Trent’anni, a casa con i tuoi e senza un lavoro stabile: come gestire l’incertezza per il futuro?

Trent’anni, a casa con i tuoi e senza un lavoro stabile: come gestire l’incertezza per il futuro?
Appena sveglio penso già a cosa farò tra sei mesi
Vivo nella stanza di quando ero ragazza

Hai trent'anni, un lavoro che cambia ogni pochi mesi e vivi ancora nella casa in cui sei cresciuto. Ogni giornata sembra iniziare e finire con lo stesso pensiero: e adesso, cosa succederà?

Se ti riconosci in queste parole, sappi che non sei solo in questa esperienza. Vivere con i genitori dopo i 28-30 anni spesso non è una scelta, ma una strategia per far fronte a un contesto lavorativo instabile.

Il rimuginio su questa condizione raramente riguarda soltanto il contratto in scadenza. Riguarda tutto ciò che quell'incertezza sembra bloccare: una casa propria, l'indipendenza, le tappe di vita che senti di dover già aver raggiunto.

La difficoltà, in questo caso, è particolare. Lo spazio in cui vivi, la stanza della tua adolescenza, ti ricorda ogni giorno quella condizione, rendendo più complicato mettere in pausa il pensiero.

Eppure non si tratta di un fallimento personale. In Italia oltre la metà delle persone tra i 25 e i 34 anni vive ancora con i genitori, molto più che nel resto d'Europa: è un fenomeno diffuso e strutturale, non una tua mancanza.

Da dove nasce il rimuginio

Le radici di un'ansia che non trova pace

Alle cene di famiglia mi sento sempre sotto esame
Sembra che tutti tranne me sappiano dove stanno andando

Capire da dove arriva questo pensiero costante può aiutare a guardarlo con occhi diversi. Esplorare le radici di un'ansia così legata al futuro e all'identità può essere più semplice con l'aiuto di uno/a psicologo/a, che può offrirti strumenti per vivere l'incertezza con maggiore serenità.

Proviamo, intanto, a esplorare insieme alcune possibili ragioni che sono alla base del rimuginio sul futuro quando si vive ancora in famiglia.

Un contesto lavorativo che non permette di pianificare

  • Il mercato del lavoro attuale tende a premiare la flessibilità più della stabilità, con contratti brevi che rendono difficile immaginare un futuro a lungo termine
  • Il costo della vita e degli affitti è cresciuto molto più in fretta dei salari, così l'indipendenza abitativa può sembrare un traguardo lontano anche per chi lavora
  • L'assenza di prospettive chiare alimenta un pensiero che gira su se stesso, senza mai arrivare a una soluzione concreta

Il confronto quotidiano con le aspettative

  • Condividere ogni giorno gli spazi familiari, dai pasti alle serate, può trasformare ogni momento in un confronto silenzioso con la traiettoria di vita che senti attesa da chi ti sta intorno
  • La cultura della performance individuale può portare a vivere come colpa personale ciò che è invece una difficoltà collettiva, aumentando il senso di inadeguatezza
  • Confrontarsi con i traguardi di fratelli, cugini o amici coetanei può rendere il pensiero ancora più insistente

La sensazione di essere l'unico a viverlo

  • La mancanza di persone con cui condividere apertamente questa condizione può alimentare un forte senso di isolamento
  • Percepire il rimuginio come un problema privato, e non come un'esperienza comune, può renderlo più pesante da portare
  • Il silenzio attorno a questo tema può far crescere la sensazione di essere rimasti indietro rispetto agli altri
Prospettiva clinica
Quando il futuro sembra un pensiero che non si spegne mai, a volte non stiamo davvero cercando risposte: stiamo tentando di sentirci al sicuro di fronte a ciò che non possiamo prevedere. Potrebbe allora essere utile chiederci che cosa quel pensiero ricorrente prova a proteggere in noi. Cosa temiamo di perdere, o di scoprire su noi stessi, se per un momento smettessimo di anticipare quel che verrà?
Martina Truppo
Martina Truppo
Psicoterapeuta Unobravo
Momenti di vita quotidiana

Situazioni in cui potresti riconoscerti

Ho detto di no a un viaggio perché temevo di non farcela
Non riesco a dire agli amici che vivo dai miei

A volte il rimuginio si nasconde in gesti piccoli e ripetuti, che magari non collegheresti subito all'ansia. Ecco alcune situazioni concrete in cui potresti ritrovarti.

Il pensiero che accompagna la giornata

  • Ricordarti la scadenza del contratto come prima cosa al mattino, ancora prima di alzarti dal letto
  • Passare le serate a scorrere annunci di lavoro o immobiliari senza una reale intenzione di agire, solo per placare temporaneamente l'ansia
  • Sentire che il pensiero sul futuro si insinua anche nei momenti che dovrebbero essere di riposo

Quando l'incertezza blocca le scelte

  • Evitare di fare progetti a medio termine, come un viaggio o un abbonamento, perché tanto non sai cosa succederà tra sei mesi
  • Rimandare decisioni importanti, come una convivenza o un trasferimento, perché non ti senti abbastanza pronto, anche quando l'occasione si presenta
  • Tenere in sospeso una relazione perché temi di non poter offrire stabilità

Il disagio nel confronto con gli altri

  • Sentirti a disagio durante una cena in famiglia quando si parla di progetti per il futuro
  • Provare imbarazzo nel dire ad amici o conoscenti che vivi ancora con i genitori, anche quando la ragione è puramente economica
  • Evitare certe conversazioni per non dover spiegare la tua situazione
Un momento per fermarsi
Ti riconosci in una di queste situazioni?

L'ansia a volte prende il sopravvento sulle tue giornate?

Preoccupazione costante, tensione, cuore che accelera: l'ansia si manifesta in tanti modi ed è un'esperienza comune. Questi articoli possono aiutarti a capire meglio cos'è e come può manifestarsi.

Il disturbo d’ansia generalizzata: cos’è, sintomi, cause e cura
leggi l'articolo
Ansia: lo stato d'animo tra paura e coraggio
leggi l'articolo

Con l'ansia si può imparare a convivere e a gestirla

L'ansia non si spegne con un interruttore, ma si può imparare a gestirla. Questi articoli possono darti strategie concrete per ritrovare calma nei momenti più difficili.

Come calmare l’ansia: tecniche rapide e strategie reali
leggi l'articolo
Respiro consapevole: il tuo grande alleato
leggi l'articolo
Grounding: il radicamento fisico ed emotivo
leggi l'articolo

Se l'ansia ti accompagna da tempo, chiedere aiuto può essere il primo passo per stare meglio

Quando l'ansia diventa una presenza costante e ti limita, un percorso di psicoterapia può aiutarti a capire da dove viene e come gestirla. Ecco come funziona la terapia.

Come funziona la psicoterapia: guida alla psicoterapia e al suo percorso
leggi l'articolo
Prima seduta dallo psicologo: cosa dire e cosa aspettarsi
leggi l'articolo
La psicoterapia online funziona?
leggi l'articolo

Quando l'ansia condiziona la tua quotidianità, parliamone

Se l'ansia impattano su sonno, scelte e serenità, non devi affrontarla da solo. Trova lo psicologo adatto a te: bastano pochi minuti.

1
Questionario di 3 min
2
Affidati al professionista giusto
3
Primo incontro gratuito, senza impegno
Valutato Eccellente su Trustpilot
Strategie pratiche

Piccoli passi per convivere con l'incertezza

Ho iniziato a darmi un orario solo per me
Parlarne con chi mi capisce mi ha alleggerito
1

Distinguere il rimuginio dalla ricerca di soluzioni

Il rimuginio è un pensiero che si ripete senza portare da nessuna parte, diverso dalla ricerca concreta di soluzioni. Potresti provare a dedicare un tempo limitato della giornata, anche solo venti minuti, ai pensieri sulla tua situazione, così da evitare che invadano ogni momento.

2

Ridefinire cosa significa essere adulti

L'indipendenza non si misura soltanto con una casa di proprietà o un contratto a tempo indeterminato. Puoi provare a riconoscere anche la tua capacità di gestire la vita nelle condizioni date come una forma di autonomia reale.

3

Creare spazi personali anche vivendo in famiglia

Anche in casa con i genitori, puoi individuare piccoli spazi che senti tuoi: una stanza personalizzata, orari propri, momenti della giornata dedicati esclusivamente a te. Questi gesti possono ridurre la sensazione di blocco.

4

Parlarne con chi vive una condizione simile

Condividere apertamente la tua situazione con coetanei che la vivono può aiutarti a uscire dall'isolamento. Riconoscere che si tratta di un'esperienza collettiva può alleggerire il senso di colpa che spesso accompagna il rimuginio.

5

Concentrarti su ciò che è nelle tue mani

Investire in ciò che dipende concretamente da te, come le competenze o i contatti, può essere un antidoto al senso di impotenza. È importante però non trasformarlo in un ulteriore obbligo di prestazione: piccoli passi, senza pressioni eccessive.

6

Rimandare l'impulso di controllare tutto

La spinta a controllare di continuo annunci e scadenze è spesso legata a una sensazione di pericolo imminente. Quando senti l'impulso, potresti provare ad aspettare qualche minuto: dare tempo a quella sensazione può aiutarla a calare un po'.

7

Considerare un percorso di supporto psicologico

Quando il pensiero fisso diventa molto intenso o genera forte sofferenza, un percorso con uno/a psicologo/a può essere uno spazio prezioso per imparare a gestire l'ansia senza colpevolizzarti. Non è necessario aspettare che la situazione diventi molto difficile: la terapia può aiutarti a sentirti capito e sostenuto in un momento di incertezza.

Parla di come ti senti a uno psicologo online

Trova il professionista più adatto a te con il nostro questionario riservato, ci aiuterà a comprendere meglio i tuoi bisogni.

1
Questionario di 3 min
2
Affidati al professionista giusto
3
Primo incontro gratuito, senza impegno
Inizia il questionario
Valutato Eccellente su Trustpilot
Uno sguardo più gentile

Darsi tempo, senza colpe

Sto imparando a non valutarmi solo con il raggiungimento delle tappe
Non sono l'unico a vivere questa fase

L'incertezza lavorativa e abitativa a trent'anni non è un fallimento individuale. È il riflesso di condizioni economiche e sociali che riguardano un'intera generazione, e riconoscerlo può aiutare ad alleggerire il senso di colpa che spesso accompagna il rimuginio.

Il benessere non dipende dal raggiungimento immediato delle tappe tradizionali, ma anche dalla possibilità di darsi tempi e definizioni di successo più flessibili. Piccoli gesti di autonomia quotidiana, anche vivendo con i genitori, possono ridurre la sensazione di blocco.

Parlarne apertamente, con la famiglia o con chi vive la stessa esperienza, può trasformare un vissuto isolante in qualcosa di più condivisibile e gestibile.

Se senti che il pensiero sul futuro fatica a spegnersi e occupa troppo spazio nelle tue giornate, un percorso con uno/a psicologo/a può offrirti un sostegno concreto per attraversare questa fase con maggiore serenità. Chiedere aiuto è già un primo passo importante.

Il passo successivo, se ti senti pronto/a

La terapia psicologica non è solo per chi attraversa un momento di crisi. È uno spazio di ascolto per prenderti cura del tuo benessere mentale.

Parla con uno psicologo di come ti senti

Hai ancora dei dubbi? Approfondisci sul blog:

Prima seduta dallo psicologo: cosa dire e cosa aspettarsi
Prima seduta dallo psicologo: cosa dire e cosa aspettarsi
leggi l'articolo
Come funziona la psicoterapia: guida alla psicoterapia e al suo percorso
Come funziona la psicoterapia: guida alla psicoterapia e al suo percorso
leggi l'articolo
Psicologo online: prezzi e tariffe
Psicologo online: prezzi e tariffe
leggi l'articolo
Hai mai pensato alla terapia?

Parla di come ti senti a chi può aiutarti

Non devi affrontare tutto da solo/a: prenota un colloquio gratuito con un professionista per scoprire i benefici della terapia.

+10 milioni

SEDUTE SVOLTE ONLINE

+9.500

psicologi sulla piattaforma

+500.000

persone supportate
Auguro a tutti questo percorso
Dopo un anno di psicoterapia con la dottoressa Antonella Maria Rita Martino, sono diventata un'altra persona. Soffrivo d'ansia in modo cronico e invalidante, nemmeno mi rendevo conto di quanto fosse pesante, e ora posso dire che va davvero meglio, l'ansia viene ogni tanto e ho gli strumenti per gestirla e annientarla in poche ore o addirittura minuti, come ormai so gestire meglio ogni crisi che mi possa capitare. Penso che non smetterò mai con le mie sedute perché c'è tanto da imparare, tanto da crescere, per non parlare di quanto si possa definire quest'esperienza una coccola per sé stessi. Grazie Mille Maria Rita per avermi cambiato l'esistenza.
— Francesca Piras
Valutazione di 4.7 / 5 | 8.737 recensioni
Non ho più i battiti accelerati ❤️
Da maggio 2025 seguo il mio percorso di terapia con la miglior psicoterapeuta di sempre!professionista esperta, preparata, mi sta aiutando tantissimo e mi sta fornendo tutti gli strumenti necessari per riuscire ad affrontare diverse paure ed ansie. Trovo inoltre l'app precisa e ordinata, non ti fa perdere tempo nemmeno nel pagare perché avviene tutto automatico. Comodo anche lo scarico delle fatture "ogni cosa al suo posto" come direi io! Tralasciando il fatto poi più importante che davvero puoi seguire il percorso ovunque tu sia, senza doverci rinunciare per la mancanza di tempo che si ha al giorno d'oggi. Voto 10 al team di professionisti e voto 10 alla mia super dottoressa Melina ❤️
— La Lauretta
Valutazione di 4.7 / 5 | 8.737 recensioni
Mai più senza Unobravo!
All'inizio ero un po' scettica sul percorso online, ma dopo vari episodi di ansia e attacchi di panico continui mi sono decisa a fare il questionario online e il colloquio conoscitivo. Unobravo ha scelto per me la Dottoressa Francesca Terzi e già dal primo colloquio si è dimostrata molto dolce, comprensiva e competente! Sono ormai due mesi che sono seguita dalla Dottoressa e mi sta aiutando a capire tante cose, siamo tornati indietro nel tempo facendomi aprire in modo del tutto naturale. Mi sento ascoltata,compresa e soprattutto non giudicata. Non potevo fare scelta migliore, sicuramente lo avrei iniziato molto tempo prima!
— Alessia
Valutazione di 4.7 / 5 | 8.737 recensioni
FAQ

Domande frequenti

Vivere con i genitori dopo i 28-30 anni spesso non è una scelta, ma una strategia per far fronte a un contesto lavorativo instabile. In Italia oltre la metà delle persone tra i 25 e i 34 anni vive ancora con i genitori, molto più che nel resto d'Europa: è un fenomeno diffuso e strutturale, non una mancanza personale. Il mercato del lavoro attuale tende a premiare la flessibilità più della stabilità, con contratti brevi che rendono difficile immaginare un futuro a lungo termine, e il costo della vita e degli affitti è cresciuto molto più in fretta dei salari, così l'indipendenza abitativa può sembrare un traguardo lontano anche per chi lavora.

Il rimuginio su questa condizione raramente riguarda soltanto il contratto in scadenza: riguarda tutto ciò che quell'incertezza sembra bloccare, come una casa propria, l'indipendenza e le tappe di vita che si sente di dover già aver raggiunto. L'assenza di prospettive chiare alimenta un pensiero che gira su se stesso, senza mai arrivare a una soluzione concreta. Condividere ogni giorno gli spazi familiari può trasformare ogni momento in un confronto silenzioso con la traiettoria di vita attesa da chi sta intorno, e la cultura della performance individuale può portare a vivere come colpa personale ciò che è invece una difficoltà collettiva.

Alcuni segnali concreti sono ricordarsi la scadenza del contratto come prima cosa al mattino, ancora prima di alzarsi dal letto, o passare le serate a scorrere annunci di lavoro o immobiliari senza una reale intenzione di agire, solo per placare temporaneamente l'ansia. Il pensiero sul futuro si insinua anche nei momenti che dovrebbero essere di riposo. L'incertezza può inoltre bloccare le scelte: si evitano progetti a medio termine, si rimandano decisioni importanti come una convivenza o un trasferimento perché non ci si sente abbastanza pronti, e si prova disagio o imbarazzo nel confronto con altri su questi temi.

Sì, è un vissuto comune: si può provare imbarazzo nel dire ad amici o conoscenti che si vive ancora con i genitori, anche quando la ragione è puramente economica, ed evitare certe conversazioni per non dover spiegare la propria situazione. La mancanza di persone con cui condividere apertamente questa condizione può alimentare un forte senso di isolamento, e percepire il rimuginio come un problema privato, e non come un'esperienza comune, può renderlo più pesante da portare. Riconoscere che si tratta di un'esperienza collettiva può però alleggerire il senso di colpa che spesso accompagna questo pensiero.

Può aiutare distinguere il rimuginio, un pensiero che si ripete senza portare da nessuna parte, dalla ricerca concreta di soluzioni, dedicando un tempo limitato della giornata a questi pensieri così da evitare che invadano ogni momento. Si può inoltre provare a creare piccoli spazi personali anche vivendo in famiglia, come una stanza personalizzata o momenti della giornata dedicati esclusivamente a sé, gesti che possono ridurre la sensazione di blocco. Investire in ciò che dipende concretamente da sé, come le competenze o i contatti, senza trasformarlo in un ulteriore obbligo di prestazione, può essere un antidoto al senso di impotenza.

Quando il pensiero fisso diventa molto intenso o genera forte sofferenza, un percorso con uno psicologo può essere uno spazio prezioso per imparare a gestire l'ansia senza colpevolizzarsi. Non è necessario aspettare che la situazione diventi molto difficile: la terapia può aiutare a sentirsi capiti e sostenuti in un momento di incertezza. Se il pensiero sul futuro fatica a spegnersi e occupa troppo spazio nelle giornate, un percorso con uno psicologo può offrire un sostegno concreto per attraversare questa fase con maggiore serenità, e chiedere aiuto è già un primo passo importante.

Domande frequenti sulla terapia

Con Unobravo potrai svolgere terapia psicologica individuale o terapia di coppia, a seconda delle tue necessità. Per esempio, la terapia individuale dopo un tradimento può essere utile per migliorare la comunicazione e affrontare le sfide personali che influenzano le dinamiche relazionali. La scelta, dopo un tradimento, della terapia individuale o di coppia dipende dalle esigenze di ciascuna persona.

Un percorso di terapia individuale può offrire uno spazio sicuro per esplorare le proprie emozioni e i propri comportamenti insieme a un professionista della salute mentale.

Anche se non è sempre semplice capire come iniziare un percorso psicologico, con Unobravo non dovrai preoccuparti di come scegliere uno psicologo. Ti basterà compilare il questionario e incontrare nel primo colloquio gratuito lo psicologo che ti è stato assegnato tra gli psicologi Unobravo.
Se sarà il professionista adatto a te, inizierete insieme un percorso creato su misura per te.

Con uno psicologo online Unobravo puoi prenderti cura di te ovunque tu sia. Potrai utilizzare l'app o la Web App per fissare i tuoi appuntamenti, svolgere le sedute, chattare con il tuo psicologo ed effettuare pagamenti sicuri.

Tutto comodamente online, utilizzando qualsiasi dispositivo e collegandoti dove e quando vuoi.

Il prezzo dello psicologo in presenza può variare molto, senza contare il tempo e il costo per raggiungere lo studio del professionista.

Con Unobravo ogni seduta ha un prezzo fisso e accessibile di 49 € e puoi incontrare il tuo psicologo anche in viaggio, in vacanza o in una pausa dal lavoro, senza investire tempo e denaro per gli spostamenti.

Per connetterti con il tuo benessere psicologico ti basterà solo un click.

A decidere quanto dura un percorso psicologico sarete tu e il tuo Unobravo: ogni persona è unica, così come lo sarà il viaggio verso il tuo benessere psicologico.

Ogni processo terapeutico è unico e la motivazione o la necessità di iniziare un percorso di terapia varia da persona a persona. È importante ricordare che andare in terapia non solo aiuta ad affrontare le difficoltà e a trattare i disturbi, ma sostiene anche chi desidera intraprendere un percorso di crescita personale e fornisce strumenti e strategie utili per migliorare il benessere quotidiano.

È importante ricordare che fare terapia non è un segno di debolezza ma di cura di sé, quindi non c'è bisogno di aspettare di raggiungere il nostro limite per chiedere aiuto.

Prenota il primo incontro gratuito
Trova il tuo Unobravo
Valutato Eccellente su Trustpilot