Expat e connessioni temporanee: come investire nei legami sapendo che potrebbero finire?

Expat e connessioni temporanee: come investire nei legami sapendo che potrebbero finire?
Ho smesso di contare quante volte ho salutato qualcuno all'aeroporto.
Preferisco restare in superficie: tanto tra sei mesi non ci sarà più.

Vivere in un contesto internazionale, che sia un hub expat, un campus o un coworking pieno di persone da tutto il mondo, significa spesso fare i conti con un continuo via vai: chi arriva, chi riparte, magari nel giro di pochi mesi.

In un ambiente così, tenersi a una certa distanza dalle nuove conoscenze può sembrare una scelta sensata, non un problema da affrontare. Il ragionamento è più o meno questo: "tanto se ne andrà, meglio non affezionarmi troppo".

È un comportamento di evitamento, una difesa, che nasce come forma di autoprotezione. Il punto è che, con il tempo, può trasformarsi in una solitudine, proprio nei luoghi in cui le occasioni di incontro sarebbero continue.

Si crea così una situazione particolare: più il contesto offre possibilità di connessione, più la paura della separazione può spingere a costruire distanze invece che nuovi legami. Se ti ci ritrovi, sappi che non sei affatto la sola persona a viverlo.

Cosa c'è dietro

Le radici della paura di legarsi

Mi sono convinto che affidarmi a qualcuno significhi solo prepararmi a perderlo.
Penso sempre: a che serve, se tra poco sarà lontana?

Prima di tutto, riconoscere questo modo di vivere le relazioni è già un passo importante. Comprendere a fondo perché tendiamo a proteggerci dalle nuove amicizie, però, è un percorso che spesso trova un valido sostegno nell'aiuto di uno/a psicologo/a, che può offrirti strumenti per vivere i legami con più serenità.

Proviamo, intanto, a esplorare insieme alcune possibili ragioni che possono essere alla base della difficoltà a legarsi quando si vive circondati da persone che potrebbero ripartire.

Anticipare il dolore della separazione

  • La mente tende a proteggersi in anticipo: se un legame ha già una fine prevedibile, investire emotivamente può sembrare non funzionale alla possibilità di costruire legami solidi.
  • Chi ha già vissuto molte separazioni può diventare più sensibile alla perdita, e scegliere di evitare il coinvolgimento pur di non rivivere quel trauma.
  • Il senso di dover ogni volta "ricominciare da capo" può rendere faticosa anche solo l'idea di aprirsi di nuovo, se ci si è convinti di non riuscire a creare legami di condivisione.

Un contesto che rende tutto più difficile da mettere in discussione

  • L'ambiente expat, con il suo ciclo rapido di arrivi e partenze, può far sembrare questa difesa quasi ovvia e condivisa da tutti.
  • Quando una strategia è così diffusa intorno a noi, diventa più complicato riconoscerla come qualcosa che, in fondo, ci limita o che appartiene ad un nostro background, che è stato tuttavia funzionale al momento della scelta di partire.
  • Può rafforzarsi il bisogno di bastare a sé stessi, con l'idea che affidarsi agli altri porti solo a nuove perdite.

Il valore attribuito solo ai legami duraturi

  • Senza una rete stabile e di lungo periodo, si può finire per svalutare le relazioni brevi.
  • Può insinuarsi la convinzione che solo un legame destinato a durare meriti un investimento emotivo costante.
  • Le connessioni temporanee vengono così vissute come qualcosa di provvisorio, quasi non degno di attenzione.
Prospettiva clinica
Quando decidiamo in anticipo di non legarci, spesso lo facciamo per risparmiarci un dolore che conosciamo bene: il saluto che verrà. È una difesa comprensibile. Vale però la pena chiedersi se, evitando la separazione futura, non stiamo forse anticipando fin da ora quella stessa sensazione di vuoto evocata dalla paura più antica di essere abbandonati. Che cosa cambierebbe se provassi a chiederti non quanto durerà un incontro, ma cosa ti sta offrendo adesso?
Manuela Di Iorio
Manuela Di Iorio
Psicoterapeuta Unobravo
Momenti di vita expat

Situazioni in cui potresti riconoscerti

Conosco tantissime persone, eppure non chiamo nessuno quando sto male.
L'ennesimo addio in aeroporto e mi sono detta: mai più.

A volte è più facile capire cosa succede guardando alcune situazioni concrete. Ecco alcuni momenti in cui chi vive all'estero, circondato da persone di passaggio, potrebbe ritrovarsi.

Restare sulla soglia delle relazioni

  • Evitare di scambiare il numero con un nuovo collega, perché tanto il suo contratto scade tra sei mesi.
  • Partecipare ad aperitivi ed eventi di networking internazionali restando sempre sul piano delle conversazioni superficiali, senza condividere nulla di davvero personale.
  • Descriversi come una persona "brava a fare conoscenze, ma incapace di creare vere amicizie", proprio dove il ricambio di persone è la regola.

Quando ogni partenza pesa come una perdita

  • Provare la sensazione di ricominciare da zero ogni volta che un buon amico lascia il paese.
  • Arrivare a percepire ogni nuova conoscenza come una possibile nuova separazione in arrivo, piuttosto che viverla con la curiosità di iniziare una nuova relazione.
  • Smettere di organizzare cene o uscite con i nuovi arrivati in un coworking, perché "tanto tra un po' se ne andranno comunque".

Tenere tutto a distanza di sicurezza

  • Mantenere solo rapporti digitali con chi è partito, senza mai approfondirli, per paura di doverli poi lasciar andare di nuovo.
  • Ritrovarsi a declinare inviti o proposte di uscite, quasi per abitudine, prima ancora di chiedersi se ne avremmo voglia.
  • Notare che, pur essendo circondati da persone, ci si sente comunque profondamente soli.
Un momento per fermarsi
Ti riconosci in una di queste situazioni?

Vivere all'estero a volte ti fa sentire fuori posto?

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Quando vivere all'estero pesa sul tuo benessere, parliamone

Se la distanza da casa e le sfide dell'espatrio influenzano la tua serenità, parlarne con uno psicologo può aiutarti. Trova lo psicologo adatto a te: bastano pochi minuti.

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Piccoli passi possibili

Come vivere i legami con più serenità

Ho iniziato a lasciarmi conoscere un po' di più, e non è crollato nulla.
Chiedere aiuto mi ha aiutato a smettere di temere ogni saluto.
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Riconoscere la paura senza giudicarti

La paura che un legame finisca non è irrazionale in un contesto come il tuo: le partenze fanno parte della vita expat. Riconoscerlo, senza sentirti in colpa, può essere un primo passo per guardare a questo timore con più gentilezza.

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Distinguere il valore di un legame dalla sua durata

Un'amicizia intensa di pochi mesi può comunque arricchire, sostenere e lasciare un segno positivo. Potresti provare a chiederti se stai davvero misurando il valore delle persone solo in base a quanto resteranno.

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Sperimentare l'apertura a piccole dosi

Non è necessario passare dall'oggi al domani a un forte coinvolgimento. Potresti condividere qualcosa di un po' più personale con una persona alla volta, e osservare come ti senti, invece di evitare del tutto ogni vicinanza.

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Provare a restare nel presente della relazione

Quando ti accorgi di proiettarti già sul momento dell'addio, puoi provare a riportare l'attenzione a ciò che stai vivendo adesso, con quella persona. Imparare a stare nell'incertezza è qualcosa che si costruisce poco alla volta.

5

Coltivare alcuni punti fermi stabili

Mantenere un piccolo nucleo di relazioni di lungo periodo, anche a distanza, può darti un senso di continuità. Avere questi punti fermi può rendere meno spaventoso aprirsi anche ai legami più temporanei.

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Prendere in considerazione un percorso psicologico

Se il timore della perdita diventa un blocco così forte da impedirti qualsiasi nuova amicizia, un percorso con uno/a psicologo/a può essere uno spazio prezioso per sentirti capito e per esplorare, in modo più sereno, il tuo modo di vivere i legami. Non è necessario aspettare che la solitudine diventi molto pesante per chiedere un supporto.

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Uno sguardo diverso

Il valore di ciò che scegliamo di vivere

Ho capito che qualche mese insieme può valere quanto anni.
Aprirmi resta un rischio, ma ora scelgo di correrlo.

Evitare di legarsi per paura della separazione può proteggere dal dispiacere nell'immediato, ma rischia di alimentare una solitudine più profonda proprio dove le occasioni di incontro non mancherebbero.

Le connessioni temporanee non sono meno autentiche di quelle stabili: il valore di una relazione non si misura soltanto in anni. La vita all'estero può offrire l'occasione di vivere legami intensi e significativi anche in tempi brevi, se ci si concede un margine di apertura.

Vale la pena ricordare, poi, che ogni relazione, ovunque nel mondo, porta con sé una parte di incertezza. Vista così, la paura legata al contesto internazionale può ridimensionarsi un po'.

Imparare a stare in questa incertezza non è un tratto fisso, ma qualcosa che si può allenare nel tempo. E se senti che questa paura ti sta trattenendo più di quanto vorresti, un percorso con uno/a psicologo/a può accompagnarti a viverla con più leggerezza, senza fretta e nel rispetto dei tuoi tempi.

Il passo successivo, se ti senti pronto/a

La terapia psicologica non è solo per chi attraversa un momento di crisi. È uno spazio di ascolto per prenderti cura del tuo benessere mentale.

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Assegnazione della psicologa perfetta per me
UnoBravo fornisce un servizio di cui noi expat abbiamo estremamente bisogno: supporto psicologico nella nostra lingua madre da ovunque noi siamo. La compilazione della scheda iniziale permette a UnoBravo di assegnare all'utente lo psicologo migliore per lui/lei. Nel mio caso, la psicologa perfetta. Il servizio è efficiente e facilissimo da usare. Lo ho consigliato anche ad alcuni amici e familiari e chi lo ha iniziato ad usare ne è pienamente soddisfatto. Grazie ad UnoBravo di averci dato la possibilità di migliorare la nostra vita!
— Francesca Luoni
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Servizio Meraviglioso
Vivo all'estero e consiglio Unobravo a tutti gli italiani all'estero! Ho fatto fatica per anni a trovare psicoterapeuti in linea con le mie esigenze; altri expats italiani che conoscevo mi dicevano di provare con terapeuti di lingua italiana ma avevo sempre creduto che la lingua non fosse una discriminante; poi ho provato ad andare da psicoterapeuti italiani nel paese estero in cui vivo, ma anche quello non ha funzionato (in quanto non avevo moltissima scelta). Iniziare queste sedute su Unobravo per me é stata la svolta: si ha accesso ad un pool di professionisti ed é il sistema che crea un match per te in base alle risposte del questionario, quindi non si va proprio "alla cieca" o per vicinanza alla propria abitazione (come spesso accade nella scelta di uno psicoterapeuta "in persona"). Inoltre nonostante fossi un po' scettica sul fare terapia online, devo dire che invece mi sono trovata veramente molto bene e che non mi ha creato nessun problema. Consiglio vivamente questo servizio a tutti!
— C.
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Avrei dovuto iniziare prima
Sono stata fortunata a trovare la giusta terapista, ma questo percorso mi sta cambiando la vita. Non vivendo in Italia, poter fare terapia parlando nella mia lingua e con orari flessibili mi ha davvero aiutata. Lo consiglio caldamente a tutti, soprattutto gli expats, dato che ogni tanto può essere davvero difficile vivere in un altro paese!
— Matilde
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FAQ

Domande frequenti

È un comportamento di evitamento, una difesa, che nasce come forma di autoprotezione. La mente tende a proteggersi in anticipo: se un legame ha già una fine prevedibile, investire emotivamente può sembrare non funzionale alla possibilità di costruire legami solidi. Chi ha già vissuto molte separazioni può diventare più sensibile alla perdita, e scegliere di evitare il coinvolgimento pur di non rivivere quel trauma. Il senso di dover ogni volta ricominciare da capo può rendere faticosa anche solo l'idea di aprirsi di nuovo, se ci si è convinti di non riuscire a creare legami di condivisione.

Alcuni segnali sono evitare di scambiare il numero con un nuovo collega perché il suo contratto scade tra sei mesi, partecipare ad aperitivi ed eventi di networking internazionali restando sempre sul piano delle conversazioni superficiali, senza condividere nulla di davvero personale, e descriversi come una persona brava a fare conoscenze ma incapace di creare vere amicizie. Altri segnali sono mantenere solo rapporti digitali con chi è partito senza mai approfondirli, ritrovarsi a declinare inviti quasi per abitudine, e notare che pur essendo circondati da persone ci si sente comunque profondamente soli.

Sì, è una situazione particolare che può crearsi proprio nei contesti internazionali: più il contesto offre possibilità di connessione, più la paura della separazione può spingere a costruire distanze invece che nuovi legami. Evitare di legarsi per paura della separazione può proteggere dal dispiacere nell'immediato, ma rischia di alimentare una solitudine più profonda proprio dove le occasioni di incontro non mancherebbero. Se ti ci ritrovi, sappi che non sei affatto la sola persona a viverlo.

Un primo passo è riconoscere la paura senza giudicarti, perché le partenze fanno parte della vita expat. Può aiutare anche distinguere il valore di un legame dalla sua durata: un'amicizia intensa di pochi mesi può comunque arricchire, sostenere e lasciare un segno positivo. Si può sperimentare l'apertura a piccole dosi, condividendo qualcosa di più personale con una persona alla volta, e provare a restare nel presente della relazione invece di proiettarsi già sul momento dell'addio. Coltivare un piccolo nucleo di relazioni di lungo periodo, anche a distanza, può dare un senso di continuità che rende meno spaventoso aprirsi ai legami più temporanei.

No, le connessioni temporanee non sono meno autentiche di quelle stabili: il valore di una relazione non si misura soltanto in anni. Senza una rete stabile e di lungo periodo si può finire per svalutare le relazioni brevi, insinuando la convinzione che solo un legame destinato a durare meriti un investimento emotivo costante, ma la vita all'estero può offrire l'occasione di vivere legami intensi e significativi anche in tempi brevi, se ci si concede un margine di apertura.

Domande frequenti sulla terapia

Con Unobravo potrai svolgere terapia psicologica individuale o terapia di coppia, a seconda delle tue necessità. Per esempio, la terapia individuale dopo un tradimento può essere utile per migliorare la comunicazione e affrontare le sfide personali che influenzano le dinamiche relazionali. La scelta, dopo un tradimento, della terapia individuale o di coppia dipende dalle esigenze di ciascuna persona.

Un percorso di terapia individuale può offrire uno spazio sicuro per esplorare le proprie emozioni e i propri comportamenti insieme a un professionista della salute mentale.

Anche se non è sempre semplice capire come iniziare un percorso psicologico, con Unobravo non dovrai preoccuparti di come scegliere uno psicologo. Ti basterà compilare il questionario e incontrare nel primo colloquio gratuito lo psicologo che ti è stato assegnato tra gli psicologi Unobravo.
Se sarà il professionista adatto a te, inizierete insieme un percorso creato su misura per te.

Con uno psicologo online Unobravo puoi prenderti cura di te ovunque tu sia. Potrai utilizzare l'app o la Web App per fissare i tuoi appuntamenti, svolgere le sedute, chattare con il tuo psicologo ed effettuare pagamenti sicuri.

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Il prezzo dello psicologo in presenza può variare molto, senza contare il tempo e il costo per raggiungere lo studio del professionista.

Con Unobravo ogni seduta ha un prezzo fisso e accessibile di 49 € e puoi incontrare il tuo psicologo anche in viaggio, in vacanza o in una pausa dal lavoro, senza investire tempo e denaro per gli spostamenti.

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A decidere quanto dura un percorso psicologico sarete tu e il tuo Unobravo: ogni persona è unica, così come lo sarà il viaggio verso il tuo benessere psicologico.

Ogni processo terapeutico è unico e la motivazione o la necessità di iniziare un percorso di terapia varia da persona a persona. È importante ricordare che andare in terapia non solo aiuta ad affrontare le difficoltà e a trattare i disturbi, ma sostiene anche chi desidera intraprendere un percorso di crescita personale e fornisce strumenti e strategie utili per migliorare il benessere quotidiano.

È importante ricordare che fare terapia non è un segno di debolezza ma di cura di sé, quindi non c'è bisogno di aspettare di raggiungere il nostro limite per chiedere aiuto.

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