Negli ultimi anni, il tema dell'immagine corporea ha assunto un ruolo centrale nel dibattito psicologico, riflettendo una crescente consapevolezza dell’impatto che può avere sul benessere individuale.
Nel 2021, una meta-analisi condotta da un team internazionale guidato da Jake Linardon della Deakin University ha evidenziato che la “flessibilità dell'immagine corporea”, ovvero la capacità di accettare i propri pensieri e sentimenti sul corpo senza cercare di modificarli, è collegata a numerosi processi psicologici adattivi e rappresenta un fattore protettivo rispetto ai disturbi alimentari e non solo.
La ricerca ha analizzato 62 studi pubblicati negli anni precedenti, dimostrando che una maggiore flessibilità dell'immagine corporea è associata a una minore probabilità di sviluppare disturbi alimentari e problemi di salute mentale, oltre che a livelli più elevati di benessere psicologico.
In questo contesto, movimenti sociali come la Body positivity, attivo da tempo, e approcci più recenti come la Body neutrality stanno ricevendo sempre più attenzione.
Questi movimenti, pur con alcune differenze e criticità, mirano a costruire una società più inclusiva e rispettosa, dove ognuno possa sviluppare una relazione più sana con il proprio corpo.

Body positivity e body neutrality: immagine corporea e movimenti sociali
Cos’è la body positivity? Con questo termine non si indica un costrutto teorico specifico, ma un movimento sociale con una storia articolata e ben definita.
Negli anni '60 e '70, come risposta alle crescenti pressioni sociali e mediatiche che stigmatizzavano le persone sovrappeso, negli Stati Uniti nacque il Fat Acceptance Movement.
Da questo movimento prese vita, nel 1969, la National Association to Advance Fat Acceptance (NAAFA), un'organizzazione impegnata contro la discriminazione basata sul peso.
Negli anni '90 e 2000, il movimento si è evoluto, ampliando il focus sull'accettazione e l’apprezzamento di tutti i corpi, indipendentemente dal motivo per cui venivano disprezzati o sottorappresentati.
Durante questo periodo, il termine "body positivity" ha iniziato a essere utilizzato più frequentemente, guadagnando influenza nel mondo della moda, dell'intrattenimento e dei social network.
Oggi, la body positivity promuove valori come l'accettazione e l'apprezzamento di tutti i tipi di corpi, cercando di costruire una cultura in cui le persone possano sentirsi sicure e orgogliose del proprio aspetto, senza doversi conformare a norme esterne.
Recentemente, un'analisi proposta da Cohen e colleghi per la rivista Body Image ha esaminato 640 post Instagram di influencer della body positivity. Questa analisi ha evidenziato che i profili Body positive mostrano tipicamente immagini di persone con tratti e taglie corporee solitamente sottorappresentate e che vi è coerenza tra gli obiettivi del movimento e le azioni online, offrendo indizi sull’utilità di questi profili. In linea con questi risultati, studi recenti mostrano che l’esposizione a contenuti di body positivity e body neutrality su piattaforme come TikTok è associata a miglioramenti nell'apprezzamento funzionale del corpo, a una riduzione dell'auto-oggettivazione, a una diminuzione dell'insoddisfazione corporea e a una riduzione degli stati d'animo negativi (Kilby & Mickelson, 2025).
Body neutrality
Tuttavia, ogni medaglia ha il suo rovescio: la body positivity può talvolta creare pressioni aggiuntive legate all’imperativo di dover costantemente amare il proprio corpo.
Nell’ultimo decennio, proprio per rispondere a queste criticità, ha preso sempre più forma un nuovo movimento sociale chiamato body neutrality.
Questo movimento si concentra sull’accettazione del corpo per le sue capacità e funzioni, svincolando il concetto dalla necessità di dover amare se stessi o celebrarsi ad ogni costo.
Infatti, mentre la body positivity punta all'amore verso il proprio fisico, la body neutrality offre un modo più realistico per vivere in pace con il proprio corpo, attraverso il riconoscimento e l’accettazione della sua funzionalità.
Body positivity, body neutrality e body functionality: differenze e punti di contatto
I concetti di cui abbiamo appena parlato di body positivity, body neutrality e body functionality, sebbene siano collegati tra loro, presentano differenze importanti che è utile chiarire per orientarsi tra i diversi approcci.
- Body positivity: promuove l'accettazione e l'apprezzamento di tutti i corpi, incoraggiando le persone ad amare il proprio aspetto indipendentemente dalle caratteristiche fisiche. Il focus è sull'aspetto esteriore e sull'autostima legata all'immagine.
- Body neutrality: si concentra sull'accettazione del corpo senza la necessità di amarlo o celebrarlo costantemente. L'obiettivo è ridurre l'importanza dell'aspetto fisico nella definizione del proprio valore personale, favorendo un atteggiamento più neutro e meno giudicante.
- Body functionality: questo approccio pone l'accento sulle capacità e funzioni del corpo, come muoversi, respirare, sentire e interagire con il mondo. Secondo uno studio pubblicato su Body Image nel 2021 (Alleva et al.), focalizzarsi sulla funzionalità corporea può essere associato a una maggiore soddisfazione e rispetto verso il proprio corpo.
Questi movimenti possono sovrapporsi: ad esempio, la body neutrality e la body functionality condividono l'idea di spostare l'attenzione dall'estetica alle capacità, mentre la body positivity e la body neutrality si oppongono entrambe agli standard di bellezza irrealistici, ma con modalità differenti. I risultati della ricerca confermano la distinzione tra body positivity e body neutrality e sottolineano la loro importanza per il benessere psicologico (Lipińska, 2025). Comprendere queste sfumature può aiutare a scegliere l'approccio più adatto alle proprie esigenze e al proprio percorso di benessere.
Impatto psicologico della body positivity: dai possibili benefici alle criticità
Heleen van der Tuuk, della Tilburg University, ha evidenziato i potenziali vantaggi e svantaggi della body positivity intesa come tendenza social.
La ricerca ha mostrato che, sebbene vi sia la possibilità che l’esposizione a immagini di body positivity comporti diversi benefici, tra cui il miglioramento dell’autostima, essa potrebbe paradossalmente spingere alcune persone a oggettivare ulteriormente il proprio corpo.
Analisi come questa ci dimostrano quanto possa essere complesso quantificare e qualificare l’impatto di un movimento sociale così diffuso su una variabile psicologica.
Pertanto, affrontando un argomento così articolato, non sorprende che da un lato alcuni studi confermino un impatto positivo di questo movimento, mentre altre ricerche si concentrino prevalentemente sulle sue criticità.
Per esempio, una ricerca condotta da Vendemia e Robinson nel 2022 ha evidenziato che incoraggiare le persone a valorizzare e accettare i propri corpi senza conformarsi a standard estetici irrealistici può migliorare l'autostima e ridurre i sentimenti di insicurezza e inadeguatezza.
In un'analisi della letteratura condotta da Tylka e Wood-Barcalow nel 2015 è stato sottolineato il valore protettivo dell’accettazione corporea. Infatti, le persone che praticano la body positivity hanno meno probabilità di soffrire di disordini alimentari e di adottare comportamenti alimentari dannosi.
Infine, uno studio esplorativo pubblicato su Sex Roles ha rilevato che l'esposizione a immagini realistiche di corpi nei media è associata a una maggiore soddisfazione corporea e a una percezione più positiva del proprio corpo.
Allo stesso tempo, tuttavia, altri studi, come quello condotto da Legault e Sago nel 2022, hanno valutato che, nonostante i suoi meriti, il movimento body positivity può creare nuove forme di pressione psicologica.
Tra queste, vi è la pressione di dover sempre sentirsi positivi riguardo al proprio corpo. Questo effetto, che rappresenta una delle critiche più frequenti, può essere problematico per chi lotta con problemi di immagine corporea e trova difficile amarsi incondizionatamente.
Dal punto di vista cognitivo, infatti, questo ideale rischia di rafforzare l’idea illogica che vi sia una correlazione diretta tra il modo in cui ci vediamo allo specchio e la felicità.
La body positivity è anche criticata per il rischio di minimizzare o ignorare problemi di salute legati al peso e all'obesità. L’esperto di malattie cardiovascolari Mc Worther nel 2020 ha sollevato preoccupazioni riguardo al fatto che il movimento potrebbe influenzare negativamente la percezione della necessità di interventi medici e di salute pubblica per affrontare l'obesità.

Body positivity e body shaming: la dinamica di gruppo ci protegge
Nonostante alcune criticità, la body positivity rappresenta un baluardo fondamentale nella lotta al body shaming, ovvero quella pratica di criticare o ridicolizzare qualcuno per il proprio aspetto fisico, che può avere gravi conseguenze psicologiche, tra cui bassa autostima, depressione e disturbi alimentari.
Un articolo del 2022 pubblicato sull’International Journal of Academic Research in Business and Social Sciences ha rilevato che gli adolescenti vittime di body shaming sono più propensi a sviluppare sintomi depressivi e problemi di autostima.
Inoltre, il body shaming perpetua stereotipi negativi e contribuisce alla discriminazione basata sull'aspetto fisico, influenzando negativamente le opportunità sociali, educative e lavorative delle vittime. Infatti, uno studio pubblicato sull’International Journal Of Community Medicine And Public Health ha osservato come il body shaming influenzi direttamente le percezioni sociali e le opportunità economiche delle vittime.
In questo contesto, la costante lotta della body positivity affinché venga tutelato il diritto umano di poter essere orgogliosi del proprio corpo può garantire un impatto positivo e diretto sulla società e su questo diffuso problema. Tuttavia, essa rappresenta una possibile risposta a questa emergenza, ma non è l’unica possibilità.
La risposta della body neutrality
Come abbiamo accennato precedentemente, il movimento della body neutrality sta guadagnando sempre più attenzione come alternativa alla body positivity.
Uno studio del 2024 pubblicato su Body Image ha evidenziato che le persone che praticano la body neutrality riportano una maggiore soddisfazione del corpo rispetto a chi cerca di mantenere un atteggiamento costantemente positivo verso il proprio aspetto. Inoltre, una breve esposizione a contenuti di body neutrality su TikTok può indurre un miglioramento immediato dell'immagine corporea e dell'umore nelle giovani donne, offrendo un'alternativa utile agli standard di bellezza irrealistici diffusi su queste piattaforme (Seekis & Lawrence, 2023).
La body neutrality, infatti, ci invita a spostare l'attenzione dall'aspetto fisico del corpo verso ciò che il corpo può fare e come ci fa sentire, riducendo così l'importanza dell'aspetto fisico nella definizione del valore personale. Questo approccio si è dimostrato particolarmente efficace nel ridurre l'auto-oggettivazione, soprattutto in risposta a contenuti stigmatizzanti sul peso (Kilby & Mickelson, 2025). L'atteggiamento neutrale verso il corpo non solo risulta meno stressante per chi lo pratica, ma mantiene molti dei vantaggi ottenuti attraverso un atteggiamento body positivity.
Uno studio pubblicato su Body Image nel 2023 ha mostrato che praticare la body neutrality può ridurre l'ansia legata all'aspetto fisico e diminuire l'ossessione per il corpo. Al contempo, la ricerca sopracitata di Tylka e Wood-Barcalow (2015) ha mostrato che, in un gruppo sperimentale, l'adozione di un atteggiamento neutrale verso il corpo è stata associata a livelli più elevati di autostima.
La body neutrality presenta però una criticità importante: richiede un alto livello di accettazione del corpo, che può essere difficile da raggiungere senza un supporto psicologico adeguato. In questo modo, l’atteggiamento neutrale rischia di essere poco praticabile proprio per le persone per cui è consigliato.
Per questo è importante sottolineare, ancora una volta, che body positivity e body neutrality sono movimenti fondamentali per veicolare messaggi positivi, ma è essenziale approcciarsi a questi contenuti con consapevolezza. Essi, infatti, non possono rappresentare una risposta adeguata e sufficiente per affrontare difficoltà individuali legate all'immagine corporea.

Esercizi pratici per coltivare la body neutrality
Sviluppare un atteggiamento di body neutrality richiede pratica e consapevolezza, ma può essere facilitato da alcune strategie quotidiane. Questi esercizi possono aiutare a spostare l'attenzione dall'aspetto esteriore alle funzionalità e sensazioni del corpo, favorendo un rapporto più sereno e realistico con se stessi.
- Esercizi di gratitudine verso il corpo: ogni giorno, prova a individuare almeno una funzione del tuo corpo per cui essere grato, come la capacità di camminare, abbracciare o respirare profondamente. Questo può aiutare a valorizzare ciò che il corpo permette di fare, piuttosto che come appare.
- Domande guida per la riflessione quotidiana: chiediti "Cosa ha fatto oggi il mio corpo per me?" oppure "In che modo il mio corpo mi ha permesso di vivere una bella esperienza oggi?". Queste domande possono spostare il focus dal giudizio estetico alla funzionalità.
- Gestione consapevole dei social media: se noti che alcuni profili o contenuti alimentano il confronto o il giudizio sul corpo, valuta la possibilità di silenziarli o smettere di seguirli. Scegli invece di seguire account che promuovono messaggi di accettazione e rispetto per tutte le forme corporee.
- Modifica del dialogo interno: quando ti accorgi di pensieri critici sull'aspetto fisico, prova a riformularli in modo neutro. Ad esempio, invece di "Non mi piacciono le mie gambe", puoi pensare "Le mie gambe mi permettono di camminare ogni giorno".
- Pratiche di mindfulness: dedica qualche minuto a portare attenzione alle sensazioni corporee senza giudizio, osservando come ti senti fisicamente in quel momento. Questo esercizio può aiutare a sviluppare una relazione più neutra e accogliente con il proprio corpo.
Questi strumenti non richiedono di amare ogni parte di sé, ma invitano a riconoscere il valore del corpo al di là dell'estetica, promuovendo un benessere più stabile e meno soggetto alle fluttuazioni dell'autostima.
Body Positivity e Body Neutrality: storie come modelli
Indipendentemente dalla corrente di riferimento, film e libri hanno avuto e continuano ad avere un ruolo cruciale nella diffusione dei messaggi di accettazione del corpo.
Uno studio condotto da Hefner e colleghi per Media Psychology dimostra che l’esposizione a diversi tipi di rappresentazione corporea in televisione può incidere sull'autostima e la soddisfazione degli spettatori.
Le storie raccontate attraverso questi media hanno, infatti, il potere di influenzare negativamente o positivamente le percezioni del pubblico riguardo al corpo e all'autostima.
A tal proposito, ecco una breve selezione di opere che, libere da idee preconcette, riflettono e promuovono valori di accettazione delle nostre unicità.
Cinema e accettazione del corpo
Tra i film che promuovono la body positivity ricordiamo:
Little Miss Sunshine (2006). Diretto da Jonathan Dayton e Valerie Faris, è una commedia drammatica che racconta la storia di una famiglia in viaggio attraverso gli Stati Uniti per portare la giovane Olive a un concorso di bellezza per bambini. Il film contiene forti messaggi di body positivity e critica gli standard di bellezza imposti dalla società.
The Greatest Showman (2017). Diretto da Michael Gracey, questo film musicale è diventato un fenomeno culturale per la sua musica coinvolgente e le sue spettacolari coreografie, ma anche per i messaggi di inclusività e accettazione che veicola.
Ispirato alla vita del celebre impresario circense P.T. Barnum, celebra la diversità e promuove la body positivity attraverso la rappresentazione di personaggi unici e straordinari.
Letteratura e accettazione del corpo
Oltre ai contenuti online su blog e social media sulla body positivity, anche la narrativa tratta il tema in modo più o meno diretto. Tra i diversi titoli ricordiamo:
Fame: storia del mio corpo di Roxane Gay (2017). Questa autobiografia è un'intensa e sincera riflessione sull'esperienza personale dell'autrice con il suo corpo, il cibo e la società. Il libro offre una narrazione potente che si intreccia con temi relativi all’accettazione di sé, fornendo una visione personale e toccante delle sfide legate all'immagine corporea.
Specchio delle mie brame. La prigione della bellezza di Maura Gancitano (2022) esplora come il concetto di bellezza sia diventato opprimente nell’epoca contemporanea e suggerisce come poterla ripensare, per vivere liberamente il rapporto con il corpo.
Dal body shaming al body loving. L’immagine perfetta della donna nel web di Giusi Mannelli (2022). Questo saggio di psicologia e didattica esplora i pericoli del web, la dipendenza dai social media e la loro influenza su identità e percezione di sé. Mira a fornire strumenti sia ai giovani che agli adulti per proteggersi dalle insidie online, guidando i lettori nel passaggio dal body shaming al body loving.
Concludiamo il nostro elenco con L'arte della gioia di Goliarda Sapienza (1998), un libro che, pur non trattando direttamente il tema della body positivity, offre un potente messaggio di libertà, autodeterminazione e accettazione di sé che risuona con i principi del movimento.
La storia della protagonista Modesta esplora la vita di una donna che sfida le norme sociali e cerca di vivere autenticamente, rappresentando un esempio di empowerment femminile e di accettazione del proprio corpo.
Prenditi cura del tuo rapporto con il corpo: Unobravo può essere al tuo fianco
Se senti che il rapporto con il tuo corpo è fonte di disagio, insicurezza o semplicemente vuoi imparare a conoscerti meglio, ricorda che non sei solo. Ogni percorso di accettazione e benessere è unico e merita attenzione e supporto personalizzato. Con Unobravo puoi trovare uno psicologo online pronto ad ascoltarti e ad accompagnarti, aiutandoti a costruire un rapporto più sereno e autentico con te stesso, al di là degli standard e delle pressioni sociali. Fai il primo passo verso il tuo benessere: inizia il questionario per trovare il tuo psicologo online.









