Quando i partner hanno desideri diversi rispetto ai figli: come orientarsi?

Io li voglio, lui dice che non è pronto
La mia compagna non ne vuole e io non so cosa fare

Il desiderio di genitorialità è uno degli aspetti più profondi e personali della vita adulta. Quando i due partner non sono allineati su questo tema, la relazione può trovarsi di fronte a una sfida molto significativa.

Volere cose diverse fa parte della natura umana, ma su alcune questioni, come quella di avere o meno dei figli, trovare un compromesso può sembrare impossibile. Si tratta di un bisogno spesso percepito come non negoziabile, che tocca l'identità stessa di chi lo sente.

Il momento in cui emerge questa divergenza può variare molto. Alcune coppie ne parlano fin dall'inizio della relazione, altre scoprono il disaccordo solo quando il progetto familiare diventa concreto e realistico.

Affrontare questa situazione richiede coraggio, ascolto reciproco e una profonda onestà con sé stessi e con l'altro, senza colpevolizzare nessuno per ciò che sente.

Le ragioni della divergenza

Cosa c'è dietro visioni così diverse sul diventare genitori

Ho sempre pensato che avrebbe cambiato idea
Non voglio figli e non è per mancanza d'amore

Le ragioni per cui due partner possono avere desideri diversi rispetto ai figli sono tante e spesso intrecciate tra loro. Indagare queste ragioni insieme, magari con il supporto di uno/a psicologo/a o psicoterapeuta, può aiutare a capire meglio cosa si muove dentro la coppia e dentro ciascuno dei due.

Intanto, proviamo a esplorare insieme alcune possibili motivazioni dietro questa divergenza.

L'influenza delle esperienze passate

  • Uno dei partner potrebbe non desiderare figli a causa di paure legate alla propria storia familiare, come l'aver vissuto un'infanzia difficile o l'aver avuto modelli genitoriali problematici.
  • Per alcune persone, la scelta di non avere figli è una decisione consapevole e radicata, legata a uno stile di vita scelto deliberatamente e a valori personali profondi, che non ha nulla a che fare con una mancanza d'amore verso il/la partner.

Tempi diversi, urgenze diverse

  • Può esserci uno disallineamento biologico e psicologico tra i partner: uno può sentirsi pronto prima dell'altro, anche a causa delle differenze nei tempi della fertilità e nella percezione dell'urgenza legata all'età.
  • L'instabilità economica o lavorativa può frenare il desiderio di genitorialità in uno dei due, generando una distanza nei progetti di vita che l'altro fatica a comprendere.

Quando l'innamoramento nasconde le differenze

  • La fase iniziale dell'innamoramento può mascherare queste divergenze. Le emozioni intense di quel periodo rendono più facile minimizzare differenze che poi emergono con forza quando la relazione si stabilizza e si inizia a progettare insieme il futuro.
Prospettiva clinica
Le relazioni sono fondamentali per la nostra salute biopsicosociale. Ma i legami tra le persone non sono statici: si evolvono e, a volte, si incrinano. Prevenire e risolvere problemi relazionali passa attraverso una chiara comunicazione dei propri bisogni emotivi. Imparare a parlare con gli altri in modo autentico è il primo passo per un equilibrio duraturo.
Dinamiche di coppia frequenti

Situazioni in cui questa divergenza può emergere

Continua a dire 'poi ne parliamo' ma poi non succede mai
Ho rinunciato per lei e ora mi sento perso

Ogni coppia vive questa situazione a modo suo, ma ci sono alcune dinamiche che si ripresentano con una certa frequenza. Ecco alcune situazioni in cui potresti riconoscerti.

Il rinvio senza prospettiva

  • Una persona che sente il desiderio di genitorialità farsi sempre più urgente con il passare degli anni, mentre il/la partner continua a rimandare dicendo "non è ancora il momento", senza offrire una prospettiva concreta.
  • Una coppia in cui il disaccordo sui figli nasce da motivazioni temporanee, come un periodo di precariato lavorativo, ma che, non essendo mai stato chiarito apertamente, viene vissuto dall'altro come un rifiuto definitivo.

Il senso di tradimento

  • Una persona che ha sempre immaginato di diventare genitore scopre, dopo anni di relazione, che il/la partner ha scelto con consapevolezza di non volere figli. Si sente tradito nella fiducia riposta nel futuro insieme.
  • Una persona che interpreta il rifiuto dell'altro di avere figli come una mancanza d'amore: "Se non vuoi un figlio da me, significa che non mi ami abbastanza", innescando un circolo vizioso di accuse e incomprensioni.

Il silenzio e la rinuncia

  • Partner che evitano di affrontare il tema per paura della rottura, lasciando che il tempo passi e che il risentimento cresca silenziosamente, fino a rendere la comunicazione sempre più difficile.
  • Una persona che rinuncia al proprio desiderio di genitorialità per non perdere il/la partner, salvo poi vivere un senso di vuoto e rimpianto che compromette il benessere personale e la qualità della relazione.
Un momento per fermarsi
Ti riconosci in una di queste situazioni?

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Strategie pratiche

Piccoli passi per affrontare questa divergenza insieme

Ne abbiamo parlato con calma e mi sono sentita capita
Ho capito che devo essere onesto con me stesso
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Parlarne il prima possibile

Se senti che il desiderio di genitorialità è un tema importante per te, puoi provare a condividere i tuoi pensieri con il/la partner nelle fasi iniziali della relazione. Non serve che sia una conversazione solenne: anche un confronto spontaneo può aiutare a costruire una base di onestà e a prevenire possibili incomprensioni future.

2

Provare a capire la natura del disaccordo

Puoi chiederti, e chiedere al/alla partner, se le motivazioni dietro il "no" sono legate a circostanze temporanee o a una scelta di vita radicata. Capire questa differenza può aiutare entrambi a valutare con più lucidità le possibilità reali della coppia.

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Dare spazio alle emozioni senza accusarsi

Quando il tema emerge, potresti provare a esprimere come ti senti usando frasi che partono da te: "Io sento che…", "Per me questo significa…". Questo può aiutare a tenere aperto il dialogo senza che diventi uno scontro.

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Rispettare i propri bisogni profondi

Il desiderio di genitorialità può rappresentare una dimensione fondamentale della realizzazione personale. Riconoscere che si tratta di un bisogno importante è un atto di rispetto verso sé stessi che puoi concederti senza sensi di colpa.

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Confrontarsi con qualcuno di fiducia

A volte parlare con un amico, un familiare o una persona cara può aiutarti a mettere ordine nei pensieri e a sentirti meno solo in quello che stai vivendo.

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Valutare un percorso di terapia di coppia

Un percorso di psicoterapia di coppia può essere uno spazio prezioso in cui esprimere i propri bisogni con l'aiuto di uno/a psicoterapeuta, senza che il confronto degeneri in conflitto. Non bisogna aspettare che le cose diventino molto difficili per iniziare: è uno spazio di crescita e riflessione utile a qualsiasi coppia che si trovi davanti a una decisione così importante.

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Considerare tutte le possibilità, anche quelle più difficili

Se le posizioni sono davvero inconciliabili, potresti arrivare a considerare anche la possibilità della separazione come un atto di rispetto verso te stesso e verso l'altro. A volte lasciarsi andare, per quanto doloroso, è ciò che permette a entrambi di costruire la vita che desiderano.

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Rispetto e consapevolezza

Ogni coppia ha il proprio percorso

Abbiamo scelto strade diverse, ma con rispetto
Sto imparando ad ascoltare quello che sento davvero

Non esiste una risposta universale quando si tratta del desiderio di avere figli: entrambe le posizioni sono legittime e meritano rispetto, purché siano il frutto di una riflessione autentica.

Comprendere le ragioni profonde dietro il desiderio o il rifiuto della genitorialità, le proprie e quelle del/della partner, è essenziale per prendere decisioni consapevoli e non dettate dalla paura o dalla pressione sociale.

A volte l'amore, da solo, non basta per tenere insieme una coppia. Riconoscere un'incompatibilità su un tema così fondamentale non è un fallimento, ma un atto di maturità e di rispetto reciproco.

In alcuni casi il dialogo e il supporto di uno/a psicologo/a o psicoterapeuta possono aprire strade inaspettate. In altri, la scelta più sana è quella di lasciarsi andare per permettere a entrambi di realizzare la propria vita. Il benessere personale resta la bussola più affidabile: se una scelta viene percepita come troppo gravosa, è un segnale importante da ascoltare.

Il passo successivo, se ti senti pronto/a

La terapia psicologica non è solo per chi attraversa un momento di crisi. È uno spazio di ascolto per prenderti cura del tuo benessere mentale.

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FAQ

Domande frequenti

Sì, è una situazione più comune di quanto si pensi. Ogni persona porta con sé esperienze, valori e priorità differenti, e il desiderio di genitorialità è uno degli aspetti più personali e profondi della vita adulta.

Le ragioni dietro questa divergenza possono essere molte: esperienze familiari passate, tempi diversi di maturazione, preoccupazioni economiche o una scelta di vita consapevole e radicata. Nessuna di queste motivazioni è più valida dell'altra.

Piuttosto che chiederti se quello che provi è "normale", potrebbe essere più utile chiederti cosa senti davvero e di cosa hai bisogno. Riconoscere i tuoi desideri profondi, qualunque essi siano, è un atto di rispetto verso te stesso/a e verso la relazione.

Il rinvio può avere diverse spiegazioni e non sempre significa che il/la partner non ti ami o non prenda sul serio la relazione. In alcuni casi, dietro il "non è ancora il momento" possono esserci paure non espresse: timori legati all'instabilità economica, alla propria capacità di essere un buon genitore, o dubbi più profondi sulla genitorialità.

A volte il rinvio è legato a circostanze temporanee, come un periodo di precariato lavorativo, che il/la partner non riesce a comunicare chiaramente. Altre volte, può riflettere una difficoltà a confrontarsi apertamente su un tema così importante per paura di ferire o di provocare una rottura.

Quello che puoi fare è provare ad aprire il dialogo con delicatezza, esprimendo come ti senti senza accusare: "Io sento che questo tema è importante per me e vorrei capire cosa provi tu". Dare spazio all'ascolto reciproco può aiutare a comprendere la natura del disaccordo.

Affrontare un tema così delicato senza che diventi uno scontro è possibile, anche se richiede attenzione e pazienza. Un primo passo è scegliere un momento tranquillo, lontano da situazioni di stress o stanchezza.

Prova a usare frasi che partono da te: "Io sento che…", "Per me questo significa…". Questo tipo di comunicazione aiuta a esprimere i tuoi bisogni senza che il/la partner si senta sotto accusa.

È importante anche ascoltare con curiosità le ragioni dell'altro, anche quando sono diverse dalle tue. Capire se il disaccordo nasce da circostanze temporanee o da una scelta radicata può fare una grande differenza nel modo in cui affrontate la situazione insieme.

Se vi accorgete che il dialogo si blocca o diventa conflittuale, valutare un percorso di terapia di coppia può offrirvi uno spazio protetto in cui confrontarvi con il supporto di uno/a psicoterapeuta.

Il desiderio di genitorialità può rappresentare una dimensione fondamentale della tua realizzazione personale. Rinunciarvi per paura di perdere il/la partner è una scelta che merita una riflessione molto attenta, perché può portare nel tempo a un senso di vuoto, rimpianto e risentimento che finisce per compromettere sia il tuo benessere sia la qualità della relazione.

Riconoscere che si tratta di un bisogno profondo, e non di un capriccio, è un atto di rispetto verso te stesso/a. Questo non significa che la relazione debba necessariamente finire, ma che entrambi avete il diritto di essere onesti su ciò che sentite.

Se ti trovi in questa situazione, parlarne con uno/a psicologo/a può aiutarti a fare chiarezza sui tuoi bisogni e a prendere una decisione consapevole, che tenga conto sia dell'amore per il/la partner sia del rispetto per te stesso/a.

Non esiste una risposta valida per tutte le coppie. In alcuni casi, il dialogo e il supporto di uno/a psicoterapeuta possono aiutare a esplorare strade inaspettate e a comprendere meglio le ragioni profonde dietro le posizioni di ciascuno.

A volte, però, le posizioni sono davvero inconciliabili. In questi casi, riconoscere l'incompatibilità su un tema così fondamentale non è un fallimento, ma un atto di maturità e rispetto reciproco. Lasciarsi andare, per quanto doloroso, può essere ciò che permette a entrambi di costruire la vita che desiderano.

Il tuo benessere personale resta la bussola più affidabile: se una scelta viene percepita come troppo gravosa, è un segnale importante da ascoltare. Qualunque direzione prenda la vostra storia, un percorso con uno/a psicologo/a può accompagnarti nel fare chiarezza e nell'affrontare le emozioni che questa situazione porta con sé.

Domande frequenti sulla terapia

Con Unobravo potrai svolgere terapia psicologica individuale o terapia di coppia, a seconda delle tue necessità. Per esempio, la terapia individuale dopo un tradimento può essere utile per migliorare la comunicazione e affrontare le sfide personali che influenzano le dinamiche relazionali. La scelta, dopo un tradimento, della terapia individuale o di coppia dipende dalle esigenze di ciascuna persona.

Un percorso di terapia individuale può offrire uno spazio sicuro per esplorare le proprie emozioni e i propri comportamenti insieme a un professionista della salute mentale.

Anche se non è sempre semplice capire come iniziare un percorso psicologico, con Unobravo non dovrai preoccuparti di come scegliere uno psicologo. Ti basterà compilare il questionario e incontrare nel primo colloquio gratuito lo psicologo che ti è stato assegnato tra gli psicologi Unobravo.
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Ogni processo terapeutico è unico e la motivazione o la necessità di iniziare un percorso di terapia varia da persona a persona. È importante ricordare che andare in terapia non solo aiuta ad affrontare le difficoltà e a trattare i disturbi, ma sostiene anche chi desidera intraprendere un percorso di crescita personale e fornisce strumenti e strategie utili per migliorare il benessere quotidiano.

È importante ricordare che fare terapia non è un segno di debolezza ma di cura di sé, quindi non c'è bisogno di aspettare di raggiungere il nostro limite per chiedere aiuto.

La terapia di coppia può aiutare in questo caso?

La terapia di coppia può essere uno spazio molto prezioso per affrontare insieme una divergenza così importante. Non si tratta di convincere uno dei due a cambiare idea, ma di creare le condizioni per un dialogo autentico e rispettoso.

Con il supporto di uno/a psicoterapeuta, potete esplorare le motivazioni profonde dietro il desiderio o il rifiuto della genitorialità: paure legate alla propria storia familiare, sfasamenti nei tempi di vita, preoccupazioni economiche o scelte consapevoli e radicate.

La terapia di coppia aiuta anche a capire la natura del disaccordo, cioè se si tratta di una divergenza temporanea, legata a circostanze specifiche, o di una posizione radicata e non negoziabile. Questa distinzione è fondamentale per prendere decisioni consapevoli insieme, qualunque esse siano.

Non bisogna aspettare che le cose diventino molto difficili per iniziare un percorso di coppia. Anzi, prima se ne parla con l'aiuto di uno/a psicoterapeuta, più è probabile che il confronto resti costruttivo e rispettoso.

Alcuni segnali che possono indicarti che è un buon momento per valutare questa possibilità: il tema viene costantemente rimandato senza che si arrivi mai a un confronto vero, le conversazioni sull'argomento finiscono sempre in conflitto, senti che il risentimento sta crescendo in silenzio, oppure ti accorgi che eviti di parlarne per paura della reazione del/della partner.

La terapia di coppia è uno spazio di crescita e riflessione condivisa, utile anche quando la relazione funziona bene ma vi trovate davanti a una decisione importante su cui non riuscite ad allinearvi da soli.

Proporre un percorso di coppia può sembrare delicato, ma il modo in cui lo presenti fa una grande differenza. Prova a formularlo come un desiderio condiviso piuttosto che come la segnalazione di un problema.

Potresti dire qualcosa come: "Questo tema è importante per entrambi e mi piacerebbe avere uno spazio in cui parlarne con calma, con qualcuno che ci aiuti a capirci meglio". Questo tipo di comunicazione trasmette al/alla partner che non si tratta di una critica, ma di un investimento nella relazione.

Se il/la partner è titubante, puoi rassicurarlo/a sul fatto che la terapia di coppia non serve a stabilire chi ha ragione, ma a esplorare insieme i bisogni di ciascuno in un contesto protetto. A volte anche solo un primo incontro conoscitivo può aiutare a superare le resistenze iniziali.

L'obiettivo della terapia di coppia non è necessariamente "salvare" la relazione a tutti i costi, ma aiutare entrambi a prendere decisioni consapevoli e rispettose, qualunque forma queste prendano.

In alcuni casi, il percorso terapeutico può aprire strade inaspettate: aiutarvi a comprendere meglio le ragioni profonde dell'altro, a sciogliere paure o incomprensioni che alimentavano il disaccordo, o a trovare un terreno comune che prima sembrava impossibile.

In altri casi, la terapia di coppia può aiutarvi a riconoscere con chiarezza e serenità che le vostre posizioni sono davvero inconciliabili. Anche questa è una conclusione preziosa, perché permette a entrambi di separarsi con rispetto e consapevolezza, senza strascichi di rancore o sensi di colpa. Lo/la psicoterapeuta può accompagnarvi in entrambi gli scenari, mettendo sempre al centro il benessere di ciascuno.

Il formato della terapia di coppia può variare a seconda dell'approccio dello/della psicoterapeuta e delle esigenze specifiche della coppia. In genere, le sedute sono condivise, con entrambi i partner presenti, perché l'obiettivo è lavorare sulla relazione e sulla comunicazione tra voi.

In alcuni casi, lo/la psicoterapeuta potrebbe proporre anche dei momenti individuali all'interno del percorso, per approfondire aspetti personali che uno dei due fatica a esprimere in presenza dell'altro.

Se senti il bisogno di esplorare i tuoi vissuti in modo più personale, ad esempio le tue paure sulla genitorialità o il senso di vuoto legato a una possibile rinuncia, puoi anche valutare di affiancare un percorso individuale a quello di coppia. I due percorsi non sono in competizione: possono anzi arricchirsi a vicenda e aiutarti a portare nella coppia una maggiore consapevolezza di te.

In una seduta di terapia di coppia su questo tema, lo/la psicoterapeuta crea uno spazio sicuro in cui entrambi possiate esprimere i vostri bisogni, le vostre paure e le vostre emozioni senza sentirvi giudicati.

Concretamente, potreste esplorare insieme le motivazioni profonde dietro il desiderio o il rifiuto della genitorialità: esperienze familiari passate, valori personali, timori legati al futuro. Lo/la psicoterapeuta vi aiuta a capire se il disaccordo nasce da circostanze temporanee o da posizioni più radicate.

Un aspetto importante del lavoro terapeutico è anche migliorare il modo in cui comunicate su questo argomento: imparare ad ascoltarvi senza accusarvi, a esprimere il dolore senza trasformarlo in attacco, a riconoscere la legittimità dei bisogni dell'altro anche quando sono diversi dai vostri. Tutto questo avviene gradualmente, con i tempi che sentite giusti per voi.

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