Recidiva oncologica dopo anni di remissione: come affrontare il cambiamento di una vita che aveva ritrovato nuovi equilibri?

Recidiva oncologica dopo anni di remissione: come affrontare il cambiamento di una vita che aveva ritrovato nuovi equilibri?
Pensavo di avercela fatta, e invece devo ricominciare tutto
Avevo appena ripreso a sognare, ora ho di nuovo paura

Avevi ricominciato a guardare avanti. Forse, avevi prenotato quel viaggio rimandato per anni, ripreso in mano progetti lasciati in sospeso, ritrovato piccoli momenti di serenità che pensavi di aver perso per sempre.

Poi è arrivata la notizia della recidiva, e all'improvviso tutto sembra essersi fermato di nuovo.

Se stai leggendo queste righe, probabilmente stai vivendo qualcosa di molto particolare. Il ritorno della malattia dopo anni di remissione non è solo una nuova diagnosi, ma l'interruzione di un progetto di vita che credevi finalmente avviato.

È diverso dalla prima volta, e non è sbagliato percepirlo così. A questo dolore si aggiunge il senso di una speranza tradita, la sensazione che il futuro non sia più un terreno sicuro su cui poter costruire.

Quello che provi ha un senso profondo. In queste pagine proviamo a dare parole a ciò che stai attraversando, con delicatezza e senza fretta.

Le radici di un dolore diverso

Perché la recidiva può far male più della prima diagnosi

Mi ero fidato del mio corpo, ora non so più ascoltarlo
La prima volta ho lottato, questa volta mi sento svuotata

Interrogarsi su cosa renda questo momento così difficile è già un gesto di cura verso te stesso. In molti casi, dare un senso a emozioni così intense può essere più semplice con l'aiuto di uno/a psicologo/a, che può offrirti uno spazio per elaborare il vissuto specifico legato al ritorno della malattia.

Proviamo, intanto, a esplorare insieme alcune possibili ragioni che sono alla base di questo dolore così particolare.

La speranza che sembra essersi spezzata

  • La recidiva arriva proprio nel momento in cui avevi ricominciato a investire emotivamente nel futuro, e questo può rendere il contraccolpo più intenso rispetto alla prima diagnosi.
  • La remissione era diventata una sorta di confine tra un "prima" segnato dalla malattia e un "dopo" in cui tornare a vivere: il ritorno del cancro può cancellare questa distinzione e generare confusione.
  • Dopo aver già affrontato un percorso difficile, può emergere un forte senso di ingiustizia, la sensazione di non meritare tutto questo di nuovo.

La fiducia nel futuro che vacilla

  • Il ritorno della malattia può mettere in discussione la capacità stessa di fare progetti, insinuando il dubbio che ogni cosa immaginata sia destinata a interrompersi.
  • La fiducia riposta nei controlli medici e nella capacità di percepire i segnali del corpo può risultare profondamente scossa.
  • Può crescere la sensazione che il tempo davanti a te sia diventato incerto, e questo può rendere difficile immaginare cosa verrà.
Prospettiva clinica
Quando la malattia torna dopo un periodo di remissione, può farsi strada la sensazione che tutto ciò che avevi ricostruito sia stato inutile. Eppure ricominciare, questa volta, non significa ripartire da zero: le risorse che hai sperimentato nel tempo restano dentro di te, anche quando la fatica le rende difficili da riconoscere. Forse, più che chiederti come rialzarti subito, puoi concederti di chiederti di cosa hai bisogno adesso.
Roberta Cambi
Roberta Cambi
Psicoterapeuta Unobravo
Vite sospese di nuovo

Situazioni in cui potresti riconoscerti

Dovevo partire tra due settimane, ho dovuto disdire tutto
Come faccio a dirlo di nuovo ai miei figli?

Il dolore della recidiva può prendere forma nella quotidianità, in progetti e relazioni che avevi ripreso a coltivare. Ecco alcune situazioni concrete in cui potresti ritrovarti.

Progetti e desideri rimessi in pausa

  • Avevi finalmente prenotato il viaggio rimandato per anni e ti trovi a doverlo annullare a ridosso della partenza.
  • Avevi ripreso con entusiasmo un percorso lavorativo, un nuovo impiego o un avanzamento, e ora tutto sembra doversi fermare di nuovo.
  • Avevi riscoperto piccoli piaceri quotidiani, lo sport o gli hobby ritrovati, che ora si scontrano con la stanchezza e la paura del nuovo percorso di cure.

Le relazioni che temi di mettere di nuovo alla prova

  • Avevi ricostruito un rapporto di coppia provato dalla prima malattia e ora temi che il/la partner non regga un secondo capitolo di incertezza.
  • Come genitore, avevi ripreso una quotidianità serena con i figli e ti trovi a dover spiegare loro, ancora una volta, perché tutto cambia.
  • Le amicizie ricostruite con fatica dopo il primo isolamento rischiano di incrinare per il timore di pesare di nuovo su chi ti sta vicino.
Un momento per fermarsi
Ti riconosci in una di queste situazioni?

Convivere con una malattia mette alla prova anche la mente?

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Prendersi cura di sé, oltre che della malattia, è possibile

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Se il peso della malattia influenza la tua vita, parlare con un professionista potrebbe aiutarti ad affrontare meglio il presente

Quando la malattia mette alla prova il tuo equilibrio emotivo, parlare con uno psicologo può aiutarti ad affrontare queste sfide con consapevolezza e supporto. Ecco come funziona la terapia.

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Quando la malattia condiziona il tuo benessere, parlarne può aiutare

Se convivere con la malattia sta diventando troppo difficile, non devi affrontarlo per forza da solo. Trova lo psicologo adatto a te: bastano pochi minuti.

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Come attraversare questo momento, un passo alla volta

Ho capito che potevo ancora scegliere alcune cose per me
Parlarne con qualcuno mi ha fatto sentire meno sola
1

Dare spazio alla rabbia e al senso di ingiustizia

Il dolore della recidiva ha una qualità diversa rispetto alla prima diagnosi. Puoi provare a lasciare emergere la rabbia e la sensazione di ingiustizia senza reprimerle: sono reazioni umane e comprensibili, non qualcosa di cui vergognarti.

2

Distinguere ciò che va sospeso da ciò che può continuare

Non tutto deve necessariamente fermarsi. Potresti provare a distinguere i progetti che vanno rimandati da quelli che, con qualche adattamento, possono comunque proseguire: questo può aiutarti a non perdere del tutto un senso di continuità.

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Comunicare i tuoi bisogni a chi ti sta vicino

Quando te la senti, puoi provare a condividere paure e bisogni con le persone care, invece di isolarti per proteggerle. La rete di relazioni che hai ricostruito nel tempo può sostenerti, ma ha bisogno di sapere cosa provi per esserti davvero vicina.

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Ridefinire un orizzonte più vicino ma pieno di senso

Immaginare il futuro può sembrarti molto difficile in questo momento. Potresti allora provare a spostare lo sguardo su un orizzonte più breve, fatto di piccoli obiettivi e momenti significativi, per continuare a dare valore al presente.

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Concederti di procedere con i tuoi tempi

Non esiste un modo corretto di affrontare una recidiva. È importante riconoscere che riorganizzare priorità ed emozioni richiede tempo, e che attraversare una fase di sfiducia prima di tornare a sperare è parte del percorso.

6

Valutare un percorso di supporto psicologico

Affrontare il ritorno della malattia può richiedere un sostegno diverso da quello ricevuto la prima volta. Un percorso con uno/a psicologo/a può offrirti uno spazio in cui sentirti capito e sostenuto, tenendo conto del vissuto specifico della speranza tradita. Non è necessario aspettare che la sofferenza diventi molto intensa per chiedere aiuto: rivolgersi a uno/a psicologo/a può offrire uno spazio di ascolto e di riflessione prezioso in un momento come questo.

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Ciò che hai costruito resta con te

Quello che ho vissuto nella remissione conta ancora
Sto imparando a darmi il tempo di cui ho bisogno

La recidiva non cancella il valore di ciò che hai vissuto durante la remissione. Quei mesi o quegli anni di vita ritrovata restano un patrimonio reale, non un'illusione, e nessuno può portarteli via.

Affrontare una seconda volta la malattia può significare attingere a risorse diverse rispetto alla prima esperienza: a volte più mature, ma anche più provate. È legittimo attraversare una fase di sfiducia prima di poter tornare, quando sarà possibile, a immaginare nuovi progetti, anche piccoli.

Dare un nome preciso a ciò che provi, la speranza tradita, la paura di un futuro incerto, può aiutarti a distinguere il dolore per la malattia da quello per il progetto di vita interrotto.

Ogni persona ha i suoi tempi per riorganizzare priorità e significati dopo una recidiva, e va bene così. Se senti che il peso è troppo da portare da solo, un percorso di psicoterapia può rappresentare uno spazio in cui essere accolto e guidato, per ritrovare, poco alla volta, un equilibrio possibile.

Il passo successivo, se ti senti pronto/a

La terapia psicologica non è solo per chi attraversa un momento di crisi. È uno spazio di ascolto per prenderti cura del tuo benessere mentale.

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Auguro a tutti questo percorso
Dopo un anno di psicoterapia con la dottoressa Antonella Maria Rita Martino, sono diventata un'altra persona. Soffrivo d'ansia in modo cronico e invalidante, nemmeno mi rendevo conto di quanto fosse pesante, e ora posso dire che va davvero meglio, l'ansia viene ogni tanto e ho gli strumenti per gestirla e annientarla in poche ore o addirittura minuti, come ormai so gestire meglio ogni crisi che mi possa capitare. Penso che non smetterò mai con le mie sedute perché c'è tanto da imparare, tanto da crescere, per non parlare di quanto si possa definire quest'esperienza una coccola per sé stessi. Grazie Mille Maria Rita per avermi cambiato l'esistenza.
— Francesca Piras
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Incontri speciali!
Ho iniziato questo percorso principalmente per problemi di forte ansia, attacchi di panico e difficoltà ormai molto invalidanti nel relazionarmi con gli altri sfociate nell'impossibilità di vivere "normalmente" la mia quotidianità con un principio di depressione, insieme alla dott.ssa Elisa Pasquali, che sin dalla seduta conoscitiva si è mostrata molto empatica e disponibile/flessibile, facendomi sentire a mio agio nonostante la condizione di assoluta inadeguatezza che stavo vivendo da un po'. Da tre mesi a questa parte si è mostrata sempre super attenta ad ascoltare ed in grado di far emergere le problematiche più nascoste con le quali convivo forse dall'infanzia, portanomi a ragionamenti magari mai pima d'ora presi in considerazione, che stanno iniziando a farmi vedere le cose in un'altra prospettiva, anche più realistica e meno catastrofica di quanto pensassi, con il beneficio di iniziare a star meglio nonostante il percorso possa rivelarsi ancora lungo e tortuoso. Ho riscoperto la forza di voler riprendere la mia vita in mano!
— Maria
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La mia salvezza
Grazie ad unobravo ho potuto fare la psicoterapia che mi serviva senza dover affrontare traffico, ritardi, semplicemente dal divano di casa!
— GIUSY
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FAQ

Domande frequenti

La recidiva arriva proprio nel momento in cui avevi ricominciato a investire emotivamente nel futuro, e questo può rendere il contraccolpo più intenso rispetto alla prima diagnosi. La remissione era diventata una sorta di confine tra un prima segnato dalla malattia e un dopo in cui tornare a vivere: il ritorno del cancro può cancellare questa distinzione e generare confusione. Dopo aver già affrontato un percorso difficile, può emergere un forte senso di ingiustizia, la sensazione di non meritare tutto questo di nuovo. Il ritorno della malattia può mettere in discussione la capacità stessa di fare progetti, insinuando il dubbio che ogni cosa immaginata sia destinata a interrompersi.

Il dolore della recidiva ha una qualità diversa rispetto alla prima diagnosi. Puoi provare a lasciare emergere la rabbia e la sensazione di ingiustizia senza reprimerle: sono reazioni umane e comprensibili, non qualcosa di cui vergognarti. Non esiste un modo corretto di affrontare una recidiva. È importante riconoscere che riorganizzare priorità ed emozioni richiede tempo, e che attraversare una fase di sfiducia prima di tornare a sperare è parte del percorso. Ogni persona ha i suoi tempi per riorganizzare priorità e significati dopo una recidiva, e va bene così.

Il dolore della recidiva può prendere forma nella quotidianità, in progetti e relazioni che avevi ripreso a coltivare. Avevi ricostruito un rapporto di coppia provato dalla prima malattia e ora temi che il partner non regga un secondo capitolo di incertezza. Come genitore, avevi ripreso una quotidianità serena con i figli e ti trovi a dover spiegare loro, ancora una volta, perché tutto cambia. Le amicizie ricostruite con fatica dopo il primo isolamento rischiano di incrinare per il timore di pesare di nuovo su chi ti sta vicino. Anche progetti e desideri, come viaggi o percorsi lavorativi, possono trovarsi rimessi in pausa.

Immaginare il futuro può sembrare molto difficile in questo momento. Potresti allora provare a spostare lo sguardo su un orizzonte più breve, fatto di piccoli obiettivi e momenti significativi, per continuare a dare valore al presente. È legittimo attraversare una fase di sfiducia prima di poter tornare, quando sarà possibile, a immaginare nuovi progetti, anche piccoli. La recidiva non cancella il valore di ciò che hai vissuto durante la remissione: quei mesi o quegli anni di vita ritrovata restano un patrimonio reale, non un'illusione, e nessuno può portarteli via.

La fiducia riposta nei controlli medici e nella capacità di percepire i segnali del corpo può risultare profondamente scossa, e può crescere la sensazione che il tempo davanti a te sia diventato incerto, rendendo difficile immaginare cosa verrà. Dare un nome preciso a ciò che provi, la speranza tradita, la paura di un futuro incerto, può aiutarti a distinguere il dolore per la malattia da quello per il progetto di vita interrotto. Affrontare una seconda volta la malattia può significare attingere a risorse diverse rispetto alla prima esperienza: a volte più mature, ma anche più provate.

Non è necessario aspettare che la sofferenza diventi molto intensa per chiedere aiuto: rivolgersi a uno psicologo può offrire uno spazio di ascolto e di riflessione prezioso in un momento come questo. Affrontare il ritorno della malattia può richiedere un sostegno diverso da quello ricevuto la prima volta, e un percorso con uno psicologo può offrirti uno spazio in cui sentirti capito e sostenuto, tenendo conto del vissuto specifico della speranza tradita. Se senti che il peso è troppo da portare da solo, un percorso di psicoterapia può rappresentare uno spazio in cui essere accolto e guidato.

Domande frequenti sulla terapia

Con Unobravo potrai svolgere terapia psicologica individuale o terapia di coppia, a seconda delle tue necessità. Per esempio, la terapia individuale dopo un tradimento può essere utile per migliorare la comunicazione e affrontare le sfide personali che influenzano le dinamiche relazionali. La scelta, dopo un tradimento, della terapia individuale o di coppia dipende dalle esigenze di ciascuna persona.

Un percorso di terapia individuale può offrire uno spazio sicuro per esplorare le proprie emozioni e i propri comportamenti insieme a un professionista della salute mentale.

Anche se non è sempre semplice capire come iniziare un percorso psicologico, con Unobravo non dovrai preoccuparti di come scegliere uno psicologo. Ti basterà compilare il questionario e incontrare nel primo colloquio gratuito lo psicologo che ti è stato assegnato tra gli psicologi Unobravo.
Se sarà il professionista adatto a te, inizierete insieme un percorso creato su misura per te.

Con uno psicologo online Unobravo puoi prenderti cura di te ovunque tu sia. Potrai utilizzare l'app o la Web App per fissare i tuoi appuntamenti, svolgere le sedute, chattare con il tuo psicologo ed effettuare pagamenti sicuri.

Tutto comodamente online, utilizzando qualsiasi dispositivo e collegandoti dove e quando vuoi.

Il prezzo dello psicologo in presenza può variare molto, senza contare il tempo e il costo per raggiungere lo studio del professionista.

Con Unobravo ogni seduta ha un prezzo fisso e accessibile di 49 € e puoi incontrare il tuo psicologo anche in viaggio, in vacanza o in una pausa dal lavoro, senza investire tempo e denaro per gli spostamenti.

Per connetterti con il tuo benessere psicologico ti basterà solo un click.

A decidere quanto dura un percorso psicologico sarete tu e il tuo Unobravo: ogni persona è unica, così come lo sarà il viaggio verso il tuo benessere psicologico.

Ogni processo terapeutico è unico e la motivazione o la necessità di iniziare un percorso di terapia varia da persona a persona. È importante ricordare che andare in terapia non solo aiuta ad affrontare le difficoltà e a trattare i disturbi, ma sostiene anche chi desidera intraprendere un percorso di crescita personale e fornisce strumenti e strategie utili per migliorare il benessere quotidiano.

È importante ricordare che fare terapia non è un segno di debolezza ma di cura di sé, quindi non c'è bisogno di aspettare di raggiungere il nostro limite per chiedere aiuto.

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