Chemobrain durante la chemioterapia: come affrontare i cambiamenti percepiti nella memoria, nell'attenzione e nel pensiero?

Chemobrain durante la chemioterapia: come affrontare i cambiamenti percepiti nella memoria, nell'attenzione e nel pensiero?
Mi sento come se la mia mente non fosse più la mia
A volte non mi riconosco più e questo mi spaventa

Ti capita di entrare in una stanza e dimenticare cosa volevi fare, oppure di perdere il filo del discorso mentre stai parlando? Durante e dopo la chemioterapia, molte persone raccontano di sentirsi come avvolte da una sorta di nebbia mentale. È un fenomeno molto diffuso, seppure ancora poco conosciuto, spesso indicato con il termine inglese chemobrain (letteralmente "cervello da chemio"). Si manifesta con difficoltà di memoria, concentrazione e una lentezza nell'elaborare i pensieri. Per chi ha sempre fatto affidamento sulla propria lucidità mentale, queste difficoltà possono essere più di un semplice fastidio quotidiano. Dimenticare qualcosa o faticare a concentrarsi può generare frustrazione, insicurezza e la sensazione di non riconoscersi più come prima. È importante sapere, però, che il chemobrain è un fenomeno riconosciuto, che può manifestarsi durante o dopo i trattamenti oncologici e dipendere da diversi fattori legati alla malattia e alle cure. Non è un segno di debolezza né una mancanza di impegno personale.

Le possibili cause

Le radici della nebbia cognitiva durante le cure

Ho sempre contato sulla mia testa, ora non più
Non è solo stanchezza, è come se non fossi io

Comprendere come i cambiamenti cognitivi legati al chemobrain influenzano la tua quotidianità può aiutarti ad affrontarli con maggiore consapevolezza e meno frustrazione. Se queste difficoltà stanno incidendo sulla fiducia in te stesso/a e sul tuo benessere emotivo, rivolgerti a uno/a psicologo/a può offrirti uno spazio in cui elaborare ciò che stai vivendo, accogliere le tue emozioni e trovare strategie per affrontare i cambiamenti con maggiore serenità.

Proviamo, intanto, a esplorare insieme alcune possibili ragioni che sono alla base del cosiddetto chemobrain.

Gli effetti diretti dei trattamenti

  • La chemioterapia può alterare temporaneamente il funzionamento di alcune reti del cervello coinvolte nella memoria, nell'attenzione prolungata e nella velocità con cui elaboriamo le informazioni.
  • Come qualsiasi altro organo, anche il cervello può risentire dell'infiammazione e degli squilibri ormonali legati alle cure, che possono rallentare per un periodo alcune funzioni.

Il ruolo di stress, stanchezza e sonno

  • Lo stress emotivo e l'ansia legati alla diagnosi si sommano agli effetti dei farmaci, amplificando la sensazione di confusione mentale.
  • La stanchezza fisica che spesso accompagna i trattamenti riduce le energie disponibili per concentrarsi e ricordare.
  • La qualità del sonno, frequentemente compromessa durante le cure, incide su come la memoria si consolida e su quanto riusciamo a rimanere concentrati.

Quando la mente è parte della propria identità

  • La percezione di questa difficoltà può farsi più intensa quando affiora la paura di perdere il controllo su una dimensione, quella mentale, che per molte persone rappresenta il nucleo della propria identità.
  • Chi ha costruito la propria autostima attorno alle capacità di ragionamento può vivere questi cambiamenti come qualcosa che tocca in profondità l'immagine di sé.
Prospettiva clinica
Quando la mente sembra meno lucida e anche le attività più semplici diventano faticose, può emergere la sensazione di non riconoscersi più. Ma ciò che sei non dipende soltanto dalla memoria, dalla concentrazione o dalle tue capacità cognitive. La tua identità comprende anche le emozioni, le esperienze e le relazioni che continuano a far parte di te, nonostante i cambiamenti. Forse, allora, invece di concentrarti soltanto su ciò che oggi fai più fatica a fare, puoi chiederti: quali parti di me continuano a esserci, anche quando sento che la mia mente non risponde come prima? Foto Foto link: Link immagine Foto Alt: Donna con foulard in cucina, penna in mano, guarda oltre la finestra mentre scrive su un quaderno di appunti
Federica Salciccia
Federica Salciccia
Psicoterapeuta Unobravo
Come si manifesta

Situazioni in cui potresti riconoscerti

Rileggo la stessa riga dieci volte e non la trattengo
Al lavoro mi vergogno di dimenticare tutto

Il chemobrain può manifestarsi attraverso piccole difficoltà nella vita quotidiana, come dimenticanze o problemi di concentrazione. Vediamo alcune situazioni concrete in cui potresti riconoscerti.

Memoria e parole che sfuggono

  • Dimenticare il motivo per cui sei entrato/a in una stanza, oppure perdere il filo di un discorso a metà frase, anche in contesti a te familiari.
  • Faticare a trovare le parole giuste durante una conversazione, con la sensazione di averle "sulla punta della lingua" più spesso del solito.
  • Rileggere più volte lo stesso paragrafo di un libro o di un documento senza riuscire a trattenerne il contenuto.

Attenzione e sovraccarico

  • Trovare difficile gestire più cose insieme, come rispondere al telefono mentre cucini o segui una conversazione.
  • Sentirti sopraffatto/a da ambienti rumorosi o molto stimolanti, che prima non causavano alcun disagio particolare.

Le emozioni che accompagnano

  • Provare frustrazione nel non riuscire a essere efficiente come prima, soprattutto sul lavoro o nelle relazioni sociali.
  • Sentire un senso di vergogna o di imbarazzo quando ti accorgi di aver dimenticato qualcosa di importante davanti ad altre persone.
Un momento per fermarsi
Ti riconosci in una di queste situazioni?

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Quando la malattia condiziona il tuo benessere, parlarne può aiutare

Se convivere con la malattia sta diventando troppo difficile, non devi affrontarlo per forza da solo. Trova lo psicologo adatto a te: bastano pochi minuti.

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Strategie pratiche

Come alleggerire il peso quotidiano dei sintomi

Da quando uso l'agenda mi sento meno in ansia
Parlarne con la mia psicologa mi ha alleggerito
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Utilizzare strumenti per aiutare la memoria

Puoi utilizzare agende, promemoria e liste per organizzare le attività quotidiane e ricordare gli impegni. Questi strumenti possono aiutarti ad alleggerire il carico mentale e a gestire le dimenticanze, senza dover fare affidamento soltanto sulla memoria.

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Suddividere le attività in piccoli passi

Se un compito ti sembra troppo impegnativo, può essere utile suddividerlo in passaggi più semplici e a concederti delle pause. Procedere gradualmente può aiutarti a mantenere la concentrazione e a ridurre la stanchezza mentale, senza sentirti sopraffatto.

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Prenderti cura del sonno e del riposo

Dormire a sufficienza e rispettare i tuoi tempi di recupero può aiutarti a gestire meglio la stanchezza e le difficoltà di concentrazione. Quando le tue condizioni di salute lo permettono, anche una leggera attività fisica, concordata con l'équipe curante, può contribuire al benessere fisico e cognitivo.

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Ridurre le distrazioni

Quando devi svolgere un'attività che richiede attenzione, cerca di scegliere un ambiente tranquillo e di concentrarti su un compito alla volta. Limitare rumori, notifiche e altre distrazioni può aiutarti a seguire meglio ciò che stai facendo, senza affaticarti ulteriormente.

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Confrontarti con l'équipe curante

Se noti cambiamenti nella memoria, nell'attenzione o nella concentrazione, è importante parlarne con i professionisti che ti seguono. Una valutazione può aiutare a individuare eventuali cause, come disturbi del sonno, anemia o effetti dei trattamenti, e a considerare interventi specifici, tra cui la riabilitazione cognitiva.

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Accogliere i cambiamenti senza giudicarti

Può accadere di sentirti frustrato/a quando non riesci a ricordare qualcosa o a svolgere un'attività con la stessa facilità di prima. Prova a rispettare i tuoi tempi e riconoscere i tuoi limiti, senza interpretare ogni difficoltà come una perdita delle tue capacità. I cambiamenti cognitivi possono migliorare nel tempo, anche se il recupero varia da persona a persona.

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Valutare un percorso di supporto psicologico

Se le difficoltà cognitive stanno influenzando la fiducia in te stesso o il tuo benessere emotivo, rivolgerti a uno/a psicologo/a può aiutarti ad affrontare questi cambiamenti. Un percorso psicologico, anche con un professionista esperto in psiconcologia, può offrirti uno spazio in cui esprimere le tue emozioni, gestire la frustrazione e trovare strategie per adattarti alle difficoltà quotidiane. Non è necessario aspettare che il disagio diventi intenso per chiedere aiuto: prendersi cura del proprio benessere psicologico è parte integrante della qualità della vita durante e dopo le cure oncologiche.

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Trova il professionista più adatto a te con il nostro questionario riservato, ci aiuterà a comprendere meglio i tuoi bisogni.

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Un passo alla volta

Ritrovarsi oltre la nebbia

Sto imparando che non sono solo la mia lucidità
Piano piano sto tornando a sentirmi io

Il chemobrain è un effetto collaterale reale e riconosciuto, non un segno di debolezza o di fallimento personale. Comprendere le basi di questo fenomeno può aiutarti a ridurre l'ansia e il senso di colpa legati ai cambiamenti che stai vivendo. È importante ricordare che la tua identità non si esaurisce nelle prestazioni cognitive di questo momento: comprende anche la capacità di adattarti e di prenderti cura di te nelle fasi più fragili.

Condividere l'esperienza con altre persone che affrontano lo stesso percorso può aiutarti a sentirti meno solo e a dare parola a vissuti spesso taciuti. Per molte persone, con il tempo, le funzioni cognitive tendono a migliorare gradualmente dopo la conclusione dei trattamenti.

Se questi cambiamenti stanno influenzando il tuo benessere emotivo e la fiducia nelle tue capacità, rivolgerti a uno/a psicologo/a può aiutarti ad affrontarli con maggiore serenità, ritrovando gradualmente fiducia in te stesso/a e nel tuo modo di vivere la quotidianità.

Il passo successivo, se ti senti pronto/a

La terapia psicologica non è solo per chi attraversa un momento di crisi. È uno spazio di ascolto per prenderti cura del tuo benessere mentale.

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Auguro a tutti questo percorso
Dopo un anno di psicoterapia con la dottoressa Antonella Maria Rita Martino, sono diventata un'altra persona. Soffrivo d'ansia in modo cronico e invalidante, nemmeno mi rendevo conto di quanto fosse pesante, e ora posso dire che va davvero meglio, l'ansia viene ogni tanto e ho gli strumenti per gestirla e annientarla in poche ore o addirittura minuti, come ormai so gestire meglio ogni crisi che mi possa capitare. Penso che non smetterò mai con le mie sedute perché c'è tanto da imparare, tanto da crescere, per non parlare di quanto si possa definire quest'esperienza una coccola per sé stessi. Grazie Mille Maria Rita per avermi cambiato l'esistenza.
— Francesca Piras
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Incontri speciali!
Ho iniziato questo percorso principalmente per problemi di forte ansia, attacchi di panico e difficoltà ormai molto invalidanti nel relazionarmi con gli altri sfociate nell'impossibilità di vivere "normalmente" la mia quotidianità con un principio di depressione, insieme alla dott.ssa Elisa Pasquali, che sin dalla seduta conoscitiva si è mostrata molto empatica e disponibile/flessibile, facendomi sentire a mio agio nonostante la condizione di assoluta inadeguatezza che stavo vivendo da un po'. Da tre mesi a questa parte si è mostrata sempre super attenta ad ascoltare ed in grado di far emergere le problematiche più nascoste con le quali convivo forse dall'infanzia, portanomi a ragionamenti magari mai pima d'ora presi in considerazione, che stanno iniziando a farmi vedere le cose in un'altra prospettiva, anche più realistica e meno catastrofica di quanto pensassi, con il beneficio di iniziare a star meglio nonostante il percorso possa rivelarsi ancora lungo e tortuoso. Ho riscoperto la forza di voler riprendere la mia vita in mano!
— Maria
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La mia salvezza
Grazie ad unobravo ho potuto fare la psicoterapia che mi serviva senza dover affrontare traffico, ritardi, semplicemente dal divano di casa!
— GIUSY
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FAQ

Domande frequenti

Il chemobrain, letteralmente "cervello da chemio", è un fenomeno molto diffuso, seppure ancora poco conosciuto, che si manifesta durante o dopo i trattamenti oncologici. Si manifesta con difficoltà di memoria, concentrazione e una lentezza nell'elaborare i pensieri, facendo sentire molte persone come avvolte da una sorta di nebbia mentale. È un effetto collaterale reale e riconosciuto, che può dipendere da diversi fattori legati alla malattia e alle cure. Non è un segno di debolezza né una mancanza di impegno personale, anche se dimenticare qualcosa o faticare a concentrarsi può generare frustrazione, insicurezza e la sensazione di non riconoscersi più come prima.

La chemioterapia può alterare temporaneamente il funzionamento di alcune reti del cervello coinvolte nella memoria, nell'attenzione prolungata e nella velocità con cui elaboriamo le informazioni, anche a causa dell'infiammazione e degli squilibri ormonali legati alle cure. A questo si sommano lo stress emotivo e l'ansia legati alla diagnosi, che amplificano la sensazione di confusione mentale, oltre alla stanchezza fisica che riduce le energie disponibili per concentrarsi e ricordare. Anche la qualità del sonno, frequentemente compromessa durante le cure, incide su come la memoria si consolida e su quanto riusciamo a rimanere concentrati.

Il chemobrain può manifestarsi attraverso piccole difficoltà nella vita quotidiana, come dimenticare il motivo per cui si è entrati in una stanza oppure perdere il filo di un discorso a metà frase, anche in contesti familiari. Si può faticare a trovare le parole giuste durante una conversazione o rileggere più volte lo stesso paragrafo senza riuscire a trattenerne il contenuto. Risulta difficile gestire più cose insieme, come rispondere al telefono mentre si cucina, e ci si può sentire sopraffatti da ambienti rumorosi o molto stimolanti. A questo si accompagnano frustrazione per non essere efficienti come prima e un senso di vergogna o imbarazzo quando ci si accorge di aver dimenticato qualcosa davanti ad altre persone.

La percezione di questa difficoltà può farsi più intensa quando affiora la paura di perdere il controllo su una dimensione, quella mentale, che per molte persone rappresenta il nucleo della propria identità. Chi ha costruito la propria autostima attorno alle capacità di ragionamento può vivere questi cambiamenti come qualcosa che tocca in profondità l'immagine di sé. È importante ricordare, però, che la propria identità non si esaurisce nelle prestazioni cognitive del momento: comprende anche le emozioni, le esperienze e le relazioni che continuano a far parte della persona, oltre alla capacità di adattarsi e di prendersi cura di sé nelle fasi più fragili.

Si possono utilizzare agende, promemoria e liste per organizzare le attività quotidiane e alleggerire il carico mentale. Se un compito sembra troppo impegnativo, può essere utile suddividerlo in passaggi più semplici concedendosi delle pause, così da mantenere la concentrazione e ridurre la stanchezza mentale. Dormire a sufficienza e rispettare i propri tempi di recupero aiuta a gestire meglio la stanchezza, mentre scegliere un ambiente tranquillo e limitare rumori e notifiche permette di seguire meglio ciò che si sta facendo. È utile anche provare a rispettare i propri tempi e riconoscere i propri limiti, senza interpretare ogni difficoltà come una perdita delle proprie capacità.

I cambiamenti cognitivi possono migliorare nel tempo, anche se il recupero varia da persona a persona. Per molte persone, con il tempo, le funzioni cognitive tendono a migliorare gradualmente dopo la conclusione dei trattamenti. Comprendere le basi di questo fenomeno può aiutare a ridurre l'ansia e il senso di colpa legati ai cambiamenti vissuti. Se noti cambiamenti persistenti nella memoria, nell'attenzione o nella concentrazione, è importante parlarne con i professionisti che ti seguono: una valutazione può aiutare a individuare eventuali cause e a considerare interventi specifici, tra cui la riabilitazione cognitiva, senza dover aspettare che il disagio diventi intenso per chiedere aiuto.

Domande frequenti sulla terapia

Con Unobravo potrai svolgere terapia psicologica individuale o terapia di coppia, a seconda delle tue necessità. Per esempio, la terapia individuale dopo un tradimento può essere utile per migliorare la comunicazione e affrontare le sfide personali che influenzano le dinamiche relazionali. La scelta, dopo un tradimento, della terapia individuale o di coppia dipende dalle esigenze di ciascuna persona.

Un percorso di terapia individuale può offrire uno spazio sicuro per esplorare le proprie emozioni e i propri comportamenti insieme a un professionista della salute mentale.

Anche se non è sempre semplice capire come iniziare un percorso psicologico, con Unobravo non dovrai preoccuparti di come scegliere uno psicologo. Ti basterà compilare il questionario e incontrare nel primo colloquio gratuito lo psicologo che ti è stato assegnato tra gli psicologi Unobravo.
Se sarà il professionista adatto a te, inizierete insieme un percorso creato su misura per te.

Con uno psicologo online Unobravo puoi prenderti cura di te ovunque tu sia. Potrai utilizzare l'app o la Web App per fissare i tuoi appuntamenti, svolgere le sedute, chattare con il tuo psicologo ed effettuare pagamenti sicuri.

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Il prezzo dello psicologo in presenza può variare molto, senza contare il tempo e il costo per raggiungere lo studio del professionista.

Con Unobravo ogni seduta ha un prezzo fisso e accessibile di 49 € e puoi incontrare il tuo psicologo anche in viaggio, in vacanza o in una pausa dal lavoro, senza investire tempo e denaro per gli spostamenti.

Per connetterti con il tuo benessere psicologico ti basterà solo un click.

A decidere quanto dura un percorso psicologico sarete tu e il tuo Unobravo: ogni persona è unica, così come lo sarà il viaggio verso il tuo benessere psicologico.

Ogni processo terapeutico è unico e la motivazione o la necessità di iniziare un percorso di terapia varia da persona a persona. È importante ricordare che andare in terapia non solo aiuta ad affrontare le difficoltà e a trattare i disturbi, ma sostiene anche chi desidera intraprendere un percorso di crescita personale e fornisce strumenti e strategie utili per migliorare il benessere quotidiano.

È importante ricordare che fare terapia non è un segno di debolezza ma di cura di sé, quindi non c'è bisogno di aspettare di raggiungere il nostro limite per chiedere aiuto.

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