Cannabis come risposta al dolore di una rottura relazionale: come comprendere il ruolo delle emozioni e del consumo?

Non so più se sto male per lei o per quello che fumo
Fumo per non pensarci, ma poi mi sento peggio
Dopo la fine di una relazione importante è comune attraversare una fase di dolore, vuoto e tristezza. Sono reazioni naturali a una perdita affettiva, non un segnale che qualcosa in te non funziona.
Quando in questa fase inizi a fumare cannabis più spesso per attutire quel dolore, però, i piani possono confondersi. Può diventare più difficile capire quali vissuti siano legati alla rottura e quali possano essere influenzati anche dal consumo di cannabis.
L'apatia, il calo di motivazione e la sensazione di vuoto possono essere letti come "solo tristezza per la rottura", ma a volte c'è dell'altro. Quando il consumo diventa frequente, distinguere il ruolo delle emozioni da quello della sostanza può risultare più complesso e può aumentare l'incertezza rispetto a ciò che si sta vivendo.
Se ti riconosci in tutto questo, sappi che porti una domanda legittima e importante.
Le possibili radici
Cosa può nascondersi dietro questo circolo
Ogni sera accendo uno spinello per spegnere la testa
Pensavo mi aiutasse, invece mi sento sempre più svuotata
Prima di tutto, riconoscere questa confusione è già un passo che conta. Sciogliere il nodo tra emozioni autentiche ed effetti della sostanza è un percorso che spesso diventa più chiaro con l'aiuto di uno/a psicologo/a, che può offrirti uno spazio per distinguere il dolore del lutto da ciò che il consumo sta alimentando.
Proviamo, intanto, a esplorare insieme alcune possibili ragioni che possono essere alla base di questo intreccio tra rottura e uso di cannabis.
La cannabis come sollievo immediato
- Dopo una perdita affettiva, la sostanza può sembrare un modo accessibile e socialmente accettato per non sentire il dolore, molto più rapido di un percorso di elaborazione.
- Il sollievo che arriva è temporaneo, ma abbastanza intenso da rendere l'abitudine facile da ripetere sera dopo sera.
- Riempire le serate vuote con lo spinello può diventare un gesto quasi automatico, un modo per gestire il tempo che prima era condiviso.
Quando la sostanza influisce sull'umore
- L'uso regolare di cannabis può associarsi, in alcune persone, a cambiamenti dell'umore, della motivazione e dell'ansia, con effetti che possono variare in base alla frequenza del consumo, alla quantità e alle caratteristiche individuali.
- In alcune persone, un consumo frequente può intrecciarsi con il modo in cui vengono vissuti e regolati gli stati emotivi durante un periodo di particolare vulnerabilità.
- Il consumo continuato può ridurre la voglia di fare, di uscire e di progettare, sensazioni che rischi di attribuire solo al lutto.
Il meccanismo che si autoalimenta
- Si fuma per non sentire, il dolore si attutisce per un po', e questo rinforza il gesto e lo inserisce in un circolo vizioso difficile da interrompere.
- Usare la cannabis per "curarsi da soli" da tristezza o ansia tende, nel tempo, a far crescere il consumo anziché ridurre il malessere.
- Questo schema può ripetersi indipendentemente dall'evoluzione reale del dolore per la relazione finita.

Vissuti concreti
Situazioni in cui potresti riconoscerti
Nei giorni che non fumo mi sento ancora più giù
La mia compagna se n'è andata e io mi sono spento
A volte è più facile capire cosa sta accadendo osservando situazioni concrete. Ecco alcune scene in cui potresti ritrovarti.
Il consumo che riempie il vuoto
- Fumare ogni sera per riempire lo spazio lasciato dalla fine della relazione, trasformando gradualmente un gesto occasionale in un'abitudine quotidiana.
- Percepire lo spinello come l'unico modo per rilassarti davvero, al punto che senza una serata così diventa difficile staccare.
- Giustificare l'uso quotidiano dicendoti "è comprensibile dopo una rottura", mentre chi ti sta vicino nota cambiamenti nell'umore o nell'energia.
La motivazione che continua a calare
- Accorgerti che la voglia di uscire, vedere amici o iniziare qualcosa di nuovo continua a diminuire, senza capire se sia il lutto che si prolunga o l'effetto della sostanza.
- Continuare a ripensare alla relazione finita anche mentre fumi, senza il sollievo sperato, chiedendoti se il consumo stia amplificando i pensieri anziché placarli.
- Sentire che le giornate scorrono tutte uguali, con la sensazione di essere in pausa dalla tua stessa vita.
I segnali che generano dubbi
- Notare che nei giorni senza cannabis il malessere sembra acuirsi rispetto a prima, con il dubbio di esserti abituato a quella stampella.
- Sperimentare momenti di ansia o irrequietezza proprio quando ti aspetteresti di stare meglio, senza collegarli al possibile ruolo della sostanza.
- Provare fastidio o insofferenza quando qualcuno ti fa notare quanto fumi, come se toccasse un punto che preferiresti non guardare.
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Primi passi possibili
Come iniziare a fare chiarezza
Ho provato a segnare quando fumo e ci sono rimasta male
Da solo non riesco a capirci più niente
Provare a osservare le pause dal consumo
Può essere utile osservare con attenzione il rapporto tra consumo, emozioni e situazioni quotidiane, annotando eventuali cambiamenti. Se ridurre o sospendere il consumo risulta difficile o provoca un disagio significativo, può essere opportuno confrontarsi con un professionista.
Annotare umore e consumo
Puoi tenere un piccolo diario in cui segni come ti senti, quanto fumi e cosa è successo nella giornata. Rileggere queste note nel tempo può far emergere collegamenti che altrimenti restano invisibili.
Individuare attività che ti facevano stare bene
Quando te la senti, potresti dedicare le serate a qualcosa che in passato ti dava piacere, anche piccolo. Ritrovare fonti di benessere diverse dallo spinello può ridurre l'associazione automatica tra tempo libero e sostanza.
Prendere in considerazione il contesto sociale
Se fumi soprattutto in gruppi dove è la norma, potrebbe essere utile individuare spazi e momenti in cui la socialità non passa dalla cannabis. Non si tratta di allontanare le persone a cui tieni, ma di ampliare le possibilità.
Aspettare qualche minuto quando arriva l'impulso
Quando senti la spinta a fumare, potresti provare ad aspettare anche solo dieci minuti prima di decidere. Il bisogno di attutire il dolore è spesso legato a un picco emotivo e rimandare di poco può aiutare quella sensazione a calare, restituendoci un margine di scelta.
Valutare un percorso con uno/a psicologo/a
Affrontare da soli l'elaborazione di una rottura e allo stesso tempo un rapporto complicato con la cannabis può essere molto pesante. Un percorso di psicoterapia può rappresentare uno spazio in cui sentirsi capito e sostenuto, e in cui separare il lavoro di lutto necessario dalla dinamica di consumo che si è instaurata. Non è necessario aspettare che la situazione diventi molto difficile per chiedere questo tipo di supporto.
Chiedere aiuto quando il quotidiano peggiora
Se il sonno, la motivazione o la capacità di gestire le giornate cominciano a risentirne, potresti rivolgerti a uno/a psicologo/a senza aspettare che tutto si risolva da sé. Intervenire prima può rendere più semplice ritrovare un equilibrio autentico.
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Uno sguardo in avanti
Dare al dolore lo spazio che merita
Voglio tornare a sentire le cose, anche quelle difficili
Forse è ora di chiedere aiuto sul serio
Il dolore dopo una rottura può richiedere tempo e spazio per essere elaborato. Quando la cannabis viene utilizzata per attenuare emozioni difficili, può diventare più complesso comprendere il ruolo che il consumo sta assumendo nel modo di affrontare la perdita.
Riconoscere la sovrapposizione tra il lutto della relazione e l'uso della sostanza è già un passo importante, da compiere senza sensi di colpa per aver cercato un modo per reggere un momento pesante.
Distinguere ciò che appartiene al percorso di elaborazione da ciò che è alimentato dalla cannabis può aiutarti a orientare l'aiuto nella direzione più utile, invece di continuare a confondere i due piani.
Chiedere supporto non significa ammettere una debolezza, ma scegliere consapevolmente strumenti più duraturi rispetto a un sollievo temporaneo. Un percorso con uno/a psicologo/a può accompagnarti a elaborare la perdita e, allo stesso tempo, a ridefinire un rapporto più sereno con la sostanza.
Quando te la sentirai, potrebbe essere il momento di darti questa possibilità.
Il passo successivo, se ti senti pronto/a
La terapia psicologica non è solo per chi attraversa un momento di crisi. È uno spazio di ascolto per prenderti cura del tuo benessere mentale.
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FAQ
Domande frequenti
Perché dopo una rottura si può iniziare a fumare cannabis più spesso?
Dopo la fine di una relazione importante è comune attraversare una fase di dolore, vuoto e tristezza, reazioni naturali a una perdita affettiva. La sostanza può sembrare un modo accessibile e socialmente accettato per non sentire il dolore, molto più rapido di un percorso di elaborazione. Il sollievo che arriva è temporaneo, ma abbastanza intenso da rendere l'abitudine facile da ripetere sera dopo sera. Riempire le serate vuote con lo spinello può diventare un gesto quasi automatico, un modo per gestire il tempo che prima era condiviso.
Come faccio a capire se sto male per la rottura o per gli effetti della cannabis?
Quando il consumo diventa frequente, distinguere il ruolo delle emozioni da quello della sostanza può risultare più complesso e può aumentare l'incertezza rispetto a ciò che si sta vivendo. L'uso regolare di cannabis può associarsi, in alcune persone, a cambiamenti dell'umore, della motivazione e dell'ansia, con effetti che possono variare in base alla frequenza del consumo, alla quantità e alle caratteristiche individuali. Il consumo continuato può ridurre la voglia di fare, di uscire e di progettare, sensazioni che rischi di attribuire solo al lutto.
Quali sono i segnali che indicano che il consumo di cannabis sta diventando un problema?
Alcuni segnali sono percepire lo spinello come l'unico modo per rilassarti davvero, notare che la voglia di uscire, vedere amici o iniziare qualcosa di nuovo continua a diminuire, oppure accorgersi che nei giorni senza cannabis il malessere sembra acuirsi rispetto a prima, con il dubbio di esserti abituato a quella stampella. Puoi anche sperimentare momenti di ansia o irrequietezza proprio quando ti aspetteresti di stare meglio, o provare fastidio quando qualcuno ti fa notare quanto fumi, come se toccasse un punto che preferiresti non guardare.
Perché usare la cannabis per gestire il dolore emotivo può peggiorare la situazione?
Si fuma per non sentire, il dolore si attutisce per un po', e questo rinforza il gesto e lo inserisce in un circolo vizioso difficile da interrompere. Usare la cannabis per curarsi da soli da tristezza o ansia tende, nel tempo, a far crescere il consumo anziché ridurre il malessere. Questo schema può ripetersi indipendentemente dall'evoluzione reale del dolore per la relazione finita, continuando a ripensare alla relazione anche mentre si fuma, senza il sollievo sperato.
Cosa posso fare da solo/a per iniziare a fare chiarezza su questa situazione?
Può essere utile osservare con attenzione il rapporto tra consumo, emozioni e situazioni quotidiane, annotando eventuali cambiamenti, ad esempio tenendo un piccolo diario in cui segni come ti senti, quanto fumi e cosa è successo nella giornata. Quando te la senti, potresti dedicare le serate a qualcosa che in passato ti dava piacere, anche piccolo, per ritrovare fonti di benessere diverse dallo spinello. Quando senti la spinta a fumare, potresti provare ad aspettare anche solo dieci minuti prima di decidere, perché quella sensazione può calare restituendo un margine di scelta.
Quando è il momento giusto per chiedere aiuto a uno psicologo per questo tipo di difficoltà?
Se ridurre o sospendere il consumo risulta difficile o provoca un disagio significativo, può essere opportuno confrontarsi con un professionista. Se il sonno, la motivazione o la capacità di gestire le giornate cominciano a risentirne, potresti rivolgerti a uno psicologo senza aspettare che tutto si risolva da sé, perché intervenire prima può rendere più semplice ritrovare un equilibrio autentico. Non è necessario aspettare che la situazione diventi molto difficile per chiedere questo tipo di supporto, che può accompagnarti a elaborare la perdita e a ridefinire un rapporto più sereno con la sostanza.
Domande frequenti sulla terapia
Quanti tipi di terapia ci sono in Unobravo?
Con Unobravo potrai svolgere terapia psicologica individuale o terapia di coppia, a seconda delle tue necessità. Per esempio, la terapia individuale dopo un tradimento può essere utile per migliorare la comunicazione e affrontare le sfide personali che influenzano le dinamiche relazionali. La scelta, dopo un tradimento, della terapia individuale o di coppia dipende dalle esigenze di ciascuna persona.
Cos'è e in cosa consiste la terapia individuale con Unobravo?
Un percorso di terapia individuale può offrire uno spazio sicuro per esplorare le proprie emozioni e i propri comportamenti insieme a un professionista della salute mentale.
Anche se non è sempre semplice capire come iniziare un percorso psicologico, con Unobravo non dovrai preoccuparti di come scegliere uno psicologo. Ti basterà compilare il questionario e incontrare nel primo colloquio gratuito lo psicologo che ti è stato assegnato tra gli psicologi Unobravo.
Se sarà il professionista adatto a te, inizierete insieme un percorso creato su misura per te.
Terapia online: perché sceglierla?
Con uno psicologo online Unobravo puoi prenderti cura di te ovunque tu sia. Potrai utilizzare l'app o la Web App per fissare i tuoi appuntamenti, svolgere le sedute, chattare con il tuo psicologo ed effettuare pagamenti sicuri.
Tutto comodamente online, utilizzando qualsiasi dispositivo e collegandoti dove e quando vuoi.
Quali sono i prezzi della terapia individuale?
Il prezzo dello psicologo in presenza può variare molto, senza contare il tempo e il costo per raggiungere lo studio del professionista.
Con Unobravo ogni seduta ha un prezzo fisso e accessibile di 49 € e puoi incontrare il tuo psicologo anche in viaggio, in vacanza o in una pausa dal lavoro, senza investire tempo e denaro per gli spostamenti.
Per connetterti con il tuo benessere psicologico ti basterà solo un click.
Quanto dura un percorso di terapia individuale?
A decidere quanto dura un percorso psicologico sarete tu e il tuo Unobravo: ogni persona è unica, così come lo sarà il viaggio verso il tuo benessere psicologico.
Come faccio a sapere se ho bisogno di fare terapia?
Ogni processo terapeutico è unico e la motivazione o la necessità di iniziare un percorso di terapia varia da persona a persona. È importante ricordare che andare in terapia non solo aiuta ad affrontare le difficoltà e a trattare i disturbi, ma sostiene anche chi desidera intraprendere un percorso di crescita personale e fornisce strumenti e strategie utili per migliorare il benessere quotidiano.
È importante ricordare che fare terapia non è un segno di debolezza ma di cura di sé, quindi non c'è bisogno di aspettare di raggiungere il nostro limite per chiedere aiuto.
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