Chemo brain e lavoro: come orientarsi quando le difficoltà cognitive influenzano il modo in cui ci si percepisce professionalmente?

Chemo brain e lavoro: come orientarsi quando le difficoltà cognitive influenzano il modo in cui ci si percepisce professionalmente?
"Ho paura di non riconoscermi più come prima"
"Perdo il filo e non capisco cosa mi stia succedendo"

Se durante o dopo la chemioterapia hai notato che concentrarti, ricordare le cose o trovare le parole richiede uno sforzo che prima non ti serviva, sappi che quello che stai vivendo ha un nome. Viene spesso chiamato chemo brain, o più precisamente difficoltà cognitive legate ai trattamenti oncologici.

Si tratta di un insieme di piccole fatiche mentali che possono riguardare concentrazione, memoria, velocità di elaborazione delle informazioni e capacità di trovare le parole.

Per chi svolge un lavoro che richiede concentrazione, lucidità e precisione, come l'analisi, la progettazione o la comunicazione, questa difficoltà può diventare particolarmente pesante. A preoccupare non sono soltanto le conseguenze della malattia, ma anche la paura di non riuscire più a svolgere il proprio lavoro come prima, soprattutto quando rappresenta una parte importante della propria identità. Quando sei abituato/a a fare affidamento sulle tue capacità cognitive, accorgerti che concentrarti, ricordare o ragionare richiede più fatica può farti sentire insicuro/a e mettere in discussione la fiducia nelle tue capacità. Non è solo una questione di rendimento lavorativo, ma anche del modo in cui percepisci te stesso/a. Comprendere cosa può esserci dietro questi cambiamenti e come affrontarli può aiutarti a vivere questa fase con maggiore consapevolezza, senza lasciare che le difficoltà del momento definiscano il tuo valore personale e professionale.

Le possibili radici

Cosa c'è dietro la nebbia cognitiva

"Sento che la mia lucidità è quello che mi definiva"
"Ho paura che i colleghi mi vedano meno capace"

Le difficoltà cognitive legate alle cure hanno basi concrete e sono un fenomeno riconosciuto.

Per elaborare il vissuto di perdita che può accompagnare questa esperienza, il supporto di uno/a psicologo/a o psico-oncologo/a può offrire uno spazio in cui sentirsi capiti e strumenti per tutelare il proprio benessere. Proviamo, intanto, a esplorare insieme alcune possibili ragioni che possono essere alla base di questa sensazione di rallentamento mentale.

Le ragioni legate alle terapie

  • Alcuni trattamenti oncologici possono influenzare aree del cervello coinvolte nell'attenzione e nella memoria, incidendo temporaneamente sul modo in cui elabori le informazioni.
  • I farmaci utilizzati possono avere effetti sulla comunicazione tra le cellule del cervello, e questo può riflettersi sulle prestazioni cognitive di ogni giorno.
  • L'affaticamento fisico, i disturbi del sonno e l'ansia legata alla situazione possono sommarsi, rendendo più faticoso concentrarsi.

Perché tocca così da vicino chi si sente

  • Chi ha costruito la propria immagine di sé soprattutto intorno alle capacità di ragionamento e all'autonomia mentale può vivere questo rallentamento come qualcosa di più profondo di un semplice disagio pratico.
  • La distanza tra ciò che ci si aspetta di riuscire a fare, anche agli occhi degli altri, e ciò che nel periodo di cura è possibile può generare frustrazione e senso di inadeguatezza.
  • Il timore del giudizio di colleghi può alimentare uno stress da prestazione che, a sua volta, può rendere più intensa la percezione di lentezza.
Prospettiva clinica
Quando sei abituato/a a fare affidamento sulle tue capacità cognitive, accorgerti che la mente non risponde più come prima può mettere in discussione anche il modo in cui vedi te stesso/a. È come se, insieme alla concentrazione e alla lucidità, venisse meno una parte della tua identità. Eppure, il tuo valore non dipende soltanto da ciò che riesci a fare o a produrre. Forse, proprio in questa fase così delicata, può essere utile chiederti: chi sono, al di là delle mie capacità e dei miei risultati? Imparare a riconoscerti anche oltre le tue prestazioni può essere un primo passo per ritrovare fiducia, senza pretendere di tornare subito come prima.
Federica Salciccia
Federica Salciccia
Psicoterapeuta Unobravo
Vita professionale reale

Situazioni in cui potresti riconoscerti

"In riunione perdo il filo e mi sento in imbarazzo"
"Non l'ho detto a nessuno per paura del giudizio"

Le difficoltà cognitive legate alle cure possono presentarsi in modi diversi, anche nei compiti che prima si svolgevano in modo automatico. Ecco alcune situazioni concrete in cui potresti ritrovarti.

Quando il lavoro richiede lucidità

  • Fai fatica a seguire una riunione lunga o a gestire più attività contemporaneamente, anche se prima ti veniva naturale. Questo può farti dubitare delle tue capacità e della tua affidabilità sul lavoro.
  • Ti capita di dimenticare parole comuni o di perdere il filo del discorso, soprattutto se lavori nella scrittura o nella comunicazione. Queste difficoltà possono farti sentire meno sicuro/a delle competenze su cui hai sempre fatto affidamento.
  • Quando torni al lavoro dopo un periodo di cure, ti accorgi che mantenere la concentrazione a lungo richiede più energie, anche nelle attività che prima svolgevi senza particolare fatica.

Quando la fatica diventa silenziosa

  • Eviti di parlare delle tue difficoltà per paura che colleghi e colleghe possano considerarti meno competente. Con il tempo, questo timore può portarti a isolarti e a partecipare meno alla vita lavorativa.
  • Rinunci a chiedere più tempo o qualche adattamento nelle attività, anche quando ne avresti bisogno, perché temi che gli altri possano accorgersi delle tue difficoltà e giudicarti.
  • Ti senti sollevato/a quando scopri che altre persone vivono esperienze simili e che le difficoltà cognitive che stai affrontando sono un fenomeno riconosciuto, non necessariamente un segno di perdita delle tue capacità o del tuo valore professionale.

Quando si cerca un nuovo modo

  • Dopo la fase più intensa delle cure, cerchi nuovi modi per organizzare il lavoro, utilizzando appunti, promemoria e liste per gestire le difficoltà di memoria e ricordare più facilmente le attività da svolgere.
  • Dividi le attività più impegnative in piccoli passaggi, affrontandole una alla volta. Questo può aiutarti a gestire meglio la concentrazione, ridurre il senso di sovraccarico e ritrovare gradualmente fiducia nelle tue capacità.
Un momento per fermarsi
Ti riconosci in una di queste situazioni?

Convivere con una malattia mette alla prova anche la mente?

Una condizione di salute che dura nel tempo può coinvolgere, oltre al corpo, umore, identità e relazioni. Questi articoli possono aiutarti a capire meglio questo intreccio tra corpo e mente.

La prospettiva psicosomatica
leggi l'articolo
La malattia cronica e le cure per i dolori “incurabili”
leggi l'articolo
La malattia cronica nella coppia
leggi l'articolo

Prendersi cura di sé, oltre che della malattia, è possibile

Accanto alle cure mediche, anche il benessere psicologico conta. Questi articoli possono darti strumenti per attraversare le difficoltà con più risorse ed equilibrio.

La resilienza e le strategie di coping per reggere lo stress
leggi l'articolo
Il colloquio psicologico nella crisi di senso data dalla malattia
leggi l'articolo
Attraversare la sofferenza con l'incontro terapeutico
leggi l'articolo

Se il peso della malattia influenza la tua vita, parlare con un professionista potrebbe aiutarti ad affrontare meglio il presente

Quando la malattia mette alla prova il tuo equilibrio emotivo, parlare con uno psicologo può aiutarti ad affrontare queste sfide con consapevolezza e supporto. Ecco come funziona la terapia.

Come funziona la psicoterapia: guida alla psicoterapia e al suo percorso
leggi l'articolo
Prima seduta dallo psicologo: cosa dire e cosa aspettarsi
leggi l'articolo
La psicoterapia online funziona?
leggi l'articolo

Quando la malattia condiziona il tuo benessere, parlarne può aiutare

Se convivere con la malattia sta diventando troppo difficile, non devi affrontarlo per forza da solo. Trova lo psicologo adatto a te: bastano pochi minuti.

1
Questionario di 3 min
2
Affidati al professionista giusto
3
Primo incontro gratuito, senza impegno
Valutato Eccellente su Trustpilot
Strategie pratiche

Come orientarti con più serenità

"Le liste mi hanno restituito un po' di controllo"
"Parlarne con una psicologa mi ha alleggerito"
1

Valutare un approfondimento neuropsicologico

Se le difficoltà di memoria, attenzione o concentrazione interferiscono con la tua quotidianità, puoi parlarne con il medico che ti segue per valutare l'opportunità di una valutazione neuropsicologica. Questo approfondimento può aiutarti a comprendere meglio le difficoltà che stai vivendo e, quando indicato, individuare strategie o percorsi di riabilitazione cognitiva adatti alle tue esigenze.

2

Cercare piccoli adattamenti sul lavoro

Puoi valutare insieme a chi coordina il tuo lavoro alcuni cambiamenti che ti aiutino a gestire meglio le attività quotidiane, come orari più flessibili, indicazioni scritte o scadenze meno ravvicinate. Non devi necessariamente condividere tutti i dettagli della tua situazione clinica: puoi informarti sulle modalità più appropriate per richiedere gli adattamenti di cui hai bisogno, tutelando la tua riservatezza.

3

Utilizzare strategie per alleggerire il carico mentale

Liste, promemoria e appunti possono aiutarti a ricordare gli impegni senza dover tenere tutto a mente. Puoi anche provare a dividere le attività più complesse in piccoli passaggi, affrontando un compito alla volta. Questi accorgimenti possono rendere il lavoro più gestibile e ridurre la fatica legata alla concentrazione.

4

Rispettare i tuoi tempi e concederti delle pause

Alternare le attività a momenti di riposo può aiutarti a gestire meglio le energie durante la giornata. Quando le tue condizioni di salute lo permettono, anche un po' di movimento leggero, concordato con il personale sanitario che ti segue, può contribuire al benessere generale. L'obiettivo non è fare di più, ma trovare un ritmo sostenibile per te.

5

Separare il tuo valore dalle prestazioni lavorative

Quando attività che prima svolgevi facilmente diventano più faticose, è comprensibile sentirti insicuro/a. Puoi provare a ricordare che le difficoltà cognitive non definiscono il tuo valore personale o professionale. Alcune capacità possono migliorare con il tempo, anche se il recupero varia da persona a persona. Nel frattempo, adattare il tuo modo di lavorare non significa essere meno competente.

6

Valutare un percorso di supporto psicologico

Se le difficoltà cognitive influenzano la fiducia in te stesso/a, il rapporto con il lavoro o il modo in cui ti percepisci, uno/a psicologo/a o uno/a psico-oncologo/a può aiutarti ad affrontare questi cambiamenti. Un percorso psicologico può offrirti uno spazio per esprimere le tue preoccupazioni, elaborare le eventuali perdite percepite e trovare nuovi modi per affrontare questa fase, senza dover aspettare che il disagio diventi più intenso.

7

Informarti sulle tutele lavorative

Conoscere le tutele e gli adattamenti lavorativi eventualmente previsti dalla tua situazione può aiutarti a comprendere quali possibilità hai a disposizione. Puoi confrontarti con il medico competente, il personale delle risorse umane o un patronato per ricevere informazioni sui tuoi diritti e sulle modalità per richiedere eventuali agevolazioni.

Parla di come ti senti a uno psicologo online

Trova il professionista più adatto a te con il nostro questionario riservato, ci aiuterà a comprendere meglio i tuoi bisogni.

1
Questionario di 3 min
2
Affidati al professionista giusto
3
Primo incontro gratuito, senza impegno
Inizia il questionario
Valutato Eccellente su Trustpilot
Un passo alla volta

Ritrovare un equilibrio con pazienza

"Sto imparando ad avere pazienza con me stessa"
"Non sono meno capace, sto solo attraversando una fase"

Le difficoltà cognitive che possono accompagnare le cure oncologiche sono un fenomeno riconosciuto e diffuso, non un segnale di fallimento personale o professionale.

Separare il tuo valore come persona dalla riduzione temporanea di alcune capacità può aiutarti ad alleggerire il carico emotivo legato a questo momento. Chiedere adattamenti sul lavoro e mantenere aperto il dialogo con colleghi fidati, quando te la senti, può ridurre il senso di isolamento e favorire un ambiente più comprensivo intorno a te.

Ritrovare un equilibrio tra la tua identità professionale e i limiti temporanei imposti dalla cura è un processo graduale, che richiede pazienza.

Se queste difficoltà stanno influenzando il tuo benessere e la fiducia nelle tue capacità, il supporto di uno/a psicologo/a può aiutarti ad affrontare le emozioni legate a questo cambiamento, ritrovare fiducia in te e costruire un nuovo equilibrio, rispettando i tuoi tempi e i tuoi bisogni.

Il passo successivo, se ti senti pronto/a

La terapia psicologica non è solo per chi attraversa un momento di crisi. È uno spazio di ascolto per prenderti cura del tuo benessere mentale.

Parla con uno psicologo di come ti senti

Hai ancora dei dubbi? Approfondisci sul blog:

Prima seduta dallo psicologo: cosa dire e cosa aspettarsi
Prima seduta dallo psicologo: cosa dire e cosa aspettarsi
leggi l'articolo
Come funziona la psicoterapia: guida alla psicoterapia e al suo percorso
Come funziona la psicoterapia: guida alla psicoterapia e al suo percorso
leggi l'articolo
Psicologo online: prezzi e tariffe
Psicologo online: prezzi e tariffe
leggi l'articolo
Hai mai pensato alla terapia?

Parla di come ti senti a chi può aiutarti

Non devi affrontare tutto da solo/a: prenota un colloquio gratuito con un professionista per scoprire i benefici della terapia.

+10 milioni

SEDUTE SVOLTE ONLINE

+9.500

psicologi sulla piattaforma

+500.000

persone supportate
Auguro a tutti questo percorso
Dopo un anno di psicoterapia con la dottoressa Antonella Maria Rita Martino, sono diventata un'altra persona. Soffrivo d'ansia in modo cronico e invalidante, nemmeno mi rendevo conto di quanto fosse pesante, e ora posso dire che va davvero meglio, l'ansia viene ogni tanto e ho gli strumenti per gestirla e annientarla in poche ore o addirittura minuti, come ormai so gestire meglio ogni crisi che mi possa capitare. Penso che non smetterò mai con le mie sedute perché c'è tanto da imparare, tanto da crescere, per non parlare di quanto si possa definire quest'esperienza una coccola per sé stessi. Grazie Mille Maria Rita per avermi cambiato l'esistenza.
— Francesca Piras
Valutazione di 4.7 / 5 | 8.737 recensioni
Incontri speciali!
Ho iniziato questo percorso principalmente per problemi di forte ansia, attacchi di panico e difficoltà ormai molto invalidanti nel relazionarmi con gli altri sfociate nell'impossibilità di vivere "normalmente" la mia quotidianità con un principio di depressione, insieme alla dott.ssa Elisa Pasquali, che sin dalla seduta conoscitiva si è mostrata molto empatica e disponibile/flessibile, facendomi sentire a mio agio nonostante la condizione di assoluta inadeguatezza che stavo vivendo da un po'. Da tre mesi a questa parte si è mostrata sempre super attenta ad ascoltare ed in grado di far emergere le problematiche più nascoste con le quali convivo forse dall'infanzia, portanomi a ragionamenti magari mai pima d'ora presi in considerazione, che stanno iniziando a farmi vedere le cose in un'altra prospettiva, anche più realistica e meno catastrofica di quanto pensassi, con il beneficio di iniziare a star meglio nonostante il percorso possa rivelarsi ancora lungo e tortuoso. Ho riscoperto la forza di voler riprendere la mia vita in mano!
— Maria
Valutazione di 4.7 / 5 | 8.737 recensioni
La mia salvezza
Grazie ad unobravo ho potuto fare la psicoterapia che mi serviva senza dover affrontare traffico, ritardi, semplicemente dal divano di casa!
— GIUSY
Valutazione di 4.7 / 5 | 8.737 recensioni
FAQ

Domande frequenti

Il chemo brain, o più precisamente difficoltà cognitive legate ai trattamenti oncologici, è un insieme di piccole fatiche mentali che possono riguardare concentrazione, memoria, velocità di elaborazione delle informazioni e capacità di trovare le parole. Si tratta di un fenomeno riconosciuto e diffuso, non un segnale di fallimento personale o professionale. Per chi svolge un lavoro che richiede concentrazione, lucidità e precisione, come l'analisi, la progettazione o la comunicazione, questa difficoltà può diventare particolarmente pesante, influenzando non solo il rendimento lavorativo ma anche il modo in cui ci si percepisce.

Alcuni trattamenti oncologici possono influenzare aree del cervello coinvolte nell'attenzione e nella memoria, incidendo temporaneamente sul modo in cui si elaborano le informazioni. I farmaci utilizzati possono avere effetti sulla comunicazione tra le cellule del cervello, e questo può riflettersi sulle prestazioni cognitive di ogni giorno. A questo si aggiungono l'affaticamento fisico, i disturbi del sonno e l'ansia legata alla situazione, che possono sommarsi rendendo più faticoso concentrarsi. Chi ha costruito la propria immagine di sé soprattutto intorno alle capacità di ragionamento può vivere questo rallentamento come qualcosa di più profondo di un semplice disagio pratico.

Le difficoltà cognitive possono presentarsi anche nei compiti che prima si svolgevano in modo automatico. Si può fare fatica a seguire una riunione lunga o a gestire più attività contemporaneamente, dimenticare parole comuni o perdere il filo del discorso, soprattutto se si lavora nella scrittura o nella comunicazione. Mantenere la concentrazione a lungo richiede più energie, anche nelle attività che prima si svolgevano senza particolare fatica. Spesso si evita di parlare di queste difficoltà per paura che colleghi e colleghe possano considerare meno competenti, e questo timore può portare a isolarsi e a partecipare meno alla vita lavorativa.

Sì, quando si è abituati a fare affidamento sulle proprie capacità cognitive, accorgersi che concentrarsi, ricordare o ragionare richiede più fatica può far sentire insicuri e mettere in discussione la fiducia nelle proprie capacità. La distanza tra ciò che ci si aspetta di riuscire a fare e ciò che nel periodo di cura è possibile può generare frustrazione e senso di inadeguatezza. È importante ricordare che le difficoltà cognitive non definiscono il valore personale o professionale, e che adattare il proprio modo di lavorare non significa essere meno competenti.

Liste, promemoria e appunti possono aiutare a ricordare gli impegni senza dover tenere tutto a mente, mentre dividere le attività più complesse in piccoli passaggi, affrontando un compito alla volta, può rendere il lavoro più gestibile. Si può valutare insieme a chi coordina il lavoro alcuni cambiamenti come orari più flessibili, indicazioni scritte o scadenze meno ravvicinate. Alternare le attività a momenti di riposo aiuta a gestire meglio le energie durante la giornata. L'obiettivo non è fare di più, ma trovare un ritmo sostenibile, rispettando i propri tempi e bisogni.

Se le difficoltà di memoria, attenzione o concentrazione interferiscono con la quotidianità, se ne può parlare con il medico che segue la terapia per valutare l'opportunità di una valutazione neuropsicologica, utile a individuare strategie o percorsi di riabilitazione cognitiva adatti alle proprie esigenze. Se invece queste difficoltà influenzano la fiducia in se stessi, il rapporto con il lavoro o il modo in cui ci si percepisce, uno psicologo o uno psico-oncologo può offrire uno spazio per esprimere le proprie preoccupazioni, elaborare le eventuali perdite percepite e trovare nuovi modi per affrontare questa fase, senza aspettare che il disagio diventi più intenso.

Domande frequenti sulla terapia

Con Unobravo potrai svolgere terapia psicologica individuale o terapia di coppia, a seconda delle tue necessità. Per esempio, la terapia individuale dopo un tradimento può essere utile per migliorare la comunicazione e affrontare le sfide personali che influenzano le dinamiche relazionali. La scelta, dopo un tradimento, della terapia individuale o di coppia dipende dalle esigenze di ciascuna persona.

Un percorso di terapia individuale può offrire uno spazio sicuro per esplorare le proprie emozioni e i propri comportamenti insieme a un professionista della salute mentale.

Anche se non è sempre semplice capire come iniziare un percorso psicologico, con Unobravo non dovrai preoccuparti di come scegliere uno psicologo. Ti basterà compilare il questionario e incontrare nel primo colloquio gratuito lo psicologo che ti è stato assegnato tra gli psicologi Unobravo.
Se sarà il professionista adatto a te, inizierete insieme un percorso creato su misura per te.

Con uno psicologo online Unobravo puoi prenderti cura di te ovunque tu sia. Potrai utilizzare l'app o la Web App per fissare i tuoi appuntamenti, svolgere le sedute, chattare con il tuo psicologo ed effettuare pagamenti sicuri.

Tutto comodamente online, utilizzando qualsiasi dispositivo e collegandoti dove e quando vuoi.

Il prezzo dello psicologo in presenza può variare molto, senza contare il tempo e il costo per raggiungere lo studio del professionista.

Con Unobravo ogni seduta ha un prezzo fisso e accessibile di 49 € e puoi incontrare il tuo psicologo anche in viaggio, in vacanza o in una pausa dal lavoro, senza investire tempo e denaro per gli spostamenti.

Per connetterti con il tuo benessere psicologico ti basterà solo un click.

A decidere quanto dura un percorso psicologico sarete tu e il tuo Unobravo: ogni persona è unica, così come lo sarà il viaggio verso il tuo benessere psicologico.

Ogni processo terapeutico è unico e la motivazione o la necessità di iniziare un percorso di terapia varia da persona a persona. È importante ricordare che andare in terapia non solo aiuta ad affrontare le difficoltà e a trattare i disturbi, ma sostiene anche chi desidera intraprendere un percorso di crescita personale e fornisce strumenti e strategie utili per migliorare il benessere quotidiano.

È importante ricordare che fare terapia non è un segno di debolezza ma di cura di sé, quindi non c'è bisogno di aspettare di raggiungere il nostro limite per chiedere aiuto.

Prenota il primo incontro gratuito
Trova il tuo Unobravo
Valutato Eccellente su Trustpilot