Allenarsi per piacere sui social o nelle app di incontri: perché non ci si sente mai abbastanza?

Allenarsi per piacere sui social o nelle app di incontri: perché non ci si sente mai abbastanza?
Mi alleno, ma penso solo a come verrà la foto.
Ogni volta che raggiungo un obiettivo, non mi basta.

Ti capita di allenarti pensando soprattutto a come apparirà quella foto sui social, o a quanti match riceverai su un'app di incontri?

Magari ti impegni con costanza, curi l'alimentazione, segui una routine precisa, eppure la sensazione che ti resta addosso è sempre la stessa: non sentirti mai abbastanza adeguato.

Oggi il corpo allenato è diventato spesso un contenuto da esporre più che uno spazio di benessere personale. Instagram, TikTok e le app di dating possono trasformare l'aspetto fisico in una sorta di moneta di scambio sociale, sottoposta a un giudizio continuo e pubblico.

La domanda al centro di tutto questo non è se allenarsi sia giusto o meno. È un'altra: perché il bisogno di approvazione sociale rende così difficile sentirsi finalmente sicuri di sè?

Se ti riconosci in queste parole, sappi che non c'è nulla che non vada in te. Proviamo a capire insieme cosa può nascondersi dietro questa sensazione.

Le possibili radici

Cosa si nasconde dietro il bisogno di piacere online

Vedo quei corpi e mi sento sempre indietro.
Se nessuno mette like, penso di non valere.

Comprendere perché il corpo e l'allenamento finiscano per intrecciarsi con il bisogno di approvazione può non essere immediato. In molti casi, esplorare le radici di questo disagio può risultare più semplice con l'aiuto di uno/a psicologo/a, che può offrirti strumenti per ritrovare un rapporto più fiducioso con te stesso.

Proviamo, intanto, a esplorare insieme alcune possibili ragioni che sono alla base di questa sensazione di non sentirsi mai abbastanza.

Il confronto continuo alimentato dallo scroll

  • Scorrere all'infinito immagini di corpi selezionati e spesso ritoccati può portarti a misurarticostantemente con modelli irrealistici.
  • Ogni foto altrui può diventare la conferma che c'è ancora qualcosa da correggere, alimentando insoddisfazione anziché placarla.
  • Vedere solo il risultato finale, senza il percorso o le modifiche digitali dietro, può farti percepire una distanza che in realtà non esiste.

Quando il valore dipende da un like

  • Se l'autostima viene fatta dipendere da un match, un like o un commento, il senso del proprio valore diventa fragile e legato a fattori che non puoi controllare.
  • L'assenza di riscontri, come pochi like o un match mancato, può essere interpretata come una prova di inadeguatezza, anche quando non riflette la realtà.
  • Guardarti con gli occhi di un osservatore esterno immaginario può trasformare il tuo corpo in un oggetto da valutare, più che in una parte vissuta di te.

Un traguardo che si sposta sempre più in là

  • Una motivazione basata sull'approvazione altrui tende per sua natura a essere instabile.
  • Ogni obiettivo raggiunto può generare rapidamente un nuovo standard da rincorrere, rendendo il traguardo sempre mobile.
  • Anche dopo un cambiamento desiderato, l'attenzione può spostarsi subito su un nuovo dettaglio da sistemare.
Prospettiva clinica
Cercare conferma nello sguardo altrui è un'esperienza profondamente umana e non dice nulla di sbagliato su di te. Vale però la pena notare una tensione: quando l'approvazione arriva, spesso porta sollievo solo per un momento, poi il traguardo si sposta di nuovo verso una nuova performance. Forse la domanda non è come piacere di più agli altri ma di quale riconoscimento sentiamo davvero il bisogno: c’è qualcosa internamente che è rimasto in attesa di essere accolto proprio da noi stessi?
Manuela Di Iorio
Manuela Di Iorio
Psicoterapeuta Unobravo
Momenti di vita quotidiana

Situazioni in cui potresti riconoscerti

Cancello ogni foto che riceve pochi like.
Dopo un match mancato mi sento addosso un giudizio.

A volte è difficile mettere a fuoco quanto il bisogno di piacere online influenzi le giornate. Ecco alcune situazioni concrete in cui potresti ritrovarti.

Quando l'allenamento diventa una prestazione da mostrare

  • Ti alleni pensando soprattutto a come apparirà la foto da postare, più che a come ti senti durante l'attività fisica.
  • Modifichi la tua routine in base alle tendenze estetiche viste sui social, invece che in base a obiettivi personali di benessere.
  • Ti senti insoddisfatto anche dopo aver raggiunto un cambiamento che desideravi, perché l'attenzione si sposta subito su un altro dettaglio.

Quando l'umore dipende dai numeri

  • Controlli più volte i risultati di un post in palestra o di un profilo su un'app, lasciando che il tuo umore dipenda da quei numeri.
  • Provi delusione o vergogna dopo un match mancato, interpretandolo come un giudizio sul tuo valore complessivo.
  • Rimandi la pubblicazione di una foto finché non ti sembra perfetta, cancellando quelle che ricevono meno riscontri.

Quando il confronto con gli altri non si ferma mai

  • Confronti il tuo fisico con quello di sconosciuti online, percependo ogni piccola differenza come una mancanza personale.
  • Ti soffermi a osservare i corpi di chi trovi sulle app, chiedendoti costantemente se sei all'altezza.
  • Ti ritrovi a passare in rassegna i tuoi profili come se li guardassi con gli occhi di un altro, cercando di indovinare cosa penserà chi li vede.
Un momento per fermarsi
Ti riconosci in una di queste situazioni?

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Piccoli passi possibili

Come ritrovare un rapporto più sereno con il corpo

Ho provato ad allenarmi solo per me, senza foto.
Parlarne mi ha aiutata a capire cosa cercavo davvero.
1

Distinguere il desiderio autentico dallo sguardo esterno

Quando ti prepari ad allenarti, potresti provare a chiederti da dove nasce quella spinta: da un desiderio che senti tuo o dall'immagine di uno sguardo esterno che ti sollecita. Riconoscere questa differenza, senza giudicarti, può aiutarti a capire meglio te stesso.

2

Ridurre l'esposizione ai contenuti che alimentano il confronto

Puoi provare a limitare il tempo trascorso su app e social, oppure a silenziare i profili che aumentano il tuo disagio. Meno immagini di confronto scorri, più spazio può esserci per ascoltarti senza il filtro degli altri.

3

Spostare l'attenzione su cosa il corpo sa fare

Potresti provare a notare come ti senti dopo un allenamento, la sensazione di energia o di forza, invece di concentrarti solo sull'apparenza. Valorizzare la funzionalità del corpo può aiutarti a viverlo come una parte di te, e non come un oggetto da esibire.

4

Allenarti anche senza documentare tutto

Quando ti senti pronto, potresti concederti qualche sessione senza foto né condivisioni. Vivere l'attività fisica solo per te, senza un pubblico immaginario, può restituirle il senso di uno spazio personale.

5

Dare valore a ciò che non passa dai social

Potresti provare a dedicare attenzione a parti di te che non hanno nulla a che vedere con l'aspetto: le tue passioni, le relazioni, ciò in cui ti senti capace. Il senso del proprio valore può nutrirsi di molte fonti diverse.

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Prendere in considerazione un percorso di supporto

Quando il rapporto tra corpo, allenamento e approvazione online genera un disagio che condiziona la quotidianità, un percorso con uno/a psicologo/a può offrirti uno spazio per sentirti accolto e per esplorare la radice di questa sensazione. Non è necessario aspettare che la situazione diventi molto difficile per chiedere un supporto: è uno spazio di crescita e riflessione che puoi concederti in qualsiasi momento.

Parla di come ti senti a uno psicologo online

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Un nuovo punto di partenza

Tornare a sentirsi abbastanza, oltre lo schermo

Sto imparando a non affidare il mio valore ai numeri.
Allenarmi per me è tutta un'altra sensazione.

Il bisogno di piacere online non nasce da una tua imperfezione, ma da un contesto culturale che spinge a misurare il proprio valore attraverso l'aspetto fisico.

Nessun numero di like o di match potrà colmare stabilmente una sensazione di vuoto che spesso ha radici più profonde. Riconoscere questa circolarità del confronto è già un primo passo importante per allentarne la presa sulla tua quotidianità.

Un rapporto più equilibrato con il corpo può passare dal recuperare un senso di valore personale che non dipenda dallo sguardo altrui, reale o immaginato. Così l'allenamento può tornare a essere un gesto di cura verso te stesso, invece di una prestazione costante rivolta a un pubblico invisibile.

Chiedere aiuto non è un segno di debolezza, ma un modo concreto per interrompere una dinamica che, da sola, tende ad autoalimentarsi. Se senti che questo peso ti accompagna spesso, un percorso con uno/a psicologo/a può essere uno spazio prezioso per ritrovarti.

Il passo successivo, se ti senti pronto/a

La terapia psicologica non è solo per chi attraversa un momento di crisi. È uno spazio di ascolto per prenderti cura del tuo benessere mentale.

Parla con uno psicologo di come ti senti

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FAQ

Domande frequenti

Il corpo allenato è diventato spesso un contenuto da esporre più che uno spazio di benessere personale. Instagram, TikTok e le app di dating possono trasformare l'aspetto fisico in una sorta di moneta di scambio sociale, sottoposta a un giudizio continuo e pubblico. Ti alleni pensando soprattutto a come apparirà la foto da postare, più che a come ti senti durante l'attività fisica, e modifichi la tua routine in base alle tendenze estetiche viste sui social, invece che in base a obiettivi personali di benessere. Ti senti insoddisfatto anche dopo aver raggiunto un cambiamento che desideravi, perché l'attenzione si sposta subito su un altro dettaglio.

Una motivazione basata sull'approvazione altrui tende per sua natura a essere instabile. Ogni obiettivo raggiunto può generare rapidamente un nuovo standard da rincorrere, rendendo il traguardo sempre mobile. Anche dopo un cambiamento desiderato, l'attenzione può spostarsi subito su un nuovo dettaglio da sistemare. Nessun numero di like o di match potrà colmare stabilmente una sensazione di vuoto che spesso ha radici più profonde.

Se l'autostima viene fatta dipendere da un match, un like o un commento, il senso del proprio valore diventa fragile e legato a fattori che non puoi controllare. L'assenza di riscontri, come pochi like o un match mancato, può essere interpretata come una prova di inadeguatezza, anche quando non riflette la realtà. Provi delusione o vergogna dopo un match mancato, interpretandolo come un giudizio sul tuo valore complessivo. Guardarti con gli occhi di un osservatore esterno immaginario può trasformare il tuo corpo in un oggetto da valutare, più che in una parte vissuta di te.

Scorrere all'infinito immagini di corpi selezionati e spesso ritoccati può portarti a misurarti costantemente con modelli irrealistici. Ogni foto altrui può diventare la conferma che c'è ancora qualcosa da correggere, alimentando insoddisfazione anziché placarla. Vedere solo il risultato finale, senza il percorso o le modifiche digitali dietro, può farti percepire una distanza che in realtà non esiste. Confronti il tuo fisico con quello di sconosciuti online, percependo ogni piccola differenza come una mancanza personale.

Potresti controllare più volte i risultati di un post in palestra o di un profilo su un'app, lasciando che il tuo umore dipenda da quei numeri. Potresti rimandare la pubblicazione di una foto finché non ti sembra perfetta, cancellando quelle che ricevono meno riscontri. Ti soffermi a osservare i corpi di chi trovi sulle app, chiedendoti costantemente se sei all'altezza, e ti ritrovi a passare in rassegna i tuoi profili come se li guardassi con gli occhi di un altro, cercando di indovinare cosa penserà chi li vede.

Potresti provare a chiederti da dove nasce la spinta ad allenarti: da un desiderio che senti tuo o dall'immagine di uno sguardo esterno che ti sollecita. Puoi provare a limitare il tempo trascorso su app e social, oppure a silenziare i profili che aumentano il tuo disagio. Potresti notare come ti senti dopo un allenamento, la sensazione di energia o di forza, invece di concentrarti solo sull'apparenza, e concederti qualche sessione senza foto né condivisioni. Dare valore a ciò che non passa dai social, come le tue passioni e le relazioni, può nutrire il senso del tuo valore personale.

Domande frequenti sulla terapia

Con Unobravo potrai svolgere terapia psicologica individuale o terapia di coppia, a seconda delle tue necessità. Per esempio, la terapia individuale dopo un tradimento può essere utile per migliorare la comunicazione e affrontare le sfide personali che influenzano le dinamiche relazionali. La scelta, dopo un tradimento, della terapia individuale o di coppia dipende dalle esigenze di ciascuna persona.

Un percorso di terapia individuale può offrire uno spazio sicuro per esplorare le proprie emozioni e i propri comportamenti insieme a un professionista della salute mentale.

Anche se non è sempre semplice capire come iniziare un percorso psicologico, con Unobravo non dovrai preoccuparti di come scegliere uno psicologo. Ti basterà compilare il questionario e incontrare nel primo colloquio gratuito lo psicologo che ti è stato assegnato tra gli psicologi Unobravo.
Se sarà il professionista adatto a te, inizierete insieme un percorso creato su misura per te.

Con uno psicologo online Unobravo puoi prenderti cura di te ovunque tu sia. Potrai utilizzare l'app o la Web App per fissare i tuoi appuntamenti, svolgere le sedute, chattare con il tuo psicologo ed effettuare pagamenti sicuri.

Tutto comodamente online, utilizzando qualsiasi dispositivo e collegandoti dove e quando vuoi.

Il prezzo dello psicologo in presenza può variare molto, senza contare il tempo e il costo per raggiungere lo studio del professionista.

Con Unobravo ogni seduta ha un prezzo fisso e accessibile di 49 € e puoi incontrare il tuo psicologo anche in viaggio, in vacanza o in una pausa dal lavoro, senza investire tempo e denaro per gli spostamenti.

Per connetterti con il tuo benessere psicologico ti basterà solo un click.

A decidere quanto dura un percorso psicologico sarete tu e il tuo Unobravo: ogni persona è unica, così come lo sarà il viaggio verso il tuo benessere psicologico.

Ogni processo terapeutico è unico e la motivazione o la necessità di iniziare un percorso di terapia varia da persona a persona. È importante ricordare che andare in terapia non solo aiuta ad affrontare le difficoltà e a trattare i disturbi, ma sostiene anche chi desidera intraprendere un percorso di crescita personale e fornisce strumenti e strategie utili per migliorare il benessere quotidiano.

È importante ricordare che fare terapia non è un segno di debolezza ma di cura di sé, quindi non c'è bisogno di aspettare di raggiungere il nostro limite per chiedere aiuto.

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