Difficoltà a credere alle parole affettuose di un nuovo partner: come comprendere questa diffidenza?

Mi dice che sono speciale e io penso: durerà poco.
Appena si avvicina, io senza accorgermene mi tiro indietro.
Nelle prime fasi di una relazione capita spesso di ricevere complimenti e parole affettuose da un nuovo partner. Per alcune persone, però, questi gesti generano disagio invece di piacere.
Forse ti riconosci in questa dinamica: quando qualcuno che ti piace ti dice qualcosa di dolce, la tua prima reazione non è la gioia, ma il dubbio. Ti chiedi se lo pensi davvero, o se prima o poi arriverà la delusione.
Questa diffidenza non nasce dalla mancanza di sentimenti verso l'altra persona. Molto più spesso è una forma di autoprotezione, radicata nel tuo vissuto.
Minimizzare i complimenti, cambiare discorso o mettere in dubbio la sincerità di chi li pronuncia sono reazioni quasi automatiche. Il risultato è che si crea distanza proprio nel momento in cui la vicinanza sarebbe più desiderata.
Comprendere l'origine di questo riflesso può essere il primo passo per smettere di allontanare, senza volerlo, chi vorresti invece tenere vicino.
Le possibili radici
Da dove nasce la difficoltà a fidarsi dell'affetto
Sono stata delusa tante volte, ora fatico a crederci.
Se non mi illudo, penso, non potrò soffrirne davvero.
Capire perché le parole dolci generano diffidenza non è sempre immediato, perché spesso queste reazioni affondano le radici in esperienze lontane nel tempo. In molti casi, esplorare da dove nasce questa difficoltà a fidarsi dell'affetto può essere più semplice con l'aiuto di uno/a psicologo/a, che può offrirti strumenti per guardare al tuo vissuto con maggiore serenità.
Proviamo, intanto, a esplorare insieme alcune possibili ragioni che sono alla base della difficoltà ad accogliere le parole affettuose di un nuovo partner.
Il ruolo della bassa autostima
- Quando la percezione del proprio valore è fragile, si può arrivare a pensare di non meritare davvero l'ammirazione o l'affetto ricevuto.
- Può crearsi un conflitto tra ciò che l'altra persona esprime e ciò che si crede di valere, e in questo scarto il dubbio trova terreno fertile.
- Se il proprio valore dipende troppo dallo sguardo altrui, ogni complimento può essere vissuto come un giudizio da verificare, più che come un dono da accogliere.
Esperienze passate che lasciano il segno
- Relazioni precedenti segnate da delusioni, tradimenti o promesse non mantenute possono aver insegnato che le parole dolci non sempre corrispondono ai fatti.
- Esperienze passate che possono influenzare il modo di vivere le relazioni, ad esempio la crescita accanto a figure di riferimento poco disponibili o imprevedibili, possono incidere sul modo di fidarsi delle manifestazioni d'affetto in età adulta.
- Quando ci si è sentiti feriti dopo essersi aperti, si può sviluppare un riflesso protettivo che porta a diffidare anche di fronte a gesti sinceri.
La paura di restare delusi
- Il timore del rifiuto o di un possibile abbandono può spingere a mantenere una distanza protettiva.
- Mettere in dubbio l'affetto può diventare un modo per non illudersi, come se non credere del tutto rendesse meno doloroso un eventuale finale.
- Restare in guardia proprio quando la relazione va bene può sembrare un modo per anticipare la delusione ed esserne meno travolti.
Reazioni concrete
Situazioni in cui potresti riconoscerti
Mi fa un complimento e io rispondo: ma dai, non è vero.
Dopo una bella serata, il giorno dopo sparisco un po'.
Questa diffidenza si manifesta spesso in gesti piccoli e quotidiani, che magari fai senza neppure accorgertene. Vediamo alcune situazioni concrete in cui potresti riconoscerti.
Sminuire o allontanare i complimenti
- Ricevere un apprezzamento sul tuo aspetto o sulle tue qualità e rispondere subito sminuendolo o correggendo l'altra persona.
- Cambiare discorso o scherzarci su quando il/la partner esprime affetto in modo diretto, per non doverlo affrontare emotivamente.
- Pensare tra te lo dice solo per farmi stare bene oppure non può davvero pensarla così di fronte a una frase sincera.
Cercare continue conferme
- Mettere alla prova il/la partner, chiedendo ripetutamente conferme delle stesse parole già dette, senza mai sentirti davvero rassicurato.
- Analizzare toni, gesti e messaggi alla ricerca di un segnale che confermi i tuoi dubbi.
- Sentirti sospettoso o in guardia proprio nei momenti in cui la relazione sembra procedere bene, come se ti aspettassi una delusione imminente.
Creare distanza dopo la vicinanza
- Allontanarti emotivamente o fisicamente subito dopo un momento di intimità, come reazione istintiva al disagio provato.
- Diventare improvvisamente più freddo o distaccato dopo una serata particolarmente piacevole.
- Trovare motivi per rimandare o diradare gli incontri quando senti che il legame si sta rafforzando.
Ti capita di sentirti "non abbastanza" o di dubitare di te?
Sentirsi insicuri o poco all'altezza è un'esperienza che tocca molte persone, in modi diversi. Questi articoli possono aiutarti a capire cos'è l'autostima e quali fattori possono influenzarla.

Autostima: cos’è e come aumentarla
leggi l'articolo
Principe o ranocchio? L’autostima nelle relazioni interpersonali
leggi l'articoloL'autostima si può coltivare, un passo alla volta
La fiducia in sé non è un dono fisso: si allena. Questi articoli possono darti strumenti concreti per trattarti con più gentilezza e rafforzare il tuo senso di valore.

Come migliorare l'autostima
leggi l'articolo
Self-compassion: che cos'è e come può aiutarti davvero
leggi l'articolo
Autoefficacia percepita: cos'è e perchè può cambiare la tua vita
leggi l'articoloSe l'insicurezza ti frena da tempo, chiedere aiuto è un gesto di cura verso te stesso
Quando il dubbio su di sé condiziona scelte e relazioni, un percorso di psicoterapia può aiutarti a sviluppare un rapporto più sereno con te stesso. Ecco come funziona la terapia.

Come funziona la psicoterapia: guida alla psicoterapia e al suo percorso
leggi l'articolo
Prima seduta dallo psicologo: cosa dire e cosa aspettarsi
leggi l'articolo
La psicoterapia online funziona?
leggi l'articoloQuando l'insicurezza pesa sulla tua vita, parliamone
Se sentirti poco all'altezza ti sta togliendo serenità e opportunità, chiedere un supporto può fare la differenza. Trova lo psicologo adatto a te: bastano pochi minuti.
Strategie pratiche
Come imparare ad accogliere l'affetto, un passo alla volta
Ho iniziato a dire grazie senza aggiungere altro.
Parlarne con lei mi ha fatto sentire meno solo.
Osservare i pensieri senza giudicarti
Quando ricevi un complimento e senti nascere il dubbio, potresti provare a notare quel pensiero come un semplice automatismo, non come una verità. Riconoscerlo nel momento in cui compare può aiutarti a prenderne un po' di distanza.
Allenarti a dire semplicemente grazie
La prossima volta che il/la partner ti dice qualcosa di dolce, puoi provare, anche gradualmente, ad accogliere quelle parole senza correggerle. Rispondere con un semplice grazie, senza aggiungere altro, è un piccolo esercizio che con il tempo può diventare più facile.
Aspettare prima di reagire
La spinta ad allontanarsi o a mettere in dubbio l'altra persona è spesso legata a una sensazione di disagio che vorresti evitare. Concederti anche solo qualche minuto prima di reagire può aiutare quella sensazione a calare, lasciandoti scegliere con più calma come rispondere.
Parlare con il/la partner di come ti senti
Puoi provare a spiegare che la tua diffidenza non riguarda lui o lei, ma un tuo modo di reagire interno. Condividere con sincerità ciò che provi può evitare fraintendimenti e far sentire il/la partner meno respinto.
Annotare i momenti in cui emerge il dubbio
Tenere un piccolo diario delle situazioni in cui fatichi a credere alle parole affettuose può aiutarti a individuare schemi ricorrenti. Rileggerlo con calma, magari a mente fredda, può farti notare quanto spesso il dubbio anticipi la realtà.
Dedicarti a ciò che ti fa stare bene
Coltivare interessi, relazioni e attività che ti danno soddisfazione può aiutarti a costruire un senso di valore che non dipende solo dalle conferme di chi hai accanto. Sentirti più sereno con te stesso può rendere più naturale fidarti dell'affetto ricevuto.
Prendere in considerazione un percorso di psicoterapia
Quando la difficoltà a credere all'affetto altrui influisce in modo significativo sulla tua serenità o sulla relazione, un percorso con uno/a psicologo/a può offrirti uno spazio prezioso per capire da dove nasce questo riflesso e sentirti sostenuto nel cambiamento. Non è necessario aspettare che la situazione diventi molto difficile per chiedere un supporto: la psicoterapia, individuale o di coppia, può essere anche uno spazio di crescita e di riflessione, dove sentirti compreso senza timore di giudizio.
Parla di come ti senti a uno psicologo online
Trova il professionista più adatto a te con il nostro questionario riservato, ci aiuterà a comprendere meglio i tuoi bisogni.

Un percorso graduale
Fidarti dell'altro passa anche dal fidarti di te
Sto imparando che credere in lui vuol dire credere in me.
Non devo cambiare tutto subito, un passo alla volta va bene.
Dubitare delle parole dolci di un nuovo partner non significa non provare sentimenti autentici. Molto spesso riflette una ferita che non è ancora stata elaborata del tutto.
Riconoscere l'origine di questa diffidenza può aiutarti a distinguere tra un pensiero automatico e ciò che sta realmente accadendo nella relazione che stai vivendo.
Accogliere l'affetto è un percorso graduale, che passa spesso attraverso la fiducia in te stesso ancora prima che nell'altra persona. Ogni piccolo passo conta, e non serve pretendere di cambiare tutto in una volta.
Condividere apertamente le proprie insicurezze, invece di nasconderle dietro il distacco o l'ironia, può rafforzare il legame più di quanto tu creda.
Se senti che questa difficoltà ti impedisce di vivere serenamente le tue relazioni, valutare un percorso con uno/a psicologo/a può essere un modo per sentirti guidato verso una maggiore fiducia, in te e in chi scegli di avere accanto.
Il passo successivo, se ti senti pronto/a
La terapia psicologica non è solo per chi attraversa un momento di crisi. È uno spazio di ascolto per prenderti cura del tuo benessere mentale.
Hai ancora dei dubbi? Approfondisci sul blog:

Prima seduta dallo psicologo: cosa dire e cosa aspettarsi
leggi l'articolo
Come funziona la psicoterapia: guida alla psicoterapia e al suo percorso
leggi l'articolo
Psicologo online: prezzi e tariffe
leggi l'articoloParla di come ti senti a chi può aiutarti
Non devi affrontare tutto da solo/a: prenota un colloquio gratuito con un professionista per scoprire i benefici della terapia.
FAQ
Domande frequenti
Perché faccio fatica a credere alle parole affettuose di un nuovo partner?
Questa diffidenza non nasce dalla mancanza di sentimenti verso l'altra persona. Molto più spesso è una forma di autoprotezione, radicata nel proprio vissuto. Capire perché le parole dolci generano diffidenza non è sempre immediato, perché spesso queste reazioni affondano le radici in esperienze lontane nel tempo. Minimizzare i complimenti, cambiare discorso o mettere in dubbio la sincerità di chi li pronuncia sono reazioni quasi automatiche. Il risultato è che si crea distanza proprio nel momento in cui la vicinanza sarebbe più desiderata. Dubitare delle parole dolci non significa non provare sentimenti autentici, ma molto spesso riflette una ferita che non è ancora stata elaborata del tutto.
Che ruolo ha la bassa autostima nel non credere ai complimenti del/della partner?
Quando la percezione del proprio valore è fragile, si può arrivare a pensare di non meritare davvero l'ammirazione o l'affetto ricevuto. Può crearsi un conflitto tra ciò che l'altra persona esprime e ciò che si crede di valere, e in questo scarto il dubbio trova terreno fertile. Se il proprio valore dipende troppo dallo sguardo altrui, ogni complimento può essere vissuto come un giudizio da verificare, più che come un dono da accogliere.
In che modo le esperienze passate influenzano la capacità di fidarsi dell'affetto altrui?
Relazioni precedenti segnate da delusioni, tradimenti o promesse non mantenute possono aver insegnato che le parole dolci non sempre corrispondono ai fatti. Anche la crescita accanto a figure di riferimento poco disponibili o imprevedibili può incidere sul modo di fidarsi delle manifestazioni d'affetto in età adulta. Quando ci si è sentiti feriti dopo essersi aperti, si può sviluppare un riflesso protettivo che porta a diffidare anche di fronte a gesti sinceri. Inoltre, il timore del rifiuto o di un possibile abbandono può spingere a mantenere una distanza protettiva, come se non credere del tutto rendesse meno doloroso un eventuale finale.
Quali sono i segnali comportamentali che indicano diffidenza verso l'affetto del partner?
Questa diffidenza si manifesta spesso in gesti piccoli e quotidiani. Può capitare di ricevere un apprezzamento e rispondere subito sminuendolo o correggendo l'altra persona, oppure di cambiare discorso o scherzarci su quando il/la partner esprime affetto in modo diretto. Un altro segnale è cercare continue conferme, mettendo alla prova il/la partner e analizzando toni, gesti e messaggi alla ricerca di un segnale che confermi i propri dubbi. Può succedere anche di allontanarsi emotivamente o fisicamente subito dopo un momento di intimità, diventando improvvisamente più freddi o distaccati dopo una serata particolarmente piacevole, o di trovare motivi per diradare gli incontri quando il legame si rafforza.
Come si può imparare ad accogliere l'affetto senza respingerlo?
Quando ricevi un complimento e senti nascere il dubbio, puoi provare a notare quel pensiero come un semplice automatismo, non come una verità. Puoi anche allenarti a rispondere semplicemente con un grazie, senza correggere le parole ricevute, e concederti qualche minuto prima di reagire, lasciando calare il disagio. Parlare con il/la partner spiegando che la diffidenza riguarda un tuo modo di reagire interno può evitare fraintendimenti. Annotare i momenti in cui emerge il dubbio aiuta a individuare schemi ricorrenti, mentre dedicarti a ciò che ti fa stare bene può costruire un senso di valore che non dipende solo dalle conferme altrui.
È normale sentirsi in guardia proprio quando una relazione sta andando bene?
Sì: restare in guardia proprio quando la relazione va bene può sembrare un modo per anticipare la delusione ed esserne meno travolti. Mettere in dubbio l'affetto può diventare un modo per non illudersi, come se non credere del tutto rendesse meno doloroso un eventuale finale. Questo si traduce spesso nel sentirsi sospettosi o in guardia proprio nei momenti in cui la relazione sembra procedere bene, come se ci si aspettasse una delusione imminente. Riconoscere l'origine di questa diffidenza può aiutare a distinguere tra un pensiero automatico e ciò che sta realmente accadendo nella relazione che si sta vivendo.
Domande frequenti sulla terapia
Quanti tipi di terapia ci sono in Unobravo?
Con Unobravo potrai svolgere terapia psicologica individuale o terapia di coppia, a seconda delle tue necessità. Per esempio, la terapia individuale dopo un tradimento può essere utile per migliorare la comunicazione e affrontare le sfide personali che influenzano le dinamiche relazionali. La scelta, dopo un tradimento, della terapia individuale o di coppia dipende dalle esigenze di ciascuna persona.
Cos'è e in cosa consiste la terapia individuale con Unobravo?
Un percorso di terapia individuale può offrire uno spazio sicuro per esplorare le proprie emozioni e i propri comportamenti insieme a un professionista della salute mentale.
Anche se non è sempre semplice capire come iniziare un percorso psicologico, con Unobravo non dovrai preoccuparti di come scegliere uno psicologo. Ti basterà compilare il questionario e incontrare nel primo colloquio gratuito lo psicologo che ti è stato assegnato tra gli psicologi Unobravo.
Se sarà il professionista adatto a te, inizierete insieme un percorso creato su misura per te.
Terapia online: perché sceglierla?
Con uno psicologo online Unobravo puoi prenderti cura di te ovunque tu sia. Potrai utilizzare l'app o la Web App per fissare i tuoi appuntamenti, svolgere le sedute, chattare con il tuo psicologo ed effettuare pagamenti sicuri.
Tutto comodamente online, utilizzando qualsiasi dispositivo e collegandoti dove e quando vuoi.
Quali sono i prezzi della terapia individuale?
Il prezzo dello psicologo in presenza può variare molto, senza contare il tempo e il costo per raggiungere lo studio del professionista.
Con Unobravo ogni seduta ha un prezzo fisso e accessibile di 49 € e puoi incontrare il tuo psicologo anche in viaggio, in vacanza o in una pausa dal lavoro, senza investire tempo e denaro per gli spostamenti.
Per connetterti con il tuo benessere psicologico ti basterà solo un click.
Quanto dura un percorso di terapia individuale?
A decidere quanto dura un percorso psicologico sarete tu e il tuo Unobravo: ogni persona è unica, così come lo sarà il viaggio verso il tuo benessere psicologico.
Come faccio a sapere se ho bisogno di fare terapia?
Ogni processo terapeutico è unico e la motivazione o la necessità di iniziare un percorso di terapia varia da persona a persona. È importante ricordare che andare in terapia non solo aiuta ad affrontare le difficoltà e a trattare i disturbi, ma sostiene anche chi desidera intraprendere un percorso di crescita personale e fornisce strumenti e strategie utili per migliorare il benessere quotidiano.
È importante ricordare che fare terapia non è un segno di debolezza ma di cura di sé, quindi non c'è bisogno di aspettare di raggiungere il nostro limite per chiedere aiuto.
La terapia di coppia può aiutare in questo caso?
Se fatico a credere ai complimenti del/della partner, ha senso proporre una terapia di coppia o è un mio problema individuale?
Non c'è una risposta unica: dipende da come questa difficoltà si intreccia con la vostra relazione. Un percorso individuale può aiutarti a esplorare l'origine della tua diffidenza, mentre la terapia di coppia può offrire uno spazio in cui entrambi imparate a riconoscere questa dinamica insieme, senza che il/la partner si senta respinto o frainteso. I due percorsi non sono in competizione: spesso si completano. Se la difficoltà a fidarti dell'affetto sta creando incomprensioni ricorrenti, affrontarla anche in coppia può rafforzare la comunicazione e la comprensione reciproca.
Come si lavora in terapia di coppia sulla difficoltà ad accogliere l'affetto dell'altro?
Lo/la psicologo/a può aiutare entrambi a mettere in parole ciò che accade in quei momenti di distanza improvvisa o di dubbio, creando uno spazio protetto in cui capirsi senza sentirsi giudicati. Spesso il/la partner che riceve la diffidenza si sente confuso o addirittura respinto, mentre chi dubita fatica a spiegare cosa prova. Il lavoro consiste nel rendere visibili questi schemi relazionali, così che entrambi possano riconoscerli quando si presentano e reagire con più consapevolezza, invece che con distanza o incomprensione.
Il/la mio partner si sente ferito dai miei dubbi: la terapia di coppia può aiutarci a comunicare meglio su questo?
Sì, può rappresentare uno spazio prezioso proprio per questo tipo di comunicazione. Spiegare da soli che la propria diffidenza non riguarda l'altra persona ma un proprio modo di reagire può essere difficile, soprattutto se le parole giuste non arrivano nei momenti giusti. In terapia di coppia, con la guida di uno/a psicologo/a, potete trovare un linguaggio condiviso per parlare di ciò che provate, riducendo il rischio che il/la partner interpreti il tuo distacco come mancanza di sentimenti verso di lui o lei.
Quando è il momento giusto per considerare la terapia di coppia, se la relazione va bene ma io fatico comunque a credere ai gesti affettuosi?
Non serve aspettare che la situazione diventi difficile per iniziare un percorso insieme. Anzi, affrontare questa difficoltà quando la relazione procede bene può essere un momento favorevole: c'è meno tensione e più apertura reciproca. La terapia di coppia può diventare uno spazio di crescita condivisa, utile a comprendere meglio le dinamiche che vi legano e a costruire una fiducia più solida, prima che eventuali incomprensioni si consolidino.
Come posso proporre al/alla mio/a partner di iniziare un percorso di coppia senza che si senta accusato dei miei dubbi?
Puoi provare a presentarlo come un desiderio di capire meglio voi stessi come coppia, più che come una richiesta legata a un problema suo o tuo. Sottolineare che si tratta di uno spazio condiviso, pensato per rafforzare la relazione e non per cercare colpe, può rendere la proposta meno spaventosa. Spiegare che la tua diffidenza nasce da un tuo vissuto personale, e non da una mancanza di fiducia in lui o lei, può aiutare il/la partner a vivere la proposta come un gesto di cura reciproca.
E ora?
Continua a esplorare
Vuoi saperne di più? Scopri altri contenuti qui sotto