Sentirsi soli e accettare situazioni che ci fanno stare male nel dating: perchè succede?
Pur di non restare solo, accetto cose che mi fanno male
So che non mi tratta bene, ma almeno non sono sola
Nel dating contemporaneo, soprattutto in contesti urbani dove le connessioni sono rapide e spesso superficiali, la solitudine può diventare una spinta potente a cercare una relazione a qualsiasi costo. Anche accettando comportamenti che, in altre circostanze, non si tollererebbero.
La paura di restare soli può portare a ignorare i segnali d'allarme fin dalle primissime fasi della conoscenza: si minimizzano atteggiamenti ambigui, si giustificano mancanze di rispetto e si abbassa progressivamente la soglia di ciò che si è disposti ad accettare.
Riconoscere questa dinamica non significa giudicarsi o sentirsi deboli. Il bisogno di connessione è umano e legittimo: è il modo in cui lo si soddisfa che può fare la differenza tra una relazione che nutre e una che logora.
Quando il vuoto interiore diventa il motore delle scelte sentimentali, si rischia di confondere la fame di vicinanza con l'amore autentico, entrando in dinamiche che erodono lentamente l'autostima e il benessere emotivo.
Le ragioni profonde
Cosa ci spinge ad accettare situazioni che ci fanno stare male
Ho sempre paura che se lo lascio non troverò nessuno
Mi dico che cambierà, ma non succede mai
Comprendere perché si finisce per accettare dinamiche che fanno stare male è un percorso che spesso richiede tempo e uno sguardo esterno. Il supporto di uno/a psicologo/a può aiutare a fare chiarezza sulle proprie dinamiche relazionali e a costruire scelte più consapevoli nel dating. Intanto, proviamo a esplorare insieme alcune possibili ragioni di questo schema che si ripete.
La paura della solitudine
- La solitudine può diventare una sensazione così difficile da sostenere che qualsiasi relazione, anche dolorosa, sembra preferibile al vuoto.
- Si teme di non trovare nessun altro, di aver investito troppo nella conoscenza in corso, o di dover affrontare quel silenzio che resta quando si è da soli.
- La fretta di riempire quello spazio porta a ignorare segnali importanti che, a mente lucida, si riconoscerebbero subito.
Il ruolo dell'autostima e delle esperienze passate
- Quando non ci si sente abbastanza meritevoli di un amore sano, si tende a definire il proprio valore in base all'attenzione che un'altra persona offre, accettando briciole di affetto come se fossero il massimo ottenibile.
- Chi nella propria storia personale o familiare ha visto l'amore associato a sacrificio, sofferenza o instabilità, può tendere a considerare comuni dinamiche che in realtà non fanno stare bene.
- Queste esperienze passate influenzano in modo profondo il modo di vivere le relazioni, spesso senza che ce ne si renda conto.
La speranza di cambiamento e la pressione del contesto
- Si resta aggrappati all'idea che, con abbastanza pazienza e amore, l'altra persona cambierà: la relazione diventa così un ciclo di delusione e attesa difficile da interrompere.
- Il contesto del dating urbano e digitale amplifica la pressione: la velocità delle connessioni online, la sensazione che tutti siano in coppia e la paura di essere tagliati fuori creano un terreno fertile per accettare compromessi al ribasso pur di non sentirsi esclusi.
Esempi dal dating reale
Situazioni in cui potresti esserti ritrovato o ritrovata
Sapevo che qualcosa non andava, ma non volevo vederlo
Mi adatto sempre io, pur di non perderlo
Riconoscersi in alcune di queste situazioni può essere un primo passo per capire cosa sta succedendo. Ecco alcuni scenari comuni nel dating.
Ignorare i segnali d'allarme fin dall'inizio
- Continuare a frequentare qualcuno anche dopo aver scoperto che sta ancora flirtando con altre persone, perché l'idea di ricominciare da zero spaventa più del disagio che si prova.
- Non dare peso a dichiarazioni troppo intense dopo pochissimi incontri, o alla fretta di ufficializzare la relazione, perché in un momento di solitudine quelle attenzioni fanno sentire desiderati e speciali.
- Accettare battute svalutanti, commenti irrispettosi o mancanze di riguardo durante gli appuntamenti, convincendosi di stare esagerando nel sentirsi feriti.
Adattarsi alle regole dell'altro senza esprimere i propri bisogni
- Restare in contatto con una persona che alterna momenti di grande attenzione a sparizioni improvvise, giustificando questo comportamento perché la paura di perderla è più forte del disagio che provoca.
- Adattarsi completamente ai tempi e alle condizioni dell'altro senza mai esprimere ciò di cui si ha bisogno, per timore che mettere un confine significhi essere lasciati.
- Continuare a frequentare qualcuno che tiene la relazione nascosta, non presenta mai agli amici o mantiene ambiguità con altre frequentazioni, pur sentendo che qualcosa non torna, perché avere qualcuno sembra comunque meglio che non avere nessuno.
- Creare profili falsi sui social per controllare cosa fa l'altra persona, sentendo di non potersi fidare ma non riuscendo a lasciar andare.
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Se le difficoltà con le persone a cui tieni condizionano la tua serenità, un professionista può aiutarti a orientarti. Per trovare lo psicologo più adatto a te bastano pochi minuti.
Strategie pratiche
Piccoli passi per iniziare a scegliere in modo più consapevole
Ho iniziato a chiedermi come mi sento davvero
Sto imparando a non accontentarmi per paura
Coltivare la propria vita al di fuori del dating
È importante dedicare tempo e energia ai tuoi interessi, alle amicizie e ai momenti che ti fanno stare bene anche da solo/a. Quando la tua quotidianità è ricca e soddisfacente, il dating diventa una scelta e non una necessità.
Chiedersi "come mi sento dopo?"
Dopo un appuntamento o una conversazione, potresti fermarti un momento e chiederti: "Come mi sento adesso? Mi sento bene, energico o energica, oppure mi sento svuotato o svuotata?". Questa domanda può aiutarti a distinguere l'entusiasmo genuino dalla semplice paura di restare soli.
Provare a rimandare prima di reagire
Quando senti l'impulso di scrivere, controllare o accettare qualcosa che in fondo sai che ti fa stare male, puoi provare ad aspettare anche solo dieci minuti. L'impulso di agire è spesso legato a una sensazione di urgenza che tende a calare con il passare dei minuti, lasciando spazio a una scelta più lucida.
Dare un nome a ciò che non si è disposti a tollerare
Prima ancora di iniziare a frequentare qualcuno, potresti provare a scrivere una lista di ciò che per te è irrinunciabile in una relazione e di ciò che non sei disposto/a a tollerare. Averla chiara può aiutarti a riconoscere i segnali d'allarme quando si presentano.
Non isolarsi quando si inizia a frequentare qualcuno
Mantenere attive le proprie amicizie e relazioni durante una nuova conoscenza può aiutarti a non perdere il contatto con chi ti conosce bene. Le persone che ti vogliono bene possono offrirti uno sguardo diverso su ciò che stai vivendo.
Parlare apertamente di ciò che si prova
Se durante una frequentazione qualcosa ti fa stare male, puoi provare a comunicarlo con sincerità. Esprimere i tuoi bisogni e i tuoi confini non è un rischio da evitare, ma un'opportunità per capire se l'altra persona è disponibile ad ascoltarti, comprenderti e rispettare ciò che per te è importante.
Valutare un percorso con uno/a psicologo/a
Se ti accorgi di ritrovarti spesso in dinamiche che ti fanno stare male, un percorso di psicoterapia può essere uno spazio prezioso per comprendere le radici di queste scelte e costruire un modo diverso di vivere le relazioni. Non è necessario aspettare che le difficoltà diventino molto intense per iniziare un percorso psicologico. Scegliere di chiedere aiuto è un gesto di cura verso se stessi che può fare la differenza, anche quando si desidera semplicemente comprendere meglio ciò che si sta vivendo.
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Un nuovo inizio
Scegliere di stare bene è già un atto di cura
Preferisco stare solo che stare male con qualcuno
Sto iniziando a credere di meritare di più
La solitudine nel dating non è un difetto da correggere a tutti i costi, ma un segnale da ascoltare. Spesso indica che si sta cercando nell'altro qualcosa che si può iniziare a costruire dentro di sé.
Accettare situazioni che fanno stare male non è segno di debolezza: è il risultato di dinamiche profonde, legate alla paura, all'abitudine e a ciò che si è imparato nel tempo. Queste dinamiche possono essere comprese e, gradualmente, trasformate.
Rallentare nel dating non significa perdere opportunità. Significa darsi il tempo di capire se chi si ha davanti offre una connessione autentica o se si sta cercando di riempire un vuoto. Ogni volta che si riesce a scegliere il proprio benessere, anche quando la solitudine pesa, si sta aprendo la strada a relazioni più consapevoli e rispettose.
Se senti che questo schema si ripete e fatichi a uscirne, uno/a psicologo/a può aiutarti a capire cosa si muove dietro queste scelte e a trovare un modo di vivere le relazioni che ti faccia stare davvero bene.
Il passo successivo, se ti senti pronto/a
La terapia psicologica non è solo per chi attraversa un momento di crisi. È uno spazio di ascolto per prenderti cura del tuo benessere mentale.
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FAQ
Domande frequenti
Perché continuo ad accettare comportamenti che mi fanno stare male pur di non restare solo o sola?
Il bisogno di connessione è una delle esperienze più umane che esistano, e non c'è nulla di cui vergognarsi. Quando la solitudine diventa molto difficile da sostenere, qualsiasi relazione può sembrare preferibile al vuoto, anche se in realtà non ti fa stare bene.
Spesso dietro questa dinamica ci sono fattori profondi: una bassa autostima che porta a sentirsi poco meritevoli di un amore sano, esperienze passate che hanno associato l'amore alla sofferenza o al sacrificio, oppure la convinzione che non si troverà nessun altro.
Riconoscere questo schema è già un passo importante. Non significa essere deboli, ma aver sviluppato un modo di affrontare la paura della solitudine che, con il tempo e il giusto supporto, può essere trasformato in scelte più consapevoli e rispettose del tuo benessere.
Come faccio a capire se sto ignorando dei segnali d'allarme nel dating?
Un esercizio semplice ma efficace è chiederti, dopo ogni appuntamento o conversazione: "Come mi sento adesso?". Se ti senti svuotato/a, in ansia, o con la sensazione che qualcosa non torni, vale la pena fermarsi a riflettere.
Alcuni segnali che potresti star minimizzando includono: commenti svalutanti o irrispettosi, alternanza tra grande attenzione e sparizioni improvvise, fretta di ufficializzare la relazione dopo pochissimi incontri, o la sensazione di doverti adattare sempre senza mai esprimere i tuoi bisogni.
Un altro strumento utile è scrivere, prima ancora di iniziare a frequentare qualcuno, una lista di ciò che per te è irrinunciabile e di ciò che non sei disposto o disposta a tollerare. Avere chiarezza può aiutarti a riconoscere i segnali d'allarme quando si presentano.
È normale sentirsi incapaci di lasciare andare una relazione che non funziona?
Questo è un vissuto molto comune, e il fatto che tu te lo stia chiedendo dice già qualcosa di importante sulla tua consapevolezza. Più che chiederti se è "normale", potrebbe essere utile domandarti: cosa mi tiene legato o legata a questa situazione?
Spesso si resta aggrappati alla speranza che l'altra persona cambierà, oppure si teme che lasciare andare significhi affrontare un vuoto che sembra insostenibile. A volte pesa anche la sensazione di aver investito troppo per rinunciare.
Queste dinamiche hanno radici profonde, spesso legate a esperienze passate che influenzano il modo di vivere le relazioni. Comprendere cosa si muove dietro questa difficoltà è possibile, e un percorso con uno/a psicoterapeuta può offrirti lo spazio per farlo con calma e senza giudizio.
Come posso smettere di cercare una relazione per riempire un vuoto?
Un primo passo può essere coltivare la tua vita al di fuori del dating. Quando dedichi tempo e energia ai tuoi interessi, alle amicizie e ai momenti che fanno stare bene anche da soli, la tua quotidianità diventa più ricca e soddisfacente, e il dating smette di essere una necessità.
Può essere utile anche mantenere attive le tue relazioni durante una nuova conoscenza: le persone che ti conoscono bene possono offrirti uno sguardo diverso su ciò che stai vivendo.
Quando senti l'impulso di accettare qualcosa che sai che ti fa stare male, prova ad aspettare anche solo dieci minuti. Quella sensazione di urgenza tende a calare, lasciando spazio a una scelta più lucida. Se poi ti accorgi che questo schema si ripete, un percorso di psicoterapia può essere uno spazio prezioso per comprendere le radici di queste scelte e costruire un rapporto più sano con te stesso o te stessa, prima ancora che con gli altri.
Quando è il momento giusto per chiedere aiuto a uno/a psicologo/a per le proprie difficoltà nel dating?
Non esiste un momento "giusto" in senso assoluto: non è necessario aspettare che la situazione diventi molto difficile per iniziare. Se ti ritrovi spesso in dinamiche che ti fanno stare male, se noti che tendi ad accettare compromessi al ribasso per paura della solitudine, o se senti che le tue scelte nel dating sono guidate più dall'ansia che dal desiderio autentico, questi possono essere segnali importanti.
Un percorso con uno/a psicologo/a rappresenta uno spazio di crescita e riflessione, in cui poter esplorare con calma cosa si muove dietro le proprie scelte relazionali. Può aiutarti a comprendere come le esperienze passate influenzano il tuo modo di vivere le relazioni e a costruire, gradualmente, un modo diverso di stare con gli altri e con se stessi.
Scegliere di prenderti cura del tuo benessere emotivo è già, di per sé, un atto di cura che può fare la differenza.
Domande frequenti sulla terapia
Quanti tipi di terapia ci sono in Unobravo?
Con Unobravo potrai svolgere terapia psicologica individuale o terapia di coppia, a seconda delle tue necessità. Per esempio, la terapia individuale dopo un tradimento può essere utile per migliorare la comunicazione e affrontare le sfide personali che influenzano le dinamiche relazionali. La scelta, dopo un tradimento, della terapia individuale o di coppia dipende dalle esigenze di ciascuna persona.
Cos'è e in cosa consiste la terapia individuale con Unobravo?
Un percorso di terapia individuale può offrire uno spazio sicuro per esplorare le proprie emozioni e i propri comportamenti insieme a un professionista della salute mentale.
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Terapia online: perché sceglierla?
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Come faccio a sapere se ho bisogno di fare terapia?
Ogni processo terapeutico è unico e la motivazione o la necessità di iniziare un percorso di terapia varia da persona a persona. È importante ricordare che andare in terapia non solo aiuta ad affrontare le difficoltà e a trattare i disturbi, ma sostiene anche chi desidera intraprendere un percorso di crescita personale e fornisce strumenti e strategie utili per migliorare il benessere quotidiano.
È importante ricordare che fare terapia non è un segno di debolezza ma di cura di sé, quindi non c'è bisogno di aspettare di raggiungere il nostro limite per chiedere aiuto.
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