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Mobbing: cos’è, come riconoscerlo e affrontarlo dal punto di vista psicologico

Mobbing: cos’è, come riconoscerlo e affrontarlo dal punto di vista psicologico
Monica Margiotta
Psicologa ad orientamento Cognitivo-Comportamentale
Redazione
Unobravo
Articolo revisionato dalla nostra redazione clinica
Ultimo aggiornamento il
25.12.2025
Mobbing: cos’è, come riconoscerlo e affrontarlo dal punto di vista psicologico
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Secondo un rapporto pubblicato dall’ISTAT nel 2023, circa il 14% dei lavoratori italiani ha dichiarato di aver subito comportamenti vessatori o umiliazioni sul posto di lavoro.

Un’altra indagine condotta dall’Agenzia Europea per la Sicurezza e la Salute sul Lavoro (EU-OSHA, 2022) ha fatto emergere come il 22% dei lavoratori in Europa abbia sperimentato nel corso della propria vita, tra i vari problemi sul lavoro, episodi di mobbing o molestie.

In questo articolo esploreremo insieme il fenomeno del mobbing, i suoi effetti e le strategie per affrontarlo.

Mobbing: cosa significa e come si manifesta

Il termine mobbing deriva dal verbo inglese “to mob”, che significa “accerchiare, assalire in gruppo”. L’etimologia riflette il comportamento vessatorio tipico di questa dinamica: si tratta di azioni deliberate, ripetute e mirate a colpire una persona all’interno di un contesto lavorativo. Un esempio può essere il demansionamento o una forte marginalizzazione, situazioni in cui si parla anche di straining.

Heinz Leymann, psicologo svedese, ha introdotto per la prima volta il concetto negli anni ’80, definendo il mobbing come “un’escalation di conflitti sul posto di lavoro in cui una persona viene sistematicamente attaccata dai colleghi o dai superiori”.

Secondo Leymann (1996), il mobbing non si limita a un singolo episodio ma si riferisce a una serie di azioni protratte nel tempo, come insulti, esclusione deliberata, critiche immotivate o sabotaggio del lavoro.

Questi comportamenti generano un clima di isolamento e insicurezza, compromettendo il benessere lavorativo e la sicurezza rispetto alla propria professionalità.

Mobbing orizzontale e verticale

Sono stati individuati diversi tipi di mobbing. Una distinzione importante è quella tra mobbing orizzontale e mobbing verticale.

  • mobbing orizzontale: si verifica tra colleghi sullo stesso livello gerarchico, spesso alimentato da rivalità personali, gelosie professionali o dinamiche di gruppo tossiche. Un esempio è l’esclusione da progetti importanti o la derisione pubblica per errori commessi.
  • mobbing verticale: coinvolge superiori o subordinati ed è suddivisibile in mobbing verticale discendente e ascendente. Nel primo caso, un superiore utilizza il proprio potere per umiliare o danneggiare un dipendente; nel secondo, un gruppo di subordinati si coalizza contro un superiore.

Le conseguenze del mobbing orizzontale o verticale possono includere senso di isolamento, svalutazione e difficoltà nel reagire, soprattutto in contesti aziendali privi di un sistema efficace di gestione dei conflitti.

Kaboompics.com - Pexels

Cause del mobbing e possibili fattori scatenanti

Il mobbing sul lavoro nasce da una complessa interazione tra fattori individuali e organizzativi. Le dinamiche di potere giocano un ruolo centrale: il desiderio di controllo o la volontà di eliminare una persona percepita come minaccia può innescare comportamenti vessatori. Un ambiente lavorativo caratterizzato da mancanza di trasparenza, competitività estrema o assenza di una leadership positiva, favorisce lo sviluppo di condotte di mobbing, insieme a una gestione inadeguata dei conflitti: qualora, infatti, questi non vengano affrontati tempestivamente possono degenerare in veri e propri comportamenti di abuso.

Mobbing e genere

Un aspetto spesso trascurato è il legame tra mobbing e genere, soprattutto in relazione alle molestie. Le donne risultano particolarmente esposte a questa forma di abuso, che può manifestarsi attraverso sessismo, commenti inappropriati o esclusione sistematica. Studi recenti hanno evidenziato una prevalenza femminile del 65% tra i casi di mobbing, con le donne più spesso colpite rispetto agli uomini (Tonini et al., 2011).

Secondo uno studio dell’Agenzia Europea per i Diritti Fondamentali (FRA, 2022), una donna su tre ha subito nel corso della propria vita delle molestie sul lavoro, con frequenti sovrapposizioni tra mobbing e discriminazioni di genere.

È importante distinguere i due fenomeni: il mobbing sul posto di lavoro si riferisce a comportamenti sistematici di vessazione, indipendentemente dal genere, mentre le molestie di genere includono qualsiasi forma di discriminazione, abuso o violenza basata sul sesso o sull’identità di genere.

Ilmobbing può essere accompagnato da atteggiamenti sessisti o da episodi di molestie fisiche o verbali, soprattutto in contesti lavorativi ancora segnati da stereotipi di genere o squilibri di potere tra uomini e donne.

Fitzgerald e Cortina (2018) osservano che le donne che subiscono molestie legate al genere sul lavoro hanno anche una probabilità significativamente più alta di essere vittime di mobbing subdolo e sistematico, come l’esclusione da decisioni importanti o il sabotaggio delle loro attività. Questo può portare a conseguenze psicologiche ancora più gravi, come lo sviluppo di ansia, depressione e senso di isolamento.

Mobbing: effetti psicologici e sintomi sulle vittime

Le conseguenze del mobbing sulla salute possono essere molto pesanti per chi lo subisce, coinvolgendo sia il corpo sia la mente.

Tra i sintomi fisici più comuni ci sono mal di testa cronico, disturbi gastrointestinali, insonnia e stanchezza persistente.

Sul piano psicologico, invece, le persone che subiscono mobbing possono manifestare:

  • ansia e attacchi di panico
  • depressione
  • diminuzione dell’autostima
  • difficoltà di concentrazione e perdita di fiducia nelle proprie capacità.
Kaboompics.com - Pexels

Come sottolineato da Einarsen e colleghi (2020) in Bullying and harassment in the workplace, le persone che subiscono mobbing hanno un rischio significativamente maggiore di sviluppare patologie cardiovascolari e depressione rispetto alla popolazione generale.

Disturbi psicologici associati al mobbing: il punto della letteratura clinica

Approfondendo quanto già anticipato, econdo il DSM-5-TR (Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali, American Psychiatric Association, 2022), l'esposizione prolungata a situazioni di stress lavorativo come il mobbing può contribuire allo sviluppo di:

  • Disturbo d'ansia generalizzata;
  • Disturbo depressivo maggiore;
  • Disturbo da stress post-traumatico (PTSD);
  • Disturbi psicosomatici.

Questi disturbi non solo compromettono la qualità della vita della persona, ma possono anche influire negativamente sulle relazioni personali e sulla capacità di mantenere un impiego. È importante sottolineare che la diagnosi e il trattamento di tali condizioni devono essere affidati a professionisti della salute mentale, che possono aiutare la vittima a riconoscere i sintomi e a intraprendere un percorso di recupero.

Mobbing e supporto psicologico

La psicologia offre strumenti molto utili per gestire gli effetti psicologici del mobbing. In particolare, gli approcci e le tecniche possono includere:

  • psicoterapia cognitivo-comportamentale (CBT), per supportare le vittime nel riconoscimento e nella modifica dei pensieri negativi legati all’esperienza di mobbing
  • terapia di gruppo, per favorire la condivisione degli eventi vissuti e offrire supporto emotivo anche attraverso il confronto con persone che hanno affrontato situazioni simili
  • tecniche di gestione dello stress, come la mindfulness e il rilassamento muscolare progressivo, che possono aiutare nella riduzione dello stress da lavoro correlato e nel miglioramento del benessere generale.

Per molte persone che hanno subito mobbing, il ritorno al lavoro può essere una sfida complessa. I programmi di riabilitazione psicologica e supporto possono essere utili per ricostruire l’autostima, gestire eventuali conflitti futuri e riconoscere i segnali di un ambiente tossico, così da evitarlo.

Guida pratica: come agire in caso di mobbing

Affrontare il mobbing sul lavoro può sembrare un'impresa difficile, ma esistono strategie concrete che possono aiutare a tutelarsi e a gestire la situazione in modo efficace. Ecco alcuni passaggi pratici da considerare:

  • Raccogliere prove: è fondamentale documentare ogni episodio di mobbing. Può essere utile conservare email, messaggi, note scritte, testimonianze di colleghi e qualsiasi altro elemento che possa dimostrare la sistematicità dei comportamenti vessatori.
  • Tenere un diario degli eventi: annotare con precisione date, orari, luoghi e descrizione dei fatti aiuta a ricostruire la sequenza degli episodi e a fornire un quadro chiaro in caso di necessità.
  • Rivolgersi alle risorse interne: molte aziende dispongono di figure come il responsabile delle risorse umane, il medico competente o il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, a cui è possibile segnalare la situazione in modo confidenziale.
  • Cercare supporto psicologico: il confronto con uno psicologo può aiutare a gestire lo stress, rafforzare l'autostima e sviluppare strategie di coping efficaci per affrontare il disagio emotivo legato al mobbing.
  • Valutare l'assistenza legale: un avvocato esperto in diritto del lavoro può fornire indicazioni sulle tutele previste dalla legge e sulle possibili azioni da intraprendere, anche in assenza di una normativa specifica sul mobbing.

Questi passaggi aiutano a proteggere i propri diritti e rappresentano un primo passo verso il recupero del benessere personale e professionale. Ricordare che chiedere aiuto non è mai un segno di debolezza, ma un atto di coraggio e autodifesa.

Esempi concreti di mobbing: riconoscere le dinamiche

Per comprendere meglio come si manifesta il mobbing sul lavoro, può essere utile analizzare alcuni esempi concreti, ispirati a casi reali (opportunamente anonimizzati) descritti nella letteratura scientifica e nella pratica clinica.

  • Isolamento sistematico: una dipendente viene esclusa regolarmente dalle riunioni di team e dalle comunicazioni interne, senza una motivazione chiara. Questo comportamento la porta a sentirsi invisibile e a dubitare delle proprie capacità.
  • Critiche costanti e immotivate: un lavoratore riceve feedback negativi su ogni aspetto del suo operato, anche quando svolge correttamente i compiti assegnati. Le critiche sono spesso pubbliche e accompagnate da toni umilianti.
  • Svalutazione delle competenze: un impiegato con anni di esperienza viene improvvisamente demansionato e privato delle sue responsabilità, senza alcuna spiegazione, con l'obiettivo di spingerlo alle dimissioni.
  • Diffusione di voci e calunnie: una collega diventa oggetto di pettegolezzi e false accuse che minano la sua reputazione all'interno dell'azienda, generando un clima di sfiducia e isolamento.

Questi esempi mostrano come il mobbing possa assumere forme diverse, spesso sottili e difficili da dimostrare. Riconoscere tempestivamente queste dinamiche è il primo passo per intervenire e proteggere la propria salute psicologica.

Mobbing a lavoro: cosa fare?

Sebbene non esista una legge sul mobbing, l’articolo 2087 del Codice Civile obbliga il datore di lavoro a tutelare la salute fisica e psicologica dei dipendenti. Inoltre, i casi di mobbing possono rientrare nelle norme contro le discriminazioni e i comportamenti illeciti sul lavoro.

Le aziende stesse possono giocare un ruolo cruciale nella prevenzione di condotte vessatorie, promuovendo una conoscenza approfondita del fenomeno del mobbing e garantendo una formazione efficace sia per i lavoratori che per i datori di lavoro.

Questo può essere realizzato formando manager e dipendenti sulla gestione dei conflitti, attuando politiche di tolleranza zero verso chi compie abusi e predisponendo sistemi anonimi di segnalazione per individuare tempestivamente situazioni a rischio.

Unobravo può aiutarti

Il mobbing sul lavoro è un problema che richiede attenzione, sia da parte delle vittime che dei datori di lavoro. Nonostante le difficoltà, è importante ricordare che nessuno è solo: il supporto psicologico e una consulenza legale possono fare la differenza e costituire il primo passo verso un maggiore benessere.

Se pensi di essere vittima di mobbing o desideri supportare una persona cara che sta vivendo questa situazione, puoi affidarti a Unobravo. Inizia il questionario gratuito per trovare lo psicologo più adatto alle tue esigenze e fare il primo passo verso un percorso di ascolto e benessere psicologico.

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