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Come separarsi con rispetto: parole giuste e coraggio

Come separarsi con rispetto: parole giuste e coraggio
Alice Redoano
Psicoterapeuta ad orientamento Cognitivo-Comportamentale
Redazione
Unobravo
Articolo revisionato dalla nostra redazione clinica
Ultimo aggiornamento il
30.1.2026
Come separarsi con rispetto: parole giuste e coraggio
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Problemi relazionali? Parlarne può aiutarti

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Dire al partner che si desidera una separazione può essere un compito arduo e doloroso, anche quando si è consapevoli che è la scelta più sana per entrambi.

L’ambivalenza è comune: l’amore, l’affetto, l’abitudine o il senso di fallimento possono confondere e spaventare.

In questo articolo cercheremo di guidarti nell’affrontare questo passo con rispetto, chiarezza e tutela emotiva, per favorire una comunicazione onesta e costruttiva.

Separarsi o restare? Fare chiarezza prima di decidere

Capire se si è di fronte a una crisi temporanea o alla fine di una relazione può essere difficile.

La presenza di disprezzo, una distanza emotiva stabile, l’assenza di un progetto condiviso e conflitti che si ripetono nel tempo possono indicare la fine della relazione.

Al contrario, stress esterni come lutti, problemi lavorativi o legati alla genitorialità, così come un calo del desiderio, possono essere segnali di una crisi temporanea affrontabile insieme.

Prima di prendere una decisione è utile riflettere su alcune domande:

  • Cosa ho già provato per migliorare la relazione?
  • Cosa cambierebbe davvero se decidessi di separarmi?
  • Mi sento libero/a di essere me stesso/a in questa relazione?
  • La mia sicurezza e il mio benessere sono compromessi?

È utile evitare decisioni impulsive prese nei momenti di rabbia o di stanchezza estrema, e prendersi il tempo per capire cosa si desidera davvero.

Se però nella relazione ci sono dinamiche di svalutazione, controllo, intimidazioni o violenza (psicologica o fisica), la priorità diventa la sicurezza.

Una brochure del centro antiviolenza “Casa delle Donne” di Merano spiega in modo molto concreto che, quando in una coppia entrano in gioco dinamiche di potere e controllo, per esempio umiliazioni, minacce o il negare intenzionalmente l’accesso al denaro, una donna può arrivare a perdere la libertà di decidere per sé stessa: in questi casi, dire “voglio separarmi” può richiedere particolare attenzione alla protezione e il coinvolgimento di supporti esterni (Rossi et al., 2009).

La stessa brochure ricorda anche che, nelle situazioni di violenza domestica, le diverse forme di abuso spesso coesistono: la violenza economica può accompagnarsi a quella psicologica, fisica o sessuale (Rossi et al., 2009).

Rdne - Pexels

Dipendenza affettiva: lasciare senza crollare

Con il termine dipendenza affettiva si descrive, nel linguaggio comune, un modo di vivere la relazione in cui la paura dell’abbandono e il bisogno di conferme possono portare a tollerare sofferenza e situazioni dannose pur di non restare soli.

È importante sapere che “dipendenza affettiva” non è una diagnosi del DSM-5-TR (Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali): se questi vissuti sono intensi e persistenti, può essere utile valutarli con un professionista per capire a cosa siano legati.

Se ti riconosci in questa descrizione, potresti chiederti come sia possibile interrompere una relazione disfunzionale senza sentirti “una persona cattiva” o incapace.

In realtà, rompere il legame può essere un atto di coraggio e cura verso te stesso.

Per affrontare il cambiamento, possono essere utili alcuni supporti concreti:

  • una rete di persone fidate
  • una routine che ti dia stabilità
  • confini chiari con il partner
  • un supporto psicologico mirato

L’ansia da separazione, intesa in senso comune come ansia legata al distacco, e la paura di stare soli sono reazioni frequenti: con il tempo e gli strumenti giusti possono ridursi.

Se però diventano intense, persistenti e pervasive, può essere utile parlarne con un professionista.

Come separarsi: i primi passi e il coraggio di farlo

Prima di affrontare il confronto con il partner, può essere importante prepararsi con attenzione.

Ecco alcuni passi utili:

  1. Definire tempi realistici: non sempre è possibile agire subito. È importante darsi il tempo necessario per organizzare le cose, senza procrastinare all’infinito.
  2. Valutare casa e logistica: dove andare e come gestire la quotidianità, soprattutto se ci sono figli.
  3. Verificare le risorse economiche essenziali: capire se si è autonomi o se serve chiedere aiuto.
  4. Identificare chi può offrire supporto: amici, familiari e professionisti.
  5. Chiarire cosa comunicare e cosa rimandare: non è necessario dire tutto subito; alcune informazioni possono essere condivise in un secondo momento.
  6. Prepararsi a gestire documenti e questioni pratiche: senza entrare nei tecnicismi, è utile avere un’idea delle procedure da seguire.

Prima di agire, è fondamentale chiarire a sé stessi le motivazioni e il punto di non ritorno, ovvero capire quando non è più possibile tornare indietro. Questo aiuta a evitare messaggi ambigui che possono prolungare la sofferenza di entrambi.

Separarsi non è solo un desiderio emotivo (“vorrei scappare”), ma una scelta consapevole da comunicare con rispetto (“ho deciso”).

Prepararsi alla conversazione: ansia, tristezza e colpa

La decisione di separarsi, anche quando presa con consapevolezza, può generare un turbinio di emozioni complesse. Ansia, tristezza, senso di colpa, vergogna, rabbia e irritabilità sono reazioni comuni.

A volte possono arrivare “di colpo” e sembrarci quasi automatiche: in un documento divulgativo del progetto Erasmus+ vengono descritte come risposte che possono attivarsi rapidamente di fronte a perdita e cambiamento, anche con una componente corporea, riprendendo anche contributi divulgativi (per esempio quelli di Lisa Feldman Barrett) (Pârvulescu et al., 2017).

In situazioni di forte stress emotivo, queste emozioni possono intensificarsi e manifestarsi anche a livello corporeo attraverso:

  • disturbi del sonno
  • tensione muscolare
  • stanchezza persistente.

In questi momenti può essere utile ancorarsi a una frase che ricordi la necessità di tutelare il proprio benessere, come: “Sto agendo per il mio equilibrio emotivo”.

Se l’ansia diventa ingestibile, il supporto di un professionista può fare la differenza.

Strategie pratiche per calmare l’ansia prima di parlare

Affrontare una conversazione difficile richiede calma e centratura.

Due tecniche rapide possono aiutarti: il respiro 4-7-8 (inspira per 4 secondi, trattieni per 7, espira per 8) e il grounding dei 5 sensi (elenca mentalmente 5 cose che vedi, 4 che tocchi, 3 che senti, 2 che annusi, 1 che assapori).

Scrivere e provare il discorso può aumentare la sicurezza.

Evita alcol, discussioni notturne o momenti già tesi.

Scegli un alleato (amico, familiare, professionista) e un piano B: se l’ansia è eccessiva, rimanda di 24-48 ore, comunicando il bisogno di tempo.

Vera Arsic - Pexels

Come dirlo al partner: parole, tono e contesto

Capire come chiedere la separazione è un processo complesso, in cui la chiarezza è fondamentale.

Dire al partner che vuoi chiudere richiede coraggio e delicatezza: l’obiettivo è essere onesti senza infierire, unendo chiarezza e rispetto.

Anche momento e luogo contano: può essere meglio scegliere un contesto con privacy e tempo sufficiente, evitando di comunicare una decisione così importante tra un impegno e l’altro.

Può aiutare parlare in prima persona (“io sento”, “io ho deciso”), così da esprimere il tuo punto di vista senza trasformare la conversazione in una lista di accuse, e mantenere confini chiari.

Allo stesso modo, è importante non dare false speranze: promettere ripensamenti solo per calmare il dolore spesso finisce per prolungare la sofferenza di entrambi.

Infine, la sicurezza viene prima di tutto: se temi reazioni aggressive o intimidatorie, non affrontare il confronto da solo e cerca un supporto esterno.

Nelle situazioni di violenza domestica, infatti, gli autori sono indicati soprattutto come partner attuali (50%) e ex partner (21%) (Istat, 2025).

In questi casi può essere utile sapere che esistono servizi a cui potersi rivolgere per ottenere consulenze anonime e gratuite e un numero verde attivo 24 ore su 24, il 1522), che può aiutare a pianificare la separazione in modo più sicuro, soprattutto quando c’è violenza o controllo economico .

Frasi e messaggi per comunicare la separazione

Trovare le parole giuste per comunicare la separazione è difficile; per questo può essere utile preparare alcune frasi.

Puoi partire da queste:

  • “Ho riflettuto molto e credo che la separazione sia la scelta migliore per entrambi.”
  • “Sento che il nostro percorso insieme è arrivato al capolinea.”
  • “Ti rispetto profondamente, ma non sento più di essere la persona giusta per te.”
  • “È una decisione difficile, ma credo che sia giusto separarci.”
  • “Voglio essere onesto/a con te: i miei sentimenti sono cambiati.”

Evita invece:

  • Ultimatum manipolatori: “Se non cambi, ti lascio.”
  • Dettagli inutilmente ferenti: “Mi fai schifo.”
  • Confronti con terze persone: “Con lui/lei sarebbe diverso.”

In alcuni casi, scrivere una lettera o un messaggio può essere un ponte per avviare la conversazione, ma non deve trasformarsi in un attacco.

Gestire le reazioni: rabbia, rifiuto e trattative

Quando comunichi una separazione, il tuo partner potrebbe reagire con rabbia, rifiuto o tentativi di trattativa. Potresti trovarti di fronte a shock, negazione, pianto o richieste di una seconda possibilità.

In questi momenti, è fondamentale mantenere confini chiari, fare pause se necessario e usare un tono calmo.

Frasi di de-escalation come “Capisco che sia doloroso, ne riparliamo tra un’ora con calma” possono aiutare.

Se la separazione non è consensuale, potresti affrontare pressioni, colpevolizzazioni o ricatti emotivi.

Dopo la conversazione, è importante definire tempi e spazi, limitare le comunicazioni all’essenziale ed evitare vendette.

Se ci sono figli: cosa dire e come proteggerli

Quando ci sono figli, la separazione richiede un’attenzione speciale.

I bambini hanno bisogno di parole semplici, di assenza di colpe e di rassicurazioni sulla continuità dell’amore e della cura.

Ecco quattro principi chiave:

  • Comunicare con chiarezza e delicatezza, adattando il messaggio all’età dei figli.
  • Evitare di attribuire colpe o di coinvolgere i figli nei conflitti di coppia.
  • Non usare i figli come messaggeri o alleati, per proteggerli da ansia, senso di colpa e lealtà divisa.
  • Ribadire che la coppia finisce, ma la responsabilità genitoriale resta: la co-genitorialità è un impegno condiviso.

Se la situazione diventa troppo complessa, è utile chiedere supporto a uno psicologo, a un servizio di mediazione familiare o a un percorso di sostegno alla genitorialità.

Errori da evitare e cosa fare per il divorzio

Affrontare la fine di un matrimonio è un processo complesso, che richiede attenzione per evitare errori che possono peggiorare la situazione.

Ecco cinque errori da non commettere prima di separarsi:

  • minacciare la separazione per ottenere attenzione o cambiamenti
  • coinvolgere terze persone nella comunicazione della decisione
  • interrompere improvvisamente ogni contatto (ghosting)
  • focalizzarsi esclusivamente sulle colpe del partner
  • chiedere perdono e ritirare la decisione senza reale convinzione.

Sul piano pratico, in vista del divorzio, è importante informarsi sulle procedure legali, proteggere i figli da conflitti eccessivi, chiarire le risorse economiche disponibili e, quando possibile, cercare un confronto civile con il partner.

Una lettera può essere utile per mettere ordine nelle idee, soprattutto se il dialogo diretto è troppo difficile.

Tuttavia, in situazioni di conflitto elevato o di timore per la propria sicurezza, è preferibile affidare la comunicazione a un legale.

Ricorda che la tutela dei figli e la gestione delle risorse economiche sono priorità organizzative da affrontare con serietà e responsabilità.

Un nuovo inizio

La separazione può rappresentare un nuovo inizio, ma è normale sentirsi disorientati di fronte al cambiamento.

Dopo la fine di una relazione importante, è comune attraversare un periodo di lutto, solitudine e ricostruzione dell’identità.

L’ansia legata al distacco e la paura di restare da soli sono reazioni comprensibili.

Tuttavia, con il tempo, è possibile creare nuove basi per la propria vita.

Se ti ritrovi in uno stato di blocco, con insonnia persistente o attacchi di panico, o se riconosci una dipendenza affettiva, potrebbe essere il momento di chiedere aiuto psicologico.

Ricorda che separarsi non significa fallire, ma può rappresentare la scelta di costruire un contesto più sano per te.

Se senti di aver bisogno di supporto, con Unobravo puoi iniziare un percorso di psicoterapia e affrontare questa fase di cambiamento con maggiore serenità.

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