Fiammenghi (2012) specifica che il termine esaurimento nervoso è un’espressione popolare italiana che comprende diversi sintomi legati alla sofferenza psichica.
Anche Galimberti (2018) dedica una voce del Nuovo Dizionario di Psicologia, Psichiatria, Psicoanalisi e Neuroscienze al termine. Esso non ha un preciso significato scientifico e verrebbe utilizzato per descrivere qualsiasi disturbo psichico.
Nel vecchio linguaggio medico con esaurimento ci si riferiva a processi di indebolimento dell’organismo con conseguente modifica della condizione psico-fisica. Galimberti prosegue distinguendo tra:
- esaurimento fisico caratterizzato da debolezza muscolare e disturbi della coordinazione con impatto su respirazione e attività cardio-circolatoria;
- esaurimento psichico caratterizzato da disturbi del sonno, della percezione, della concentrazione, del pensiero.

Cosa significa "avere un esaurimento nervoso"?
Preoccupazioni, pensieri ed eventi spiacevoli provocherebbero uno stato di tensione capace di determinare modificazioni del sistema nervoso da un punto di vista fisico e chimico.
Persone particolarmente responsabili, scrupolose e dedite al lavoro sarebbero maggiormente predisposte (Galimberti, 2018). Non si tratta dunque di un disturbo affettivo, come la Depressione, né di una sindrome ansiosa. Ognuno di noi incontra nella propria quotidianità situazioni stressanti.
Lo stress può essere buono (eustress). In questo caso ci spinge a mettere in moto risorse ed energie che permettono di crescere e cambiare. Quando però sentiamo di non avere risorse sufficienti ad affrontare una situazione, sperimentiamo una sensazione di esaurimento emotivo con specifici sintomi in risposta al distress (stress negativo). L’esaurimento nervoso si configura quindi come una risposta del nostro organismo impegnato nel tentativo, più o meno adattivo, di affrontare le sfide dell’ambiente.
Il fatto che il termine sia stato spesso impiegato in modo generico e confuso per indicare diversi pattern di sintomi ascrivibili a sofferenza psichica, ha rischiato e rischia di sminuirne la portata e la valenza clinica.
I sintomi dell’esaurimento nervoso
Tra i sintomi da esaurimento nervoso troviamo:
- Disturbi del sonno come insonnia, difficoltà nell’addormentamento, risvegli frequenti;
- Difficoltà di concentrazione e memoria che interferiscono nelle attività della quotidianità;
- Disturbi somatici che vanno dalla percezione di cronica stanchezza e debolezza, a dolori muscolari, cefalee e problemi intestinali;
- Burnout emotivo con perdita di motivazione e della capacità di empatizzare con altre persone (colleghi e familiari);
- Ansia e deflessione del tono dell’umore;
- Disturbi neurologici transitori come vertigini, tensioni e tremori.
Esaurimento nervoso: quanto dura?
Può essere utile ricordare che l’esaurimento nervoso si concretizza in risposta ad un momento di stress acuto rispetto al quale il soggetto non sente di avere sufficienti risorse. Si può trattare di una circostanza complessa o sfavorevole in ambito lavorativo o familiare oppure di un trauma, i cui effetti devono avere durata di almeno 3 mesi.
Può essere utile ricordare che nessuna risorsa trovata su Internet può sostituire la diagnosi di un professionista medico o psicologo. Inoltre gli eventi stressanti possono verificarsi in diverse aree della vita di una persona (lavorativa, familiare, sociale). Di conseguenza si possono trovare test per la rilevazione di forme specifiche di stress.
Esaurimento nervoso: cause
Si possono distinguere diverse cause dell’esaurimento nervoso:
- Cause lavorative: licenziamento, mobbing, situazioni professionali che superano le capacità di coping da parte del soggetto alla luce delle risorse percepite con conseguente burnout e stress lavoro correlato, cambi di ruolo o carriera compreso il pensionamento), all’ambito familiare e alle relazioni di coppia (lutti, separazioni, disabilità, carichi assistenziali e di cura connessi alla compassion fatigue);
- Cause biologiche legate a declino fisico (ad esempio connesso all’invecchiamento), a modificazioni corporee (perdita o aumento di peso) che possono essere collegate a particolari condizioni ormonali (ad esempio le trasformazioni connesse alla menopausa o a patologie tiroidee).
- Cause sociali legate alla perdita o alla trasformazione del proprio ruolo all’interno di una comunità e delle relazioni sociali (ad esempio in seguito a conflitti o contrasti connessi alla partecipazioni ad associazioni o istituzioni) o alla perdita della stima che si percepisce da parte di altre persone.
Esaurimento nervoso: una questione di genere?
L’antropologia medica mette in evidenza come numerose manifestazioni legate ai nervios (Pizza, 2005) siano legate al genere. Particolari condizioni sociali, lavorative, relazionali e familiari, portano il genere femminile a trovare forme di comunicazione del disagio basate sull’incorporazione e successiva somatizzazione del malessere. Se a queste considerazioni aggiungiamo maggiori livelli di stress a cui il genere femminile è sottoposto per questioni lavorative e di carico assistenziale da gestire in famiglia, possiamo ipotizzare aumentati fattori di rischio per la salute mentale delle donne.

Trattamento dell'esaurimento nervoso
Il primo passo utile è quello di rivolgersi ad uno specialista (medico o psicologo psicoterapeuta) nel momento in cui si avverte che una situazione familiare, lavorativa, sociale fa sperimentare sensazioni di impotenza tali da bloccare nella convinzione di non avere sufficienti risorse per affrontarla. Qualora venga riscontrata una dimensione di disagio e sofferenza mentale assimilabile a quanto sopra descritto, come si cura l’esaurimento nervoso?
Di seguito le principali strategie per rispondere al disagio connesso a questa forma di risposta disadattiva allo stress:
- Interventi farmacologici: devono essere valutati e prescritti soltanto dal medico. In prima istanza può trattarsi del proprio medico di base, oppure in seconda battuta di uno specialista psichiatra o, nel caso dello stress lavoro correlato, medico del lavoro;
- Sostegno psicologico: può essere utile svolgere una valutazione complessiva dell’intensità dei disturbi per capire se sia necessario l’intervento farmacologico e se sia utile affiancare ad esso un percorso di sostegno psicologico o psicoterapeutico nel quale mettere in evidenza strategie per affrontare le situazioni stressanti ed eventuali causa profonde della difficoltà nell’affrontare una determinata situazione;
- Tecniche di meditazione, mindfulness, esercizi di respirazione preferibilmente inseriti all’interno di un percorso con un professionista medico o psicologo che possa valutare l’evoluzione della situazione clinica.
Sottovalutare i sintomi di questa forma di disagio può infatti causare lo sviluppo di disturbi cronici di marca ansioso-depressiva. Da acuta la sofferenza può diventare cronica. Per questo motivo può essere particolarmente utile lavorare sulla prevenzione.
Esaurimento nervoso: si può prevenire?
Uno degli strumenti più importanti di prevenzione può essere la formazione da declinare in diversi ambiti:
- In ambito lavorativo può essere importante promuovere interventi di formazione con la finalità di costruire ambienti che sappiano riconoscere e ridurre lo stress lavoro correlato (ambientale, relazionale, legato ai carichi di lavoro). La formazione potrebbe inoltre permettere ai singoli lavoratori di riconoscere precocemente situazioni stressanti. Del resto anche il Decreto Legge 81 del 2008, Testo unico in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, dedica particolare attenzione alle condizioni di stress lavorativo;
- Nell’ambito della salute pubblica può essere importante proporre interventi di formazione con la finalità di promuovere il benessere emotivo attraverso strategie di riconoscimento e gestione dello stress.
Inoltre può essere importante la sensibilizzazione a livello sociale con la finalità di ridurre lo stigma circa tutte le forme di disagio mentale.
Spesso infatti la persona che va incontro a esaurimento nervoso viene considerata debole e individui e famiglie sembrano in difficoltà nell’affrontare il malessere per paura del giudizio. Rompere questi schematismi diviene tuttavia fondamentale per permettere di riconoscere precocemente forme di disagio che, se trascurate, possono diventare croniche e insidiose.
Avere aiuto è possibile
Formare, informare, sensibilizzare: 3 azioni fondamentali per promuovere il riconoscimento e la presa in carico precoce di situazioni di disagio derivanti da stress. Momenti di crisi possono essere incontrati da chiunque e non dipendono dalla debolezza del singolo. Stigmatizzazione e sottovalutazione contribuiscono alla cronicizzazione dell’esaurimento nervoso in forme più durature di sofferenza psichica. Se senti che l'esaurimento ti sta mettendo in difficoltà e vorresti un aiuto, compila il questionario e un professionista adatto a te sarà pronto a sostenerti in questo percorso.




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