Il mobbing sul lavoro rappresenta una delle forme più subdole di disagio all’interno dell’ambito professionale, poiché le dinamiche che ne derivano vengono spesso sottovalutate o considerate normali. Un'indagine condotta dall’Agenzia Europea per la Sicurezza e la Salute sul Lavoro (EU-OSHA, 2022) ha fatto emergere come il 22% dei lavoratori in Europa abbia sperimentato nel corso della propria vita, tra i vari problemi sul lavoro, episodi di mobbing o molestie.
Questi dati si traducono in milioni di persone colpite, con effetti negativi riscontrabili non solo sulla produttività aziendale, ma soprattutto sulla loro salute fisica e mentale. Le conseguenze del mobbing sulla salute possono includere stress cronico, problemi psicosomatici e, nei casi più gravi, il ritiro definitivo dal mondo del lavoro. Tuttavia, nonostante la gravità del problema, molte vittime non denunciano il mobbing, sia per paura di ritorsioni sia per la difficoltà di averne un’evidenza concreta.
In questo articolo esploreremo il significato del mobbing, come si manifesta, quali sono i suoi effetti psicologici, come è possibile affrontarlo con il supporto della psicologia e quali azioni si possono intraprendere per tutelarsi.
Mobbing: cosa significa e come si manifesta
Il termine mobbing deriva dal verbo inglese “to mob”, che significa “accerchiare, assalire in gruppo”. L’etimologia riflette azioni deliberate, ripetute e mirate a colpire una persona all’interno di un contesto lavorativo. Un esempio può essere il demansionamento o una forte marginalizzazione, situazioni che, in alcuni casi, possono essere ricondotte al fenomeno dello straining.
Lo psicologo Heinz Leymann è considerato uno dei principali studiosi del fenomeno e ha contribuito in modo determinante alla sua definizione e diffusione scientifica negli anni ’80. Secondo Leymann, il mobbing consiste in una serie di comportamenti ostili e sistematici che espongono una persona a una condizione di progressiva emarginazione nel contesto lavorativo.
Secondo Leymann (1996), il mobbing non si limita a un singolo episodio ma si riferisce a una serie di azioni protratte nel tempo, come insulti, esclusione deliberata, critiche immotivate o sabotaggio del lavoro. Questi comportamenti generano un clima di isolamento e insicurezza, compromettendo il benessere lavorativo e la sicurezza rispetto alla propria professionalità.
Esempi concreti di mobbing: riconoscere le dinamiche
Per comprendere meglio come si manifesta il mobbing sul lavoro, può essere utile analizzare alcuni esempi concreti, ispirati a casi reali (opportunamente anonimizzati) descritti nella letteratura scientifica e nella pratica clinica.
- Isolamento sistematico: una dipendente viene esclusa regolarmente dalle riunioni di team e dalle comunicazioni interne, senza una motivazione chiara. Questo comportamento la porta a sentirsi invisibile e a dubitare delle proprie capacità.
- Critiche costanti e immotivate: un lavoratore riceve feedback negativi su ogni aspetto del suo operato, anche quando svolge correttamente i compiti assegnati. Le critiche sono spesso pubbliche e accompagnate da toni umilianti.
- Svalutazione delle competenze: un impiegato con anni di esperienza viene improvvisamente demansionato e privato delle sue responsabilità, senza alcuna spiegazione, con l'obiettivo di spingerlo alle dimissioni.
- Diffusione di voci e calunnie: una collega diventa oggetto di pettegolezzi e false accuse che minano la sua reputazione all'interno dell'azienda, generando un clima di sfiducia e isolamento.
Questi esempi mostrano come il mobbing possa assumere forme diverse, spesso sottili e difficili da dimostrare. Riconoscere tempestivamente queste dinamiche è il primo passo per intervenire e proteggere la propria salute psicologica.
Mobbing orizzontale e verticale
Sono stati individuati diversi tipi di mobbing. Una distinzione importante è quella tra mobbing orizzontale e mobbing verticale:
- Mobbing orizzontale: si verifica tra colleghi sullo stesso livello gerarchico, spesso alimentato da rivalità personali, gelosie professionali o dinamiche di gruppo tossiche. Un esempio è l’esclusione da progetti importanti o la derisione pubblica per errori commessi.
- Mobbing verticale: coinvolge superiori o subordinati ed è suddivisibile in mobbing verticale discendente e ascendente. Nel primo caso, un superiore utilizza il proprio potere per umiliare o danneggiare un dipendente; nel secondo, un gruppo di subordinati si coalizza contro un superiore.
Le conseguenze del mobbing orizzontale o verticale possono includere senso di isolamento, svalutazione e difficoltà nel reagire, soprattutto in contesti aziendali privi di un sistema efficace di gestione dei conflitti.

Mobbing: effetti psicologici e sintomi sulle vittime
Le conseguenze del mobbing sulla salute possono essere molto pesanti per chi lo subisce, coinvolgendo sia il corpo sia la mente. Tra i sintomi fisici più comuni ci sono mal di testa cronico, disturbi gastrointestinali, insonnia e stanchezza persistente.
Sul piano psicologico, invece, le persone che subiscono mobbing possono manifestare:
- ansia e attacchi di panico,
- depressione,
- diminuzione dell’autostima,
- difficoltà di concentrazione,
- perdita di fiducia nelle proprie capacità.
Gli effetti psicosomatici del mobbing possono manifestarsi anche nel lungo periodo e alcune persone possono anche sviluppare sintomi riconducibili allo spettro post-traumatico. Come sottolineato da Einarsen e colleghi (2020) in Bullying and harassment in the workplace, le persone che subiscono mobbing hanno un rischio significativamente maggiore di sviluppare patologie cardiovascolari e depressione rispetto alla popolazione generale.
Inoltre, alcuni studi hanno osservato un'associazione tra esposizione prolungata a comportamenti vessatori sul lavoro e un aumento del rischio di ideazione suicidaria o di grave sofferenza psicologica. Tale associazione tende tuttavia a ridursi quando vengono considerati eventuali problemi di salute mentale preesistenti (Magnusson Hanson et al., 2023).
Le vittime possono inoltre sperimentare difficoltà nelle relazioni personali, isolamento sociale e una ridotta capacità di affrontare nuove esperienze lavorative.
Cause del mobbing e possibili fattori scatenanti
Il mobbing sul lavoro nasce da una complessa interazione tra fattori individuali e organizzativi. Per esempio, le dinamiche di potere giocano un ruolo centrale perché il desiderio di controllo o la volontà di eliminare una persona percepita come minaccia può innescare comportamenti vessatori.
Un ambiente lavorativo caratterizzato da mancanza di trasparenza, competitività estrema o assenza di una leadership positiva, favorisce lo sviluppo di condotte di mobbing, insieme a una gestione inadeguata dei conflitti. Qualora, infatti, questi non vengano affrontati tempestivamente possono degenerare in veri e propri comportamenti di abuso.
Mobbing e genere
Un aspetto spesso trascurato è il legame tra mobbing e genere, soprattutto in relazione alle molestie. Le donne risultano particolarmente esposte a questa forma di abuso, che può manifestarsi attraverso sessismo, commenti inappropriati o esclusione sistematica.
Alcune ricerche hanno evidenziato una maggiore esposizione delle donne a forme di vessazione e discriminazione nei contesti lavorativi. Secondo uno studio dell’Agenzia Europea per i Diritti Fondamentali (FRA, 2022), una quota rilevante di donne riferisce di aver sperimentato molestie o discriminazioni nel corso della propria vita lavorativa, con frequenti sovrapposizioni tra mobbing e discriminazioni di genere.
Il mobbing sul posto di lavoro si riferisce a comportamenti sistematici di vessazione, indipendentemente dal genere, mentre le molestie di genere includono qualsiasi forma di discriminazione, abuso o violenza basata sul sesso o sull’identità di genere. Sebbene si tratti di dinamiche differenti, in alcuni casi mobbing e molestie possono verificarsi contemporaneamente, rendendo la situazione ancora più complessa per chi la subisce.
Ad esempio, il mobbing può essere accompagnato da atteggiamenti sessisti o da episodi di molestie fisiche o verbali, soprattutto in contesti lavorativi ancora segnati da stereotipi di genere o squilibri di potere tra uomini e donne.
Fitzgerald e Cortina (2018) osservano che le donne che subiscono molestie legate al genere sul lavoro hanno anche una probabilità significativamente più alta di essere vittime di mobbing subdolo e sistematico, come l’esclusione da decisioni importanti o il sabotaggio delle loro attività. Questo può portare a conseguenze psicologiche ancora più gravi, come lo sviluppo di ansia, depressione e senso di isolamento.

Disturbi psicologici associati al mobbing
Approfondendo quanto già anticipato, secondo il DSM-5-TR (Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali), l'esposizione prolungata a situazioni di stress lavorativo e vessazione può essere associata a:
- Disturbo d'ansia generalizzata: caratterizzato da preoccupazione eccessiva, tensione muscolare, irritabilità e difficoltà di concentrazione, spesso legati all'ambiente lavorativo percepito come minaccioso.
- Disturbo depressivo maggiore: sintomi come umore depresso, perdita di interesse, senso di colpa e pensieri negativi possono emergere o peggiorare in seguito a episodi di mobbing persistente.
- Sintomi post-traumatici: in alcuni casi possono comparire flashback, evitamento di situazioni associate al contesto lavorativo e ipervigilanza, soprattutto quando le vessazioni sono state particolarmente gravi o prolungate (Einarsen et al., 2020).
- Disturbi psicosomatici: il corpo può manifestare il disagio psicologico attraverso sintomi fisici come cefalee, disturbi gastrointestinali e dolori muscolari, in assenza di cause mediche evidenti.
Questi disturbi non solo compromettono la qualità della vita della persona, ma possono anche influire negativamente sulle relazioni personali e sulla capacità di mantenere un impiego. È importante sottolineare che la diagnosi e il trattamento di tali condizioni devono essere affidati a professionisti della salute mentale, che possono aiutare la persona a riconoscere i sintomi e a intraprendere un percorso di recupero.
Mobbing e supporto psicologico
La psicologia offre strumenti molto utili per gestire gli effetti psicologici del mobbing. In particolare, gli approcci e le tecniche possono includere:
- Psicoterapia cognitivo-comportamentale (CBT), per supportare le vittime nel riconoscimento e nella modifica dei pensieri negativi legati all’esperienza di mobbing.
- Terapia di gruppo, per favorire la condivisione degli eventi vissuti e offrire supporto emotivo anche attraverso il confronto con persone che hanno affrontato situazioni simili.
- Tecniche di gestione dello stress, come la mindfulness e il rilassamento muscolare progressivo, che possono aiutare nella riduzione dello stress da lavoro correlato e nel miglioramento del benessere generale.
Per molte persone che hanno subito mobbing, il ritorno al lavoro può essere una sfida complessa. I programmi di riabilitazione psicologica e supporto possono essere utili per ricostruire l’autostima, gestire eventuali conflitti futuri e riconoscere i segnali di un ambiente tossico, così da evitarlo.
Mobbing a lavoro: cosa fare?
Chi è vittima di comportamenti vessatori sul luogo di lavoro potrebbe porsi alcune domande, per esempio: “come difendersi dal mobbing?”, “Come dimostrare il mobbing?”, “Come denunciare il mobbing?”.
In Italia il mobbing non è ancora definito come reato, ma le vittime hanno comunque la possibilità di ricorrere a strumenti legali e denunciare comportamenti non consoni. In presenza di specifiche condizioni accertate, le dimissioni motivate da comportamenti vessatori possono essere riconosciute come dimissioni per giusta causa.
Sebbene non esista una legge sul mobbing, l’articolo 2087 del Codice Civile obbliga il datore di lavoro a tutelare la salute fisica e psicologica dei dipendenti. Inoltre, i casi di mobbing possono rientrare nelle norme contro le discriminazioni e i comportamenti illeciti sul lavoro.
Le aziende stesse possono giocare un ruolo cruciale nella prevenzione di condotte vessatorie, promuovendo una conoscenza approfondita del fenomeno del mobbing e garantendo una formazione efficace sia per i lavoratori che per i datori di lavoro, i quali hanno anche l’obbligo legale di tutelare la salute mentale e fisica dei dipendenti (Tonini et al., 2011). Questo può essere realizzato:
- formando manager e dipendenti sulla gestione dei conflitti,
- attuando politiche di tolleranza zero verso chi compie abusi,
- predisponendo sistemi anonimi di segnalazione per individuare tempestivamente situazioni a rischio.
Guida pratica: come agire in caso di mobbing
Affrontare il mobbing sul lavoro può sembrare un'impresa difficile, ma esistono strategie concrete che possono aiutare a tutelarsi e a gestire la situazione in modo efficace. Ecco alcuni passaggi pratici da considerare:
- Raccogliere prove: è fondamentale documentare ogni episodio di mobbing. Può essere utile conservare email, messaggi, note scritte, testimonianze di colleghi e qualsiasi altro elemento che possa dimostrare la sistematicità dei comportamenti vessatori.
- Tenere un diario degli eventi: annotare con precisione date, orari, luoghi e descrizione dei fatti aiuta a ricostruire la sequenza degli episodi e a fornire un quadro chiaro in caso di necessità.
- Rivolgersi alle risorse interne: molte aziende dispongono di figure come il responsabile delle risorse umane, il medico competente o il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, a cui è possibile segnalare la situazione in modo confidenziale.
- Cercare supporto psicologico: il confronto con uno psicologo può aiutare a gestire lo stress, rafforzare l'autostima e sviluppare strategie di coping efficaci per affrontare il disagio emotivo legato al mobbing.
- Valutare l'assistenza legale: un avvocato esperto in diritto del lavoro può fornire indicazioni sulle tutele previste dalla legge e sulle possibili azioni da intraprendere, anche in assenza di una normativa specifica sul mobbing.
Questi passaggi aiutano a proteggere i propri diritti e rappresentano un primo passo verso il recupero del benessere personale e professionale. Il mobbing sul lavoro è un problema che richiede attenzione, sia da parte delle vittime che dei datori di lavoro. Nonostante le difficoltà, è importante ricordare che il supporto psicologico e una consulenza legale possono fare la differenza e costituire il primo passo verso un maggiore benessere.
Se pensi di essere vittima di mobbing o desideri supportare una persona cara che sta vivendo questa situazione, su Unobravo puoi trovare lo psicologo più adatto alle tue esigenze e fare il primo passo verso un percorso di ascolto e benessere psicologico.





