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Psicologo in azienda: perché?

Psicologo in azienda: perché?
Psicologo in azienda: perché?logo-unobravo
Rossella Vono
Redazione
Psicologa ad orientamento Funzionale Integrato
Unobravo
Pubblicato il


Già verso la metà degli anni Ottanta, soprattutto negli Stati Uniti, la psicologia è entrata nelle aziende con le cosiddette pratiche di coaching, attraverso figure che aiutassero a raggiungere gli obiettivi prefissati supportando il personale a realizzare il proprio potenziale.

In Italia, invece, abbiamo dovuto aspettare altro tempo per portare la psicologia all’interno delle imprese e, inizialmente, solo per i programmi di formazione e per i processi di selezione e ricerca del personale. In questo articolo vedremo cosa fa uno psicologo in azienda.


Il vantaggio di avere uno psicologo in azienda

Le piccole e medie imprese, che da qualche anno hanno introdotto la figura dello psicologo come vero e proprio specialista a sostegno del dipendente e alla guida del Board aziendale per affinare Vision e Mission, oggi cominciano a trarne vantaggio.

La presenza dello psicologo porta benefici sia ai singoli che all’intera organizzazione. Ad esempio:

  • Favorisce un clima disteso negli uffici
  • Facilita l’interscambio di feedback tra i team
  • Fornisce ai singoli supporto nel coltivare il proprio benessere individuale
  • Migliora le skill personali di ogni individuo

Un solo dipendente appagato può fare la differenza. Così come un sasso lanciato nel lago, l’effetto positivo su di lui si espande a macchia d’olio e il benessere diventa collettivo. La qualità dell’ equilibrio psicofisico ha necessariamente ripercussioni sull’ambiente di lavoro; perciò la coltivazione della soddisfazione nei luoghi di lavoro non è un’utopia.


Il benessere aziendale

Investire risorse economiche per trovare uno psicologo per l’azienda, vuol dire investire nel futuro e nel successo della stessa. Tutti gli psicologi sosterrebbero che le emozioni positive predispongono in modo naturale alla cooperazione e all’onestà. All’interno delle aziende che si affidano a uno psicologo, si riscontra una maggior numero di talenti attratti e mantenuti. 

Immaginiamo un triangolo isoscele al cui vertice poniamo il punto 1. I punti alla base invece sono il 2 ed il 3.

  1. Benessere economico; 
  2. Benessere della collettività delle risorse umane; 
  3. Benessere dei singoli dipendenti.

È chiaro che il punto 2 e il punto 3 concorrono al raggiungimento del punto 1, senza il quale l’azienda non può sopravvivere 

Mikhail Nilov - Pexels

Un esempio concreto

Poco dopo la morte di Umberto Agnelli nel 2004, l’allora nuovo CEO di Fiat Sergio Marchionne sapeva di essere il nuovo capo di un’azienda storica, ma sull’orlo del fallimento. Dichiarò più tardi:

 “Ho cambiato tutto: come faccio a chiedere un prodotto di qualità agli operai e farli vivere in uno stabilimento così degradato?”


Nel libro “Il coraggio di cambiare”, sintesi dei suoi discorsi tenuti all’Università Bocconi, Marchionne racconta il suo voler guardare al ruolo del manager quale fonte primaria di cambiamento e leadership. Quale modo migliore per apportare un miglioramento aziendale se non quello di affiancare al manager la figura guida dello psicologo?


Il disagio psicologico del dipendente

Anche Marchionne ci dice che la qualità del prodotto che si vende, passa anche dalla soddisfazione della persona che lo produce. 

Non è difficile immaginare come l’insofferenza possa aumentare se ad aspettarci in ufficio ci sono un rumore incessante, la puzza dello spogliatoio sporco e l’assenza di collaboratori essenziali a causa di malattia o infortunio. Escluse le ore di sonno, il posto di lavoro è l’ambiente in cui si passa la maggior  parte del tempo: l'appoggio di uno psicologo che in maniera professionale segua le strategie e mission aziendali fornisce un valido aiuto sia per il datore di lavoro che per il dipendente.

Lavorare come psicologo in azienda significa quindi essere promotore della creazione di un contesto lavorativo sicuro e in cui il benessere organizzativo diventa la priorità.


Andrea Piacquadio - Pexels


Il contributo dello psicologo

Oggi come oggi, per attivare un servizio di psicologia in azienda, non servono presenza costante del professionista e spazi fisici adibiti allo scopo. Grazie alla comunicazione online è possibile fornire un servizio anche senza lasciare il proprio ufficio, con il vantaggio aggiuntivo di poter mantenere la propria privacy.

Molto spesso, chi dirige il business non può comprendere fino in fondo l’esperienza quotidiana dei collaboratori ma, assumendo un esperto, si potranno valutare le esigenze dell’organizzazione secondo un punto di vista diverso e più obiettivo.  

Il Welfare aziendale non passa soltanto per soluzioni materiali. Ci sono anche soluzioni relazionali di più ampio respiro. Ricordiamoci di affidarci a un professionista esperto, psicologo e psicoterapeuta, che utilizzi tecniche e strumenti della professione con competenza.


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