Disagio nelle situazioni di networking dopo un trasferimento: come affrontare queste difficoltà?

Disagio nelle situazioni di networking dopo un trasferimento: come affrontare queste difficoltà?
Entro in sala e ho già voglia di andarmene.
Mi sento sola proprio in mezzo a tante persone.

Ti sei trasferito da poco in una nuova città e, agli eventi di networking, ti ritrovi fermo in un angolo della sala, con la sensazione di non conoscere nessuno e di non sapere da dove cominciare.

Quando si lascia la propria città, spesso si lascia anche una rete di conoscenze costruita nel tempo. Gli aperitivi professionali e gli incontri di settore diventano così quasi l'unica occasione concreta per crearne una nuova.

Il punto è che, senza nemmeno un volto familiare a cui appoggiarsi, il semplice atto di presentarsi può pesare molto più del solito. Quella che per altri è un'opportunità, per chi si è appena trasferito può trasformarsi in un obbligo sociale vissuto con tensione.

Se ti riconosci in tutto questo, sappi che non si tratta soltanto di timidezza. Spesso c'è di mezzo la paura di non riuscire a inserirsi in un tessuto sociale e professionale completamente nuovo, ed è un'esperienza molto più diffusa di quanto si pensi.

Cosa può alimentare l'ansia

Le radici del disagio in un ambiente tutto nuovo

Nella mia vecchia città sapevo sempre come muovermi.
Ho la sensazione di dover dimostrare subito quanto valgo.

Capire da dove nasce questo disagio può aiutare a guardarlo con occhi diversi. In molti casi, esplorare le radici di queste difficoltà sociali può essere più semplice con l'aiuto di uno/a psicologo/a, che può offrirti strumenti pensati sul tuo modo di vivere i nuovi contesti.

Proviamo, intanto, a esplorare insieme alcune possibili ragioni che sono alla base del disagio nel fare networking dopo un trasferimento.

Quando manca un punto di riferimento

  • L'assenza di un aggancio relazionale già esistente può aumentare la sensazione di essere soli ed esposti in un ambiente che non si conosce.
  • Trasferendosi, spesso si perdono i punti di riferimento quotidiani che davano sicurezza, e questo può riflettersi anche nel modo di avvicinarsi a nuove persone.
  • Senza un volto amico accanto, può crescere la percezione di essere costantemente al centro dello sguardo altrui.

Il tempo che sembra non bastare mai

  • Le pressioni sociali e professionali possono spingere a dover socializzare in tempi rapidi, senza lo spazio per costruire fiducia e confidenza con calma.
  • L'ansia in questi contesti può essere amplificata dalla sensazione di dover dimostrare subito il proprio valore professionale a persone sconosciute.

Abilità sociali da riallenare

  • La paura del giudizio e la difficoltà a esprimere il proprio punto di vista possono derivare da abilità sociali poco allenate in un contesto diverso da quello abituale.
  • Avvicinarsi a gruppi di sconosciuti è una competenza che, come tutte, può affievolirsi quando non la si pratica da un po'.
Prospettiva clinica
L’autostima può essere sintetizzata come la percezione del nostro valore personale, che può cambiare nell’arco di vita e in base alle nostre esperienze. Paragoni con altre persone, critiche distruttive, aspettative troppo rigide, possono portarci a pensarci inadeguati. Imparare a guardare in modo bilanciato ai nostri pregi e ai nostri limiti può aiutarci a costruire un rapporto più rispettoso e sereno con noi stessi.
Momenti concreti di disagio

Situazioni in cui potresti riconoscerti

Fisso il bicchiere pur di non incrociare sguardi.
Ci penso per giorni e poi all'ultimo rinuncio.

A volte riconoscere le proprie esperienze in situazioni concrete aiuta a sentirsi meno soli. Ecco alcune circostanze in cui chi vive questo disagio può ritrovarsi.

Durante l'evento

  • Arrivare a un incontro di networking e rimanere ai margini della sala, senza riuscire a inserirsi in nessun gruppo di conversazione già avviato.
  • Sentirsi bloccati nel momento di presentarsi, ripetendo mentalmente la propria introduzione senza riuscire a dirla con naturalezza.
  • Rifugiarsi nel telefono o in altre distrazioni digitali per evitare il contatto visivo e l'interazione diretta con sconosciuti.

Prima e dopo l'incontro

  • Vivere con tensione i giorni precedenti all'evento, immaginando scenari negativi su come si verrà percepiti.
  • Evitare del tutto occasioni professionali importanti per la propria crescita, a causa del disagio anticipato.
  • Sentirsi sollevati solo quando l'evento finisce, con la sensazione di non aver creato connessioni reali.
Un momento per fermarsi
Ti riconosci in una di queste situazioni?

Ti capita di sentirti "non abbastanza" o di dubitare di te?

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Se l'insicurezza ti frena da tempo, chiedere aiuto è un gesto di cura verso te stesso

Quando il dubbio su di sé condiziona scelte e relazioni, un percorso di psicoterapia può aiutarti a sviluppare un rapporto più sereno con te stesso. Ecco come funziona la terapia.

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Quando l'insicurezza pesa sulla tua vita, parliamone

Se sentirti poco all'altezza ti sta togliendo serenità e opportunità, chiedere un supporto può fare la differenza. Trova lo psicologo adatto a te: bastano pochi minuti.

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Questionario di 3 min
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Strategie pratiche

Piccoli passi per costruire una rete con più serenità

Mi sono data l'obiettivo di parlare con una persona.
Un corso serale mi ha aiutato a sciogliermi un po'.
1

Prepararsi qualche spunto in anticipo

Puoi arrivare all'evento con un paio di domande o argomenti pronti, magari legati al settore o alla città. Avere qualche spunto in tasca può ridurre l'ansia del momento in cui ci si presenta.

2

Darsi obiettivi piccoli e realistici

Invece di puntare a parlare con tutti, potresti proporti di scambiare due parole con una sola persona nuova. Un obiettivo raggiungibile aiuta a vivere la serata con meno pressione e a sentirti soddisfatto anche di un piccolo gesto.

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Allenare la socialità in contesti informali

Prima di affrontare eventi strutturati, puoi provare a esercitarti in occasioni più leggere, come un corso serale o un gruppo sportivo. Interagire in situazioni a bassa tensione può aiutare a riprendere confidenza con lo scambio spontaneo.

4

Ricordare che non sei l'unico a disagio

Quando senti su di te tutti gli sguardi, può essere utile ricordare che anche altri partecipanti potrebbero essere nuovi del contesto o sentirsi a disagio. Questo pensiero può ridimensionare la sensazione di essere l'unico fuori posto.

5

Usare le community locali come ponte

Gruppi e community del territorio, anche online, possono rappresentare un ponte più morbido verso le relazioni di persona. Conoscere qualcuno prima dell'evento può rendere l'ingresso in sala meno carico di tensione.

6

Concedersi tempo senza giudicarsi

Costruire una rete da zero richiede tempo, ed è importante ricordarsi che i risultati non arrivano subito. Trattarti con la stessa gentilezza che useresti con un amico può alleggerire l'autocritica dopo ogni incontro.

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Valutare un percorso con uno/a psicologo/a

Se questo disagio ti limita in modo significativo, un percorso di psicoterapia può rappresentare uno spazio prezioso per comprendere le tue paure sociali e sentirti sostenuto nel riallenare la tua sicurezza. Non è necessario aspettare che la situazione diventi molto difficile per chiedere un supporto: può essere utile anche per affrontare con più serenità una fase di cambiamento.

Parla di come ti senti a uno psicologo online

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Un cammino graduale

Dare tempo a sé stessi in una nuova città

Passo dopo passo mi sento un po' più a mio agio.
Ho capito che non devo avere fretta di inserirmi.

Il disagio nei contesti di networking dopo un trasferimento è un'esperienza comune e comprensibile, non un limite personale. Trovarsi a ricostruire una rete da zero mette alla prova anche chi di solito si sente a proprio agio con gli altri.

Riconoscere le proprie paure sociali è già un primo passo importante per iniziare ad affrontarle in modo graduale. Con la pratica e qualche piccolo gesto costante, le situazioni che oggi generano tensione possono diventare più familiari e gestibili.

Gli strumenti digitali e le community locali possono accompagnare questo processo, senza però sostituire il valore delle relazioni dirette. Investire nella propria sicurezza relazionale in un nuovo contesto è anche un modo per prendersi cura del proprio benessere.

Se senti il bisogno di essere guidato in questo percorso, rivolgersi a uno/a psicologo/a può offrirti uno spazio di crescita e riflessione pensato sulle tue esigenze, nei tempi che senti più tuoi.

Il passo successivo, se ti senti pronto/a

La terapia psicologica non è solo per chi attraversa un momento di crisi. È uno spazio di ascolto per prenderti cura del tuo benessere mentale.

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Il riscoprirmi
Il riscoprirmi È stato bello ritrovare me stessa e di nuovo la fiducia in me. In alcuni momenti mi ha sconvolto, ma poi mi rendevo conto di avere tutti gli strumenti per affrontare le situazioni. Ho notato anche più rispetto e considerazione dalle persone e questo ha aumentato la mia autostima. Grazie Unobravo!
— Valentina
Valutazione di 4.7 / 5 | 8.737 recensioni
Un esperienza fondamentale per ritrovarmi
Ho passato un periodo particolarmente buio e da sola non riuscivo ad andare avanti, avevo bisogno di qualcuno che mi sostenesse e mi facesse trovare la forza per andare avanti. Mia cognata mi propone di farmi aiutare da uno psicologo, e mi scarica l'app di uno bravo sul cellulare. Le sarò grata sempre. Ho travato la persona di cui avevo bisogno: Nicola Riccardo Croce un professionista serio, affidabile, disponibile. Ha creduto in me e mi ha aiutato a credere in me stessa, ad aumentare la mia autostima, ora sono consapevole di poter affrontare qualsiasi difficoltà, per quanto dura possa essere, ho le risorse per farlo e lo devo solo ed esclusivamente a lui. E' un sistema che funziona, comodo e alla portata di tutti.
— Anna
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Il mio percorso ad ostacoli, con un alleato prezioso
La mia terapista è sempre molto dolce, disponibile ed attenta. Mi aiuta a sviscerare ogni mia emozione ed ogni mio pensiero, in modo autonomo e personale. Mi ha insegnato a gestire molti miei stati d'animo che prima non ero in grado neanche di riconoscere. MI sta aiutando a ricostruire la mia autostima, dopo anni di sofferenze emotive per me provanti.
— Claudia
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FAQ

Domande frequenti

L'assenza di un aggancio relazionale già esistente può aumentare la sensazione di essere soli ed esposti in un ambiente che non si conosce. Trasferendosi, spesso si perdono i punti di riferimento quotidiani che davano sicurezza, e questo può riflettersi anche nel modo di avvicinarsi a nuove persone. Senza un volto amico accanto, può crescere la percezione di essere costantemente al centro dello sguardo altrui. Le pressioni sociali e professionali possono spingere a dover socializzare in tempi rapidi, senza lo spazio per costruire fiducia e confidenza con calma, e l'ansia può essere amplificata dalla sensazione di dover dimostrare subito il proprio valore professionale a persone sconosciute.

Tra i segnali ci sono arrivare a un incontro di networking e rimanere ai margini della sala, senza riuscire a inserirsi in nessun gruppo di conversazione già avviato, oppure sentirsi bloccati nel momento di presentarsi, ripetendo mentalmente la propria introduzione senza riuscire a dirla con naturalezza. Capita anche di rifugiarsi nel telefono per evitare il contatto visivo e l'interazione diretta con sconosciuti, di vivere con tensione i giorni precedenti all'evento immaginando scenari negativi, di evitare del tutto occasioni professionali importanti a causa del disagio anticipato, oppure di sentirsi sollevati solo quando l'evento finisce, con la sensazione di non aver creato connessioni reali.

Sì, il disagio nei contesti di networking dopo un trasferimento è un'esperienza comune e comprensibile, non un limite personale, ed è un'esperienza molto più diffusa di quanto si pensi. Trovarsi a ricostruire una rete da zero mette alla prova anche chi di solito si sente a proprio agio con gli altri. Spesso c'è di mezzo la paura di non riuscire a inserirsi in un tessuto sociale e professionale completamente nuovo. Riconoscere le proprie paure sociali è già un primo passo importante per iniziare ad affrontarle in modo graduale, con la consapevolezza che non si tratta soltanto di timidezza.

Puoi arrivare all'evento con un paio di domande o argomenti pronti, magari legati al settore o alla città, perché avere qualche spunto in tasca può ridurre l'ansia del momento in cui ci si presenta. Invece di puntare a parlare con tutti, potresti proporti di scambiare due parole con una sola persona nuova: un obiettivo raggiungibile aiuta a vivere la serata con meno pressione. Prima di affrontare eventi strutturati, puoi provare a esercitarti in occasioni più leggere, come un corso serale o un gruppo sportivo, perché interagire in situazioni a bassa tensione può aiutare a riprendere confidenza con lo scambio spontaneo.

Gruppi e community del territorio, anche online, possono rappresentare un ponte più morbido verso le relazioni di persona, e conoscere qualcuno prima dell'evento può rendere l'ingresso in sala meno carico di tensione. Gli strumenti digitali e le community locali possono accompagnare questo processo, senza però sostituire il valore delle relazioni dirette. È comunque importante ricordarsi che costruire una rete da zero richiede tempo e che i risultati non arrivano subito, trattandosi con la stessa gentilezza che si userebbe con un amico, così da alleggerire l'autocritica dopo ogni incontro.

Costruire una rete da zero richiede tempo, ed è importante ricordarsi che i risultati non arrivano subito. Con la pratica e qualche piccolo gesto costante, le situazioni che oggi generano tensione possono diventare più familiari e gestibili. Riconoscere le proprie paure sociali è già un primo passo importante per iniziare ad affrontarle in modo graduale, senza avere fretta di inserirsi. Investire nella propria sicurezza relazionale in un nuovo contesto è anche un modo per prendersi cura del proprio benessere, concedendosi lo stesso tempo che si è dato ai legami costruiti in precedenza.

Domande frequenti sulla terapia

Con Unobravo potrai svolgere terapia psicologica individuale o terapia di coppia, a seconda delle tue necessità. Per esempio, la terapia individuale dopo un tradimento può essere utile per migliorare la comunicazione e affrontare le sfide personali che influenzano le dinamiche relazionali. La scelta, dopo un tradimento, della terapia individuale o di coppia dipende dalle esigenze di ciascuna persona.

Un percorso di terapia individuale può offrire uno spazio sicuro per esplorare le proprie emozioni e i propri comportamenti insieme a un professionista della salute mentale.

Anche se non è sempre semplice capire come iniziare un percorso psicologico, con Unobravo non dovrai preoccuparti di come scegliere uno psicologo. Ti basterà compilare il questionario e incontrare nel primo colloquio gratuito lo psicologo che ti è stato assegnato tra gli psicologi Unobravo.
Se sarà il professionista adatto a te, inizierete insieme un percorso creato su misura per te.

Con uno psicologo online Unobravo puoi prenderti cura di te ovunque tu sia. Potrai utilizzare l'app o la Web App per fissare i tuoi appuntamenti, svolgere le sedute, chattare con il tuo psicologo ed effettuare pagamenti sicuri.

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Il prezzo dello psicologo in presenza può variare molto, senza contare il tempo e il costo per raggiungere lo studio del professionista.

Con Unobravo ogni seduta ha un prezzo fisso e accessibile di 49 € e puoi incontrare il tuo psicologo anche in viaggio, in vacanza o in una pausa dal lavoro, senza investire tempo e denaro per gli spostamenti.

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A decidere quanto dura un percorso psicologico sarete tu e il tuo Unobravo: ogni persona è unica, così come lo sarà il viaggio verso il tuo benessere psicologico.

Ogni processo terapeutico è unico e la motivazione o la necessità di iniziare un percorso di terapia varia da persona a persona. È importante ricordare che andare in terapia non solo aiuta ad affrontare le difficoltà e a trattare i disturbi, ma sostiene anche chi desidera intraprendere un percorso di crescita personale e fornisce strumenti e strategie utili per migliorare il benessere quotidiano.

È importante ricordare che fare terapia non è un segno di debolezza ma di cura di sé, quindi non c'è bisogno di aspettare di raggiungere il nostro limite per chiedere aiuto.

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