Difficoltà economiche e desiderio di genitorialità: come gestire il senso di colpa?

Difficoltà economiche e desiderio di genitorialità: come gestire il senso di colpa?
Vorrei dirle di sì, ma ho paura di non farcela.
Guardo i miei figli e temo di non dare abbastanza.

Desideri avere un figlio, o magari ne hai già, ma ogni volta che pensi al futuro il pensiero del denaro si fa strada e ti toglie un po' di serenità.

Da una parte c'è un desiderio profondo, affettivo. Dall'altra la sensazione di non avere ancora quella stabilità economica che senti necessaria per compiere un passo così importante.

In mezzo, spesso, si fa spazio un senso di colpa difficile da raccontare: verso il/la partner che aspetta, verso i figli che già ci sono, verso l'idea di genitore che vorresti essere.

Quando l'incertezza finanziaria riguarda anche chi ami, la preoccupazione per i soldi si trasforma in una domanda più dolorosa, che tocca il tuo valore come genitore e come compagno o compagna di vita.

Se ti riconosci in tutto questo, sappi che non sei la sola persona a viverlo. È un vissuto molto più diffuso di quanto si immagini.

Le radici della preoccupazione

Da dove nasce questo senso di colpa

Mi sento in difetto, come se fosse solo colpa mia.
Lui vorrebbe non aspettare e io non so cosa dire.

Prima di tutto, è utile ricordare che sentirsi responsabili delle persone che amiamo è un segno di cura, non un difetto.

Il senso di colpa legato al denaro e alla genitorialità, però, può diventare molto pesante da portare. In molti casi, esplorare le radici di queste emozioni può essere più semplice con l'aiuto di uno/a psicologo/a, che può offrirti strumenti per alleggerire questo peso e ritrovare uno spazio di serenità.

Proviamo, intanto, a esplorare insieme alcune possibili ragioni che sono alla base del senso di colpa che provi di fronte alle difficoltà economiche e al desiderio di genitorialità.

Il ruolo delle aspettative sociali

  • La cultura in cui viviamo associa spesso una genitorialità responsabile al possesso di risorse economiche adeguate, e questo può alimentare il timore di essere giudicati inadeguati.
  • Il confronto con modelli idealizzati di stabilità e successo, familiari o visti sui social, può far sembrare la propria situazione una mancanza personale.
  • La difficoltà a parlare apertamente di soldi può amplificare l'isolamento emotivo e la sensazione di dover affrontare tutto in solitudine.

Quando la precarietà sembra una colpa personale

  • La fragilità finanziaria viene spesso vissuta come un fallimento individuale, anche quando dipende da un contesto lavorativo ed economico precario e in gran parte fuori dal proprio controllo.
  • Il timore di non riuscire a garantire ai figli le stesse opportunità di altri può tradursi in un costante senso di inadeguatezza.
  • Il bisogno di sicurezza materiale si sovrappone alla paura di deludere chi si ama, intrecciando due vissuti difficili da distinguere.

Il fattore tempo e la pressione nella coppia

  • Quando uno dei due sente crescere l'urgenza di avere figli per ragioni legate all'età, la mancanza di stabilità economica può smettere di essere una preoccupazione personale e diventare una pressione condivisa.
  • La percezione di una finestra temporale limitata può intensificare il senso di urgenza e, con esso, il timore di non riuscire a muoversi.
  • Le diverse priorità all'interno della coppia, tra chi vorrebbe attendere maggiore sicurezza e chi non vorrebbe aspettare, possono generare tensioni silenziose.
Prospettiva clinica
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Vissuti quotidiani

Situazioni in cui potresti riconoscerti

Quando parliamo di soldi finisce sempre male.
Vedo i figli degli altri e mi sento inadeguata.

A volte il senso di colpa non si manifesta in grandi momenti, ma in piccoli episodi quotidiani che lasciano un peso difficile da nominare.

Ecco alcune situazioni concrete in cui potresti ritrovarti.

Quando la decisione resta sospesa

  • Rimandi la scelta di avere un figlio perché il tuo reddito è instabile, e vivi questo rinvio come una sorta di tradimento verso il desiderio del/della partner.
  • Senti crescere la tensione in coppia quando uno dei due percepisce che il tempo si sta esaurendo, mentre l'altro chiede di attendere più sicurezza.
  • Eviti di affrontare l'argomento perché ogni conversazione sembra finire in un silenzio pesante o in un confronto che fa male.

Quando ti confronti con gli altri

  • Ti senti in colpa quando non puoi garantire ai tuoi figli le stesse opportunità di altri coetanei, come attività extrascolastiche, viaggi o sport.
  • Osservi amici o parenti che sembrano aver raggiunto una stabilità economica maggiore e questo acuisce la sensazione di non essere all'altezza.
  • Rinunci a spese che consideri comuni per la crescita di un bambino e vivi questa rinuncia come una prova del tuo valore come genitore.

Quando il denaro divide in silenzio

  • La discussione sui soldi diventa un terreno di scontro muto, dove il disagio economico si trasforma in incomunicabilità emotiva.
  • Ti ritrovi a controllare spesso conti e spese, con la sensazione di essere sempre in guardia rispetto al futuro.
  • Eviti di condividere le tue paure con il/la partner per non caricarlo di un peso che senti solo tuo.
Un momento per fermarsi
Ti riconosci in una di queste situazioni?

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Strategie concrete

Come alleggerire il senso di colpa

Parlarne insieme ha tolto peso a entrambi.
Ho capito che non dipende tutto da me.
1

Parlare apertamente con il/la partner

Provare a condividere le tue paure e le tue aspettative, anche quando è difficile, può aiutare a sentirsi meno soli. Potresti scegliere un momento tranquillo, senza fretta, per raccontare come ti senti rispetto al denaro e al desiderio di genitorialità, senza cercare colpevoli.

2

Distinguere ciò che dipende da te da ciò che non dipende

La precarietà economica è spesso il risultato di un contesto più ampio, fatto di mercato del lavoro e dinamiche sociali che vanno oltre le tue scelte. Riconoscere che non tutto è nelle tue mani può aiutarti a ridimensionare il senso di inadeguatezza.

3

Costruire un piano a piccoli passi

Anche un obiettivo modesto, affrontato un passo alla volta, può restituirti la sensazione di avere un ruolo attivo nella tua situazione. Potresti iniziare individuando una sola area su cui concentrarti, senza pretendere di risolvere tutto in una volta.

4

Rivedere l'idea di genitore che senti di dover essere

Puoi provare a spostare l'attenzione dalla disponibilità economica alla qualità della relazione e della presenza affettiva. Il benessere di un bambino si nutre anche di ascolto, tempo e cura, aspetti che non hanno un prezzo.

5

Cercare un supporto pratico per la pianificazione

Consultare una persona esperta di gestione economica può aiutarti a vedere con più chiarezza le risorse a disposizione. Mettere ordine tra i numeri, a volte, rende la situazione meno spaventosa di come appariva nella tua mente.

6

Concederti tempo per le tue emozioni

Quando senti salire l'angoscia legata al futuro, potresti provare a fermarti anche solo qualche minuto, prima di lasciarti travolgere dai pensieri. L'ansia per il denaro è spesso legata a una percezione di pericolo, e dare spazio a quelle sensazioni, invece di combatterle, può aiutarle a calare un po'.

7

Valutare un percorso di psicoterapia

Un percorso con uno/a psicologo/a, individuale o di coppia, può rappresentare uno spazio prezioso per sentirsi capiti e per esplorare il senso di colpa senza giudizio. Non è necessario aspettare che la situazione diventi molto difficile per chiedere un supporto: è uno spazio di crescita e di riflessione che puoi concederti in qualsiasi momento.

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Riconoscersi e ripartire

Un passo alla volta, senza colpa

Ho capito che non sono un genitore sbagliato.
Chiedere aiuto è stato un atto di cura.

Il senso di colpa legato alla precarietà economica non riflette necessariamente un reale fallimento come genitore o come partner.

Molto spesso è il risultato di pressioni sociali e culturali che abbiamo interiorizzato, e che ci portano a misurare il nostro valore con il metro del denaro.

Riconoscere i propri limiti economici come parte di un contesto più ampio può aiutare ad alleggerire il peso emotivo che senti sulle spalle.

Una comunicazione autentica con il/la partner, inoltre, può trasformare la paura in una progettualità condivisa, in cui le difficoltà si affrontano insieme anziché in solitudine.

Chiedere aiuto, emotivo o pratico, non è un segno di debolezza, ma una scelta di cura verso te stesso e verso chi ami.

Se senti che questo peso è difficile da portare da solo, prendere in considerazione un percorso con uno/a psicologo/a può offrirti uno spazio in cui sentirti sostenuto e ritrovare, un passo alla volta, una serenità da cui ripartire.

Il passo successivo, se ti senti pronto/a

La terapia psicologica non è solo per chi attraversa un momento di crisi. È uno spazio di ascolto per prenderti cura del tuo benessere mentale.

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Auguro a tutti questo percorso
Dopo un anno di psicoterapia con la dottoressa Antonella Maria Rita Martino, sono diventata un'altra persona. Soffrivo d'ansia in modo cronico e invalidante, nemmeno mi rendevo conto di quanto fosse pesante, e ora posso dire che va davvero meglio, l'ansia viene ogni tanto e ho gli strumenti per gestirla e annientarla in poche ore o addirittura minuti, come ormai so gestire meglio ogni crisi che mi possa capitare. Penso che non smetterò mai con le mie sedute perché c'è tanto da imparare, tanto da crescere, per non parlare di quanto si possa definire quest'esperienza una coccola per sé stessi. Grazie Mille Maria Rita per avermi cambiato l'esistenza.
— Francesca Piras
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Non ho più i battiti accelerati ❤️
Da maggio 2025 seguo il mio percorso di terapia con la miglior psicoterapeuta di sempre!professionista esperta, preparata, mi sta aiutando tantissimo e mi sta fornendo tutti gli strumenti necessari per riuscire ad affrontare diverse paure ed ansie. Trovo inoltre l'app precisa e ordinata, non ti fa perdere tempo nemmeno nel pagare perché avviene tutto automatico. Comodo anche lo scarico delle fatture "ogni cosa al suo posto" come direi io! Tralasciando il fatto poi più importante che davvero puoi seguire il percorso ovunque tu sia, senza doverci rinunciare per la mancanza di tempo che si ha al giorno d'oggi. Voto 10 al team di professionisti e voto 10 alla mia super dottoressa Melina ❤️
— La Lauretta
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Mai più senza Unobravo!
All'inizio ero un po' scettica sul percorso online, ma dopo vari episodi di ansia e attacchi di panico continui mi sono decisa a fare il questionario online e il colloquio conoscitivo. Unobravo ha scelto per me la Dottoressa Francesca Terzi e già dal primo colloquio si è dimostrata molto dolce, comprensiva e competente! Sono ormai due mesi che sono seguita dalla Dottoressa e mi sta aiutando a capire tante cose, siamo tornati indietro nel tempo facendomi aprire in modo del tutto naturale. Mi sento ascoltata,compresa e soprattutto non giudicata. Non potevo fare scelta migliore, sicuramente lo avrei iniziato molto tempo prima!
— Alessia
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FAQ

Domande frequenti

Sentirsi responsabili delle persone che amiamo è un segno di cura, non un difetto, ma il senso di colpa legato al denaro e alla genitorialità può diventare molto pesante da portare. La cultura in cui viviamo associa spesso una genitorialità responsabile al possesso di risorse economiche adeguate, e questo può alimentare il timore di essere giudicati inadeguati. Il confronto con modelli idealizzati di stabilità e successo, familiari o visti sui social, può far sembrare la propria situazione una mancanza personale. La fragilità finanziaria viene spesso vissuta come un fallimento individuale, anche quando dipende da un contesto lavorativo ed economico precario e in gran parte fuori dal proprio controllo.

Puoi riconoscerti quando rimandi la scelta di avere un figlio perché il tuo reddito è instabile, vivendo questo rinvio come una sorta di tradimento verso il desiderio del/della partner. Senti crescere la tensione in coppia quando uno dei due percepisce che il tempo si sta esaurendo, mentre l'altro chiede di attendere più sicurezza, ed eviti di affrontare l'argomento perché ogni conversazione sembra finire in un silenzio pesante. Ti senti in colpa quando non puoi garantire ai tuoi figli le stesse opportunità di altri coetanei, e osservi amici o parenti che sembrano aver raggiunto una stabilità economica maggiore, il che acuisce la sensazione di non essere all'altezza.

Quando uno dei due sente crescere l'urgenza di avere figli per ragioni legate all'età, la mancanza di stabilità economica può smettere di essere una preoccupazione personale e diventare una pressione condivisa. La percezione di una finestra temporale limitata può intensificare il senso di urgenza e, con esso, il timore di non riuscire a muoversi. Le diverse priorità all'interno della coppia, tra chi vorrebbe attendere maggiore sicurezza e chi non vorrebbe aspettare, possono generare tensioni silenziose, e il bisogno di sicurezza materiale si sovrappone alla paura di deludere chi si ama, intrecciando due vissuti difficili da distinguere.

Provare a condividere le tue paure e le tue aspettative con il/la partner, anche quando è difficile, può aiutare a sentirsi meno soli, scegliendo un momento tranquillo per raccontare come ti senti senza cercare colpevoli. Riconoscere che la precarietà economica è spesso il risultato di un contesto più ampio, fatto di mercato del lavoro e dinamiche sociali che vanno oltre le tue scelte, può aiutarti a ridimensionare il senso di inadeguatezza. Puoi anche costruire un piano a piccoli passi, individuando una sola area su cui concentrarti, e provare a spostare l'attenzione dalla disponibilità economica alla qualità della relazione e della presenza affettiva.

Il senso di colpa legato alla precarietà economica non riflette necessariamente un reale fallimento come genitore o come partner. Molto spesso è il risultato di pressioni sociali e culturali che abbiamo interiorizzato, e che ci portano a misurare il nostro valore con il metro del denaro. Sentire il peso di non poter offrire abbastanza è un vissuto umano e comprensibile, che parla di quanto tieni alle persone che ami. Riconoscere i propri limiti economici come parte di un contesto più ampio può aiutare ad alleggerire il peso emotivo che senti sulle spalle, ricordando che non sei la sola persona a viverlo.

La discussione sui soldi può diventare un terreno di scontro muto, dove il disagio economico si trasforma in incomunicabilità emotiva, portando a evitare di condividere le proprie paure con il/la partner per non caricarlo di un peso che si sente solo proprio. Provare a condividere le tue paure e le tue aspettative, anche quando è difficile, può aiutare a sentirsi meno soli: potresti scegliere un momento tranquillo, senza fretta, per raccontare come ti senti rispetto al denaro e al desiderio di genitorialità, senza cercare colpevoli. Una comunicazione autentica può trasformare la paura in una progettualità condivisa, in cui le difficoltà si affrontano insieme anziché in solitudine.

Domande frequenti sulla terapia

Con Unobravo potrai svolgere terapia psicologica individuale o terapia di coppia, a seconda delle tue necessità. Per esempio, la terapia individuale dopo un tradimento può essere utile per migliorare la comunicazione e affrontare le sfide personali che influenzano le dinamiche relazionali. La scelta, dopo un tradimento, della terapia individuale o di coppia dipende dalle esigenze di ciascuna persona.

Un percorso di terapia individuale può offrire uno spazio sicuro per esplorare le proprie emozioni e i propri comportamenti insieme a un professionista della salute mentale.

Anche se non è sempre semplice capire come iniziare un percorso psicologico, con Unobravo non dovrai preoccuparti di come scegliere uno psicologo. Ti basterà compilare il questionario e incontrare nel primo colloquio gratuito lo psicologo che ti è stato assegnato tra gli psicologi Unobravo.
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Il prezzo dello psicologo in presenza può variare molto, senza contare il tempo e il costo per raggiungere lo studio del professionista.

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Per connetterti con il tuo benessere psicologico ti basterà solo un click.

A decidere quanto dura un percorso psicologico sarete tu e il tuo Unobravo: ogni persona è unica, così come lo sarà il viaggio verso il tuo benessere psicologico.

Ogni processo terapeutico è unico e la motivazione o la necessità di iniziare un percorso di terapia varia da persona a persona. È importante ricordare che andare in terapia non solo aiuta ad affrontare le difficoltà e a trattare i disturbi, ma sostiene anche chi desidera intraprendere un percorso di crescita personale e fornisce strumenti e strategie utili per migliorare il benessere quotidiano.

È importante ricordare che fare terapia non è un segno di debolezza ma di cura di sé, quindi non c'è bisogno di aspettare di raggiungere il nostro limite per chiedere aiuto.

La terapia di coppia può aiutare in questo caso?

Sì, può offrire uno spazio protetto in cui affrontare un tema delicato come il denaro senza che la conversazione scivoli nello scontro. Spesso, dietro le discussioni economiche, ci sono paure e aspettative diverse che faticano a emergere da sole. Con il supporto di uno/a psicoterapeuta potete imparare a comunicare queste paure senza cercare colpevoli, trasformando la tensione in un confronto più autentico. Non serve aspettare che la discussione diventi frequente o pesante: anche una comunicazione già funzionante può diventare più serena e chiara.

Non esiste un momento perfetto, ma alcuni segnali possono orientarti: se il tema dei figli e della stabilità economica genera silenzi pesanti, se uno/a dei due sente l'urgenza e l'altro/a il bisogno di aspettare, o se parlarne sembra sempre portare a un vicolo cieco. La terapia di coppia può aiutarvi anche prima che queste dinamiche diventino difficili da gestire, offrendo uno spazio per esplorare insieme desideri e timori legati alla genitorialità e alla progettualità comune.

Potresti raccontare questa proposta come un desiderio di costruire insieme qualcosa, più che come una risposta a un problema. Spiegare che vorresti uno spazio condiviso per parlare delle vostre paure su figli e denaro, con l'aiuto di uno/a psicologo/a, può aiutare a togliere il peso del giudizio. È utile sottolineare che non si tratta di stabilire chi ha ragione, ma di trovare insieme un linguaggio comune per affrontare scelte importanti, mantenendo intatta la fiducia reciproca.

Il percorso individuale può aiutarti a esplorare il tuo senso di colpa personale, le aspettative che hai su te stesso/a come genitore e le radici più profonde di quella pressione. Il percorso di coppia, invece, lavora sulla relazione: su come comunicate, su come gestite insieme l'incertezza economica e su come costruite una visione condivisa del futuro. I due percorsi non competono tra loro e, anzi, spesso si completano, permettendo di affrontare sia il vissuto personale sia la dinamica a due.

Lo/la psicoterapeuta aiuta entrambi a esprimere i propri pensieri su genitorialità e sicurezza economica in un clima di ascolto, senza che la conversazione diventi un confronto a due. Si lavora spesso sulle aspettative individuali, su come sono nate e su come si intrecciano con quelle del/della partner. L'obiettivo non è trovare una soluzione immediata, ma costruire gradualmente un modo di parlarne che non generi tensione, così da affrontare insieme le scelte future con maggiore serenità.

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