Cancro e desiderio di maternità sospeso: come elaborare la rabbia e il dolore per un progetto messo in pausa o cambiato?

Cancro e desiderio di maternità sospeso: come elaborare la rabbia e il dolore per un progetto messo in pausa o cambiato?
Sognavo un figlio, ora devo aspettare la fine delle cure.
Mi sembra che la mia vita si sia fermata all'improvviso.

Avevi immaginato questo capitolo della tua vita in modo diverso. Forse stavi già cercando una gravidanza, forse il desiderio di diventare genitore era appena sbocciato.

Poi è arrivata la diagnosi di cancro, e con lei la necessità di mettere in pausa, rimandare o rivedere quel progetto.

Questa sospensione non tocca soltanto un aspetto pratico o medico. Riguarda la tua identità e il modo in cui immaginavi il tuo futuro.

È una perdita ancora incerta e non necessariamente definitiva, che può comunque attivare vissuti emotivi simili a quelli che accompagnano un lutto.

Vedere amici e coetanei annunciare gravidanze o costruire una famiglia, mentre tu sei nel mezzo di un percorso di cura, può amplificare il senso di esclusione e la sensazione di aver perso del tempo prezioso.

Se ti riconosci in tutto questo, sappi che il tuo dolore è reale e merita uno spazio di ascolto.

Le radici della sofferenza

Perché questo dolore può essere così intenso

Non è solo il mio corpo, sento che è la mia vita a essere sospesa.
Mi arrabbio, e poi mi sento in colpa per essermi arrabbiato.

Elaborare la sospensione di un progetto così importante è un percorso complesso. Per molte persone, in questi casi, il supporto di uno/a psicologo/a con esperienza in ambito oncologico può offrire uno spazio in cui riconoscere ed elaborare emozioni che possono essere difficili da affrontare da soli.

Proviamo, intanto, a esplorare insieme alcune possibili ragioni che sono alla base del dolore per un desiderio di genitorialità messo in pausa.

Una traiettoria di vita che si spezza

  • La malattia introduce un'incertezza temporale e medica che interrompe il percorso che avevi immaginato per te
  • Può nascere la sensazione di essere fuori fase rispetto a quello che sentivi come il tuo momento naturale
  • Il confronto con chi vive serenamente la genitorialità nello stesso periodo di vita può alimentare un forte senso di ingiustizia

Un desiderio che tocca l'identità

  • Il desiderio di un figlio non è solo un progetto razionale, ma affonda radici nell'immagine che hai di te come futura madre o futuro padre
  • La sua sospensione può mettere in discussione il senso stesso di sé e delle proprie priorità
  • La sensazione di non avere controllo sul proprio corpo, già provato dalla malattia e dalle cure, può intensificare rabbia, impotenza e frustrazione

La difficoltà di condividere

  • Manca spesso uno spazio sociale in cui parlare apertamente di questo tipo di dolore, così specifico
  • Questo può portare a un profondo isolamento, che rende l'elaborazione ancora più complessa
  • Il timore di non essere capiti può spingere a tenere tutto dentro, aumentando il senso di solitudine
Prospettiva clinica
La rabbia di fronte a un progetto sospeso può esprimere anche quanto quel desiderio sia importante e profondamente legato alla propria storia. Accanto al senso di ingiustizia può emergere la paura che rimandare significhi perdere definitivamente quella possibilità. Riconoscere ciò che quel desiderio rappresenta può aiutare a conservarne il significato anche mentre tempi e possibilità vengono ridefiniti.
Marialetizia Proia
Marialetizia Proia
Psicoterapeuta Unobravo
Momenti di vita quotidiana

Situazioni in cui potresti riconoscerti

A quel battesimo mi sono sentita completamente fuori posto.
Vorrei dirlo alla mia compagna, ma ho paura di farle male.

Questo dolore si manifesta spesso in momenti concreti, che possono coglierti di sorpresa. Ecco alcune situazioni in cui potresti ritrovarti.

Lo shock della notizia sulla fertilità

  • Il momento in cui apprendi che le terapie oncologiche potrebbero compromettere la fertilità, vissuto come un colpo che si aggiunge alla diagnosi
  • La frustrazione di dover decidere in fretta se congelare ovuli o spermatozoi prima dell'inizio delle cure, sentendo questa scelta come un ulteriore passaggio medico faticoso
  • La sensazione di dover prendere decisioni molto importanti in tempi che non hai scelto

Il confronto con gli altri

  • La difficoltà di partecipare a un baby shower o al battesimo del figlio di amici, percependo un contrasto doloroso con la tua condizione
  • La rabbia improvvisa che sale nel vedere sui social gravidanze annunciate con leggerezza, mentre tu vivi nell'incertezza
  • Il vuoto e il disorientamento nel notare che la tua fase di vita non coincide più con quella di chi ti sta intorno

Le emozioni verso chi ami

  • Il senso di colpa verso il/la partner per non poter portare avanti insieme il progetto di famiglia nei tempi che avevate immaginato
  • La difficoltà di parlarne, per paura di caricare l'altro di un peso ulteriore
  • La sensazione di essere l'unico ostacolo a un sogno condiviso, anche quando non è così
Un momento per fermarsi
Ti riconosci in una di queste situazioni?

Convivere con una malattia mette alla prova anche la mente?

Una condizione di salute che dura nel tempo può coinvolgere, oltre al corpo, umore, identità e relazioni. Questi articoli possono aiutarti a capire meglio questo intreccio tra corpo e mente.

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La malattia cronica nella coppia
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Prendersi cura di sé, oltre che della malattia, è possibile

Accanto alle cure mediche, anche il benessere psicologico conta. Questi articoli possono darti strumenti per attraversare le difficoltà con più risorse ed equilibrio.

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Se il peso della malattia influenza la tua vita, parlare con un professionista potrebbe aiutarti ad affrontare meglio il presente

Quando la malattia mette alla prova il tuo equilibrio emotivo, parlare con uno psicologo può aiutarti ad affrontare queste sfide con consapevolezza e supporto. Ecco come funziona la terapia.

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Quando la malattia condiziona il tuo benessere, parlarne può aiutare

Se convivere con la malattia sta diventando troppo difficile, non devi affrontarlo per forza da solo. Trova lo psicologo adatto a te: bastano pochi minuti.

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Strategie di supporto

Come prenderti cura di questo dolore

Parlarne con qualcuno mi ha fatto sentire meno solo.
Ho capito che potevo darmi il permesso di stare male.
1

Riconoscere la rabbia e il dolore

La rabbia e la tristezza che provi sono reazioni naturali di fronte a una perdita, anche se non definitiva. Puoi provare ad accoglierle, senza sentire il bisogno di minimizzarle o di reprimerle: sono emozioni che hanno diritto di esistere.

2

Concederti il tuo tempo

Non esiste un modo unico né un ritmo prestabilito per elaborare questo tipo di esperienza. Potresti sperimentare, anche in momenti diversi o sovrapposti, shock, incredulità, rabbia e periodi di maggiore serenità. Non esiste una sequenza prestabilita né un tempo entro cui queste emozioni devono essere elaborate.

3

Parlarne con il/la partner

Quando ti senti pronto, potresti provare a condividere con il/la partner le tue paure e le tue emozioni. Aprire il dialogo può evitare che questo tema diventi un argomento silenzioso che allontana, e può aiutarvi ad affrontarlo come coppia.

4

Informarti con calma insieme all'équipe medica

Potresti chiedere al team che ti segue informazioni chiare sulle reali possibilità legate alla preservazione della fertilità. Trasformare l'incertezza in conoscenza concreta può aiutarti a sentirti meno in balìa degli eventi.

5

Cercare persone che vivono esperienze simili

Entrare in contatto con gruppi di confronto o comunità di persone che affrontano situazioni vicine alla tua può aiutarti a sentirti compreso senza dover giustificare il tuo dolore. Sapere di non essere solo può alleggerire il senso di isolamento.

6

Valutare un percorso di psicoterapia

Un percorso con uno/a psicologo/a, in particolare con chi ha esperienza in ambito oncologico, può offrirti uno spazio prezioso per elaborare il dolore legato a un progetto di genitorialità sospeso. Non è necessario aspettare che la situazione diventi molto pesante per chiedere un supporto: la terapia può essere un luogo in cui sentirti capito e sostenuto in un momento tanto delicato.

7

Ritagliarti momenti di cura per te

Nel mezzo delle cure e delle preoccupazioni, potresti provare a dedicare del tempo ad attività che ti fanno sentire bene, anche piccole. Prenderti cura di te, oltre che del percorso medico, può aiutarti a mantenere un contatto con ciò che ti dà serenità.

Parla di come ti senti a uno psicologo online

Trova il professionista più adatto a te con il nostro questionario riservato, ci aiuterà a comprendere meglio i tuoi bisogni.

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Verso una nuova consapevolezza

Un futuro che può ancora prendere forma

Sto imparando che il mio futuro può avere ancora molte forme.
Non sono sola in questo, e già questo mi aiuta.

Il dolore per un desiderio di genitorialità sospeso dalla malattia è un'esperienza specifica e legittima, che merita uno spazio di ascolto tutto suo.

La rabbia che provi non è un'emozione da nascondere e può rappresentare una delle diverse reazioni emotive di fronte a un cambiamento così significativo del proprio progetto di vita.

Non c'è un modo corretto né un tempo prestabilito per attraversare questa perdita: ogni persona ha il proprio ritmo, e riconoscere il valore della tua sofferenza può aiutarti a uscire dall'isolamento.

Anche quando il progetto iniziale cambia forma, resta possibile ricostruire un nuovo senso di futuro, integrando questa esperienza nella tua storia.

Il sostegno di uno/a psicologo/a, del/la partner e di reti di persone che vivono situazioni simili può offrire risorse importanti per attraversare questo dolore e dare significato ai cambiamenti che si stanno vivendo.

Il passo successivo, se ti senti pronto/a

La terapia psicologica non è solo per chi attraversa un momento di crisi. È uno spazio di ascolto per prenderti cura del tuo benessere mentale.

Parla con uno psicologo di come ti senti

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Psicologo online: prezzi e tariffe
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Auguro a tutti questo percorso
Dopo un anno di psicoterapia con la dottoressa Antonella Maria Rita Martino, sono diventata un'altra persona. Soffrivo d'ansia in modo cronico e invalidante, nemmeno mi rendevo conto di quanto fosse pesante, e ora posso dire che va davvero meglio, l'ansia viene ogni tanto e ho gli strumenti per gestirla e annientarla in poche ore o addirittura minuti, come ormai so gestire meglio ogni crisi che mi possa capitare. Penso che non smetterò mai con le mie sedute perché c'è tanto da imparare, tanto da crescere, per non parlare di quanto si possa definire quest'esperienza una coccola per sé stessi. Grazie Mille Maria Rita per avermi cambiato l'esistenza.
— Francesca Piras
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Incontri speciali!
Ho iniziato questo percorso principalmente per problemi di forte ansia, attacchi di panico e difficoltà ormai molto invalidanti nel relazionarmi con gli altri sfociate nell'impossibilità di vivere "normalmente" la mia quotidianità con un principio di depressione, insieme alla dott.ssa Elisa Pasquali, che sin dalla seduta conoscitiva si è mostrata molto empatica e disponibile/flessibile, facendomi sentire a mio agio nonostante la condizione di assoluta inadeguatezza che stavo vivendo da un po'. Da tre mesi a questa parte si è mostrata sempre super attenta ad ascoltare ed in grado di far emergere le problematiche più nascoste con le quali convivo forse dall'infanzia, portanomi a ragionamenti magari mai pima d'ora presi in considerazione, che stanno iniziando a farmi vedere le cose in un'altra prospettiva, anche più realistica e meno catastrofica di quanto pensassi, con il beneficio di iniziare a star meglio nonostante il percorso possa rivelarsi ancora lungo e tortuoso. Ho riscoperto la forza di voler riprendere la mia vita in mano!
— Maria
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La mia salvezza
Grazie ad unobravo ho potuto fare la psicoterapia che mi serviva senza dover affrontare traffico, ritardi, semplicemente dal divano di casa!
— GIUSY
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FAQ

Domande frequenti

La malattia introduce un'incertezza temporale e medica che interrompe il percorso immaginato per sé, generando la sensazione di essere fuori fase rispetto al proprio momento naturale. Il desiderio di un figlio non è solo un progetto razionale, ma affonda radici nell'immagine di sé come futura madre o futuro padre, quindi la sua sospensione può mettere in discussione il senso stesso di sé e delle proprie priorità. La sensazione di non avere controllo sul proprio corpo, già provato dalla malattia, può intensificare rabbia, impotenza e frustrazione. Inoltre manca spesso uno spazio sociale in cui parlare apertamente di questo dolore così specifico, e ciò può portare a un profondo isolamento che rende l'elaborazione ancora più complessa.

Sì, è una reazione comune. Vedere amici e coetanei annunciare gravidanze o costruire una famiglia, mentre si è nel mezzo di un percorso di cura, può amplificare il senso di esclusione e la sensazione di aver perso del tempo prezioso. Può capitare di provare rabbia improvvisa vedendo sui social gravidanze annunciate con leggerezza, mentre si vive nell'incertezza, o difficoltà a partecipare a un battesimo o baby shower, percependo un contrasto doloroso con la propria condizione. La rabbia e la tristezza che si provano sono reazioni naturali di fronte a una perdita, anche se non definitiva, e sono emozioni che hanno diritto di esistere, senza il bisogno di minimizzarle o reprimerle.

Il dolore si manifesta spesso in momenti concreti che possono cogliere di sorpresa, come il momento in cui si apprende che le terapie oncologiche potrebbero compromettere la fertilità, vissuto come un colpo che si aggiunge alla diagnosi. Può emergere anche la frustrazione di dover decidere in fretta se congelare ovuli o spermatozoi prima dell'inizio delle cure, sentendo questa scelta come un ulteriore passaggio medico faticoso, insieme alla sensazione di dover prendere decisioni molto importanti in tempi non scelti. Anche il confronto con chi vive serenamente la genitorialità nello stesso periodo di vita può alimentare un forte senso di ingiustizia.

Può nascere il senso di colpa verso il partner per non poter portare avanti insieme il progetto di famiglia nei tempi immaginati, insieme alla difficoltà di parlarne per paura di caricare l'altro di un peso ulteriore, o alla sensazione di essere l'unico ostacolo a un sogno condiviso, anche quando non è così. Quando si è pronti, si può provare a condividere con il partner le proprie paure ed emozioni: aprire il dialogo può evitare che questo tema diventi un argomento silenzioso che allontana, e può aiutare ad affrontarlo come coppia. Parlarne con qualcuno può far sentire meno soli e permettere di darsi il permesso di stare male.

Non esiste un modo unico né un ritmo prestabilito per elaborare questo tipo di esperienza. Si possono sperimentare, anche in momenti diversi o sovrapposti, shock, incredulità, rabbia e periodi di maggiore serenità, senza una sequenza prestabilita né un tempo entro cui queste emozioni devono essere elaborate. Ogni persona ha il proprio ritmo, e riconoscere il valore della propria sofferenza può aiutare a uscire dall'isolamento. Non c'è un modo corretto per attraversare questa perdita: anche quando il progetto iniziale cambia forma, resta possibile ricostruire un nuovo senso di futuro, integrando questa esperienza nella propria storia.

Può essere utile informarsi con calma insieme all'équipe medica, chiedendo al team che segue informazioni chiare sulle reali possibilità legate alla preservazione della fertilità, così da trasformare l'incertezza in conoscenza concreta e sentirsi meno in balìa degli eventi. Entrare in contatto con gruppi di confronto o comunità di persone che affrontano situazioni vicine alla propria può aiutare a sentirsi compresi senza dover giustificare il proprio dolore. Nel mezzo delle cure può aiutare anche dedicare del tempo ad attività che fanno sentire bene, per mantenere un contatto con ciò che dà serenità, oltre a prendersi cura del percorso medico.

Domande frequenti sulla terapia

Con Unobravo potrai svolgere terapia psicologica individuale o terapia di coppia, a seconda delle tue necessità. Per esempio, la terapia individuale dopo un tradimento può essere utile per migliorare la comunicazione e affrontare le sfide personali che influenzano le dinamiche relazionali. La scelta, dopo un tradimento, della terapia individuale o di coppia dipende dalle esigenze di ciascuna persona.

Un percorso di terapia individuale può offrire uno spazio sicuro per esplorare le proprie emozioni e i propri comportamenti insieme a un professionista della salute mentale.

Anche se non è sempre semplice capire come iniziare un percorso psicologico, con Unobravo non dovrai preoccuparti di come scegliere uno psicologo. Ti basterà compilare il questionario e incontrare nel primo colloquio gratuito lo psicologo che ti è stato assegnato tra gli psicologi Unobravo.
Se sarà il professionista adatto a te, inizierete insieme un percorso creato su misura per te.

Con uno psicologo online Unobravo puoi prenderti cura di te ovunque tu sia. Potrai utilizzare l'app o la Web App per fissare i tuoi appuntamenti, svolgere le sedute, chattare con il tuo psicologo ed effettuare pagamenti sicuri.

Tutto comodamente online, utilizzando qualsiasi dispositivo e collegandoti dove e quando vuoi.

Il prezzo dello psicologo in presenza può variare molto, senza contare il tempo e il costo per raggiungere lo studio del professionista.

Con Unobravo ogni seduta ha un prezzo fisso e accessibile di 49 € e puoi incontrare il tuo psicologo anche in viaggio, in vacanza o in una pausa dal lavoro, senza investire tempo e denaro per gli spostamenti.

Per connetterti con il tuo benessere psicologico ti basterà solo un click.

A decidere quanto dura un percorso psicologico sarete tu e il tuo Unobravo: ogni persona è unica, così come lo sarà il viaggio verso il tuo benessere psicologico.

Ogni processo terapeutico è unico e la motivazione o la necessità di iniziare un percorso di terapia varia da persona a persona. È importante ricordare che andare in terapia non solo aiuta ad affrontare le difficoltà e a trattare i disturbi, ma sostiene anche chi desidera intraprendere un percorso di crescita personale e fornisce strumenti e strategie utili per migliorare il benessere quotidiano.

È importante ricordare che fare terapia non è un segno di debolezza ma di cura di sé, quindi non c'è bisogno di aspettare di raggiungere il nostro limite per chiedere aiuto.

La terapia di coppia può aiutare in questo caso?

Può offrire uno spazio protetto in cui condividere paure, rabbia e dolore che a volte si fa fatica a esprimere da soli con il/la partner. Quando un progetto di genitorialità viene sospeso dalla malattia, ciascuno può vivere l'esperienza in modo diverso, e questo talvolta crea distanza proprio nel momento in cui servirebbe vicinanza. Un percorso condiviso non richiede che la relazione sia in difficoltà ma può semplicemente aiutarvi a trovare un linguaggio comune per parlare di qualcosa di molto delicato, senza il timore di ferire l'altro o di sentirsi incompresi.

Potresti provare a presentarlo come uno spazio per voi due, non come un segnale che qualcosa non va nella relazione. Spesso il timore di caricare l'altro di un peso ulteriore porta a tenere dentro emozioni importanti, e questo può creare più distanza di quanta se ne voglia evitare. Spiegare che la richiesta nasce dal desiderio di affrontare insieme un momento complesso, e non dalla percezione di una colpa, può rendere la proposta più naturale. La terapia di coppia può diventare un'occasione per rafforzare la complicità proprio quando la vita mette alla prova i progetti condivisi.

I due percorsi non sono in competizione, anzi possono completarsi. Uno spazio individuale permette di lavorare su emozioni molto personali, come il senso di colpa o la rabbia verso il proprio corpo, mentre la terapia di coppia si concentra sulla relazione e su come attraversare insieme questo momento sospeso. Avere entrambi gli spazi può aiutarti a portare nella coppia una consapevolezza già elaborata individualmente, favorendo un dialogo più aperto e meno carico di tensioni non dette.

Non serve aspettare che nascano incomprensioni o silenzi difficili da gestire. Il momento giusto può coincidere con l'emergere delle prime domande sul futuro della genitorialità, quando ancora non ci sono conflitti ma già si avverte la necessità di uno spazio per parlarne con più libertà. Iniziare presto un percorso di coppia può aiutare a prevenire incomprensioni, offrendo strumenti per comunicare le proprie paure prima che si trasformino in distanza emotiva tra voi.

Le sedute possono diventare un luogo in cui esplorare, con la guida di uno psicologo o una psicologa, i vissuti di entrambi rispetto al progetto di genitorialità sospeso, senza che uno dei due si senta giudicato o responsabile della situazione. Potrete lavorare sulla comunicazione, sul modo in cui ciascuno vive l'incertezza legata alla fertilità e sulle strategie per sostenervi a vicenda. Non è un percorso con tappe fisse perché il ritmo dipende dai bisogni della coppia e da come evolve la vostra situazione.

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Foto Alt: Coppia seduta a un tavolo di cucina nella luce della sera, lei con una tazza tra le mani, lui con lo sguardo su documenti

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