Sentirsi esclusi guardando i social degli amici: come gestire il senso di esclusione?
Basta una storia e mi sento subito tagliato fuori
Prima stavo bene, poi apro l'app e mi rovino la serata
Apri l'app per distrarti un attimo e, tra una storia e l'altra, eccola: i tuoi amici a cena insieme, sorridenti, senza di te.
Quel piccolo gesto, scorrere lo schermo, si trasforma in un momento che stringe lo stomaco. E magari fino a un attimo prima ti sentivi bene.
I social permettono di vedere in tempo reale molti momenti della vita degli altri e, in alcuni casi, questi contenuti possono riaprire la stessa domanda: conto abbastanza per le persone a cui tengo?
A questa esperienza può associarsi la FOMO (Fear of Missing Out), cioè la paura di perdersi esperienze che altri stanno vivendo.
Per chi tende già a sentirsi insicuro nelle amicizie, vedere ripetutamente questi contenuti può amplificare dubbi sul proprio valore agli occhi degli altri.
Se ti riconosci in tutto questo, può essere utile provare a comprendere cosa alimenta il senso di esclusione e come influisce sul tuo modo di vivere le relazioni.
Le possibili radici
Cosa si nasconde dietro il senso di esclusione
Ho sempre paura di essere quella lasciata fuori
Controllo i profili per capire se conto qualcosa
Comprendere questo malessere può aiutarti a osservarlo con meno giudizio verso te stesso. Il supporto di uno/a psicologo/a può offrire uno spazio per esplorare il senso di esclusione e il modo in cui influenza le tue relazioni.
Proviamo, intanto, a esplorare insieme alcuni fattori che possono contribuire al senso di esclusione quando guardi i social dei tuoi amici.
Il bisogno di appartenenza
- Il bisogno di appartenenza e di sentirsi accettati dagli altri può avere un ruolo importante nelle relazioni e nel modo in cui viviamo le esperienze di esclusione.
- Percepire un'esclusione sociale, anche attraverso ciò che si vede online, può suscitare emozioni intense come tristezza, preoccupazione o ansia.
- Vedere amici che si incontrano senza di noi può riattivare paure legate al bisogno di accettazione.
Il confronto continuo con gli altri
- Sui social le persone possono condividere una selezione dei momenti della propria vita e questo può favorire un confronto che alimenta la sensazione di non essere all'altezza.
- Like, commenti o tag possono essere vissuti come conferme della propria importanza per gli altri e, in alcuni casi, influenzare il modo in cui si percepisce il proprio valore nelle relazioni.
Un vuoto che chiede attenzione
- Quando ci si sente poco soddisfatti delle proprie relazioni, la FOMO e il controllo frequente dei social possono diventare più presenti.
- In alcuni momenti, controllare ripetutamente l'app può essere un modo per cercare rassicurazioni e può contribuire a mantenere l'ansia o la preoccupazione.
Momenti concreti
Situazioni in cui potresti riconoscerti
Guardo le storie tutta la sera e sto sempre peggio
Mi taggano poco e penso di non essere importante
A volte è difficile mettere a fuoco cosa ci fa stare male. Ecco alcune situazioni concrete in cui forse ti sei ritrovato, legate proprio al senso di esclusione che nasce dai social.
Il momento in cui lo scopri
- Aprire l'app e vedere la storia di un gruppo di amici a cena insieme, senza essere stato invitato, e sentire subito un tuffo al cuore.
- Notare di essere stato taggato raramente, o mai, nelle foto di gruppo, e leggerlo come un segnale di scarsa importanza per quelle persone.
- Interpretare un silenzio o un mancato invito come una conferma definitiva di non contare abbastanza per chi ami.
Il circolo che si autoalimenta
- Continuare a controllare i profili degli amici durante la serata per sapere "cosa mi sto perdendo", con un'ansia che cresce man mano che compaiono nuovi contenuti.
- Sentirsi tristi o irritabili dopo aver scorso le storie altrui, anche quando prima di aprire l'app ci si sentiva sereni.
- Accettare un invito che in fondo non si desiderava davvero, solo per la paura di restare esclusi dalla prossima occasione.
Ti capita di sentirti "non abbastanza" o di dubitare di te?
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Se sentirti poco all'altezza ti sta togliendo serenità e opportunità, chiedere un supporto può fare la differenza. Trova lo psicologo adatto a te: bastano pochi minuti.
Alcuni spunti pratici
Come vivere meglio il rapporto con i social
Ho iniziato a spegnere il telefono la sera e respiro
Parlarne con qualcuno mi ha fatto sentire meno solo
Prendersi delle pause dallo schermo
Puoi provare a individuare momenti della giornata in cui non controlli i social, per esempio durante i pasti o prima di dormire. Riappropriarti di quel tempo può aiutarti a riportare l'attenzione su ciò che stai vivendo, invece che su ciò che fanno gli altri.
Aspettare qualche minuto prima di aprire l'app
Quando senti l'impulso di controllare i profili degli amici, potresti provare ad attendere anche solo dieci minuti. Questo breve intervallo può aiutarti a osservare cosa stai provando e a scegliere con maggiore consapevolezza se aprire l'app oppure no.
Dare spazio a un dialogo interno più realistico
Puoi ricordarti che nessuno può essere presente a tutto e che un singolo mancato invito non definisce necessariamente il tuo valore o il significato di una relazione. Allo stesso modo, ciò che vedi in una storia rappresenta solo una parte di ciò che una persona sceglie di condividere.
Coltivare le relazioni che senti autentiche
Potresti investire tempo ed energie negli incontri reali che ti fanno stare bene, privilegiando la qualità dei legami rispetto al confronto costante con le vetrine dei social. Un messaggio a una persona a cui tieni può valere più di un'ora passata a scorrere.
Osservare le emozioni senza reagire subito
Quando arriva il pensiero "mi stanno escludendo", puoi provare a riconoscerlo come un'interpretazione della situazione, senza reagire subito riprendendo in mano lo smartphone. Dare un nome all'emozione che provi, per esempio "ora provo tristezza", può aiutarti a osservare meglio ciò che sta accadendo dentro di te.
Valutare un percorso di supporto psicologico
Quando il senso di esclusione diventa persistente o fonte di disagio, un percorso con uno/a psicologo/a può offrire uno spazio per esplorare ciò che lo accompagna e il modo in cui influenza le tue relazioni. Non è necessario aspettare che la situazione diventi molto difficile per chiedere supporto: la terapia può essere uno spazio di ascolto e comprensione di ciò che stai vivendo.
Parla di come ti senti a uno psicologo online
Trova il professionista più adatto a te con il nostro questionario riservato, ci aiuterà a comprendere meglio i tuoi bisogni.

Un nuovo punto di vista
Spostare lo sguardo su ciò che stai vivendo
Sto imparando a chiedermi cosa voglio io davvero
Le storie degli altri non dicono chi sono io
Il senso di esclusione che puoi provare guardando i social dei tuoi amici può essere influenzato sia dal modo in cui vivi le relazioni sia dalle esperienze che incontri online.
Riconoscere cosa si muove dietro questi pensieri può aiutarti a ridimensionarli, a non viverli come una verità assoluta sul tuo valore.
Non è necessario eliminare del tutto la paura di essere esclusi: può essere più utile comprendere quando emerge e quanto incide sul tuo benessere e sulle tue relazioni.
Provare a spostare il focus dal "cosa mi sto perdendo" al "cosa sto vivendo io in questo momento" può aiutarti a riportare l'attenzione sulla tua esperienza.
Se senti che questo vissuto ti crea disagio, il supporto di uno/a psicologo/a può offrirti uno spazio per esplorare il rapporto tra il senso di esclusione, l'uso dei social e le relazioni importanti per te.
Il passo successivo, se ti senti pronto/a
La terapia psicologica non è solo per chi attraversa un momento di crisi. È uno spazio di ascolto per prenderti cura del tuo benessere mentale.
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FAQ
Domande frequenti
Cosa è la FOMO e cosa ha a che fare con i social?
A questa esperienza può associarsi la FOMO (Fear of Missing Out), cioè la paura di perdersi esperienze che altri stanno vivendo. I social permettono di vedere in tempo reale molti momenti della vita degli altri e, in alcuni casi, questi contenuti possono riaprire la stessa domanda: conto abbastanza per le persone a cui tengo? Per chi tende già a sentirsi insicuro nelle amicizie, vedere ripetutamente questi contenuti può amplificare dubbi sul proprio valore agli occhi degli altri.
Perché mi sento escluso quando vedo le storie degli amici sui social?
Il bisogno di appartenenza e di sentirsi accettati dagli altri può avere un ruolo importante nelle relazioni e nel modo in cui viviamo le esperienze di esclusione. Percepire un'esclusione sociale, anche attraverso ciò che si vede online, può suscitare emozioni intense come tristezza, preoccupazione o ansia. Vedere amici che si incontrano senza di noi può riattivare paure legate al bisogno di accettazione. Inoltre sui social le persone condividono una selezione dei momenti della propria vita e questo può favorire un confronto che alimenta la sensazione di non essere all'altezza.
Quali sono i segnali che indicano un forte senso di esclusione legato ai social?
Aprire l'app e vedere la storia di un gruppo di amici a cena insieme, senza essere stato invitato, e sentire subito un tuffo al cuore. Notare di essere stato taggato raramente, o mai, nelle foto di gruppo, e leggerlo come un segnale di scarsa importanza. Continuare a controllare i profili degli amici durante la serata con un'ansia che cresce man mano che compaiono nuovi contenuti. Sentirsi tristi o irritabili dopo aver scorso le storie altrui, anche quando prima di aprire l'app ci si sentiva sereni, oppure accettare un invito non desiderato solo per paura di restare esclusi.
Perché controllo continuamente i profili degli altri sui social?
Quando ci si sente poco soddisfatti delle proprie relazioni, la FOMO e il controllo frequente dei social possono diventare più presenti. In alcuni momenti, controllare ripetutamente l'app può essere un modo per cercare rassicurazioni e può contribuire a mantenere l'ansia o la preoccupazione. Like, commenti o tag possono essere vissuti come conferme della propria importanza per gli altri e, in alcuni casi, influenzare il modo in cui si percepisce il proprio valore nelle relazioni.
Come posso gestire il senso di esclusione che provo guardando i social?
Puoi provare a individuare momenti della giornata in cui non controlli i social, per esempio durante i pasti o prima di dormire, riappropriandoti di quel tempo. Quando senti l'impulso di controllare i profili, potresti attendere anche solo dieci minuti per osservare cosa stai provando. Puoi ricordarti che nessuno può essere presente a tutto e che un singolo mancato invito non definisce il tuo valore, mentre ciò che vedi in una storia rappresenta solo una parte di ciò che una persona sceglie di condividere. Investire tempo negli incontri reali può inoltre aiutarti a stare meglio.
È normale sentirsi tristi dopo aver guardato le storie degli amici sui social?
Sentirsi tristi o irritabili dopo aver scorso le storie altrui, anche quando prima di aprire l'app ci si sentiva sereni, è una situazione concreta in cui molti si riconoscono. Il senso di esclusione può essere influenzato sia dal modo in cui vivi le relazioni sia dalle esperienze che incontri online. Non è necessario eliminare del tutto la paura di essere esclusi: può essere più utile comprendere quando emerge e quanto incide sul tuo benessere. Riconoscere cosa si muove dietro questi pensieri può aiutarti a ridimensionarli, senza viverli come una verità assoluta sul tuo valore.
Domande frequenti sulla terapia
Quanti tipi di terapia ci sono in Unobravo?
Con Unobravo potrai svolgere terapia psicologica individuale o terapia di coppia, a seconda delle tue necessità. Per esempio, la terapia individuale dopo un tradimento può essere utile per migliorare la comunicazione e affrontare le sfide personali che influenzano le dinamiche relazionali. La scelta, dopo un tradimento, della terapia individuale o di coppia dipende dalle esigenze di ciascuna persona.
Cos'è e in cosa consiste la terapia individuale con Unobravo?
Un percorso di terapia individuale può offrire uno spazio sicuro per esplorare le proprie emozioni e i propri comportamenti insieme a un professionista della salute mentale.
Anche se non è sempre semplice capire come iniziare un percorso psicologico, con Unobravo non dovrai preoccuparti di come scegliere uno psicologo. Ti basterà compilare il questionario e incontrare nel primo colloquio gratuito lo psicologo che ti è stato assegnato tra gli psicologi Unobravo.
Se sarà il professionista adatto a te, inizierete insieme un percorso creato su misura per te.
Terapia online: perché sceglierla?
Con uno psicologo online Unobravo puoi prenderti cura di te ovunque tu sia. Potrai utilizzare l'app o la Web App per fissare i tuoi appuntamenti, svolgere le sedute, chattare con il tuo psicologo ed effettuare pagamenti sicuri.
Tutto comodamente online, utilizzando qualsiasi dispositivo e collegandoti dove e quando vuoi.
Quali sono i prezzi della terapia individuale?
Il prezzo dello psicologo in presenza può variare molto, senza contare il tempo e il costo per raggiungere lo studio del professionista.
Con Unobravo ogni seduta ha un prezzo fisso e accessibile di 49 € e puoi incontrare il tuo psicologo anche in viaggio, in vacanza o in una pausa dal lavoro, senza investire tempo e denaro per gli spostamenti.
Per connetterti con il tuo benessere psicologico ti basterà solo un click.
Quanto dura un percorso di terapia individuale?
A decidere quanto dura un percorso psicologico sarete tu e il tuo Unobravo: ogni persona è unica, così come lo sarà il viaggio verso il tuo benessere psicologico.
Come faccio a sapere se ho bisogno di fare terapia?
Ogni processo terapeutico è unico e la motivazione o la necessità di iniziare un percorso di terapia varia da persona a persona. È importante ricordare che andare in terapia non solo aiuta ad affrontare le difficoltà e a trattare i disturbi, ma sostiene anche chi desidera intraprendere un percorso di crescita personale e fornisce strumenti e strategie utili per migliorare il benessere quotidiano.
È importante ricordare che fare terapia non è un segno di debolezza ma di cura di sé, quindi non c'è bisogno di aspettare di raggiungere il nostro limite per chiedere aiuto.
E ora?
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