Subire body shaming in adolescenza: come può influenzare il rapporto con il proprio corpo durante il sesso?

Durante il sesso mi sembra sempre di essere osservato
Mi rivedo ancora come quando mi prendevano in giro
Durante l'adolescenza il corpo diventa spesso oggetto di osservazione e giudizio da parte del gruppo dei pari, della famiglia e di chi ci circonda.
A scuola, in palestra, negli spogliatoi o anche solo in piazza, capita che l'aspetto fisico di ciascuno venga commentato apertamente, come se fosse una cosa su cui tutti possono dire la loro.
Se hai vissuto commenti negativi sul tuo corpo in quegli anni, forse hai imparato a guardarti con gli occhi degli altri. E quella abitudine, a volte, non se ne va del tutto.
Oggi, anche in un momento intimo con una persona di cui ti fidi, potresti accorgerti di non riuscire a lasciarti andare, perché una parte di te continua a monitorarsi, come se ci fosse ancora qualcuno pronto a giudicare.
Se ti riconosci in tutto questo, sappi che le difficoltà nel vivere serenamente il proprio corpo durante l'intimità possono essere condivise anche da altre persone che hanno ricevuto giudizi negativi sul proprio aspetto.
Le radici del disagio
Da dove nasce quella voce che ti giudica
Quelle battute in palestra me le porto ancora dentro
È come se ci fosse sempre qualcuno a valutarmi
Capire perché certi commenti di anni fa continuano a farsi sentire oggi non è sempre facile da fare in autonomia.
Esplorare insieme a uno/a psicologo/a il legame tra quelle esperienze e il modo in cui vivi l'intimità può aiutarti a dare un senso a ciò che provi e a prenderti cura del tuo benessere.
Proviamo, intanto, a esplorare insieme alcune possibili ragioni che sono alla base di questo disagio nei momenti più intimi.
Perché i giudizi in adolescenza lasciano il segno
- Negli anni dello sviluppo si è particolarmente sensibili al giudizio sociale e al bisogno di sentirsi accettati da chi ci sta intorno, per cui i commenti negativi possono lasciare tracce più profonde
- Il corpo che cambia durante la pubertà è già di per sé fonte di insicurezza: quando a questo si aggiungono critiche esplicite, il disagio può amplificarsi
- Il confronto costante con chi si percepisce come migliore può alimentare un senso di inadeguatezza che, in alcuni casi, persiste anche negli anni successivi.
Quando lo sguardo degli altri diventa interiore
- L'esposizione ripetuta a critiche sul corpo può portare a interiorizzare uno sguardo valutante, una sorta di voce interna attiva anche quando non c'è nessuno a giudicare davvero
- Il corpo, invece di essere vissuto come fonte di piacere, può trasformarsi in qualcosa da controllare, anche durante l'intimità con una persona di cui ci si fida
- Il senso di vergogna verso il proprio corpo, radicato in quegli anni, può riaffiorare proprio quando ci si mostra a un'altra persona, distogliendo l'attenzione dalle sensazioni

Esempi concreti
Situazioni in cui potresti riconoscerti
Non riesco a fare l'amore con la luce accesa
Quando mi fa un complimento, faccio fatica a crederci
A volte è più semplice riconoscere un vissuto quando lo vediamo descritto in situazioni concrete. Ecco alcune esperienze in cui potresti ritrovarti.
Quando il corpo si fa fatica a mostrare
- Chi da adolescente veniva commentato per il peso corporeo può, da adulto, sentirsi a disagio a lasciarsi toccare in alcune zone del corpo durante un rapporto
- Capita di evitare di fare l'amore con la luce accesa, o di rifiutare alcune posizioni, non per mancanza di desiderio ma per paura che il corpo venga visto da angolazioni ritenute 'imperfette'
- Alcune persone trattengono il respiro o contraggono i muscoli nel tentativo di apparire in un certo modo, anche accanto a un/una partner rassicurante
Quando la mente resta sull'aspetto, non sul piacere
- Chi riceveva battute sul proprio aspetto a scuola può ritrovarsi, durante il sesso, a pensare di continuo a come appare agli occhi dell'altro invece di vivere la sensazione del momento
- Anche con un/una partner che non giudica, può emergere il bisogno di controllarsi costantemente, come se fosse difficile abbassare la guardia
- Chi ha interiorizzato quei commenti può faticare a ricevere complimenti fisici, percependoli come poco sinceri o sospetti
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Strategie pratiche
Piccoli passi per ritrovare il tuo corpo
Ho iniziato a parlarne con la mia compagna
Sto imparando a stare nelle sensazioni, non nei pensieri
Riconoscere che quella voce viene dal passato
La voce critica che senti nei momenti intimi può essere collegata anche ai giudizi ricevuti in passato. Riconoscere questa possibile influenza può aiutarti a distinguere i pensieri e le preoccupazioni legati alla tua immagine corporea da ciò che stai vivendo nel presente.
Parlarne con il/la partner
Quando te la senti, potresti provare a condividere le tue insicurezze con la persona accanto a te. Metterle in parole può ridurre il peso del giudizio immaginato e rendere l'intimità uno spazio di maggiore sicurezza emotiva.
Spostare l'attenzione dal 'come appaio' al 'cosa provo'
Provare a portare la mente sulle sensazioni fisiche, invece che sull'immagine di te, può aiutarti a vivere il momento in modo più pieno. Esercizi di consapevolezza corporea possono essere un piccolo allenamento in questa direzione.
Procedere con gradualità e senza forzature
Potresti esplorare gradualmente le situazioni in cui ti senti più a tuo agio, senza obbligarti a mostrare il corpo o a vivere esperienze intime per cui non ti senti pronto. Rispettare i tuoi tempi e i tuoi confini è importante per non trasformare l'intimità in una prova da superare.
Essere gentile con te
Il senso di vergogna verso il corpo non è una colpa né un difetto. Trattarti con la stessa comprensione che avresti verso una persona cara può aiutarti a smorzare l'autocritica un po' alla volta.
Valutare un percorso di supporto
Un percorso di psicoterapia, individuale o di coppia, può essere uno spazio prezioso per comprendere l'origine di questo disagio e lavorare su un rapporto più sereno con il corpo. Non è necessario aspettare che la situazione diventi molto difficile: uno/a psicologo/a può aiutarti a sentirti capito/a e sostenuto/a mentre ritrovi il tuo spazio di piacere.
Parla di come ti senti a uno psicologo online
Trova il professionista più adatto a te con il nostro questionario riservato, ci aiuterà a comprendere meglio i tuoi bisogni.

Verso un rapporto più libero
Il corpo come spazio di piacere, non di giudizio
Sto imparando a vivere il mio corpo con più serenità
Non devo più dimostrare niente a nessuno
Il legame tra i commenti sul corpo ricevuti in adolescenza e le difficoltà nell'intimità da adulti mostra quanto quei giudizi possano avere conseguenze durature.
Comprendere i fattori che contribuiscono a questo disagio può aiutarti a non colpevolizzarti per la difficoltà a lasciarti andare: le esperienze vissute possono influenzare il modo in cui percepisci il tuo corpo, senza determinarlo necessariamente.
Vivere la sessualità con maggiore serenità può significare anche imparare a riconoscere lo sguardo giudicante interiorizzato, distinguendolo dagli atteggiamenti e dalle reazioni della persona che hai accanto.
Si tratta di un processo graduale, che richiede pazienza e, quando serve, il supporto di uno/a psicologo/a.
Prendersi cura di questo aspetto non significa solo vivere meglio l'intimità, ma anche recuperare un rapporto più autentico con te e con il tuo corpo, riscoperto come fonte di piacere condiviso.
Il passo successivo, se ti senti pronto/a
La terapia psicologica non è solo per chi attraversa un momento di crisi. È uno spazio di ascolto per prenderti cura del tuo benessere mentale.
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FAQ
Domande frequenti
Perché i commenti negativi sul corpo ricevuti da adolescenti possono influenzare la sessualità da adulti?
Negli anni dello sviluppo si è particolarmente sensibili al giudizio sociale e al bisogno di sentirsi accettati da chi ci sta intorno, per cui i commenti negativi possono lasciare tracce più profonde. Il corpo che cambia durante la pubertà è già di per sé fonte di insicurezza: quando a questo si aggiungono critiche esplicite, il disagio può amplificarsi. L'esposizione ripetuta a critiche sul corpo può portare a interiorizzare uno sguardo valutante, una sorta di voce interna attiva anche quando non c'è nessuno a giudicare davvero. Il corpo, invece di essere vissuto come fonte di piacere, può trasformarsi in qualcosa da controllare, anche durante l'intimità con una persona di cui ci si fida.
Quali sono i segnali di un disagio con il proprio corpo durante l'intimità legato al body shaming subito in adolescenza?
Chi da adolescente veniva commentato per il peso corporeo può, da adulto, sentirsi a disagio a lasciarsi toccare in alcune zone del corpo durante un rapporto. Capita di evitare di fare l'amore con la luce accesa, o di rifiutare alcune posizioni, non per mancanza di desiderio ma per paura che il corpo venga visto da angolazioni ritenute 'imperfette'. Alcune persone trattengono il respiro o contraggono i muscoli nel tentativo di apparire in un certo modo, anche accanto a un/una partner rassicurante. Chi ha interiorizzato quei commenti può faticare a ricevere complimenti fisici, percependoli come poco sinceri o sospetti.
È normale pensare continuamente a come si appare durante il sesso invece di vivere il piacere?
Chi riceveva battute sul proprio aspetto a scuola può ritrovarsi, durante il sesso, a pensare di continuo a come appare agli occhi dell'altro invece di vivere la sensazione del momento. Anche con un/una partner che non giudica, può emergere il bisogno di controllarsi costantemente, come se fosse difficile abbassare la guardia. Le difficoltà nel vivere serenamente il proprio corpo durante l'intimità possono essere condivise anche da altre persone che hanno ricevuto giudizi negativi sul proprio aspetto, quindi questo tipo di vissuto non riguarda solo te ma può essere comune a chi ha avuto esperienze simili.
Perché faccio fatica a credere ai complimenti fisici che ricevo dal/dalla partner?
Chi ha interiorizzato quei commenti può faticare a ricevere complimenti fisici, percependoli come poco sinceri o sospetti. Il senso di vergogna verso il proprio corpo, radicato in quegli anni, può riaffiorare proprio quando ci si mostra a un'altra persona, distogliendo l'attenzione dalle sensazioni. La voce critica che senti nei momenti intimi può essere collegata anche ai giudizi ricevuti in passato: riconoscere questa possibile influenza può aiutarti a distinguere i pensieri e le preoccupazioni legati alla tua immagine corporea da ciò che stai vivendo nel presente, invece di leggere ogni complimento come un dubbio sulla sua sincerità.
Cosa può aiutare a vivere con più serenità il proprio corpo durante i momenti intimi?
Provare a portare la mente sulle sensazioni fisiche, invece che sull'immagine di te, può aiutarti a vivere il momento in modo più pieno, anche attraverso esercizi di consapevolezza corporea. Potresti esplorare gradualmente le situazioni in cui ti senti più a tuo agio, senza obbligarti a mostrare il corpo o a vivere esperienze intime per cui non ti senti pronto, rispettando i tuoi tempi e i tuoi confini. Il senso di vergogna verso il corpo non è una colpa né un difetto: trattarti con la stessa comprensione che avresti verso una persona cara può aiutarti a smorzare l'autocritica un po' alla volta.
Perché durante il sesso mi sento ancora osservato o giudicato come quando ero adolescente?
A scuola, in palestra, negli spogliatoi o anche solo in piazza, capita che l'aspetto fisico di ciascuno venga commentato apertamente. Se hai vissuto commenti negativi sul tuo corpo in quegli anni, forse hai imparato a guardarti con gli occhi degli altri, e quella abitudine a volte non se ne va del tutto. Anche in un momento intimo con una persona di cui ti fidi, potresti accorgerti di non riuscire a lasciarti andare, perché una parte di te continua a monitorarsi, come se ci fosse ancora qualcuno pronto a giudicare, anche quando non c'è nessuno a giudicare davvero.
Domande frequenti sulla terapia
Quanti tipi di terapia ci sono in Unobravo?
Con Unobravo potrai svolgere terapia psicologica individuale o terapia di coppia, a seconda delle tue necessità. Per esempio, la terapia individuale dopo un tradimento può essere utile per migliorare la comunicazione e affrontare le sfide personali che influenzano le dinamiche relazionali. La scelta, dopo un tradimento, della terapia individuale o di coppia dipende dalle esigenze di ciascuna persona.
Cos'è e in cosa consiste la terapia individuale con Unobravo?
Un percorso di terapia individuale può offrire uno spazio sicuro per esplorare le proprie emozioni e i propri comportamenti insieme a un professionista della salute mentale.
Anche se non è sempre semplice capire come iniziare un percorso psicologico, con Unobravo non dovrai preoccuparti di come scegliere uno psicologo. Ti basterà compilare il questionario e incontrare nel primo colloquio gratuito lo psicologo che ti è stato assegnato tra gli psicologi Unobravo.
Se sarà il professionista adatto a te, inizierete insieme un percorso creato su misura per te.
Terapia online: perché sceglierla?
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Quali sono i prezzi della terapia individuale?
Il prezzo dello psicologo in presenza può variare molto, senza contare il tempo e il costo per raggiungere lo studio del professionista.
Con Unobravo ogni seduta ha un prezzo fisso e accessibile di 49 € e puoi incontrare il tuo psicologo anche in viaggio, in vacanza o in una pausa dal lavoro, senza investire tempo e denaro per gli spostamenti.
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Quanto dura un percorso di terapia individuale?
A decidere quanto dura un percorso psicologico sarete tu e il tuo Unobravo: ogni persona è unica, così come lo sarà il viaggio verso il tuo benessere psicologico.
Come faccio a sapere se ho bisogno di fare terapia?
Ogni processo terapeutico è unico e la motivazione o la necessità di iniziare un percorso di terapia varia da persona a persona. È importante ricordare che andare in terapia non solo aiuta ad affrontare le difficoltà e a trattare i disturbi, ma sostiene anche chi desidera intraprendere un percorso di crescita personale e fornisce strumenti e strategie utili per migliorare il benessere quotidiano.
È importante ricordare che fare terapia non è un segno di debolezza ma di cura di sé, quindi non c'è bisogno di aspettare di raggiungere il nostro limite per chiedere aiuto.
La terapia di coppia può aiutare in questo caso?
Se il disagio con il mio corpo viene dal passato, può aiutare una terapia di coppia o serve solo un percorso individuale?
I due percorsi non sono in competizione, anzi possono completarsi. Un lavoro individuale può aiutarti a comprendere l'origine di quello sguardo giudicante interiorizzato, mentre la terapia di coppia offre uno spazio per costruire insieme al/alla partner nuovi modi di vivere l'intimità, con maggiore fiducia reciproca. Se il disagio influisce sulla relazione, affrontarlo anche in coppia può rendere più semplice sentirsi capiti e accompagnati nel processo, senza che il/la partner si senta escluso/a da un vissuto che in fondo riguarda anche la vicinanza tra voi.
Come faccio a proporre al/alla partner di iniziare un percorso di coppia per parlare di intimità e corpo?
Potresti partire condividendo semplicemente ciò che provi, senza sentirti in dovere di spiegare tutto subito. Potresti dire che vorresti uno spazio guidato per parlare più liberamente di alcune insicurezze legate al corpo e alla sessualità, senza che diventi un momento di tensione. Presentarla come un'occasione per conoscervi meglio, invece che come soluzione a un problema, può rendere la proposta più naturale. Spesso il/la partner accoglie con sollievo l'idea di affrontare insieme un tema che magari percepiva già, ma non sapeva come nominare.
La terapia di coppia può aiutare se il/la partner non capisce perché evito certi momenti di intimità?
Sì, può offrire uno spazio in cui entrambi imparate a leggere insieme certi comportamenti, come evitare la luce accesa o alcune posizioni, senza che vengano fraintesi come disinteresse o rifiuto. Con l'aiuto di uno/a psicologo/a potete esplorare insieme da dove nascono queste reazioni, spesso legate a esperienze passate più che alla relazione attuale. Questo tipo di lavoro può aiutare il/la partner a comprendere meglio il tuo vissuto e a trovare insieme modi per costruire una sicurezza emotiva condivisa.
Quando è il momento giusto per iniziare una terapia di coppia se la relazione funziona ma c'è ancora disagio nell'intimità?
Non è necessario attendere che emerga una crisi per iniziare un percorso insieme. Se c'è già una base di fiducia e complicità, ma percepisci che certi momenti di intimità restano segnati da insicurezza o controllo, la terapia di coppia può essere un'occasione per approfondire questi aspetti mentre la relazione è già solida. Lavorare insieme in questa fase può rafforzare ulteriormente la connessione, offrendo strumenti concreti per vivere il piacere condiviso con più libertà e meno paura del giudizio.
E ora?
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