo può essere un primo passo per iniziare a gestirla, invece di reprimerla o giudicarsi, provando anche a scriverla su un diario per vederla con un po' più di distanza. Dedicare qualche minuto a un respiro lento e profondo può aiutare a calmare l'attivazione del corpo. Può essere utile limitare le ricerche online, sostituendole con un'attività concreta che ancora al presente, e costruire piccoli rituali di cura come una passeggiata o un film amato. Condividere la paura con una persona di fiducia aiuta a sentirsi meno soli, e accettare che l'ansia possa ripresentarsi, trattandosi con gentilezza, può rendere l'esperienza più sostenibile.

Domande frequenti sulla terapia

Con Unobravo potrai svolgere terapia psicologica individuale o terapia di coppia, a seconda delle tue necessità. Per esempio, la terapia individuale dopo un tradimento può essere utile per migliorare la comunicazione e affrontare le sfide personali che influenzano le dinamiche relazionali. La scelta, dopo un tradimento, della terapia individuale o di coppia dipende dalle esigenze di ciascuna persona.

Un percorso di terapia individuale può offrire uno spazio sicuro per esplorare le proprie emozioni e i propri comportamenti insieme a un professionista della salute mentale.

Anche se non è sempre semplice capire come iniziare un percorso psicologico, con Unobravo non dovrai preoccuparti di come scegliere uno psicologo. Ti basterà compilare il questionario e incontrare nel primo colloquio gratuito lo psicologo che ti è stato assegnato tra gli psicologi Unobravo.
Se sarà il professionista adatto a te, inizierete insieme un percorso creato su misura per te.

Con uno psicologo online Unobravo puoi prenderti cura di te ovunque tu sia. Potrai utilizzare l'app o la Web App per fissare i tuoi appuntamenti, svolgere le sedute, chattare con il tuo psicologo ed effettuare pagamenti sicuri.

Tutto comodamente online, utilizzando qualsiasi dispositivo e collegandoti dove e quando vuoi.

Il prezzo dello psicologo in presenza può variare molto, senza contare il tempo e il costo per raggiungere lo studio del professionista.

Con Unobravo ogni seduta ha un prezzo fisso e accessibile di 49 € e puoi incontrare il tuo psicologo anche in viaggio, in vacanza o in una pausa dal lavoro, senza investire tempo e denaro per gli spostamenti.

Per connetterti con il tuo benessere psicologico ti basterà solo un click.

A decidere quanto dura un percorso psicologico sarete tu e il tuo Unobravo: ogni persona è unica, così come lo sarà il viaggio verso il tuo benessere psicologico.

Ogni processo terapeutico è unico e la motivazione o la necessità di iniziare un percorso di terapia varia da persona a persona. È importante ricordare che andare in terapia non solo aiuta ad affrontare le difficoltà e a trattare i disturbi, ma sostiene anche chi desidera intraprendere un percorso di crescita personale e fornisce strumenti e strategie utili per migliorare il benessere quotidiano.

È importante ricordare che fare terapia non è un segno di debolezza ma di cura di sé, quindi non c'è bisogno di aspettare di raggiungere il nostro limite per chiedere aiuto.

Prenota il primo incontro gratuito
Trova il tuo Unobravo
Valutato Eccellente su Trustpilot