Seguire il partner all'estero senza avere ancora punti di riferimento propri: come affrontare la solitudine e costruire nuovi legami e spazi per sé?

Seguire il partner all'estero senza avere ancora punti di riferimento propri: come affrontare la solitudine e costruire nuovi legami e spazi per sé?
Lui ha la sua vita qui, io sono appena arrivata
Mi sento ospite nel mondo della mia compagna

Ti sei trasferito in un altro paese per stare con il/la partner, ma ti sembra di essere entrato in una vita già arredata da qualcun altro.

Amici, abitudini, luoghi familiari: tutto appartiene a lui o a lei, mentre la tua rete sociale è ancora tutta da costruire.

All'inizio c'era l'entusiasmo, la novità, la sensazione di iniziare un'avventura insieme. Con il tempo può emergere una fase più silenziosa, in cui la mancanza di una rete relazionale propria diventa più evidente nella quotidianità.

Mentre il/la partner ha una vita piena, tu ti ritrovi a chiederti chi sei in questo posto, al di là di essere il compagno o la compagna di qualcuno.

È una domanda che non riguarda solo il come conoscere gente qui, ma tocca qualcosa di più profondo: la tua identità e il tuo senso di appartenenza. Se ti riconosci in tutto questo, ciò che provi può essere comprensibile in una fase di cambiamento così significativa.

Le possibili cause

Le radici di un senso di solitudine e di identità sospesa

Aspetto sempre che sia lei a presentarmi qualcuno
Come faccio a mettere radici in un posto che non ho scelto?

Capire perché ci si sente così può essere il primo passo per stare meglio. Esplorare le radici di questa solitudine e di questo senso di identità sospesa può risultare più semplice con l'aiuto di uno/a psicologo/a, che può offrirti strumenti per ritrovare un tuo equilibrio in questa fase di transizione.

Proviamo, intanto, a esplorare insieme alcune possibili ragioni che possono contribuire al disagio di chi segue il/la partner all'estero senza avere ancora punti di riferimento propri.

Una rete sociale che appartiene all'altro

  • Il/la partner ha relazioni consolidate da anni, e questo rende la sua vita sociale un ponte verso il nuovo contesto, ma un ponte che non appartiene a te.
  • Nelle prime fasi l'integrazione può dipendere in buona parte dall'altro, soprattutto quando mancano ancora la lingua, i contatti locali o la conoscenza pratica del posto.
  • In questa situazione può diventare più facile affidarsi al/alla partner come tramite verso il nuovo contesto, rimandando la costruzione di riferimenti autonomi.

Il timore di muoversi 'di riflesso'

  • Aspettare che sia l'altro a presentare persone o luoghi può contribuire a mantenere la sensazione di dipendere dall'altro nella costruzione della propria vita sociale.
  • Il timore di copiare il mondo sociale del/della partner, anziché costruirne uno proprio, può frenare l'iniziativa di cercare connessioni autonome.
  • Può emergere la sensazione di essere soprattutto parte della vita dell'altro, anziché di avere già una propria vita nel nuovo paese.

Un presente che sembra troppo instabile

  • Quando la coppia si trova ad affrontare decisioni importanti sul proprio futuro, il presente può essere vissuto come troppo incerto per investire nella costruzione di radici locali.
  • Questa sensazione di provvisorietà può portare a rimandare progetti personali, in attesa di un assetto di vita che tarda ad arrivare.
  • Se il futuro viene percepito come indefinito, può diventare più difficile investire in progetti e legami nel presente.
Prospettiva clinica
Sentirsi ospiti nella vita di qualcuno che amiamo può far male, e a volte ci porta a pensare che il nostro posto dipenda solo dall'altro. Eppure potremmo chiederci se quel senso di provvisorietà riguardi davvero solo il paese in cui siamo arrivati, o se tocchi anche il rapporto con noi stessi in questa fase. Che cosa significherebbe, per te, sentirti a casa dentro di te, ancora prima che in un luogo?
Raffaella Prisco
Raffaella Prisco
Psicoterapeuta Unobravo
Vita quotidiana

Situazioni in cui potresti riconoscerti

Non voglio farlo sentire in colpa per come sto
Le mie giornate girano tutte intorno a lei

A volte è più semplice riconoscersi in situazioni concrete che in una descrizione astratta. Ecco alcuni momenti che chi vive questa esperienza può ritrovare nella propria quotidianità.

Sentirsi spettatori della vita dell'altro

  • Passare le serate a casa in attesa che il/la partner rientri dal lavoro o da un impegno con i suoi amici storici.
  • Essere presentati agli amici del/della partner sempre e solo come il compagno o la compagna di qualcuno, senza che si crei un legame diretto con quelle persone.
  • Provare un senso di spaesamento quando ci si accorge di non avere nessuno da chiamare per un caffè o un consiglio pratico, se non il/la partner stesso.

Delegare all'altro la vita sociale

  • Rinunciare a proporre nuove attività o uscite perché non si conosce nessun altro con cui condividerle.
  • Affidare sempre al/alla partner l'organizzazione della vita sociale, aspettando i suoi inviti invece di prendere l'iniziativa.
  • Rimandare per mesi l'iscrizione a un corso di lingua o a un'attività locale, aspettando un momento giusto che sembra non arrivare mai.

Minimizzare la propria fatica

  • Sentire il bisogno di giustificare la propria solitudine di fronte al/alla partner, per non sembrare un peso nella relazione.
  • Fingere che vada tutto bene, anche quando la sensazione di vuoto si fa più presente.
  • Evitare di parlare del proprio disagio per non incrinare l'entusiasmo dell'altro verso il nuovo capitolo di vita insieme.
Un momento per fermarsi
Ti riconosci in una di queste situazioni?

Vivere all'estero a volte ti fa sentire fuori posto?

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Se la vita all'estero ti pesa, parlarne con un professionista potrebbe fare la differenza

Quando nostalgia, solitudine o senso di sradicamento diventano difficili da portare, parlare con uno psicologo può offrirti uno spazio per comprenderli e affrontarli. Ecco come funziona la terapia.

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Quando vivere all'estero pesa sul tuo benessere, parliamone

Se la distanza da casa e le sfide dell'espatrio influenzano la tua serenità, parlarne con uno psicologo può aiutarti. Trova lo psicologo adatto a te: bastano pochi minuti.

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Strategie pratiche

Piccoli passi per costruire spazi e legami tuoi

Ho iniziato un corso di ceramica solo per me
Fare il primo passo mi spaventava, ma ci ho provato
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Darti una routine autonoma

Potresti provare a inserire nella tua settimana almeno un'attività fuori casa, scelta in base ai tuoi interessi e non a quelli del/della partner. Anche un solo appuntamento fisso può aiutarti a ritrovare un ritmo che appartiene solo a te.

2

Cercare contesti di incontro paralleli

Corsi di lingua, gruppi locali, associazioni o community di persone espatriate rappresentano occasioni per creare legami propri, non 'di riflesso'. Frequentare spazi diversi da quelli del/della partner può aiutarti a costruire una rete tua.

3

Fare la prima mossa

Puoi provare a proporre un caffè o un'uscita a colleghi, vicini o conoscenti, senza aspettare di essere invitato. Non tutti i tentativi porteranno necessariamente a un nuovo legame, ma fare piccoli passi può aiutarti a sperimentare modalità più autonome di entrare in relazione.

4

Coltivare una rete mista

Unire persone del luogo, connazionali e altre persone espatriate può aiutarti a bilanciare il bisogno di appartenenza locale con quello di mantenere la tua identità di sempre. Non devi scegliere tra le due cose.

5

Parlare con il/la partner di come ti senti

Riconoscere apertamente il peso di questa fase può alleggerirla. Puoi chiedere un supporto pratico, come qualche presentazione iniziale, senza però affidare interamente all'altro la costruzione della tua vita sociale.

6

Andarci piano con i tempi

Sentirsi a casa in un posto nuovo può richiedere tempo. Provare a rispettare i tuoi tempi, senza giudicarti se il processo è più lento di quanto immaginavi, può aiutarti ad attraversare questa fase con maggiore consapevolezza.

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Prenderti cura del tuo benessere

Quando la solitudine si trasforma in una sofferenza che dura nel tempo, un percorso con uno/a psicologo/a può offrirti uno spazio per esplorare ciò che stai vivendo e il significato che questa fase assume per te. Se questa fase ha ripercussioni anche sulla relazione, potresti valutare, insieme al/alla partner, un percorso individuale o di coppia, a seconda dei bisogni che emergono.

Parla di come ti senti a uno psicologo online

Trova il professionista più adatto a te con il nostro questionario riservato, ci aiuterà a comprendere meglio i tuoi bisogni.

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Un cammino graduale

Da ospite ad abitante del tuo nuovo paese

Sto imparando a sentirmi a casa, un passo alla volta
Ora questa città comincia a essere anche mia

La solitudine che può accompagnare un trasferimento per amore non indica necessariamente un fallimento: può emergere mentre si cerca di costruire nuovi riferimenti in un contesto inizialmente legato soprattutto alla vita del/della partner.

Costruire un'identità sociale distinta da quella di partner di qualcuno può essere un passaggio importante per sentirsi radicati nel nuovo paese, e non solo ospiti nella vita dell'altro.

Investire nelle proprie relazioni e nei propri spazi non significa necessariamente allontanarsi dalla coppia e può aiutare a differenziare maggiormente la propria rete sociale da quella del/della partner.

Il senso di casa può costruirsi gradualmente, anche attraverso piccoli passi concreti, nuove abitudini e relazioni che diventano progressivamente più familiari.

Se questa fase diventa difficile da attraversare, cercare supporto nella propria rete affettiva o rivolgersi a uno/a psicologo/a può offrire uno spazio per comprendere meglio ciò che stai vivendo e i bisogni che stanno emergendo.

Il passo successivo, se ti senti pronto/a

La terapia psicologica non è solo per chi attraversa un momento di crisi. È uno spazio di ascolto per prenderti cura del tuo benessere mentale.

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Psicologo online: prezzi e tariffe
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Assegnazione della psicologa perfetta per me
UnoBravo fornisce un servizio di cui noi expat abbiamo estremamente bisogno: supporto psicologico nella nostra lingua madre da ovunque noi siamo. La compilazione della scheda iniziale permette a UnoBravo di assegnare all'utente lo psicologo migliore per lui/lei. Nel mio caso, la psicologa perfetta. Il servizio è efficiente e facilissimo da usare. Lo ho consigliato anche ad alcuni amici e familiari e chi lo ha iniziato ad usare ne è pienamente soddisfatto. Grazie ad UnoBravo di averci dato la possibilità di migliorare la nostra vita!
— Francesca Luoni
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Servizio Meraviglioso
Vivo all'estero e consiglio Unobravo a tutti gli italiani all'estero! Ho fatto fatica per anni a trovare psicoterapeuti in linea con le mie esigenze; altri expats italiani che conoscevo mi dicevano di provare con terapeuti di lingua italiana ma avevo sempre creduto che la lingua non fosse una discriminante; poi ho provato ad andare da psicoterapeuti italiani nel paese estero in cui vivo, ma anche quello non ha funzionato (in quanto non avevo moltissima scelta). Iniziare queste sedute su Unobravo per me é stata la svolta: si ha accesso ad un pool di professionisti ed é il sistema che crea un match per te in base alle risposte del questionario, quindi non si va proprio "alla cieca" o per vicinanza alla propria abitazione (come spesso accade nella scelta di uno psicoterapeuta "in persona"). Inoltre nonostante fossi un po' scettica sul fare terapia online, devo dire che invece mi sono trovata veramente molto bene e che non mi ha creato nessun problema. Consiglio vivamente questo servizio a tutti!
— C.
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Avrei dovuto iniziare prima
Sono stata fortunata a trovare la giusta terapista, ma questo percorso mi sta cambiando la vita. Non vivendo in Italia, poter fare terapia parlando nella mia lingua e con orari flessibili mi ha davvero aiutata. Lo consiglio caldamente a tutti, soprattutto gli expats, dato che ogni tanto può essere davvero difficile vivere in un altro paese!
— Matilde
Valutazione di 4.7 / 5 | 8.737 recensioni
FAQ

Domande frequenti

La solitudine può emergere perché il/la partner ha relazioni consolidate da anni, e questo rende la sua vita sociale un ponte verso il nuovo contesto, ma un ponte che non appartiene a te. Nelle prime fasi l'integrazione può dipendere in buona parte dall'altro, soprattutto quando mancano ancora la lingua, i contatti locali o la conoscenza pratica del posto, e può diventare più facile affidarsi al/alla partner come tramite verso il nuovo contesto, rimandando la costruzione di riferimenti autonomi. Inoltre, se il futuro della coppia viene percepito come indefinito, può diventare più difficile investire in progetti e legami nel presente, alimentando una sensazione di provvisorietà.

Alcuni segnali riguardano il passare le serate a casa in attesa che il/la partner rientri dal lavoro o da un impegno con i suoi amici storici, ed essere presentati agli amici del/della partner sempre e solo come il compagno o la compagna di qualcuno, senza che si crei un legame diretto con quelle persone. Si può anche provare un senso di spaesamento quando ci si accorge di non avere nessuno da chiamare per un caffè o un consiglio pratico, se non il/la partner stesso. Altri segnali sono rinunciare a proporre nuove attività perché non si conosce nessun altro, e rimandare per mesi l'iscrizione a un corso di lingua o a un'attività locale.

Aspettare che sia l'altro a presentare persone o luoghi può contribuire a mantenere la sensazione di dipendere dall'altro nella costruzione della propria vita sociale. Il timore di copiare il mondo sociale del/della partner, anziché costruirne uno proprio, può frenare l'iniziativa di cercare connessioni autonome, e può emergere la sensazione di essere soprattutto parte della vita dell'altro, anziché di avere già una propria vita nel nuovo paese.

Può capitare di sentire il bisogno di giustificare la propria solitudine di fronte al/alla partner, per non sembrare un peso nella relazione, e di fingere che vada tutto bene anche quando la sensazione di vuoto si fa più presente. Si tende spesso a evitare di parlare del proprio disagio per non incrinare l'entusiasmo dell'altro verso il nuovo capitolo di vita insieme. Riconoscere apertamente il peso di questa fase può però alleggerirla, ed è possibile chiedere un supporto pratico senza affidare interamente all'altro la costruzione della propria vita sociale.

Puoi provare a inserire nella tua settimana almeno un'attività fuori casa, scelta in base ai tuoi interessi e non a quelli del/della partner: anche un solo appuntamento fisso può aiutarti a ritrovare un ritmo che appartiene solo a te. Corsi di lingua, gruppi locali, associazioni o community di persone espatriate rappresentano occasioni per creare legami propri, non 'di riflesso', frequentando spazi diversi da quelli del/della partner. Puoi anche provare a proporre un caffè o un'uscita a colleghi, vicini o conoscenti, senza aspettare di essere invitato, facendo piccoli passi per sperimentare modalità più autonome di entrare in relazione.

Sentirsi a casa in un posto nuovo può richiedere tempo, ed è utile provare a rispettare i propri tempi, senza giudicarsi se il processo è più lento di quanto si immaginava. Il senso di casa può costruirsi gradualmente, anche attraverso piccoli passi concreti, nuove abitudini e relazioni che diventano progressivamente più familiari. La solitudine che può accompagnare un trasferimento per amore non indica necessariamente un fallimento, ma può emergere mentre si cerca di costruire nuovi riferimenti in un contesto inizialmente legato soprattutto alla vita del/della partner.

Domande frequenti sulla terapia

Con Unobravo potrai svolgere terapia psicologica individuale o terapia di coppia, a seconda delle tue necessità. Per esempio, la terapia individuale dopo un tradimento può essere utile per migliorare la comunicazione e affrontare le sfide personali che influenzano le dinamiche relazionali. La scelta, dopo un tradimento, della terapia individuale o di coppia dipende dalle esigenze di ciascuna persona.

Un percorso di terapia individuale può offrire uno spazio sicuro per esplorare le proprie emozioni e i propri comportamenti insieme a un professionista della salute mentale.

Anche se non è sempre semplice capire come iniziare un percorso psicologico, con Unobravo non dovrai preoccuparti di come scegliere uno psicologo. Ti basterà compilare il questionario e incontrare nel primo colloquio gratuito lo psicologo che ti è stato assegnato tra gli psicologi Unobravo.
Se sarà il professionista adatto a te, inizierete insieme un percorso creato su misura per te.

Con uno psicologo online Unobravo puoi prenderti cura di te ovunque tu sia. Potrai utilizzare l'app o la Web App per fissare i tuoi appuntamenti, svolgere le sedute, chattare con il tuo psicologo ed effettuare pagamenti sicuri.

Tutto comodamente online, utilizzando qualsiasi dispositivo e collegandoti dove e quando vuoi.

Il prezzo dello psicologo in presenza può variare molto, senza contare il tempo e il costo per raggiungere lo studio del professionista.

Con Unobravo ogni seduta ha un prezzo fisso e accessibile di 49 € e puoi incontrare il tuo psicologo anche in viaggio, in vacanza o in una pausa dal lavoro, senza investire tempo e denaro per gli spostamenti.

Per connetterti con il tuo benessere psicologico ti basterà solo un click.

A decidere quanto dura un percorso psicologico sarete tu e il tuo Unobravo: ogni persona è unica, così come lo sarà il viaggio verso il tuo benessere psicologico.

Ogni processo terapeutico è unico e la motivazione o la necessità di iniziare un percorso di terapia varia da persona a persona. È importante ricordare che andare in terapia non solo aiuta ad affrontare le difficoltà e a trattare i disturbi, ma sostiene anche chi desidera intraprendere un percorso di crescita personale e fornisce strumenti e strategie utili per migliorare il benessere quotidiano.

È importante ricordare che fare terapia non è un segno di debolezza ma di cura di sé, quindi non c'è bisogno di aspettare di raggiungere il nostro limite per chiedere aiuto.

La terapia di coppia può aiutare in questo caso?

Sentirsi ai margini della rete sociale del/della partner può creare una distanza silenziosa, anche quando la relazione resta solida. Un percorso di terapia di coppia può offrire uno spazio in cui esprimere questo disagio senza timore di sembrare ingrato o esigente, e in cui il/la partner può capire meglio cosa significhi vivere in un contesto già "arredato" da qualcun altro. Insieme, con il supporto di uno/a psicoterapeuta, potete individuare modi concreti per bilanciare vicinanza e autonomia, così che entrambi possiate sentirvi parte attiva della vita comune.

Questo squilibrio può generare frustrazione da entrambe le parti: chi si è trasferito può sentirsi dipendente, chi già vive lì può sentirsi in colpa o sopraffatto dal ruolo di "ponte" verso il nuovo mondo. In terapia di coppia potete esplorare insieme queste dinamiche, capendo quali aspettative reciproche si sono create senza essere mai discusse apertamente. Non si tratta di trovare un colpevole, ma di costruire strategie condivise che permettano a chi si è trasferito di guadagnare gradualmente più autonomia sociale.

Non serve aspettare che la tensione diventi molto forte per iniziare un percorso insieme. Se ti accorgi che parlarne da soli genera fraintendimenti o silenzi, la terapia di coppia può rappresentare uno spazio protetto in cui affrontare il tema con l'aiuto di uno/a psicologo/a. Può essere utile anche se la relazione funziona bene nel complesso, ma sentite che questa fase di transizione meriterebbe più strumenti di ascolto e comprensione reciproca.

Le due strade non si escludono e possono anche integrarsi. Un percorso individuale può aiutarti a esplorare il tuo senso di identità e a costruire strumenti personali per affrontare la solitudine. Un percorso di coppia, invece, può lavorare sulla relazione stessa, su come i suoi equilibri si siano modificati con il trasferimento e su come il/la partner possa diventare un alleato più consapevole in questo processo, senza sostituirsi alla tua rete sociale autonoma.

Puoi presentarla non come una richiesta di riparazione a un errore, ma come un desiderio di capirvi meglio in una fase delicata della vita insieme. Spiegare che vuoi uno spazio condiviso per parlare di ciò che provi, con la guida di uno/a psicoterapeuta, può aiutare il/la partner a sentirsi coinvolto anziché accusato. Spesso proporlo con questo tono, come investimento sulla qualità della relazione, rende più naturale l'apertura a questo tipo di percorso.

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