Capricci solo con un genitore: cosa significa?
Con me urla, con il papà è un angelo
Mi chiedo cosa sbaglio rispetto alla mia compagna
Crisi di pianto inconsolabili, opposizioni su tutto, urla proprio nel momento peggiore della giornata, finché non arriva l'altro genitore e, come per magia, il bambino si calma. Se ti riconosci in questa scena, sappi che si tratta di una dinamica molto più frequente di quanto si pensi.
Il bambino non sceglie in modo consapevole con chi fare i capricci. Il suo comportamento racconta qualcosa di importante sul modo in cui vive la relazione con ciascuna figura di riferimento.
Questa differenza non significa che un genitore sia più bravo o più amato dell'altro. I capricci sono una forma di comunicazione emotiva: comprenderli può aiutarti a non sentirti inadeguato o rifiutato, ma a leggere quello che il tuo bambino sta cercando di dirti.
Capire cosa succede
Le ragioni dietro i capricci con un solo genitore
Forse con me si sente libero di sfogarsi
Mi sento stanca di essere quella dei pianti
Capire perché il tuo bambino riserva i capricci proprio a te, o al contrario proprio all'altro genitore, è un percorso che può diventare più chiaro con il supporto di uno/a psicologo/a, soprattutto quando questa dinamica genera frustrazione o senso di colpa nella coppia genitoriale. Intanto, proviamo a esplorare insieme alcune possibili ragioni di questo comportamento.
Il capriccio come segnale di fiducia
- I bambini leggono in modo intuitivo le espressioni facciali, i gesti e lo stato emotivo di chi hanno accanto. Con il genitore che percepiscono come più ricettivo e sicuro, si permettono di esprimere le emozioni più intense.
- Il capriccio rivolto a un solo genitore è spesso un segnale di fiducia profonda: il bambino sfoga frustrazione e bisogni proprio con chi lo fa sentire al sicuro, senza paura di perdere il suo amore.
- È un po' come quando, dopo una giornata in cui ha trattenuto tutto, il bambino finalmente si lascia andare con la persona di cui si fida di più.
Stili diversi, risposte diverse
- Ogni genitore ha un temperamento, uno stile comunicativo e un modo di porre i limiti diverso dall'altro. Il bambino risponde in modo differente a queste diverse modalità.
- Dove percepisce maggiore disponibilità emotiva o più margini di negoziazione, il bambino può mostrare più opposizione. Non lo fa per manipolare, ma perché sente che lì c'è spazio per esprimersi.
Il ruolo dello stress e del tempo insieme
- La stanchezza, lo stress o le tensioni nella vita quotidiana di un genitore possono influenzare il modo in cui si relaziona al figlio. I bambini hanno delle antenne sensibilissime e captano queste variazioni, reagendo con maggiore irrequietezza.
- Anche la quantità di tempo trascorso insieme conta molto: il bambino tende a riservare le proprie scariche emotive al genitore con cui passa più ore e con cui ha costruito una maggiore intimità quotidiana.
Esempi dalla vita quotidiana
Situazioni in cui potresti riconoscerti
Torno dal lavoro e lui è perfetto col nonno
Al nido è bravissima, con me scoppia a piangere
Ci sono alcune situazioni molto comuni in cui questa dinamica si manifesta con chiarezza.
Dopo una lunga giornata insieme
- Un bambino che trascorre l'intera giornata con un genitore può accumulare tensioni, frustrazioni e stanchezza che esplodono proprio con quella persona al momento della cena o della nanna. L'altro genitore, appena rientrato, trova invece un bambino sereno e collaborativo.
- Un bambino che alla scuola materna o con i nonni si comporta in modo tranquillo e poi, non appena vede il genitore di riferimento, scoppia in lacrime o diventa oppositivo: sta rilasciando le emozioni trattenute durante tutto il giorno con la persona di cui si fida di più.
Quando gli stili educativi sono diversi
- Il genitore dal temperamento più morbido e accogliente potrebbe ricevere più capricci rispetto a chi pone limiti in modo più fermo. Il bambino percepisce intuitivamente dove c'è più spazio per esprimere il proprio disagio.
- Nelle famiglie in cui gli stili educativi sono molto diversi, il bambino può riservare i capricci al genitore che percepisce come più incerto nelle proprie decisioni, testando continuamente i confini.
Il senso di colpa che cambia le regole
- Un genitore che si sente in colpa per il poco tempo trascorso con il figlio potrebbe compensare cedendo più facilmente ai capricci. Questo può creare un circolo vizioso difficile da interrompere, in cui il bambino impara a intensificare le richieste proprio con quella figura.
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Strategie pratiche
Piccoli passi per vivere i capricci con più serenità
Ho smesso di sentirmi in colpa e lui è più sereno
Ne ho parlato con la mia compagna e ci siamo capiti
Provare a non prenderla sul personale
Quando i capricci si concentrano su di te, è naturale sentirsi feriti o frustrati. Può essere utile ricordarti che il tuo bambino non ti sta rifiutando, ma sta comunicando un bisogno emotivo. Anche solo ripeterti questo nei momenti più difficili può aiutarti a rispondere con più calma.
Parlarne apertamente con l'altro genitore
Potresti provare a confrontarti con il/la partner su come ciascuno di voi gestisce le regole e i momenti di crisi. Non si tratta di comportarsi in modo identico, ma di trovare una coerenza di fondo che faccia sentire il bambino più sicuro con entrambi.
Ascoltare quello che il bambino sta provando
Quando il capriccio si calma un po', puoi provare a chiedere al tuo bambino cosa lo ha fatto arrabbiare, adattando le parole alla sua età. Anche un semplice "Vedo che sei arrabbiato, vuoi raccontarmi cosa è successo?" può fare la differenza. L'importante è non minimizzare quello che sente con frasi come "non è niente".
Creare momenti esclusivi con ciascun genitore
Dedicare del tempo di qualità, anche breve, in cui il bambino ha l'attenzione piena di un solo genitore può aiutarlo a sentirsi visto e valorizzato da entrambi. Può bastare una passeggiata, un gioco insieme o leggere una storia prima di dormire.
Concedersi una pausa quando serve
Se senti che la frustrazione sta salendo e rischi di reagire in modo che non vorresti, puoi passare il testimone all'altro genitore per qualche minuto. Prenderti un momento per riprendere fiato non è un fallimento, è un gesto di cura verso di te e verso il tuo bambino.
Osservare i momenti in cui i capricci si intensificano
Potresti notare che i capricci si concentrano in momenti specifici della giornata, come dopo la scuola o prima della nanna. Riconoscere questi schemi può aiutarti a prevenire alcune situazioni, magari anticipando la cena o riducendo gli stimoli quando il bambino è già stanco.
Valutare un percorso con uno/a psicologo/a
Se i capricci generano un forte disagio nella coppia genitoriale, o se ti senti sopraffatto da questa situazione, un percorso di supporto psicologico può essere uno spazio prezioso per sentirti capito e guidato. Non bisogna aspettare che le cose diventino molto difficili per chiedere aiuto: uno/a psicologo/a può aiutarti a comprendere meglio le dinamiche familiari e a trovare strategie su misura per la tua situazione.
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Uno sguardo d'insieme
I capricci raccontano una relazione, non un fallimento
Ora capisco che non è colpa mia
I capricci passeranno, il nostro legame resta
I capricci rivolti a un solo genitore non sono un segno di rifiuto né di cattiva genitorialità. Sono il modo in cui il bambino esprime emozioni che non riesce ancora a gestire, scegliendo istintivamente la figura con cui si sente più al sicuro.
Ogni bambino è una persona unica, con il proprio temperamento e le proprie sensibilità. È naturale che costruisca dinamiche diverse con ciascun genitore, e questo non significa che ami l'uno più dell'altro.
Ciò che conta davvero è garantire una risposta emotiva presente e coerente: non serve comportarsi in modo identico, ma esserci con autenticità, ciascuno con il proprio stile. I capricci sono una fase transitoria dello sviluppo e, se accolti con pazienza, possono diventare un'occasione per rafforzare il legame.
Se senti il bisogno di capire meglio quello che succede o di trovare un modo più sereno per affrontare questa fase, uno/a psicologo/a può offrirti uno sguardo esterno e strumenti concreti per vivere la relazione con il tuo bambino con maggiore serenità.
Il passo successivo, se ti senti pronto/a
La terapia psicologica non è solo per chi attraversa un momento di crisi. È uno spazio di ascolto per prenderti cura del tuo benessere mentale.
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FAQ
Domande frequenti
È normale che mio figlio faccia i capricci solo con me e non con l'altro genitore?
Sì, è una dinamica molto frequente e non significa che stai sbagliando qualcosa. I bambini tendono a esprimere le emozioni più intense con la figura di riferimento con cui si sentono più al sicuro. È proprio con chi li fa sentire protetti che si permettono di sfogare frustrazione, stanchezza e bisogni.
Il fatto che con l'altro genitore si comporti diversamente non vuol dire che ti ami di meno o che preferisca stare con qualcun altro. Ogni bambino costruisce dinamiche diverse con ciascuna figura di riferimento e questo dipende da molti fattori: il temperamento, il tempo trascorso insieme, lo stile comunicativo di ciascun genitore.
Piuttosto che chiederti se quello che succede sia "normale", può essere più utile chiederti cosa sta provando il tuo bambino in quel momento e di cosa ha bisogno. Questo cambio di prospettiva può aiutarti a vivere i capricci con meno senso di colpa e più serenità.
Perché mio figlio è tranquillo al nido o con i nonni e poi scoppia a piangere quando mi vede?
Questo comportamento, per quanto possa sembrarti scoraggiante, è in realtà un segnale di fiducia. Durante la giornata, il tuo bambino trattiene le emozioni in ambienti dove si sente meno libero di esprimersi completamente. Quando ti rivede, si sente finalmente al sicuro e lascia andare tutto ciò che ha accumulato.
È un po' come togliersi un peso dopo una lunga giornata: il bambino sceglie istintivamente la persona con cui può essere completamente se stesso, senza paura di perdere il suo amore.
Questo non toglie che possa essere faticoso per te. Se noti che i momenti di crisi si concentrano sempre al rientro, potresti provare ad accoglierlo con calma, concedendogli qualche minuto di transizione dolce prima di passare alle attività successive.
I capricci con un solo genitore possono dipendere dagli stili educativi diversi in famiglia?
Sì, gli stili educativi diversi possono influire molto su questa dinamica. Ogni genitore ha un proprio modo di porre limiti, comunicare e gestire i momenti di crisi. Il bambino percepisce intuitivamente queste differenze e risponde in modo diverso a ciascuno.
Con chi mostra maggiore disponibilità emotiva o più margini di negoziazione, il bambino potrebbe sentire più spazio per esprimere il proprio disagio. Questo non significa che stia manipolando, ma che ha capito dove può comunicare i propri bisogni con più libertà.
La soluzione non è uniformare completamente gli stili, perché ogni genitore ha il proprio temperamento. Può essere utile, però, confrontarsi apertamente per trovare una coerenza di fondo sulle regole principali, in modo che il bambino si senta sicuro con entrambi.
Cosa posso fare quando i capricci di mio figlio mi fanno sentire inadeguato?
Il senso di inadeguatezza è una reazione molto comune tra chi vive questa situazione, e il fatto che tu te lo stia chiedendo dimostra quanto ci tieni. Il primo passo è ricordarti che i capricci del tuo bambino non sono un giudizio su di te, ma sono una forma di comunicazione emotiva che racconta un bisogno, non un fallimento.
Nei momenti più difficili potresti provare a ripeterti che il tuo bambino non ti sta rifiutando, ma si sta sfogando con te perché si fida e concederti una pausa quando senti la frustrazione salire, passando il testimone all'altro genitore. Prenderti un momento per riprendere fiato è un gesto di cura, non di debolezza.
Infine, può essere un aiuto creare momenti esclusivi con il tuo bambino, anche brevi, in cui abbia la tua attenzione piena.
Se il disagio persiste e senti che questa dinamica ti pesa molto, uno/a psicologo/a può offrirti uno spazio sicuro per esplorare queste emozioni e trovare strategie su misura per la tua situazione.
Quando è il caso di rivolgersi a uno psicologo per i capricci di mio figlio?
Non bisogna aspettare che la situazione diventi molto difficile per chiedere supporto. Un percorso con uno/a psicologo/a può essere utile in diversi momenti: quando i capricci generano forte tensione nella coppia genitoriale, quando ti senti costantemente sopraffatto, o quando noti che questa dinamica sta influenzando il modo in cui vivi la relazione con il tuo bambino.
Un percorso psicologico non è riservato a situazioni estreme. È uno spazio di riflessione e crescita che può aiutarti a comprendere meglio le dinamiche familiari, a leggere i bisogni emotivi del tuo bambino e a trovare un equilibrio che funzioni per tutta la famiglia.
Può anche aiutarti a riconoscere quanto dello stress che provi sia legato ai capricci in sé e quanto, invece, ad altre fonti di fatica emotiva che si sommano nella vita quotidiana.
Domande frequenti sulla terapia
Quanti tipi di terapia ci sono in Unobravo?
Con Unobravo potrai svolgere terapia psicologica individuale o terapia di coppia, a seconda delle tue necessità. Per esempio, la terapia individuale dopo un tradimento può essere utile per migliorare la comunicazione e affrontare le sfide personali che influenzano le dinamiche relazionali. La scelta, dopo un tradimento, della terapia individuale o di coppia dipende dalle esigenze di ciascuna persona.
Cos'è e in cosa consiste la terapia individuale con Unobravo?
Un percorso di terapia individuale può offrire uno spazio sicuro per esplorare le proprie emozioni e i propri comportamenti insieme a un professionista della salute mentale.
Anche se non è sempre semplice capire come iniziare un percorso psicologico, con Unobravo non dovrai preoccuparti di come scegliere uno psicologo. Ti basterà compilare il questionario e incontrare nel primo colloquio gratuito lo psicologo che ti è stato assegnato tra gli psicologi Unobravo.
Se sarà il professionista adatto a te, inizierete insieme un percorso creato su misura per te.
Terapia online: perché sceglierla?
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Quali sono i prezzi della terapia individuale?
Il prezzo dello psicologo in presenza può variare molto, senza contare il tempo e il costo per raggiungere lo studio del professionista.
Con Unobravo ogni seduta ha un prezzo fisso e accessibile di 49 € e puoi incontrare il tuo psicologo anche in viaggio, in vacanza o in una pausa dal lavoro, senza investire tempo e denaro per gli spostamenti.
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Quanto dura un percorso di terapia individuale?
A decidere quanto dura un percorso psicologico sarete tu e il tuo Unobravo: ogni persona è unica, così come lo sarà il viaggio verso il tuo benessere psicologico.
Come faccio a sapere se ho bisogno di fare terapia?
Ogni processo terapeutico è unico e la motivazione o la necessità di iniziare un percorso di terapia varia da persona a persona. È importante ricordare che andare in terapia non solo aiuta ad affrontare le difficoltà e a trattare i disturbi, ma sostiene anche chi desidera intraprendere un percorso di crescita personale e fornisce strumenti e strategie utili per migliorare il benessere quotidiano.
È importante ricordare che fare terapia non è un segno di debolezza ma di cura di sé, quindi non c'è bisogno di aspettare di raggiungere il nostro limite per chiedere aiuto.
La terapia di coppia può aiutare in questo caso?
I capricci di nostro figlio con un solo genitore possono creare tensioni di coppia: la terapia di coppia può aiutare?
Assolutamente sì. Quando un bambino concentra i capricci su un solo genitore, è facile che nella coppia si creino dinamiche di frustrazione reciproca: chi riceve i capricci può sentirsi solo e non supportato, mentre l'altro genitore potrebbe sentirsi escluso o giudicante senza volerlo.
La terapia di coppia offre uno spazio in cui poter esprimere questi vissuti senza che si trasformino in accuse o incomprensioni. Aiuta a riconoscere che non si tratta di stabilire chi sia il genitore "migliore", ma di costruire insieme una risposta coerente e condivisa ai bisogni del bambino.
Non è necessario che la relazione sia in crisi per intraprendere questo percorso. La terapia di coppia può essere utile anche quando le cose funzionano ma sentite il bisogno di capirvi meglio su un tema specifico, come la gestione della genitorialità.
Come proporre al mio partner di fare terapia di coppia per gestire meglio i capricci di nostro figlio?
Proporre un percorso insieme può sembrare delicato, ma il modo in cui presenti l'idea fa la differenza. Puoi partire da ciò che senti tu, senza attribuire colpe. Ad esempio: "Mi piacerebbe che trovassimo insieme un modo per sentirci più uniti nel gestire questi momenti difficili."
Evita formulazioni che possano suonare come un'accusa, del tipo "dobbiamo andare perché tu non capisci cosa provo". Sottolinea piuttosto che si tratta di un'opportunità per entrambi: non per risolvere un problema di uno dei due, ma per crescere insieme come coppia genitoriale.
Può essere utile spiegare che la terapia di coppia non è un luogo dove si stabilisce chi ha ragione, ma uno spazio protetto in cui imparare ad ascoltarsi meglio e a trovare strategie condivise. Se il/la partner ha delle resistenze, rispettale e lascia aperta la porta senza forzare la decisione.
Qual è la differenza tra fare un percorso individuale e uno di coppia per affrontare questa situazione?
Entrambi i percorsi possono essere preziosi e non si escludono a vicenda. Un percorso individuale è più indicato quando senti il bisogno di esplorare le tue emozioni personali, come il senso di inadeguatezza, la frustrazione, eventuali esperienze passate che influenzano il tuo modo di vivere la genitorialità.
La terapia di coppia, invece, si concentra sulla dinamica relazionale tra voi come genitori. È particolarmente utile quando sentite che i capricci del bambino stanno amplificando incomprensioni già presenti o quando fate fatica a trovare una linea educativa condivisa senza entrare in conflitto.
In alcuni casi, può essere utile iniziare con un percorso di coppia per lavorare sulla coerenza genitoriale e, se emergono temi più personali, valutare anche un percorso individuale. Uno/a psicoterapeuta può aiutarvi a capire quale strada sia più adatta alla vostra situazione specifica.
Cosa aspettarsi dalla terapia di coppia quando il problema riguarda la gestione dei capricci?
In un percorso di coppia legato alla genitorialità, potete aspettarvi di trovare uno spazio in cui raccontare senza giudizio come vivete ciascuno la situazione. Spesso, solo il fatto di sentirsi ascoltati dall'altro genitore in un contesto sicuro porta un primo sollievo.
Il/la terapeuta vi aiuterà a esplorare come i vostri stili educativi e comunicativi si intrecciano e come il bambino risponde a queste differenze. Non si tratta di diventare identici, ma di trovare quella coerenza di fondo che aiuta il bambino a sentirsi sicuro con entrambi.
Insieme lavorerete su strategie concrete: come sostenervi a vicenda nei momenti di crisi, come passarvi il testimone senza che diventi un motivo di tensione, come parlare delle regole senza trasformare il confronto in un conflitto. Con il tempo, molte coppie scoprono che migliorare la comunicazione sulla genitorialità ha effetti positivi anche su altri aspetti della relazione.
La terapia di coppia è utile anche se non litighiamo sui capricci ma ci sentiamo distanti nella gestione?
Sì, ed è anzi una delle situazioni in cui la terapia di coppia può fare una grande differenza. Non serve che ci siano litigi espliciti perché un percorso insieme abbia senso. A volte la distanza silenziosa nella gestione dei figli può essere altrettanto faticosa: ognuno fa a modo suo, senza davvero confrontarsi.
Questa distanza può portare il bambino a percepire due mondi separati, e può intensificare la tendenza a riservare i capricci a un solo genitore. La terapia di coppia vi offre l'occasione di ritrovarvi come squadra, di condividere vissuti che magari non avete mai espresso e di costruire un linguaggio comune.
È uno spazio di crescita condivisa che può aiutarvi a sentirvi più vicini e più consapevoli del vostro ruolo genitoriale, trasformando una fatica quotidiana in un'opportunità per rafforzare il legame tra voi.
E ora?
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