Genitori anziani e figli piccoli da accudire: quando l'ansia del caregiver va ascoltata e compresa

Sento di non riuscire a esserci per nessuno fino in fondo.
La mia testa non si ferma mai, nemmeno di notte.

Ci sono giornate in cui sembra davvero di non riuscire a fermarsi: da una parte ci sono i tuoi figli piccoli, con i loro bisogni quotidiani, mentre dall'altra ci sono i tuoi genitori che invecchiano e che, sempre più spesso, hanno bisogno di te.

Quando ci si trova a crescere bambini e allo stesso tempo a prendersi cura di genitori anziani, la mente raramente concede un momento di reale pausa. Ogni spazio libero sembra riempirsi di pensieri e preoccupazioni rivolti ora a una parte, ora all'altra.

Spesso si aggiunge un senso di colpa che si moltiplica: ogni energia dedicata ai figli sembra sottratta ai genitori, e viceversa. Il risultato è la sensazione di non bastare mai a nessuno, di essere sempre un po' altrove anche quando si è fisicamente presenti.

Se ti riconosci in tutto questo, è importante sapere che questa fatica è legittima. Non riflette un limite personale, ma il peso reale di una situazione complessa e riconoscerlo è già un primo passo per affrontarla con maggiore consapevolezza.

Comprendere la doppia pressione

Le radici dell'ansia di chi si prende cura di tutti

Ho paura di sbagliare qualcosa di importante per loro.
Mi sembra di dover pensare a tutto, sempre io.

Prima di guardare a cosa puoi fare, può aiutarti capire da dove nasce questa ansia costante. Comprendere a fondo le radici di certi pensieri, però, non è un percorso da affrontare per forza da soli: in questi casi il supporto di uno/a psicologo/a può offrirti strumenti per tutelare il tuo benessere mentre ti prendi cura di chi ami.

Proviamo, intanto, a esplorare insieme alcune possibili ragioni che sono alla base della fatica di chi vive tra due generazioni da accudire.

Una responsabilità che non conosce pause

  • La percezione di una responsabilità continua verso entrambe le generazioni, che non concede tregua né orari definiti.
  • Il pensiero che torna di continuo su scenari futuri legati alla salute dei genitori e al benessere dei figli, occupando ogni spazio mentale libero.
  • La difficoltà a distanziarsi da questi pensieri, perché ogni figura amata rappresenta un fronte di preoccupazione sempre attivo.

Quando manca una rete di sostegno

  • L'assenza di un aiuto adeguato, sia pratico che emotivo, che fa percepire il doppio ruolo come un impegno totalizzante.
  • La sensazione di dover reggere tutto da soli, senza qualcuno con cui condividere davvero il carico.

Il ruolo delle aspettative sociali

  • La tendenza a considerare questo carico come parte scontata della vita adulta, che può scoraggiare la richiesta di aiuto.
  • L'idea, spesso interiorizzata, che chiedere sostegno significhi non essere all'altezza, quando invece è una scelta di cura verso se stessi.
Prospettiva clinica
I momenti difficili sembrano assorbire tutte le nostre energie, ma le sfide e i problemi non definiscono il nostro valore personale. Darsi tempo per conoscere meglio le proprie risorse, senza cercare una soluzione immediata, e chiedere aiuto a un professionista quando serve, sono i primi passi verso il cambiamento positivo.
La vita quotidiana di chi accudisce

Situazioni in cui potresti riconoscerti

Anche mentre gioco con mia figlia penso a mio padre.
Non ricordo l'ultima volta che ho staccato la testa.

A volte è più facile riconoscere una fatica quando la si vede descritta in situazioni concrete. Ecco alcuni momenti in cui chi si prende cura di figli piccoli e genitori anziani può ritrovarsi.

Due agende da tenere insieme

  • Organizzare la giornata intorno a due calendari paralleli, quello scolastico dei figli e quello medico dei genitori, con il timore costante di dimenticare qualcosa di importante.
  • Sentire il bisogno di rispondere subito al telefono per paura di un'emergenza riguardante un genitore, anche mentre si è impegnati con i bambini.
  • Vivere con apprensione le notti, temendo chiamate improvvise legate a cadute o malori, mentre si cerca comunque di garantire riposo ai piccoli.

Il senso di colpa che si sposta

  • Provare un senso di colpa nel dedicare un pomeriggio ai figli, pensando che si sarebbe dovuto controllare come sta il genitore anziano e viceversa.
  • Rinunciare a momenti di svago personale perché ogni ritaglio di tempo libero viene automaticamente destinato a una delle due responsabilità.

Una mente che non riesce a fermarsi

  • Notare una difficoltà crescente a concentrarsi sul presente, con la mente che oscilla tra pensieri sui figli e preoccupazioni per i genitori.
  • Sentirsi mentalmente altrove anche nei momenti di gioco con i bambini, con la testa già rivolta alla prossima cosa di cui occuparsi.
Un momento per fermarsi
Ti riconosci in una di queste situazioni?

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Quando l'ansia condiziona la tua quotidianità, parliamone

Se l'ansia impattano su sonno, scelte e serenità, non devi affrontarla da solo. Trova lo psicologo adatto a te: bastano pochi minuti.

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Strategie concrete e possibili

Piccoli passi per alleggerire il carico

Chiedere aiuto mi è sembrato subito un sollievo.
Ho capito che non devo farcela per forza da sola.
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Accogliere i pensieri invece di combatterli

Quando un pensiero preoccupante torna a farsi sentire, puoi provare a osservarlo senza lottarci contro. Riconoscerlo come una reazione comprensibile a una situazione complessa, invece di reprimerlo, può renderlo un po' meno invadente.

2

Condividere il carico con altri

Provare a coinvolgere altri familiari, amici o persone di fiducia per distribuire alcune responsabilità di cura può fare la differenza. Non devi reggere tutto da solo/a: anche delegare un compito pratico può liberare spazio mentale ed energie.

3

Fissare aspettative realistiche

Potresti provare a stabilire, giorno per giorno, ciò che ti è davvero possibile fare. Accettare che non sarà sempre possibile esserci al cento per cento su entrambi i fronti non è una resa, ma un modo per prenderti cura anche di te.

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Ritagliarti piccoli spazi personali

Anche pochi minuti al giorno dedicati a qualcosa che ti fa stare bene possono aiutare la mente a interrompere il rimuginio costante, come un caffè in silenzio, una breve camminata, una telefonata a una persona cara: sono piccoli momenti che restano solo tuoi.

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Dare un tempo alle preoccupazioni

Quando i pensieri ansiosi si affollano, puoi provare a concederti un breve momento della giornata in cui lasciarli emergere, per poi tornare a ciò che stai facendo. Rimandare il pensiero, anche solo di poco, può aiutare a ridimensionare la sensazione di urgenza che spesso lo accompagna.

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Prendere in considerazione un percorso psicologico

Un percorso di psicoterapia può offrirti uno spazio prezioso per sentirti capito/a e per individuare modalità di gestione dell'ansia e dei pensieri persistenti. Non è necessario aspettare che la situazione diventi molto pesante per chiedere il supporto di uno/a psicologo/a: rappresenta uno spazio di crescita e riflessione, utile per ritrovare un equilibrio più sereno.

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Un equilibrio possibile

Prendersi cura di sé per poter esserci davvero

Ora mi concedo di non essere sempre perfetta.
Prendermi cura di me mi aiuta a esserci per loro.

Prendersi cura contemporaneamente di figli piccoli e genitori anziani è una delle sfide più intense che una persona possa affrontare e la stanchezza e l'ansia che ne derivano sono pienamente comprensibili.

Il senso di non bastare a nessuno non riflette un'incapacità personale, ma la conseguenza naturale di un carico emotivo che, in certi momenti, supera le risorse mentali disponibili.

Chiedere aiuto e condividere alcune responsabilità non è un segno di debolezza, ma una scelta di cura verso l'intera famiglia. Riconoscere i propri limiti può permetterti di offrire una presenza più autentica, invece di una presenza costantemente affaticata.

Prendersi cura di sé non è un atto egoistico, ma una condizione che consente di continuare a sostenere chi si ama nel tempo. Se senti che il peso è diventato difficile da portare, valutare il supporto di uno/a psicologo/a può essere un modo gentile per ritrovare un equilibrio sostenibile, anche imperfetto, ma più autentico.

Il passo successivo, se ti senti pronto/a

La terapia psicologica non è solo per chi attraversa un momento di crisi. È uno spazio di ascolto per prenderti cura del tuo benessere mentale.

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Auguro a tutti questo percorso
Dopo un anno di psicoterapia con la dottoressa Antonella Maria Rita Martino, sono diventata un'altra persona. Soffrivo d'ansia in modo cronico e invalidante, nemmeno mi rendevo conto di quanto fosse pesante, e ora posso dire che va davvero meglio, l'ansia viene ogni tanto e ho gli strumenti per gestirla e annientarla in poche ore o addirittura minuti, come ormai so gestire meglio ogni crisi che mi possa capitare. Penso che non smetterò mai con le mie sedute perché c'è tanto da imparare, tanto da crescere, per non parlare di quanto si possa definire quest'esperienza una coccola per sé stessi. Grazie Mille Maria Rita per avermi cambiato l'esistenza.
— Francesca Piras
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Non ho più i battiti accelerati ❤️
Da maggio 2025 seguo il mio percorso di terapia con la miglior psicoterapeuta di sempre!professionista esperta, preparata, mi sta aiutando tantissimo e mi sta fornendo tutti gli strumenti necessari per riuscire ad affrontare diverse paure ed ansie. Trovo inoltre l'app precisa e ordinata, non ti fa perdere tempo nemmeno nel pagare perché avviene tutto automatico. Comodo anche lo scarico delle fatture "ogni cosa al suo posto" come direi io! Tralasciando il fatto poi più importante che davvero puoi seguire il percorso ovunque tu sia, senza doverci rinunciare per la mancanza di tempo che si ha al giorno d'oggi. Voto 10 al team di professionisti e voto 10 alla mia super dottoressa Melina ❤️
— La Lauretta
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Mai più senza Unobravo!
All'inizio ero un po' scettica sul percorso online, ma dopo vari episodi di ansia e attacchi di panico continui mi sono decisa a fare il questionario online e il colloquio conoscitivo. Unobravo ha scelto per me la Dottoressa Francesca Terzi e già dal primo colloquio si è dimostrata molto dolce, comprensiva e competente! Sono ormai due mesi che sono seguita dalla Dottoressa e mi sta aiutando a capire tante cose, siamo tornati indietro nel tempo facendomi aprire in modo del tutto naturale. Mi sento ascoltata,compresa e soprattutto non giudicata. Non potevo fare scelta migliore, sicuramente lo avrei iniziato molto tempo prima!
— Alessia
Valutazione di 4.7 / 5 | 8.737 recensioni
FAQ

Domande frequenti

Questa ansia nasce dalla percezione di una responsabilità continua verso entrambe le generazioni, che non concede tregua né orari definiti. Il pensiero torna di continuo su scenari futuri legati alla salute dei genitori e al benessere dei figli, occupando ogni spazio mentale libero. C'è anche difficoltà a distanziarsi da questi pensieri, perché ogni figura amata rappresenta un fronte di preoccupazione sempre attivo. Spesso si aggiunge l'assenza di un aiuto adeguato, sia pratico che emotivo, che fa percepire il doppio ruolo come un impegno totalizzante, insieme alla sensazione di dover reggere tutto da soli, senza qualcuno con cui condividere davvero il carico.

Alcuni segnali riguardano l'organizzare la giornata intorno a due calendari paralleli, quello scolastico dei figli e quello medico dei genitori, con il timore costante di dimenticare qualcosa di importante. Si può notare una difficoltà crescente a concentrarsi sul presente, con la mente che oscilla tra pensieri sui figli e preoccupazioni per i genitori, sentendosi mentalmente altrove anche nei momenti di gioco con i bambini. Un altro segnale è il senso di colpa che si sposta: dedicare un pomeriggio ai figli pensando che si sarebbe dovuto controllare come sta il genitore anziano, e viceversa.

Sì, è un vissuto comune: si prova un senso di colpa nel dedicare un pomeriggio ai figli, pensando che si sarebbe dovuto controllare come sta il genitore anziano, e viceversa, un senso di colpa che si moltiplica perché ogni energia dedicata ai figli sembra sottratta ai genitori, e viceversa. Il risultato è la sensazione di non bastare mai a nessuno, di essere sempre un po' altrove anche quando si è fisicamente presenti. Questa fatica è legittima e non riflette un limite personale, ma il peso reale di una situazione complessa: riconoscerlo è già un primo passo per affrontarla con maggiore consapevolezza.

Sì, la tendenza a considerare questo carico come parte scontata della vita adulta può scoraggiare la richiesta di aiuto. Spesso si interiorizza l'idea che chiedere sostegno significhi non essere all'altezza, quando invece è una scelta di cura verso se stessi. Provare a coinvolgere altri familiari, amici o persone di fiducia per distribuire alcune responsabilità di cura può fare la differenza, perché non è necessario reggere tutto da soli: anche delegare un compito pratico può liberare spazio mentale ed energie.

Si può provare a osservare i pensieri preoccupanti senza lottarci contro, riconoscendoli come una reazione comprensibile a una situazione complessa. È utile condividere il carico coinvolgendo altri familiari o persone di fiducia, e fissare aspettative realistiche stabilendo giorno per giorno ciò che è davvero possibile fare, accettando che non sarà sempre possibile esserci al cento per cento su entrambi i fronti. Ritagliarsi piccoli spazi personali, anche pochi minuti al giorno, può aiutare la mente a interrompere il rimuginio costante, così come concedersi un breve momento della giornata per lasciare emergere le preoccupazioni prima di tornare a ciò che si sta facendo.

Domande frequenti sulla terapia

Con Unobravo potrai svolgere terapia psicologica individuale o terapia di coppia, a seconda delle tue necessità. Per esempio, la terapia individuale dopo un tradimento può essere utile per migliorare la comunicazione e affrontare le sfide personali che influenzano le dinamiche relazionali. La scelta, dopo un tradimento, della terapia individuale o di coppia dipende dalle esigenze di ciascuna persona.

Un percorso di terapia individuale può offrire uno spazio sicuro per esplorare le proprie emozioni e i propri comportamenti insieme a un professionista della salute mentale.

Anche se non è sempre semplice capire come iniziare un percorso psicologico, con Unobravo non dovrai preoccuparti di come scegliere uno psicologo. Ti basterà compilare il questionario e incontrare nel primo colloquio gratuito lo psicologo che ti è stato assegnato tra gli psicologi Unobravo.
Se sarà il professionista adatto a te, inizierete insieme un percorso creato su misura per te.

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Con Unobravo ogni seduta ha un prezzo fisso e accessibile di 49 € e puoi incontrare il tuo psicologo anche in viaggio, in vacanza o in una pausa dal lavoro, senza investire tempo e denaro per gli spostamenti.

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A decidere quanto dura un percorso psicologico sarete tu e il tuo Unobravo: ogni persona è unica, così come lo sarà il viaggio verso il tuo benessere psicologico.

Ogni processo terapeutico è unico e la motivazione o la necessità di iniziare un percorso di terapia varia da persona a persona. È importante ricordare che andare in terapia non solo aiuta ad affrontare le difficoltà e a trattare i disturbi, ma sostiene anche chi desidera intraprendere un percorso di crescita personale e fornisce strumenti e strategie utili per migliorare il benessere quotidiano.

È importante ricordare che fare terapia non è un segno di debolezza ma di cura di sé, quindi non c'è bisogno di aspettare di raggiungere il nostro limite per chiedere aiuto.

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