Tornare in Italia dopo anni all'estero e sentirsi stranieri: come orientarsi nei cambiamenti del proprio senso di appartenenza?

Tornare in Italia dopo anni all'estero e sentirsi stranieri: come orientarsi nei cambiamenti del proprio senso di appartenenza?
Sono tornato a casa, ma casa non mi sembra più mia
Pensavo di sentirmi a casa e invece mi sento straniera

Avevi immaginato il rientro in Italia come un sollievo, come il momento in cui ritrovare le tue radici e sentirti finalmente a casa.

Eppure, una volta rientrata o rientrato, qualcosa non torna. La città è la stessa, le persone pure, ma ti muovi come se fossi in un posto conosciuto e straniero allo stesso tempo.

Ritrovi amici che nel frattempo hanno costruito vite radicate, tra figli, mutui e abitudini consolidate, mentre tu senti di avere una traiettoria diversa, difficile perfino da raccontare.

Se ti riconosci in questa sensazione di essere fuori posto proprio dove pensavi di appartenere, sappi che non sei la sola persona a viverla. È un'esperienza più comune di quanto si creda tra chi rientra dopo anni all'estero.

Le possibili cause

Le radici di un senso di estraneità difficile da spiegare

Sono cambiato io, ma nel frattempo è cambiato tutto
Non mi riconosco più né qui né dove vivevo

Il disagio che provi al rientro può essere legato anche a trasformazioni meno visibili, che riguardano il modo in cui percepisci te stesso, le relazioni e il contesto a cui stai tornando.

Esplorare da dove arriva questa sensazione di non appartenere può essere più semplice con l'aiuto di uno/a psicologo/a, che può offrirti uno spazio per riconoscere ciò che stai attraversando e strumenti per prenderti cura del tuo benessere.

Proviamo, intanto, a esplorare insieme alcune possibili ragioni che sono alla base di questo senso di estraneità che senti al ritorno in Italia.

Un doppio cambiamento invisibile

  • L'esperienza all'estero può averti trasformato in profondità, portando nuovi valori, nuovi modi di comunicare e nuove prospettive che rendono il contesto d'origine improvvisamente meno familiare.
  • Nel frattempo, anche il paese che avevi lasciato è cambiato, infatti al rientro puoi ritrovarti davanti a un doppio cambiamento, il tuo e quello del contesto, che si somma e rende il riadattamento più complesso del previsto.
  • Gli amici hanno percorsi che nel frattempo sono andati in direzioni diverse, e i riferimenti di un tempo possono non essere più gli stessi.

Aspettative che non coincidono

  • Chi rientra spesso si aspetta di trovare accoglienza e familiarità, mentre chi è rimasto si aspetta di ritrovare la persona di prima e da qui possono nascere incomprensioni reciproche.
  • Puoi sentirti descritto come qualcuno che è "cambiato", senza riuscire a spiegare che non si tratta di distanza voluta, ma di un percorso personale.

Una solitudine senza punti di riferimento

  • Può capitare di non riconoscersi più pienamente nelle modalità relazionali a cui si era abituati nel paese d'origine, ma di non sentirsi del tutto a proprio agio nemmeno in quelle sperimentate altrove.
  • Quando manca un punto di riferimento culturale stabile, può crescere il dubbio "sono io il problema?", rendendo difficile distinguere ciò che dipende dalle circostanze da ciò che merita una riflessione più profonda.
Prospettiva clinica
Sentirsi fuori posto proprio dove pensavi di ritrovarti è un'esperienza spiazzante e comprensibile. A volte, però, guardare la vita "radicata" degli amici come un traguardo da cui ci si sente esclusi rischia di offuscare il dubbio rispetto a quanto di ciò che chiami radicamento desideri davvero per te, e quanto invece stai ancora cercando di capire. Anche capire cosa significherebbe sentirsi a casa per te potrebbe essere importante.
Marialetizia Proia
Marialetizia Proia
Psicoterapeuta Unobravo
Momenti quotidiani

Situazioni in cui potresti esserti ritrovato

Parlano di mutui e io non so nemmeno dove abiterò
Mi guardano come se fossi diventata un'altra persona

Il senso di estraneità al rientro si manifesta spesso in situazioni concrete, apparentemente piccole, ma che lasciano un segno.

Ecco alcuni momenti in cui potresti riconoscerti.

Tra amici che hanno preso un'altra strada

  • Ritrovarti a una cena tra amici che parlano di scuole dei figli, mutui e progetti a lungo termine, mentre fatichi a raccontare cosa hai davvero vissuto e cosa stai cercando ora.
  • Sentirti etichettata o etichettato come "cambiato" o addirittura "snob" per aver acquisito abitudini o punti di vista diversi, senza riuscire a far capire che non c'è alcun senso di superiorità.
  • Accorgerti che le conversazioni di sempre non ti coinvolgono più come un tempo, e sentirti in colpa per questo.

Un senso di non appartenenza che si ripete

  • Provare insofferenza verso dinamiche sociali italiane che un tempo ti sembravano naturali e, allo stesso momento, sentire la mancanza dei modi di stare insieme sperimentati altrove.
  • Tornare a vivere temporaneamente con la propria famiglia dopo anni di autonomia, faticando a ritrovare sia uno spazio personale sia un posto tra gli amici di sempre.
  • Incontrare altri italiani rientrati o conosciuti all'estero e scoprire che raccontano un'immagine dell'Italia in cui non ti riconosci più, aumentando la sensazione di non appartenere nemmeno a chi presumevi "simile" a te.

Il rientro come secondo shock

  • Vivere il ritorno come un momento più faticoso e lungo della partenza stessa, proprio perché non ti eri preparato a questa eventualità.
  • Sentirti in sospeso, come se stessi ancora aspettando di capire dove sia davvero il tuo posto.
Un momento per fermarsi
Ti riconosci in una di queste situazioni?

Vivere all'estero a volte ti fa sentire fuori posto?

Costruire una vita in un altro Paese può portare entusiasmo ma anche nostalgia e senso di non appartenenza. Questi articoli possono aiutarti a dare un nome a ciò che provi.

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Ritrovare il proprio equilibrio all'estero è possibile

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Se la vita all'estero ti pesa, parlarne con un professionista potrebbe fare la differenza

Quando nostalgia, solitudine o senso di sradicamento diventano difficili da portare, parlare con uno psicologo può offrirti uno spazio per comprenderli e affrontarli. Ecco come funziona la terapia.

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Quando vivere all'estero pesa sul tuo benessere, parliamone

Se la distanza da casa e le sfide dell'espatrio influenzano la tua serenità, parlarne con uno psicologo può aiutarti. Trova lo psicologo adatto a te: bastano pochi minuti.

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Strategie pratiche

Piccoli passi per ritrovare un senso di appartenenza

Ho capito che non dovevo avere fretta di riadattarmi
Parlarne con qualcuno mi ha aiutato a fare chiarezza
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Dare un nome a ciò che provi

Questa esperienza viene spesso descritta con l'espressione shock culturale inverso. Riconoscere che il disorientamento può accompagnare il processo di riadattamento al paese d'origine può aiutarti a comprendere meglio ciò che stai vivendo.

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Concederti di sentire la mancanza

Potresti provare a dare spazio alla nostalgia per l'esperienza e la vita lasciate altrove, invece di minimizzare o affrettarti a "tornare alla normalità". È naturale sentire la mancanza di un capitolo importante della tua storia.

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Tenere insieme le diverse versioni di te

Non è necessario scegliere tra chi eri prima di partire e chi sei diventata o diventato. Puoi provare a raccontarti come una persona che tiene insieme entrambe le dimensioni, senza sentirti in dovere di rinunciare a una parte di te.

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Ricostruire i legami con calma

Potresti concederti tempo per ricreare relazioni e abitudini, accettando che il riadattamento non è lineare e può richiedere mesi, con momenti più semplici e altri più faticosi. Non c'è un ritmo giusto a cui attenerti.

5

Cercare nuovi contesti di incontro

Quando i legami di sempre sembrano distanti, può aiutare provare a frequentare ambienti in cui incontrare persone con esperienze simili alle tue, come gruppi di chi ha vissuto all'estero o attività legate a interessi coltivati nel tempo.

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Valutare un percorso con uno/a psicologo/a

Quando il disagio persiste o si fa più intenso, un percorso di psicoterapia può essere uno spazio prezioso per sentirti capita o capito e sostenuta o sostenuto, e per distinguere ciò che è transitorio da ciò che merita un lavoro più approfondito su di te. Non è necessario aspettare che la situazione diventi molto difficile: uno/a psicologo/a che conosce le dinamiche del rientro può accompagnarti nel ritrovare un senso di orientamento.

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Trova il professionista più adatto a te con il nostro questionario riservato, ci aiuterà a comprendere meglio i tuoi bisogni.

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Uno sguardo in avanti

L'appartenenza come qualcosa che si costruisce

Forse posso appartenere a più di un posto insieme
Sto imparando a considerare tutto questo una ricchezza

Il senso di estraneità che provi al rientro non significa necessariamente che tu abbia sbagliato a partire o a tornare. Può accompagnare un percorso di trasformazione personale e di riadattamento al contesto d'origine.

Non esiste un unico luogo a cui si è destinati ad appartenere in modo definitivo, infatti l'appartenenza può essere plurima, mobile, qualcosa che si costruisce nel tempo più che qualcosa di dato per scontato.

Il confronto con amici che hanno vite più radicate non è una misura del tuo valore, ma la testimonianza di percorsi diversi e ugualmente legittimi.

Con il tempo, l'esperienza di sentirsi sospeso tra due mondi può assumere significati diversi e contribuire a una maggiore consapevolezza del tuo rapporto con le culture, le relazioni e le diverse parti della tua esperienza.

Se senti che questa fase pesa più di quanto riesci a gestire da solo, chiedere il supporto di uno/a psicologo/a è un atto di cura verso te stesso, che può aiutarti a ritrovare un nuovo equilibrio in grado di includere tutte le esperienze che hai vissuto.

Il passo successivo, se ti senti pronto/a

La terapia psicologica non è solo per chi attraversa un momento di crisi. È uno spazio di ascolto per prenderti cura del tuo benessere mentale.

Parla con uno psicologo di come ti senti

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UnoBravo fornisce un servizio di cui noi expat abbiamo estremamente bisogno: supporto psicologico nella nostra lingua madre da ovunque noi siamo. La compilazione della scheda iniziale permette a UnoBravo di assegnare all'utente lo psicologo migliore per lui/lei. Nel mio caso, la psicologa perfetta. Il servizio è efficiente e facilissimo da usare. Lo ho consigliato anche ad alcuni amici e familiari e chi lo ha iniziato ad usare ne è pienamente soddisfatto. Grazie ad UnoBravo di averci dato la possibilità di migliorare la nostra vita!
— Francesca Luoni
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Servizio Meraviglioso
Vivo all'estero e consiglio Unobravo a tutti gli italiani all'estero! Ho fatto fatica per anni a trovare psicoterapeuti in linea con le mie esigenze; altri expats italiani che conoscevo mi dicevano di provare con terapeuti di lingua italiana ma avevo sempre creduto che la lingua non fosse una discriminante; poi ho provato ad andare da psicoterapeuti italiani nel paese estero in cui vivo, ma anche quello non ha funzionato (in quanto non avevo moltissima scelta). Iniziare queste sedute su Unobravo per me é stata la svolta: si ha accesso ad un pool di professionisti ed é il sistema che crea un match per te in base alle risposte del questionario, quindi non si va proprio "alla cieca" o per vicinanza alla propria abitazione (come spesso accade nella scelta di uno psicoterapeuta "in persona"). Inoltre nonostante fossi un po' scettica sul fare terapia online, devo dire che invece mi sono trovata veramente molto bene e che non mi ha creato nessun problema. Consiglio vivamente questo servizio a tutti!
— C.
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Avrei dovuto iniziare prima
Sono stata fortunata a trovare la giusta terapista, ma questo percorso mi sta cambiando la vita. Non vivendo in Italia, poter fare terapia parlando nella mia lingua e con orari flessibili mi ha davvero aiutata. Lo consiglio caldamente a tutti, soprattutto gli expats, dato che ogni tanto può essere davvero difficile vivere in un altro paese!
— Matilde
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FAQ

Domande frequenti

Il disagio al rientro può essere legato a trasformazioni meno visibili, che riguardano il modo in cui si percepisce se stessi, le relazioni e il contesto a cui si sta tornando. L'esperienza all'estero può aver portato nuovi valori, nuovi modi di comunicare e nuove prospettive che rendono il contesto d'origine improvvisamente meno familiare. Nel frattempo anche il paese che si era lasciato è cambiato, così al rientro ci si ritrova davanti a un doppio cambiamento, il proprio e quello del contesto, che si somma e rende il riadattamento più complesso del previsto. Anche gli amici hanno percorsi che sono andati in direzioni diverse, e i riferimenti di un tempo possono non essere più gli stessi.

È l'espressione con cui viene spesso descritta l'esperienza di disorientamento che accompagna il processo di riadattamento al paese d'origine dopo un periodo all'estero. Riconoscere che questo disorientamento può accompagnare il rientro aiuta a comprendere meglio ciò che si sta vivendo, dando un nome preciso a una sensazione altrimenti difficile da spiegare.

È un'esperienza comune tra chi rientra dopo anni all'estero. Ci si può ritrovare a una cena tra amici che parlano di scuole dei figli, mutui e progetti a lungo termine, faticando a raccontare cosa si è davvero vissuto e cosa si sta cercando ora. Ci si può sentire etichettati come cambiati o addirittura snob per aver acquisito abitudini o punti di vista diversi, senza riuscire a far capire che non c'è alcun senso di superiorità, e accorgersi che le conversazioni di sempre non coinvolgono più come un tempo, sentendosi in colpa per questo.

Non c'è un ritmo giusto a cui attenersi: si può provare a concedersi tempo per ricreare relazioni e abitudini, accettando che il riadattamento non è lineare e può richiedere mesi, con momenti più semplici e altri più faticosi. Il rientro può essere vissuto come un momento più faticoso e lungo della partenza stessa, proprio perché non ci si era preparati a questa eventualità, ed è utile non affrettarsi a tornare alla normalità.

Ci si può sentire in sospeso, come se si stesse ancora aspettando di capire dove sia davvero il proprio posto. Si può provare insofferenza verso dinamiche sociali italiane che un tempo sembravano naturali e, allo stesso tempo, sentire la mancanza dei modi di stare insieme sperimentati altrove. Può capitare di tornare a vivere temporaneamente con la propria famiglia dopo anni di autonomia, faticando a ritrovare sia uno spazio personale sia un posto tra gli amici di sempre, o di incontrare altri italiani rientrati che raccontano un'immagine dell'Italia in cui non ci si riconosce più.

Si può provare a raccontarsi come una persona che tiene insieme entrambe le dimensioni, quella di prima di partire e quella diventata nel tempo, senza sentirsi in dovere di rinunciare a una parte di sé. Quando i legami di sempre sembrano distanti, può aiutare frequentare ambienti in cui incontrare persone con esperienze simili, come gruppi di chi ha vissuto all'estero. Non esiste un unico luogo a cui si è destinati ad appartenere in modo definitivo: l'appartenenza può essere plurima, mobile, qualcosa che si costruisce nel tempo più che qualcosa di dato per scontato.

Domande frequenti sulla terapia

Con Unobravo potrai svolgere terapia psicologica individuale o terapia di coppia, a seconda delle tue necessità. Per esempio, la terapia individuale dopo un tradimento può essere utile per migliorare la comunicazione e affrontare le sfide personali che influenzano le dinamiche relazionali. La scelta, dopo un tradimento, della terapia individuale o di coppia dipende dalle esigenze di ciascuna persona.

Un percorso di terapia individuale può offrire uno spazio sicuro per esplorare le proprie emozioni e i propri comportamenti insieme a un professionista della salute mentale.

Anche se non è sempre semplice capire come iniziare un percorso psicologico, con Unobravo non dovrai preoccuparti di come scegliere uno psicologo. Ti basterà compilare il questionario e incontrare nel primo colloquio gratuito lo psicologo che ti è stato assegnato tra gli psicologi Unobravo.
Se sarà il professionista adatto a te, inizierete insieme un percorso creato su misura per te.

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Il prezzo dello psicologo in presenza può variare molto, senza contare il tempo e il costo per raggiungere lo studio del professionista.

Con Unobravo ogni seduta ha un prezzo fisso e accessibile di 49 € e puoi incontrare il tuo psicologo anche in viaggio, in vacanza o in una pausa dal lavoro, senza investire tempo e denaro per gli spostamenti.

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A decidere quanto dura un percorso psicologico sarete tu e il tuo Unobravo: ogni persona è unica, così come lo sarà il viaggio verso il tuo benessere psicologico.

Ogni processo terapeutico è unico e la motivazione o la necessità di iniziare un percorso di terapia varia da persona a persona. È importante ricordare che andare in terapia non solo aiuta ad affrontare le difficoltà e a trattare i disturbi, ma sostiene anche chi desidera intraprendere un percorso di crescita personale e fornisce strumenti e strategie utili per migliorare il benessere quotidiano.

È importante ricordare che fare terapia non è un segno di debolezza ma di cura di sé, quindi non c'è bisogno di aspettare di raggiungere il nostro limite per chiedere aiuto.

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