Chiedere scusa: perché può diventare difficile farlo in determinate fasi della vita?

Chiedere scusa: perché può diventare difficile farlo in determinate fasi della vita?
Da quando ho cambiato lavoro non riesco più a dire scusa
Mi sento fragile e ogni errore mi sembra enorme

Ti è mai capitato di attraversare un periodo di grandi cambiamenti, come l’inizio di un nuovo lavoro, la fine degli studi o l’arrivo di un figlio, e di accorgerti che chiedere scusa ti risulta più difficile del solito? Durante le fasi di transizione, anche l’immagine che hai di te può cambiare. Mentre cerchi di adattarti a nuovi ruoli e responsabilità, riconoscere un errore potrebbe farti sentire più vulnerabile, soprattutto quando avverti il bisogno di dimostrare a te stesso e agli altri di essere all’altezza della situazione. In questi momenti, chiedere scusa può essere vissuto non tanto come un gesto di apertura verso l’altro, quanto come una minaccia alla propria autostima. Ammettere di aver sbagliato rischia così di sembrare una conferma delle proprie insicurezze, anziché un’opportunità per rafforzare le relazioni. Comprendere cosa rende così difficile chiedere scusa in alcune fasi della vita può aiutarti a riconoscere le emozioni che entrano in gioco e a ricordare che commettere un errore non significa valere meno come persona.

Le radici di questa difficoltà

Cosa rende le scuse più difficili nei momenti di transizione

Ho paura che scusarmi confermi che non valgo
Sono diventata madre e sento di non poter sbagliare

Quando si attraversa un periodo di cambiamento, anche il modo in cui ci si percepisce può trasformarsi. In queste fasi, ammettere un errore può far emergere insicurezze e timori difficili da riconoscere e gestire. Un percorso con uno/a psicologo/a può aiutarti a comprendere queste dinamiche, rafforzare la fiducia in te stesso/a e affrontare i cambiamenti con maggiore consapevolezza e serenità. Proviamo, intanto, a esplorare insieme alcune possibili ragioni che rendono più difficile chiedere scusa proprio nelle fasi di grande cambiamento.

Un senso di sé meno stabile

  • Durante una transizione, la percezione di chi sei è meno definita, e ogni ammissione di errore può essere vissuta come una prova di stare fallendo anche nel nuovo ruolo.
  • L'orgoglio può intensificarsi come forma di protezione: mostrarsi "a posto" diventa un modo per rassicurare se stessi mentre tutto intorno cambia.
  • La mente tende ad attivare più facilmente reazioni di negazione o di minimizzazione quando ti senti già sotto pressione o in fase di adattamento.

La paura del giudizio si amplifica

  • Ti senti più vulnerabile e insicuro/a: ammettere un errore può alimentare il timore di non essere all’altezza della nuova fase che stai affrontando, sia ai tuoi occhi sia a quelli degli altri.
  • Temi di compromettere la tua credibilità: quando stai cercando di affermarti in un nuovo ruolo, anche un piccolo errore può sembrarti più grave di quanto sia realmente.
  • Cerchi conferme e riconoscimento: il desiderio di sentirsi accettati e apprezzati nel nuovo contesto può rendere più sensibili alle critiche e ai giudizi altrui.

Quando "ho sbagliato" diventa "sono sbagliato"

  • Fai fatica a distinguere gli errori dal tuo valore personale: durante i periodi di cambiamento, un singolo sbaglio può portarti a mettere in discussione le tue capacità e l’immagine che hai di te.
  • Attribuisci agli errori un significato più ampio: un piccolo passo falso può sembrarti la prova che la nuova fase della tua vita non stia andando come speravi.
  • Temi di non essere all’altezza: le insicurezze legate al cambiamento possono portarti a interpretare un episodio isolato come una conferma dei tuoi dubbi e delle tue paure.
Prospettiva clinica
Nei momenti di cambiamento, la difficoltà a chiedere scusa potrebbe avere meno a che fare con l’orgoglio e più con le aspettative che riponiamo in noi stessi. Quando cerchiamo di adattarci a un nuovo ruolo, possiamo sentirci in dovere di essere sempre all’altezza, senza concederci la possibilità di sbagliare. Eppure, è proprio nelle fasi di transizione che abbiamo più bisogno di accettare le nostre incertezze. Forse, allora, vale la pena chiederti: quando faccio fatica ad ammettere un errore, quale immagine di me sto cercando di proteggere?
Federica Salciccia
Federica Salciccia
Psicoterapeuta Unobravo
Momenti concreti

Situazioni in cui potresti riconoscerti

Al nuovo lavoro non oso ammettere i miei errori
Con la mia compagna mi irrigidisco invece di scusarmi

Questa difficoltà può assumere forme diverse a seconda della fase che stai vivendo. Ecco alcune situazioni concrete in cui potresti ritrovarti.

Nel lavoro e negli studi

  • Hai iniziato da poco un nuovo lavoro: eviti di chiedere scusa a un collega per un errore, perché temi di compromettere la credibilità che stai cercando di costruire.
  • Stai entrando nel mondo del lavoro dopo gli studi: reagisci in modo difensivo alle critiche, perché le interpreti come una messa in discussione delle tue capacità professionali.
  • Fai fatica ad ammettere di aver sbagliato: anche quando riconosci un errore, tendi a giustificarti a lungo per paura del giudizio degli altri, anziché assumertene la responsabilità con semplicità.

Nella genitorialità

  • Sei diventato genitore da poco: fai fatica a riconoscere di aver perso la pazienza con il/la partner, perché senti di dover essere già in grado di gestire le nuove responsabilità.
  • Temi di perdere autorevolezza: dopo aver reagito impulsivamente con tuo/a figlio/a, eviti di chiedergli scusa perché temi che ammettere un errore possa indebolire il tuo ruolo di genitore.
  • Senti di dover essere sempre all’altezza: cerchi di mostrarti sicuro/a e capace, anche quando sei in difficoltà, perché riconoscere i tuoi limiti ti sembra un segno di debolezza.

Nelle relazioni e nei nuovi contesti

  • Stai affrontando una separazione o costruendo una nuova relazione: fai fatica a chiedere scusa perché temi che riconoscere un errore possa confermare il tuo senso di inadeguatezza.
  • Ti sei trasferito/a in una nuova città o hai cambiato ambiente sociale: eviti di ammettere i tuoi errori per paura di apparire fragile agli occhi delle persone che stai conoscendo.
  • Preferisci prendere le distanze: quando nasce un conflitto, tendi a chiuderti o ad allontanarti per evitare di esporti, anche quando chiedere scusa potrebbe favorire un chiarimento.
Un momento per fermarsi
Ti riconosci in una di queste situazioni?

Ti capita di sentirti "non abbastanza" o di dubitare di te?

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Se l'insicurezza ti frena da tempo, chiedere aiuto è un gesto di cura verso te stesso

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Quando l'insicurezza pesa sulla tua vita, parliamone

Se sentirti poco all'altezza ti sta togliendo serenità e opportunità, chiedere un supporto può fare la differenza. Trova lo psicologo adatto a te: bastano pochi minuti.

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Strategie pratiche

Alcuni spunti per viverlo con più leggerezza

Dire scusa con semplicità mi ha tolto un peso
Chiedere aiuto mi ha fatto sentire meno sola
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Accogliere gli errori con maggiore comprensione

Commettere un errore non significa valere meno come persona, soprattutto quando stai affrontando una fase di cambiamento e apprendimento. Prova a rivolgerti a te stesso/a con la stessa comprensione che riserveresti a una persona cara. Questo atteggiamento può aiutarti a ridurre l'autocritica e ad affrontare gli errori senza giudicarti troppo severamente.

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Distinguere ciò che fai da ciò che sei

Prova a ricordare che commettere un errore non significa essere inadeguato. Sbagliare mentre ti adatti a una nuova situazione non mette in discussione le tue capacità o il tuo valore personale. Imparare a distinguere i tuoi comportamenti dall'immagine che hai di te può aiutarti a vivere gli errori con maggiore serenità.

3

Riconoscere le emozioni prima di reagire

Quando ti accorgi di aver sbagliato, potresti provare vergogna, paura del giudizio o il bisogno di difenderti. Prima di reagire, concediti un momento per riconoscere ciò che stai provando. Comprendere le emozioni che entrano in gioco può aiutarti a non reagire automaticamente e a scegliere come affrontare la situazione.

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Scegliere il momento più adatto per chiedere scusa

Non è sempre necessario chiedere scusa immediatamente, soprattutto quando le emozioni sono ancora molto intense. Puoi concederti il tempo necessario per ritrovare la calma, cercando però di non trasformare questa pausa in un modo per evitare il confronto. Scegliere un momento in cui ti senti più disponibile al dialogo può favorire una comunicazione sincera.

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Esprimere le proprie scuse con parole semplici

Chiedere scusa non richiede necessariamente lunghi discorsi. A volte, un semplice "Ho sbagliato, mi dispiace" può essere un buon punto di partenza. È importante riconoscere la tua responsabilità senza ricorrere a giustificazioni eccessive. Puoi spiegare ciò che stai attraversando, senza però utilizzare lo stress o le difficoltà del cambiamento per minimizzare l'accaduto.

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Riconoscere il valore della vulnerabilità

Ammettere un errore può farti sentire esposto, soprattutto quando stai cercando di costruire una nuova immagine di te. Eppure, riconoscere i propri limiti non significa essere deboli. Mostrarti autentico e assumerti la responsabilità delle tue azioni può contribuire a rafforzare la fiducia e favorire relazioni più sincere.

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Valutare un percorso con uno/a psicologo/a

Se la difficoltà a chiedere scusa genera sofferenza o compromette le tue relazioni, un percorso con uno/a psicologo/a può aiutarti a comprenderne le ragioni. La psicoterapia può offrire uno spazio in cui esplorare le insicurezze legate al cambiamento, lavorare sul rapporto con te stesso/a e sviluppare modalità più funzionali di affrontare gli errori e i conflitti. Se queste difficoltà emergono soprattutto nella relazione sentimentale, anche un percorso di terapia di coppia può aiutare entrambi i partner a migliorare la comunicazione e affrontare i momenti di tensione.

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Un nuovo sguardo

Chiedere scusa come atto di solidità

Ho capito che scusarmi non mi rende più debole
Sto imparando ad accogliere le mie fragilità

La fatica di chiedere scusa nei momenti di cambiamento è comprensibile, e non è un ostacolo insormontabile: spesso è il segnale di quanto ti senti esposto in quella fase della vita.

Riconoscere un errore durante una transizione non compromette la nuova identità che stai costruendo. Al contrario, può diventarne una parte integrante.

La solidità personale non sta nel non sbagliare mai, ma nella capacità di ammettere un errore anche quando ti senti più fragile del solito. In questo senso, chiedere scusa con umiltà può trasformarsi in un gesto di affermazione di sé, più che di debolezza.

Imparare ad accogliere la tua vulnerabilità durante i cambiamenti può aiutarti a costruire relazioni più autentiche, proprio mentre stai ridefinendo chi sei.

Se senti che questo tema tocca corde profonde, ricorda che uno/a psicologo/a può accompagnarti in questo percorso, offrendo uno spazio in cui sentirsi sostenuti mentre nei momenti di transizione.

Il passo successivo, se ti senti pronto/a

La terapia psicologica non è solo per chi attraversa un momento di crisi. È uno spazio di ascolto per prenderti cura del tuo benessere mentale.

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Il riscoprirmi
Il riscoprirmi È stato bello ritrovare me stessa e di nuovo la fiducia in me. In alcuni momenti mi ha sconvolto, ma poi mi rendevo conto di avere tutti gli strumenti per affrontare le situazioni. Ho notato anche più rispetto e considerazione dalle persone e questo ha aumentato la mia autostima. Grazie Unobravo!
— Valentina
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Un esperienza fondamentale per ritrovarmi
Ho passato un periodo particolarmente buio e da sola non riuscivo ad andare avanti, avevo bisogno di qualcuno che mi sostenesse e mi facesse trovare la forza per andare avanti. Mia cognata mi propone di farmi aiutare da uno psicologo, e mi scarica l'app di uno bravo sul cellulare. Le sarò grata sempre. Ho travato la persona di cui avevo bisogno: Nicola Riccardo Croce un professionista serio, affidabile, disponibile. Ha creduto in me e mi ha aiutato a credere in me stessa, ad aumentare la mia autostima, ora sono consapevole di poter affrontare qualsiasi difficoltà, per quanto dura possa essere, ho le risorse per farlo e lo devo solo ed esclusivamente a lui. E' un sistema che funziona, comodo e alla portata di tutti.
— Anna
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Il mio percorso ad ostacoli, con un alleato prezioso
La mia terapista è sempre molto dolce, disponibile ed attenta. Mi aiuta a sviscerare ogni mia emozione ed ogni mio pensiero, in modo autonomo e personale. Mi ha insegnato a gestire molti miei stati d'animo che prima non ero in grado neanche di riconoscere. MI sta aiutando a ricostruire la mia autostima, dopo anni di sofferenze emotive per me provanti.
— Claudia
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FAQ

Domande frequenti

Durante una transizione, la percezione di chi sei è meno definita, e ogni ammissione di errore può essere vissuta come una prova di stare fallendo anche nel nuovo ruolo. L'orgoglio può intensificarsi come forma di protezione: mostrarsi "a posto" diventa un modo per rassicurare se stessi mentre tutto intorno cambia. La mente tende ad attivare più facilmente reazioni di negazione o di minimizzazione quando ti senti già sotto pressione o in fase di adattamento. Inoltre ammettere un errore può alimentare il timore di non essere all'altezza della nuova fase che stai affrontando, sia ai tuoi occhi sia a quelli degli altri.

Fai fatica a distinguere gli errori dal tuo valore personale: durante i periodi di cambiamento, un singolo sbaglio può portarti a mettere in discussione le tue capacità e l'immagine che hai di te. Attribuisci agli errori un significato più ampio: un piccolo passo falso può sembrarti la prova che la nuova fase della tua vita non stia andando come speravi. Le insicurezze legate al cambiamento possono portarti a interpretare un episodio isolato come una conferma dei tuoi dubbi e delle tue paure. Commettere un errore non significa però valere meno come persona, soprattutto quando stai affrontando una fase di cambiamento e apprendimento.

Questa difficoltà può assumere forme diverse a seconda della fase che stai vivendo. Hai iniziato da poco un nuovo lavoro: eviti di chiedere scusa a un collega per un errore, perché temi di compromettere la credibilità che stai cercando di costruire. Sei diventato genitore da poco: fai fatica a riconoscere di aver perso la pazienza con il/la partner, perché senti di dover essere già in grado di gestire le nuove responsabilità. Ti sei trasferito/a in una nuova città o hai cambiato ambiente sociale: eviti di ammettere i tuoi errori per paura di apparire fragile agli occhi delle persone che stai conoscendo.

Prova a rivolgerti a te stesso/a con la stessa comprensione che riserveresti a una persona cara: questo atteggiamento può aiutarti a ridurre l'autocritica. Quando ti accorgi di aver sbagliato, concediti un momento per riconoscere ciò che stai provando, prima di reagire. Chiedere scusa non richiede necessariamente lunghi discorsi: a volte, un semplice "Ho sbagliato, mi dispiace" può essere un buon punto di partenza, riconoscendo la tua responsabilità senza ricorrere a giustificazioni eccessive. Scegliere un momento in cui ti senti più disponibile al dialogo può favorire una comunicazione sincera.

Ti senti più vulnerabile e insicuro/a: ammettere un errore può alimentare il timore di non essere all'altezza della nuova fase che stai affrontando, sia ai tuoi occhi sia a quelli degli altri. Temi di compromettere la tua credibilità: quando stai cercando di affermarti in un nuovo ruolo, anche un piccolo errore può sembrarti più grave di quanto sia realmente. Il desiderio di sentirsi accettati e apprezzati nel nuovo contesto può rendere più sensibili alle critiche e ai giudizi altrui, rendendo più faticoso riconoscere apertamente i propri sbagli.

Domande frequenti sulla terapia

Con Unobravo potrai svolgere terapia psicologica individuale o terapia di coppia, a seconda delle tue necessità. Per esempio, la terapia individuale dopo un tradimento può essere utile per migliorare la comunicazione e affrontare le sfide personali che influenzano le dinamiche relazionali. La scelta, dopo un tradimento, della terapia individuale o di coppia dipende dalle esigenze di ciascuna persona.

Un percorso di terapia individuale può offrire uno spazio sicuro per esplorare le proprie emozioni e i propri comportamenti insieme a un professionista della salute mentale.

Anche se non è sempre semplice capire come iniziare un percorso psicologico, con Unobravo non dovrai preoccuparti di come scegliere uno psicologo. Ti basterà compilare il questionario e incontrare nel primo colloquio gratuito lo psicologo che ti è stato assegnato tra gli psicologi Unobravo.
Se sarà il professionista adatto a te, inizierete insieme un percorso creato su misura per te.

Con uno psicologo online Unobravo puoi prenderti cura di te ovunque tu sia. Potrai utilizzare l'app o la Web App per fissare i tuoi appuntamenti, svolgere le sedute, chattare con il tuo psicologo ed effettuare pagamenti sicuri.

Tutto comodamente online, utilizzando qualsiasi dispositivo e collegandoti dove e quando vuoi.

Il prezzo dello psicologo in presenza può variare molto, senza contare il tempo e il costo per raggiungere lo studio del professionista.

Con Unobravo ogni seduta ha un prezzo fisso e accessibile di 49 € e puoi incontrare il tuo psicologo anche in viaggio, in vacanza o in una pausa dal lavoro, senza investire tempo e denaro per gli spostamenti.

Per connetterti con il tuo benessere psicologico ti basterà solo un click.

A decidere quanto dura un percorso psicologico sarete tu e il tuo Unobravo: ogni persona è unica, così come lo sarà il viaggio verso il tuo benessere psicologico.

Ogni processo terapeutico è unico e la motivazione o la necessità di iniziare un percorso di terapia varia da persona a persona. È importante ricordare che andare in terapia non solo aiuta ad affrontare le difficoltà e a trattare i disturbi, ma sostiene anche chi desidera intraprendere un percorso di crescita personale e fornisce strumenti e strategie utili per migliorare il benessere quotidiano.

È importante ricordare che fare terapia non è un segno di debolezza ma di cura di sé, quindi non c'è bisogno di aspettare di raggiungere il nostro limite per chiedere aiuto.

La terapia di coppia può aiutare in questo caso?

Durante i periodi di cambiamento, riconoscere un errore può diventare più difficile, soprattutto quando ci si sente insicuri o sotto pressione. La terapia di coppia può aiutare entrambi i partner a comprendere le emozioni e le dinamiche che ostacolano il dialogo, favorendo una comunicazione più aperta. Non è necessario aspettare che i conflitti diventino gravi per chiedere un supporto.

Dipende dalle difficoltà che stai vivendo e da quanto influenzano la relazione. Un percorso individuale può aiutarti a comprendere le insicurezze e le paure che rendono difficile ammettere un errore. La terapia di coppia, invece, permette di esplorare come queste difficoltà si manifestano nella relazione e di individuare modalità di comunicazione più funzionali. In alcuni casi, i due percorsi possono integrarsi.

Puoi presentare la terapia di coppia come un'opportunità per migliorare la comunicazione e affrontare insieme un periodo di cambiamento. Prova a esprimere ciò che senti, evitando accuse o giudizi. Ad esempio, potresti dire: "Mi sembra che ultimamente facciamo più fatica a capirci. Mi piacerebbe trovare insieme un modo per comunicare meglio". Concentrarti sui bisogni della relazione, anziché sulle responsabilità individuali, può favorire un confronto più sereno.

Durante le sedute, lo/a psicoterapeuta può aiutare entrambi i partner a comprendere cosa rende difficile riconoscere un errore e come questa difficoltà influenzi la relazione. Attraverso il confronto, è possibile esplorare le emozioni, le aspettative e le modalità di comunicazione che alimentano i conflitti. L'obiettivo non è stabilire chi abbia ragione, ma favorire una maggiore comprensione reciproca e individuare modi più efficaci per affrontare le incomprensioni.

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