La laurea si avvicina ma il percorso scelto non mi sembra più giusto: come orientarsi?

Mi manca solo la tesi, ma sento che non è la mia strada.
Ho studiato anni per un lavoro che ora non voglio fare.
Mancano pochi esami, o forse solo la tesi, e ti ritrovi a pensare che quella professione per cui hai studiato non ti rappresenta più.
È una sensazione che può generare un forte senso di blocco e disorientamento, soprattutto quando arriva proprio a ridosso del traguardo.
Spesso il percorso di studi è stato scelto anni prima, sulla base di aspettative diverse, magari anche di quelle di chi ti sta intorno. Nel frattempo, però, chi sei è cambiato.
Questo momento può rappresentare il primo vero bivio tra ciò che hai costruito e ciò che desideri diventare. Non si tratta di un capriccio, ma di un naturale processo di ridefinizione di sé che può emergere proprio davanti a scelte importanti.
Comprendere l'origine
Le radici di un dubbio che arriva a fine percorso
Ho scelto questa facoltà per accontentare i miei.
Non riconosco più la persona che ha iniziato tutto questo.
Interrogarsi sulle ragioni di questo disagio può essere il primo passo per capirci qualcosa di più. In molti casi, esplorare a fondo un dubbio così importante può essere più semplice con l'aiuto di uno/a psicologo/a, che può offrirti uno spazio libero dalle aspettative altrui per capire cosa desideri davvero.
Proviamo, intanto, a esplorare insieme alcune possibili ragioni che sono alla base di questo senso di disallineamento a ridosso della laurea.
Un'identità che continua a evolversi
- La costruzione di chi sei, sul piano personale e professionale, è un processo che prosegue ben oltre l'adolescenza e continua per tutta la vita adulta.
- La scelta del corso di studi può essere stata influenzata da aspettative familiari, sociali o da un'idea di te che avevi anni fa, non sempre coincidente con i tuoi valori attuali.
- Ciò che sembrava rispecchiarti a diciotto anni può non corrispondere più alla persona che sei oggi.
Il timore di aver sprecato tempo ed energie
- Il pensiero di gettare via il tempo e gli sforzi investiti può spingerti ad andare avanti per inerzia, anche quando la direzione non ti convince più.
- La percezione di essere vicino al traguardo può amplificare la pressione a concludere comunque, mettendo in secondo piano segnali di insoddisfazione crescente.
- Il senso di dovere qualcosa a chi ti ha sostenuto in questo percorso può rendere ancora più difficile ascoltare cosa desideri.
Una crisi che tocca il senso di sé
- La difficoltà a prendere decisioni e una certa confusione sui propri valori sono esperienze comuni in questa fase.
- Può emergere un senso di vuoto rispetto al proprio scopo, come se ti mancasse una direzione chiara.
- Queste sensazioni non sono un segnale di debolezza, ma manifestazioni frequenti di un momento di ridefinizione legato alle scelte di vita.

Vissuti concreti
Situazioni in cui potresti riconoscerti
Al tirocinio ho capito che quel lavoro non mi appartiene.
Guardo gli altri e penso: vorrei fare tutt'altro.
Il disagio di sentire che il proprio percorso non è più quello desiderato può manifestarsi in tanti modi diversi. Ecco alcune situazioni concrete in cui forse ti sei riconosciuto.
Quando la realtà non corrisponde alle aspettative
- Scopri, durante il tirocinio o le prime esperienze pratiche, che il lavoro quotidiano legato al tuo corso di studi non corrisponde affatto a come lo avevi immaginato.
- Ti senti sempre meno motivato nello studio, con un rendimento che cala proprio verso la fine, un segnale che a volte scambi per pigrizia ma che nasconde un disallineamento più profondo.
- Affronti la tesi con un senso di estraneità verso l'argomento, come se stessi scrivendo per qualcun altro e non per te.
Quando lo sguardo si sposta altrove
- Osservi con curiosità o una punta di invidia percorsi professionali molto distanti dal tuo settore, sentendo che quella strada ti rappresenterebbe di più.
- Ti sorprendi a fantasticare su un cambio di rotta anche radicale, ma ti freni per il timore del giudizio di famiglia e amici che hanno sostenuto la tua scelta.
Quando il traguardo genera ansia invece di sollievo
- Concludi comunque il percorso e ottieni il titolo, ma vivi con ansia crescente il momento dell'ingresso nel mondo del lavoro.
- Percepisci il futuro professionale che ti aspetta come qualcosa che non ti appartiene, e questo pensiero ti accompagna anche nei momenti che dovrebbero essere di festa.
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Piccoli passi possibili
Come orientarti in questo momento di incertezza
Parlarne con qualcuno di esterno mi ha aperto gli occhi.
Ho capito che finire gli studi non mi obbliga a un'unica strada.
Distinguere il dubbio passeggero dal disallineamento profondo
Ogni percorso lungo e impegnativo porta con sé momenti di stanchezza e ripensamento. Potresti provare a chiederti se ciò che senti è un dubbio temporaneo o una sensazione persistente rispetto ai tuoi valori e desideri.
Dedicare tempo all'ascolto di te
Puoi ritagliarti momenti per riflettere su cosa ti pesa davvero: il contenuto della professione futura, oppure altri aspetti come il timore del cambiamento o dell'indipendenza. Anche scrivere ciò che provi può aiutare a mettere ordine.
Cercare un confronto fuori dal contesto familiare
Parlare con un tutor accademico o con una persona che conosce bene il tuo settore può offrirti uno sguardo diverso, lontano dalla pressione del giudizio di chi ti è vicino.
Prendere in considerazione soluzioni intermedie
Non è detto che l'unica scelta sia tra fermarsi e proseguire. Potresti valutare di completare il percorso per avere il titolo, esplorando nel frattempo esperienze formative o lavorative alternative prima di decidere.
Ridefinire l'idea di “tempo perso”
Un percorso di studi non è mai tempo perso. Le competenze e le consapevolezze che hai acquisito possono essere riutilizzate in direzioni nuove, anche molto diverse da quella iniziale.
Costruire un piano concreto
Provare a fissare piccoli obiettivi a breve e lungo termine può trasformare l'incertezza in un processo di scelta attiva, invece di una condizione subita.
Valutare un percorso di terapia
Un percorso con uno/a psicologo/a può offrirti uno spazio prezioso per capire se ciò che senti nasce dal timore del cambiamento o da una reale incompatibilità con la strada intrapresa. Non è necessario attendere che il disagio diventi molto pesante: rivolgersi a uno/a psicologo/a può aiutarti a sentirti compreso e sostenuto mentre esplori chi vuoi diventare.
Parla di come ti senti a uno psicologo online
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Verso una scelta più autentica
Un bivio che può diventare un'occasione
Cambiare direzione non significa aver buttato via tutto.
Sto imparando ad ascoltare quello che voglio davvero.
Sentire che il percorso scelto non è più quello giusto, proprio a ridosso della laurea, non è un fallimento. Può essere invece il segnale che la tua identità è maturata, andando oltre le aspettative iniziali.
Non esiste un'unica strada corretta. Completare gli studi e poi reindirizzarti, oppure cambiare rotta prima della fine, sono entrambe scelte legittime, purché ponderate con consapevolezza.
Riconoscere il disagio, invece di reprimerlo per timore del giudizio di chi ti sta intorno, può essere il primo passo per costruire un futuro professionale più vicino a te.
Il percorso di costruzione della tua identità continua per tutta la vita, e nessuna scelta è davvero definitiva. Se senti il bisogno di orientarti in questo momento, un percorso con uno/a psicologo/a può accompagnarti nel distinguere ciò che temi da ciò che desideri, aiutandoti a scegliere con più serenità.
Il passo successivo, se ti senti pronto/a
La terapia psicologica non è solo per chi attraversa un momento di crisi. È uno spazio di ascolto per prenderti cura del tuo benessere mentale.
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FAQ
Domande frequenti
Perché proprio a ridosso della laurea iniziano i dubbi sul proprio percorso di studi?
La costruzione di chi sei, sul piano personale e professionale, è un processo che prosegue ben oltre l'adolescenza e continua per tutta la vita adulta. La scelta del corso di studi può essere stata influenzata da aspettative familiari, sociali o da un'idea di te che avevi anni fa, non sempre coincidente con i tuoi valori attuali. Ciò che sembrava rispecchiarti a diciotto anni può non corrispondere più alla persona che sei oggi. Questo momento può rappresentare il primo vero bivio tra ciò che hai costruito e ciò che desideri diventare. Non si tratta di un capriccio, ma di un naturale processo di ridefinizione di sé che può emergere proprio davanti a scelte importanti.
Quali sono i segnali che indicano che il percorso di studi non è più quello giusto per me?
Puoi scoprire, durante il tirocinio o le prime esperienze pratiche, che il lavoro quotidiano legato al tuo corso di studi non corrisponde affatto a come lo avevi immaginato. Ti senti sempre meno motivato nello studio, con un rendimento che cala proprio verso la fine, un segnale che a volte scambi per pigrizia ma che nasconde un disallineamento più profondo. Affronti la tesi con un senso di estraneità verso l'argomento, come se stessi scrivendo per qualcun altro e non per te. Osservi con curiosità o una punta di invidia percorsi professionali molto distanti dal tuo settore, sentendo che quella strada ti rappresenterebbe di più.
Perché è difficile fermarsi quando si è quasi arrivati alla laurea, anche se il percorso non convince più?
Il pensiero di gettare via il tempo e gli sforzi investiti può spingerti ad andare avanti per inerzia, anche quando la direzione non ti convince più. La percezione di essere vicino al traguardo può amplificare la pressione a concludere comunque, mettendo in secondo piano segnali di insoddisfazione crescente. Il senso di dovere qualcosa a chi ti ha sostenuto in questo percorso può rendere ancora più difficile ascoltare cosa desideri. Ti sorprendi a fantasticare su un cambio di rotta anche radicale, ma ti freni per il timore del giudizio di famiglia e amici che hanno sostenuto la tua scelta.
È normale sentire ansia invece di sollievo quando ci si avvicina alla laurea?
Sì, può capitare di concludere comunque il percorso e ottenere il titolo, ma vivere con ansia crescente il momento dell'ingresso nel mondo del lavoro. Si può percepire il futuro professionale che ti aspetta come qualcosa che non ti appartiene, e questo pensiero può accompagnarti anche nei momenti che dovrebbero essere di festa. La difficoltà a prendere decisioni e una certa confusione sui propri valori sono esperienze comuni in questa fase, così come un senso di vuoto rispetto al proprio scopo. Queste sensazioni non sono un segnale di debolezza, ma manifestazioni frequenti di un momento di ridefinizione legato alle scelte di vita.
Come si fa a capire se è solo un dubbio passeggero o un disallineamento più profondo?
Ogni percorso lungo e impegnativo porta con sé momenti di stanchezza e ripensamento. Potresti provare a chiederti se ciò che senti è un dubbio temporaneo o una sensazione persistente rispetto ai tuoi valori e desideri. Puoi ritagliarti momenti per riflettere su cosa ti pesa davvero: il contenuto della professione futura, oppure altri aspetti come il timore del cambiamento o dell'indipendenza. Anche scrivere ciò che provi può aiutare a mettere ordine. Parlare con un tutor accademico o con una persona che conosce bene il tuo settore può offrirti uno sguardo diverso, lontano dalla pressione del giudizio di chi ti è vicino.
Finire gli studi significa essere obbligati a seguire quella strada professionale per sempre?
Non è detto che l'unica scelta sia tra fermarsi e proseguire. Potresti valutare di completare il percorso per avere il titolo, esplorando nel frattempo esperienze formative o lavorative alternative prima di decidere. Un percorso di studi non è mai tempo perso: le competenze e le consapevolezze che hai acquisito possono essere riutilizzate in direzioni nuove, anche molto diverse da quella iniziale. Completare gli studi e poi reindirizzarti, oppure cambiare rotta prima della fine, sono entrambe scelte legittime, purché ponderate con consapevolezza. Il percorso di costruzione della tua identità continua per tutta la vita, e nessuna scelta è davvero definitiva.
Domande frequenti sulla terapia
Quanti tipi di terapia ci sono in Unobravo?
Con Unobravo potrai svolgere terapia psicologica individuale o terapia di coppia, a seconda delle tue necessità. Per esempio, la terapia individuale dopo un tradimento può essere utile per migliorare la comunicazione e affrontare le sfide personali che influenzano le dinamiche relazionali. La scelta, dopo un tradimento, della terapia individuale o di coppia dipende dalle esigenze di ciascuna persona.
Cos'è e in cosa consiste la terapia individuale con Unobravo?
Un percorso di terapia individuale può offrire uno spazio sicuro per esplorare le proprie emozioni e i propri comportamenti insieme a un professionista della salute mentale.
Anche se non è sempre semplice capire come iniziare un percorso psicologico, con Unobravo non dovrai preoccuparti di come scegliere uno psicologo. Ti basterà compilare il questionario e incontrare nel primo colloquio gratuito lo psicologo che ti è stato assegnato tra gli psicologi Unobravo.
Se sarà il professionista adatto a te, inizierete insieme un percorso creato su misura per te.
Terapia online: perché sceglierla?
Con uno psicologo online Unobravo puoi prenderti cura di te ovunque tu sia. Potrai utilizzare l'app o la Web App per fissare i tuoi appuntamenti, svolgere le sedute, chattare con il tuo psicologo ed effettuare pagamenti sicuri.
Tutto comodamente online, utilizzando qualsiasi dispositivo e collegandoti dove e quando vuoi.
Quali sono i prezzi della terapia individuale?
Il prezzo dello psicologo in presenza può variare molto, senza contare il tempo e il costo per raggiungere lo studio del professionista.
Con Unobravo ogni seduta ha un prezzo fisso e accessibile di 49 € e puoi incontrare il tuo psicologo anche in viaggio, in vacanza o in una pausa dal lavoro, senza investire tempo e denaro per gli spostamenti.
Per connetterti con il tuo benessere psicologico ti basterà solo un click.
Quanto dura un percorso di terapia individuale?
A decidere quanto dura un percorso psicologico sarete tu e il tuo Unobravo: ogni persona è unica, così come lo sarà il viaggio verso il tuo benessere psicologico.
Come faccio a sapere se ho bisogno di fare terapia?
Ogni processo terapeutico è unico e la motivazione o la necessità di iniziare un percorso di terapia varia da persona a persona. È importante ricordare che andare in terapia non solo aiuta ad affrontare le difficoltà e a trattare i disturbi, ma sostiene anche chi desidera intraprendere un percorso di crescita personale e fornisce strumenti e strategie utili per migliorare il benessere quotidiano.
È importante ricordare che fare terapia non è un segno di debolezza ma di cura di sé, quindi non c'è bisogno di aspettare di raggiungere il nostro limite per chiedere aiuto.
E ora?
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