Sembrare "sul pezzo" agli altri mentre si sta male dentro: come comprendere il disagio che non si mostra agli altri?

Sembrare "sul pezzo" agli altri mentre si sta male dentro: come comprendere il disagio che non si mostra agli altri?
Tutti mi dicono quanto sono in gamba, ma io sto male.
Sorrido al lavoro e poi la sera crollo nel silenzio.

Dall'esterno tutto sembra che funzioni bene: porti a termine ogni impegno, rispondi presente quando gli altri hanno bisogno di te, ti mostri capace e persino sorridente.

Eppure dentro porti una stanchezza che non passa, un senso di vuoto che accompagna anche i momenti di apparente successo e la sensazione di recitare una parte che non ti rappresenta più.

Esiste una forma di sofferenza che non coincide con l'immagine comune della persona triste e isolata, per cui chi la vive appare efficiente e presente, e proprio per questo il suo malessere può passare inosservato a lungo.

Viene a volte chiamata depressione sorridente o depressione ad alto funzionamento e può riguardare persone di ogni età e ruolo, comprese quelle percepite come più realizzate.

Lo scarto tra ciò che gli altri vedono e ciò che si prova davvero rende tutto più faticoso.

Capire le radici

Le ragioni dietro una sofferenza che non si mostra

Se mi mostro fragile, ho paura che crolli tutto.
Mi tengo occupato per non pensare a come sto davvero.

Capire perché il dolore resta nascosto non è sempre immediato, soprattutto quando si è abituati a tenere tutto sotto controllo. In molti casi, dare un senso a questo scarto tra fuori e dentro può essere più semplice con l'aiuto di uno/a psicologo/a, che può offrirti uno spazio per guardare a ciò che provi senza doverti giustificare.

Proviamo, intanto, a esplorare insieme alcune possibili ragioni che sono alla base di una sofferenza che si fatica a mostrare.

Quando mostrarsi fragili sembra un rischio

  • Può esserci la convinzione che ammettere la sofferenza equivalga a mostrarsi deboli o inadeguati, soprattutto per chi ha sempre dato valore alla forza e all'efficienza.
  • Un'educazione emotiva rigida o una forte tendenza al perfezionismo possono aver insegnato, nel tempo, a mettere da parte le emozioni più difficili.
  • Il bisogno di approvazione e le responsabilità assunte presto nella vita possono spingere a dare sempre la priorità agli altri, trascurando i propri bisogni.

Quando il successo diventa una trappola

  • Più si è percepiti come persone competenti, più può diventare difficile ammettere un disagio che sembra contraddire quell'immagine.
  • Restare sempre indaffarati e performanti può trasformarsi in un modo per tenersi a distanza dal dolore, riempiendo ogni spazio per non doverlo guardare.
  • Il timore del giudizio di colleghi o la paura di perdere credibilità professionale possono portare a nascondere il malessere invece di condividerlo.
Prospettiva clinica
Quando l'immagine di persona capace diventa l'unica che sentiamo di poter mostrare, chiedersi perché il malessere resta nascosto è già importante. Potrebbe esserlo altrettanto domandarsi a chi quella forza è rivolta: a volte continuiamo a sostenerla temendo che, senza, non ci sarebbe più spazio per essere accolti. Cosa accadrebbe se qualcuno vedesse anche la parte che fatica?
Francesca Murina
Francesca Murina
Psicologa Unobravo
Vita di tutti i giorni

Situazioni in cui potresti riconoscerti

Dall'esterno sembro perfetta, ma dentro sono svuotata.
Non dormo da settimane, eppure continuo a sorridere.

A volte riconoscere questa forma di disagio in situazioni concrete aiuta a dargli un nome. Ecco alcuni esempi in cui potresti ritrovarti.

Quando l'efficienza convive con il vuoto

  • Mantieni i tuoi ruoli al lavoro e in famiglia con apparente scioltezza, sorridi e rassicuri gli altri, mentre dentro avverti un senso di vuoto che non riesci a spiegarti.
  • Sei considerato un punto di riferimento e continui a rispettare scadenze e impegni, pur sentendoti vicino a un crollo emotivo.
  • Dietro un'immagine di stabilità che molti ti invidiano, custodisci un dolore che metti costantemente da parte.

Quando il corpo parla al posto delle emozioni

  • Mostri un ottimismo quasi forzato o una continua iperattività, restando sempre in movimento per non lasciare spazio a ciò che senti.
  • Compaiono segnali fisici come stanchezza persistente, insonnia, mal di testa o disturbi gastrointestinali, a volte l'unico indizio visibile di un malessere nascosto.
  • Ti capita di avere scatti di irritabilità apparentemente immotivati, che possono essere un modo indiretto di esprimere qualcosa che fatichi a riconoscere.
Un momento per fermarsi
Ti riconosci in una di queste situazioni?

Ti senti spento, senza energie o senza più interesse per le cose?

La depressione non è solo tristezza e può coinvolgere diversi aspetti della vita quotidiana. Questi articoli possono aiutarti a capire meglio cosa stai attraversando.

La depressione maggiore: sintomi e cura
leggi l'articolo
La tristezza: un’emozione che è importante accettare
leggi l'articolo

Anche nei momenti più bui si può ritrovare una via

Uscire dal buio richiede tempo e sostegno, un passo alla volta. Questi articoli possono aiutarti a prenderti cura di te e a coltivare piccole risorse quotidiane.

Self-compassion: che cos'è e come può aiutarti davvero
leggi l'articolo
La resilienza e le strategie di coping per reggere lo stress
leggi l'articolo
Mindfulness: come imparare a vivere il presente
leggi l'articolo

Se gli stati emotivi negativi sono persistenti, chiedere aiuto può essere un atto di cura verso te stesso

Quando lo spegnimento si prolunga e fai fatica ad andare avanti, un percorso di psicoterapia può aiutarti a ricostruire il tuo benessere. Ecco come funziona la terapia.

Come funziona la psicoterapia: guida alla psicoterapia e al suo percorso
leggi l'articolo
Prima seduta dallo psicologo: cosa dire e cosa aspettarsi
leggi l'articolo
La psicoterapia online funziona?
leggi l'articolo

Quando la depressione condiziona le tue giornate, parlarne può aiutare

Se senti che non riesci a uscirne, ricordati che non devi affrontarlo per forza in solitudine. Trova lo psicologo adatto a te: bastano pochi minuti.

1
Questionario di 3 min
2
Affidati al professionista giusto
3
Primo incontro gratuito, senza impegno
Valutato Eccellente su Trustpilot
Cosa puoi fare

Piccoli passi per ritrovare autenticità

Dire ad alta voce 'non sto bene' mi ha tolto un peso.
Ho capito che fermarmi non voleva dire fallire.
1

Riconoscere ciò che provi davvero

Un primo passo può essere dare spazio a quello che senti, invece di minimizzarlo. Provare a nominare le emozioni, anche solo tra te e te, può aiutarti a sentirle meno confuse e meno difficili da gestire.

2

Concederti di mostrarti vulnerabile

Mostrare una fragilità non toglie valore a ciò che sei. Potresti provare, quando ti senti pronto/a, a lasciar cadere un po' la maschera con qualcuno di cui ti fidi, senza viverlo come un fallimento.

3

Rallentare i ritmi

Anche quando sembra di non potersi fermare, ritagliarti piccoli momenti di pausa può creare lo spazio per ascoltare i tuoi bisogni. Potresti iniziare da qualcosa di semplice, come una passeggiata o qualche minuto di silenzio durante la giornata.

4

Parlarne con una persona di fiducia

Condividere come ti senti con qualcuno di vicino, senza il timore di dover apparire sempre capace, può alleggerire il peso di tenere tutto dentro. Non serve trovare le parole perfette, a volte basta dire "non sto bene".

5

Dedicare attenzione al corpo

Quando il malessere si esprime attraverso stanchezza o disturbi fisici, prendersi cura del sonno, dell'alimentazione e del movimento può essere un modo concreto di ascoltarsi. Un controllo medico può inoltre aiutare a escludere altre cause.

6

Considerare un percorso con uno/a psicologo/a

Un percorso di psicoterapia può offrirti uno spazio per riconnetterti con le tue emozioni e per costruire modi più autentici di stare con te stesso e con gli altri. Non è necessario aspettare che la situazione diventi molto difficile: rivolgersi a uno/a psicologo/a può aiutarti a sentirti capito/a e sostenuto/a proprio mentre tutti intorno pensano che tu stia bene.

Parla di come ti senti a uno psicologo online

Trova il professionista più adatto a te con il nostro questionario riservato, ci aiuterà a comprendere meglio i tuoi bisogni.

1
Questionario di 3 min
2
Affidati al professionista giusto
3
Primo incontro gratuito, senza impegno
Inizia il questionario
Valutato Eccellente su Trustpilot
Uno sguardo più profondo

Essere autentici è una forma di cura

Non devo essere forte per forza: posso essere vero.
Ho scoperto che chiedere aiuto è un atto di coraggio.

Non sempre chi appare sereno e realizzato sta effettivamente bene. L'efficienza che si mostra all'esterno non è una garanzia di benessere interiore.

Un funzionamento quotidiano solido può convivere con una sofferenza profonda, che resta invisibile a chi osserva solo la superficie. Riconoscerla richiede uno sguardo più attento, capace di cogliere segnali indiretti come la stanchezza persistente, l'irritabilità o un forte bisogno di controllo.

Stare bene davvero non significa apparire sempre forti, ma avere la possibilità di mostrarsi autentici, fragilità comprese. Chiedere aiuto non contraddice l'immagine di una persona capace, è, piuttosto, un gesto di consapevolezza verso di sé.

Se senti che questo scarto tra fuori e dentro ti pesa, un percorso con uno/a psicologo/a può aiutarti a trasformare un sorriso difensivo in un'espressione più vera di ciò che provi, restituendo spazio alle emozioni rimaste finora in silenzio.

Il passo successivo, se ti senti pronto/a

La terapia psicologica non è solo per chi attraversa un momento di crisi. È uno spazio di ascolto per prenderti cura del tuo benessere mentale.

Parla con uno psicologo di come ti senti

Hai ancora dei dubbi? Approfondisci sul blog:

Prima seduta dallo psicologo: cosa dire e cosa aspettarsi
Prima seduta dallo psicologo: cosa dire e cosa aspettarsi
leggi l'articolo
Come funziona la psicoterapia: guida alla psicoterapia e al suo percorso
Come funziona la psicoterapia: guida alla psicoterapia e al suo percorso
leggi l'articolo
Psicologo online: prezzi e tariffe
Psicologo online: prezzi e tariffe
leggi l'articolo
Hai mai pensato alla terapia?

Parla di come ti senti a chi può aiutarti

Non devi affrontare tutto da solo/a: prenota un colloquio gratuito con un professionista per scoprire i benefici della terapia.

+10 milioni

SEDUTE SVOLTE ONLINE

+9.500

psicologi sulla piattaforma

+500.000

persone supportate
Consulenze competenti e interventi costruttivi
Ho contattato questo servizio a causa della presa di consapevolezza di essere caduta in uno stato depressivo. Ho trovato Christel, una psicologa brava, competente, empatia che ha capito fin dal primo incontro la reale problematica e come mi sentivo, fornendomi dei feedback sempre attenti e puntuali con l'obiettivo di destrutturare degli schemi mentali disfunzionali che da sola mi creavo. Continuerò questo percorso fintanto che sarà necessario, ma rifarei ogni giorno questa scelta, oltre a consigliarlo a chiunque ne percepisca il bisogno. Grazie.
— Claudia
Valutazione di 4.7 / 5 | 8.737 recensioni
Un esperienza fondamentale per ritrovarmi
Ho passato un periodo particolarmente buio e da sola non riuscivo ad andare avanti, avevo bisogno di qualcuno che mi sostenesse e mi facesse trovare la forza per andare avanti. Mia cognata mi propone di farmi aiutare da uno psicologo, e mi scarica l'app di uno bravo sul cellulare. Le sarò grata sempre. Ho travato la persona di cui avevo bisogno: Nicola Riccardo Croce un professionista serio, affidabile, disponibile. Ha creduto in me e mi ha aiutato a credere in me stessa, ad aumentare la mia autostima, ora sono consapevole di poter affrontare qualsiasi difficoltà, per quanto dura possa essere, ho le risorse per farlo e lo devo solo ed esclusivamente a lui. E' un sistema che funziona, comodo e alla portata di tutti.
— Anna
Valutazione di 4.7 / 5 | 8.737 recensioni
Incontri speciali!
Ho iniziato questo percorso principalmente per problemi di forte ansia, attacchi di panico e difficoltà ormai molto invalidanti nel relazionarmi con gli altri sfociate nell'impossibilità di vivere "normalmente" la mia quotidianità con un principio di depressione, insieme alla dott.ssa Elisa Pasquali, che sin dalla seduta conoscitiva si è mostrata molto empatica e disponibile/flessibile, facendomi sentire a mio agio nonostante la condizione di assoluta inadeguatezza che stavo vivendo da un po'. Da tre mesi a questa parte si è mostrata sempre super attenta ad ascoltare ed in grado di far emergere le problematiche più nascoste con le quali convivo forse dall'infanzia, portanomi a ragionamenti magari mai pima d'ora presi in considerazione, che stanno iniziando a farmi vedere le cose in un'altra prospettiva, anche più realistica e meno catastrofica di quanto pensassi, con il beneficio di iniziare a star meglio nonostante il percorso possa rivelarsi ancora lungo e tortuoso. Ho riscoperto la forza di voler riprendere la mia vita in mano!
— Maria
Valutazione di 4.7 / 5 | 8.737 recensioni
FAQ

Domande frequenti

È una forma di sofferenza che non coincide con l'immagine comune della persona triste e isolata: chi la vive appare efficiente e presente, e proprio per questo il suo malessere può passare inosservato a lungo. Viene a volte chiamata depressione sorridente o depressione ad alto funzionamento e può riguardare persone di ogni età e ruolo, comprese quelle percepite come più realizzate. L'efficienza che si mostra all'esterno non è una garanzia di benessere interiore, e un funzionamento quotidiano solido può convivere con una sofferenza profonda, che resta invisibile a chi osserva solo la superficie.

Può esserci la convinzione che ammettere la sofferenza equivalga a mostrarsi deboli o inadeguati, soprattutto per chi ha sempre dato valore alla forza e all'efficienza. Un'educazione emotiva rigida o una forte tendenza al perfezionismo possono aver insegnato, nel tempo, a mettere da parte le emozioni più difficili. Il bisogno di approvazione e le responsabilità assunte presto nella vita possono spingere a dare sempre la priorità agli altri, trascurando i propri bisogni. Più si è percepiti come persone competenti, più può diventare difficile ammettere un disagio che sembra contraddire quell'immagine, mentre restare sempre indaffarati può diventare un modo per tenersi a distanza dal dolore.

Compaiono spesso segnali fisici come stanchezza persistente, insonnia, mal di testa o disturbi gastrointestinali, a volte l'unico indizio visibile di un malessere nascosto. Può capitare di avere scatti di irritabilità apparentemente immotivati, che possono essere un modo indiretto di esprimere qualcosa che si fatica a riconoscere. Si mostra inoltre un ottimismo quasi forzato o una continua iperattività, restando sempre in movimento per non lasciare spazio a ciò che si sente. Riconoscerla richiede uno sguardo più attento, capace di cogliere segnali indiretti come la stanchezza persistente, l'irritabilità o un forte bisogno di controllo.

Sì: dall'esterno tutto sembra che funzioni bene, si porta a termine ogni impegno e ci si mostra capaci e persino sorridenti, eppure dentro si può portare una stanchezza che non passa, un senso di vuoto che accompagna anche i momenti di apparente successo e la sensazione di recitare una parte che non rappresenta più chi si è. Si può essere considerati un punto di riferimento e continuare a rispettare scadenze e impegni, pur sentendosi vicini a un crollo emotivo. Dietro un'immagine di stabilità che molti invidiano, si può custodire un dolore che si mette costantemente da parte.

Un primo passo può essere dare spazio a quello che si sente, invece di minimizzarlo, provando a nominare le emozioni anche solo tra sé e sé. Si può provare, quando ci si sente pronti, a lasciar cadere un po' la maschera con qualcuno di cui ci si fida, senza viverlo come un fallimento. Anche ritagliarsi piccoli momenti di pausa, come una passeggiata o qualche minuto di silenzio durante la giornata, può creare lo spazio per ascoltare i propri bisogni. Quando il malessere si esprime attraverso stanchezza o disturbi fisici, prendersi cura del sonno, dell'alimentazione e del movimento può essere un modo concreto di ascoltarsi.

No: chiedere aiuto non contraddice l'immagine di una persona capace, è piuttosto un gesto di consapevolezza verso di sé. Mostrare una fragilità non toglie valore a ciò che si è. Non è necessario aspettare che la situazione diventi molto difficile: rivolgersi a uno psicologo può aiutare a sentirsi capiti e sostenuti proprio mentre tutti intorno pensano che si stia bene. Stare bene davvero non significa apparire sempre forti, ma avere la possibilità di mostrarsi autentici, fragilità comprese.

Domande frequenti sulla terapia

Con Unobravo potrai svolgere terapia psicologica individuale o terapia di coppia, a seconda delle tue necessità. Per esempio, la terapia individuale dopo un tradimento può essere utile per migliorare la comunicazione e affrontare le sfide personali che influenzano le dinamiche relazionali. La scelta, dopo un tradimento, della terapia individuale o di coppia dipende dalle esigenze di ciascuna persona.

Un percorso di terapia individuale può offrire uno spazio sicuro per esplorare le proprie emozioni e i propri comportamenti insieme a un professionista della salute mentale.

Anche se non è sempre semplice capire come iniziare un percorso psicologico, con Unobravo non dovrai preoccuparti di come scegliere uno psicologo. Ti basterà compilare il questionario e incontrare nel primo colloquio gratuito lo psicologo che ti è stato assegnato tra gli psicologi Unobravo.
Se sarà il professionista adatto a te, inizierete insieme un percorso creato su misura per te.

Con uno psicologo online Unobravo puoi prenderti cura di te ovunque tu sia. Potrai utilizzare l'app o la Web App per fissare i tuoi appuntamenti, svolgere le sedute, chattare con il tuo psicologo ed effettuare pagamenti sicuri.

Tutto comodamente online, utilizzando qualsiasi dispositivo e collegandoti dove e quando vuoi.

Il prezzo dello psicologo in presenza può variare molto, senza contare il tempo e il costo per raggiungere lo studio del professionista.

Con Unobravo ogni seduta ha un prezzo fisso e accessibile di 49 € e puoi incontrare il tuo psicologo anche in viaggio, in vacanza o in una pausa dal lavoro, senza investire tempo e denaro per gli spostamenti.

Per connetterti con il tuo benessere psicologico ti basterà solo un click.

A decidere quanto dura un percorso psicologico sarete tu e il tuo Unobravo: ogni persona è unica, così come lo sarà il viaggio verso il tuo benessere psicologico.

Ogni processo terapeutico è unico e la motivazione o la necessità di iniziare un percorso di terapia varia da persona a persona. È importante ricordare che andare in terapia non solo aiuta ad affrontare le difficoltà e a trattare i disturbi, ma sostiene anche chi desidera intraprendere un percorso di crescita personale e fornisce strumenti e strategie utili per migliorare il benessere quotidiano.

È importante ricordare che fare terapia non è un segno di debolezza ma di cura di sé, quindi non c'è bisogno di aspettare di raggiungere il nostro limite per chiedere aiuto.

Prenota il primo incontro gratuito
Trova il tuo Unobravo
Valutato Eccellente su Trustpilot