Rimandare una visita medica anche quando si è preoccupati: cosa può esserci dietro questa difficoltà?

Rimandare una visita medica anche quando si è preoccupati: cosa può esserci dietro questa difficoltà?
"Lo so che dovrei chiamare, ma continuo a rimandare."
"Ho il numero pronto da giorni, e non riesco a comporlo."

Hai notato un sintomo che ti preoccupa, sai che dovresti chiamare il medico, eppure passano i giorni e il telefono resta lì, intoccato.

Ogni mattina ti ripeti che lo farai, magari dopo pranzo, magari domani. E intanto quel pensiero continua a tornare, sempre più ingombrante.

Se ti riconosci in questa esperienza, è importante sapere che rimandare una telefonata al medico non ha a che fare con la pigrizia né con il disinteresse verso la tua salute.

Molto spesso è il segnale di un sovraccarico emotivo che blocca proprio nel momento in cui agire sarebbe più importante.

La telefonata al medico, infatti, può mettere insieme due fonti di ansia distinte: il disagio legato all'atto stesso di telefonare e la paura per ciò che si potrebbe scoprire.

Si crea così una forma di blocco silenzioso, difficile da spiegare a chi non lo vive, che può manifestarsi come un rimando ripetuto anche di fronte a segnali che destano preoccupazione.

Riconoscere che questo blocco ha basi psicologiche comprensibili può essere un primo passo per iniziare ad affrontarlo, senza sensi di colpa.

Le possibili radici del blocco

Cosa può nascondersi dietro questo rimando

"Ho paura di quello che potrei sentirmi dire."
"Se non chiamo, almeno non devo affrontare la risposta."

Capire perché una telefonata così importante diventa tanto difficile può non essere immediato. In molti casi, esplorare le radici di un blocco così intenso può essere più semplice con l'aiuto di uno/a psicologo/a, che può offrirti strumenti per prenderti cura del tuo benessere senza dover affrontare tutto da solo.

Proviamo, intanto, a esplorare insieme alcune possibili ragioni che possono essere alla base della difficoltà a chiamare il medico anche quando si è preoccupati.

L'ansia legata all'atto di telefonare

  • La telefonata è una forma di comunicazione che avviene in tempo reale: bisogna rispondere subito, senza avere il tempo di pensare con calma a cosa dire.
  • Al telefono mancano i segnali non verbali, come le espressioni del volto o i gesti, che di solito aiutano a interpretare il tono di chi ci parla, e questo può aumentare il senso di disagio.
  • Non sapere in anticipo cosa dirà l'operatore, quanto durerà la conversazione o come reagirà può attivare una sensazione di allarme difficile da gestire.

Il circolo tra ansia e preoccupazione

  • Può instaurarsi un circolo vizioso difficile da interrompere: più si rimanda la chiamata, più il pensiero del sintomo diventa persistente.
  • E più il sintomo preoccupa, più la telefonata sembra un ostacolo insormontabile.
  • Rimandare offre un sollievo immediato, ma è un sollievo temporaneo che tende a rinforzare il comportamento, insegnando alla mente che evitare la chiamata sembra l'unico modo per stare meglio nel breve termine.

La paura di ciò che si potrebbe scoprire

  • Dietro il rimando può nascondersi la paura di ricevere una diagnosi, un timore che a volte spinge ad allontanarsi proprio dai controlli che potrebbero rassicurare.
  • L'incertezza su cosa emergerà dalla visita può diventare così pesante da sembrare più tollerabile del non sapere.
  • Il pensiero "finché non chiamo, non c'è nulla di certo" può offrire un'illusione di controllo, che però lascia la preoccupazione irrisolta.
Prospettiva clinica
L’ansia è una reazione psicofisica che nasce per aiutarci ad affrontare situazioni difficili o pericolose. Quando diventa persistente o troppo intensa, può impattare negativamente su pensieri, comportamenti e regolazione emotiva. Imparare a comprendere i trigger che la attivano e i meccanismi che la consolidano può essere il primo passo per recuperare maggiore serenità nella vita di tutti i giorni.
Situazioni concrete

Situazioni in cui potresti riconoscerti

"Ho il referto in borsa da una settimana e non l'ho aperto."
"Ogni volta che prendo il telefono, mi manca il fiato."

Questo blocco può assumere forme diverse nella vita di tutti i giorni. Vediamo alcune situazioni concrete in cui potresti ritrovarti.

Il rimando che si ripete ogni giorno

  • Noti un sintomo persistente che ti preoccupa, ma continui a rimandare la chiamata al medico di base, dicendoti ogni giorno che lo farai "domani".
  • Il pensiero del sintomo torna spesso in mente durante la giornata, ma ogni volta che prendi il telefono ti fermi.
  • Arrivi a chiedere a una persona di famiglia di prenotare la visita al posto tuo, pur di non affrontare direttamente la telefonata.

Quando il corpo reagisce prima della chiamata

  • Nel momento in cui stai per comporre il numero dello studio medico, compaiono palpitazioni, sudorazione e una sensazione di blocco fisico che ti spingono a rimandare ancora.
  • Senti un'ondata di ansia anticipatoria che interrompe ogni tentativo di agire.
  • Preferisci cercare informazioni online sui tuoi sintomi piuttosto che affrontare la conversazione, alimentando incertezza invece di ridurla.

La paura del risultato

  • Rimandi anche il ritiro di un referto già pronto, per timore di leggere un risultato che non vorresti.
  • Eviti di richiamare per fissare un controllo di follow-up, anche quando ti era stato raccomandato.
  • Rinvii la prenotazione di una visita specialistica, dicendoti che aspetterai di vedere se il sintomo passa da solo.
Un momento per fermarsi
Ti riconosci in una di queste situazioni?

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Strategie pratiche

Come alleggerire il peso di questa telefonata

"Da quando scrivo prima cosa dire, mi sento più pronta."
"Fissare l'orario in agenda mi ha aiutato a non rimandare."
1

Scomporre il compito in piccoli passi

Prima di chiamare, potresti scrivere su un foglio i punti essenziali da comunicare: qual è il sintomo, da quanto tempo lo noti, cosa desideri ottenere dalla chiamata. Avere davanti queste informazioni può ridurre l'incertezza e aiutarti a sentirti più preparato.

2

Prenderti un momento per respirare

Nei minuti che precedono la chiamata, puoi provare a fare qualche respiro lento e consapevole. Il senso di allarme che precede la telefonata è spesso accompagnato da una forte attivazione del corpo: rallentare il respiro può aiutare questa sensazione a diminuire, così da affrontare la conversazione con più calma.

3

Partire da telefonate più semplici

Potresti iniziare ad allenarti con chiamate meno cariche dal punto di vista emotivo, per abituarti gradualmente a gestire il disagio legato al telefono. Ogni piccola telefonata affrontata può rendere un po' meno difficile quella successiva.

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Fissare un orario preciso

Invece di lasciare la chiamata come un impegno indefinito, puoi darti un momento specifico e vicino nel tempo per farla, magari annotandolo in agenda. Definire un orario riduce lo spazio lasciato al rimando.

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Ricordarti perché quel sintomo merita attenzione

Quando la paura del risultato prende il sopravvento, potresti ricordarti che un controllo non crea il problema, ma offre la possibilità di capire e, se serve, intervenire. Sapere può essere meno pesante dell'incertezza che continua a occupare i pensieri.

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Valutare un percorso con uno/a psicologo/a

Quando il blocco diventa persistente e ti impedisce di accedere alle cure di cui hai bisogno, il supporto di uno/a psicologo/a può fare la differenza. Un percorso di terapia può rappresentare uno spazio in cui sentirti capito e guidato nel comprendere il legame tra ansia ed evitamento, senza dover affrontare tutto da solo. Non è necessario aspettare che la situazione diventi molto difficile per chiedere aiuto.

Parla di come ti senti a uno psicologo online

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Un gesto di consapevolezza

Prendersi cura di sé, un passo alla volta

"Capire cosa mi bloccava mi ha già alleggerito un po'."
"Chiedere aiuto è stato il primo passo per riprendermi cura di me."

Il rimando delle telefonate mediche può nascere da un intreccio comprensibile tra l'ansia legata al comunicare e la preoccupazione per la propria salute, non da una mancanza di cura verso se stessi.

Il sollievo che si prova evitando la chiamata è temporaneo e, con il tempo, tende a rinforzare il blocco invece di scioglierlo, alimentando ulteriore preoccupazione.

Riconoscere questa dinamica può aiutarti ad affrontarla con maggiore consapevolezza e meno autogiudizio.

Prendersi cura della propria salute significa anche prendersi cura del rapporto con l'ansia che, a volte, impedisce di agire.

Quando questo blocco diventa persistente e limita la possibilità di accedere alle cure, chiedere il supporto di uno/a psicologo/a può essere un gesto di consapevolezza, un modo per rimetterti al centro del tuo benessere.

Il passo successivo, se ti senti pronto/a

La terapia psicologica non è solo per chi attraversa un momento di crisi. È uno spazio di ascolto per prenderti cura del tuo benessere mentale.

Parla con uno psicologo di come ti senti

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Auguro a tutti questo percorso
Dopo un anno di psicoterapia con la dottoressa Antonella Maria Rita Martino, sono diventata un'altra persona. Soffrivo d'ansia in modo cronico e invalidante, nemmeno mi rendevo conto di quanto fosse pesante, e ora posso dire che va davvero meglio, l'ansia viene ogni tanto e ho gli strumenti per gestirla e annientarla in poche ore o addirittura minuti, come ormai so gestire meglio ogni crisi che mi possa capitare. Penso che non smetterò mai con le mie sedute perché c'è tanto da imparare, tanto da crescere, per non parlare di quanto si possa definire quest'esperienza una coccola per sé stessi. Grazie Mille Maria Rita per avermi cambiato l'esistenza.
— Francesca Piras
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Non ho più i battiti accelerati ❤️
Da maggio 2025 seguo il mio percorso di terapia con la miglior psicoterapeuta di sempre!professionista esperta, preparata, mi sta aiutando tantissimo e mi sta fornendo tutti gli strumenti necessari per riuscire ad affrontare diverse paure ed ansie. Trovo inoltre l'app precisa e ordinata, non ti fa perdere tempo nemmeno nel pagare perché avviene tutto automatico. Comodo anche lo scarico delle fatture "ogni cosa al suo posto" come direi io! Tralasciando il fatto poi più importante che davvero puoi seguire il percorso ovunque tu sia, senza doverci rinunciare per la mancanza di tempo che si ha al giorno d'oggi. Voto 10 al team di professionisti e voto 10 alla mia super dottoressa Melina ❤️
— La Lauretta
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Mai più senza Unobravo!
All'inizio ero un po' scettica sul percorso online, ma dopo vari episodi di ansia e attacchi di panico continui mi sono decisa a fare il questionario online e il colloquio conoscitivo. Unobravo ha scelto per me la Dottoressa Francesca Terzi e già dal primo colloquio si è dimostrata molto dolce, comprensiva e competente! Sono ormai due mesi che sono seguita dalla Dottoressa e mi sta aiutando a capire tante cose, siamo tornati indietro nel tempo facendomi aprire in modo del tutto naturale. Mi sento ascoltata,compresa e soprattutto non giudicata. Non potevo fare scelta migliore, sicuramente lo avrei iniziato molto tempo prima!
— Alessia
Valutazione di 4.7 / 5 | 8.737 recensioni
FAQ

Domande frequenti

Rimandare una telefonata al medico non ha a che fare con la pigrizia né con il disinteresse verso la propria salute. Molto spesso è il segnale di un sovraccarico emotivo che blocca proprio nel momento in cui agire sarebbe più importante. La telefonata al medico può mettere insieme due fonti di ansia distinte: il disagio legato all'atto stesso di telefonare e la paura per ciò che si potrebbe scoprire. Si crea così una forma di blocco silenzioso, difficile da spiegare a chi non lo vive, che può manifestarsi come un rimando ripetuto anche di fronte a segnali che destano preoccupazione.

La telefonata è una forma di comunicazione che avviene in tempo reale: bisogna rispondere subito, senza avere il tempo di pensare con calma a cosa dire. Al telefono mancano i segnali non verbali, come le espressioni del volto o i gesti, che di solito aiutano a interpretare il tono di chi ci parla, e questo può aumentare il senso di disagio. Non sapere in anticipo cosa dirà l'operatore, quanto durerà la conversazione o come reagirà può attivare una sensazione di allarme difficile da gestire.

Può instaurarsi un circolo vizioso difficile da interrompere: più si rimanda la chiamata, più il pensiero del sintomo diventa persistente. E più il sintomo preoccupa, più la telefonata sembra un ostacolo insormontabile. Rimandare offre un sollievo immediato, ma è un sollievo temporaneo che tende a rinforzare il comportamento, insegnando alla mente che evitare la chiamata sembra l'unico modo per stare meglio nel breve termine.

Nel momento in cui si sta per comporre il numero dello studio medico, possono comparire palpitazioni, sudorazione e una sensazione di blocco fisico che spingono a rimandare ancora. Si può sentire un'ondata di ansia anticipatoria che interrompe ogni tentativo di agire. In alcuni casi si preferisce cercare informazioni online sui propri sintomi piuttosto che affrontare la conversazione, alimentando incertezza invece di ridurla.

Dietro il rimando può nascondersi la paura di ricevere una diagnosi, un timore che a volte spinge ad allontanarsi proprio dai controlli che potrebbero rassicurare. L'incertezza su cosa emergerà dalla visita può diventare così pesante da sembrare più tollerabile del non sapere. Il pensiero finché non chiamo, non c'è nulla di certo può offrire un'illusione di controllo, che però lascia la preoccupazione irrisolta. Non è raro rimandare anche il ritiro di un referto già pronto, per timore di leggere un risultato che non si vorrebbe.

Prima di chiamare, si può scrivere su un foglio i punti essenziali da comunicare: qual è il sintomo, da quanto tempo lo si nota, cosa si desidera ottenere dalla chiamata. Nei minuti che precedono la telefonata, si può provare a fare qualche respiro lento e consapevole per far diminuire l'attivazione del corpo. Può aiutare anche fissare un momento specifico e vicino nel tempo per farla, riducendo lo spazio lasciato al rimando, e ricordarsi che un controllo non crea il problema, ma offre la possibilità di capire e, se serve, intervenire.

Domande frequenti sulla terapia

Con Unobravo potrai svolgere terapia psicologica individuale o terapia di coppia, a seconda delle tue necessità. Per esempio, la terapia individuale dopo un tradimento può essere utile per migliorare la comunicazione e affrontare le sfide personali che influenzano le dinamiche relazionali. La scelta, dopo un tradimento, della terapia individuale o di coppia dipende dalle esigenze di ciascuna persona.

Un percorso di terapia individuale può offrire uno spazio sicuro per esplorare le proprie emozioni e i propri comportamenti insieme a un professionista della salute mentale.

Anche se non è sempre semplice capire come iniziare un percorso psicologico, con Unobravo non dovrai preoccuparti di come scegliere uno psicologo. Ti basterà compilare il questionario e incontrare nel primo colloquio gratuito lo psicologo che ti è stato assegnato tra gli psicologi Unobravo.
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A decidere quanto dura un percorso psicologico sarete tu e il tuo Unobravo: ogni persona è unica, così come lo sarà il viaggio verso il tuo benessere psicologico.

Ogni processo terapeutico è unico e la motivazione o la necessità di iniziare un percorso di terapia varia da persona a persona. È importante ricordare che andare in terapia non solo aiuta ad affrontare le difficoltà e a trattare i disturbi, ma sostiene anche chi desidera intraprendere un percorso di crescita personale e fornisce strumenti e strategie utili per migliorare il benessere quotidiano.

È importante ricordare che fare terapia non è un segno di debolezza ma di cura di sé, quindi non c'è bisogno di aspettare di raggiungere il nostro limite per chiedere aiuto.

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