Seguire una dieta in vista di un evento e interromperla dopo: perché questo ciclo può ripetersi?

Prima di ogni evento riparto, ma poi mollo tutto
Mi sento sempre in ritardo con il mio corpo
C'è un matrimonio in vista, una vacanza con gli amici, una cena importante. E puntualmente ricominci a metterti a dieta, con l'idea di 'arrivare pronto' a quell'appuntamento.
Poi l'evento passa, la dieta si interrompe e resta una sensazione familiare: quella di aver fallito ancora una volta. Magari ti prometti che ripartirai al prossimo impegno, e così il copione ricomincia.
In questa fase della vita, segnata da occasioni sociali frequenti, il corpo rischia di diventare l'unità di misura con cui prepararsi a un evento, trasformando l'alimentazione in una scadenza da rispettare più che in un percorso di benessere.
Se ti riconosci in questo schema, sappi che non si tratta di mancanza di volontà. È una dinamica molto più comune di quanto pensi, e ha radici che vale la pena conoscere.
Le possibili ragioni
Cosa alimenta questo schema che si ripete
Con il matrimonio alle porte mi sentivo sotto esame
Basta uno sgarro e penso di aver rovinato tutto
Capire perché questo ciclo continua a ripetersi non è sempre immediato. Per molte persone, esplorare il legame tra alimentazione, emozioni e immagine di sé può risultare più chiaro con l'aiuto di uno/a psicologo/a, che può offrire strumenti per ritrovare un rapporto più sereno con il cibo e con il proprio corpo.
Proviamo, intanto, a esplorare insieme alcune possibili ragioni alla base di questo ciclo tra dieta pre-evento e abbandono successivo.
Diete costruite su una scadenza
- Le diete legate a una data precisa sono per loro natura molto rigide e temporanee, perché nascono dall'urgenza di essere pronti entro un termine.
- Una volta passato l'evento, viene a mancare la motivazione che le sosteneva, e questo le rende difficili da mantenere.
- L'assenza di un obiettivo successivo lascia un vuoto che può favorire il ritorno rapido alle abitudini precedenti.
Il pensiero 'tutto o niente'
- Vivere ogni piccola deviazione dalla dieta come un fallimento totale può spingere a lasciarsi andare completamente subito dopo l'evento.
- L'idea che esistano cibi 'permessi' e cibi 'proibiti' rende ogni scelta alimentare carica di giudizio.
- Questo modo di pensare, molto diffuso, alimenta il senso di aver 'rovinato tutto' dopo un singolo pasto fuori programma.
Il confronto con gli altri
- Le occasioni sociali possono diventare momenti in cui ci si misura con i corpi degli altri, rinforzando l'idea che il valore personale dipenda dall'aspetto fisico.
- La restrizione intensa, anche se breve, può attivare meccanismi biologici di compenso: più fame, pensieri persistenti sul cibo, una spinta più forte a recuperare una volta finita la fase di controllo.
- Questa dinamica può legare l'autovalutazione a scadenze esterne, piuttosto che al proprio benessere.
Copioni che si ripetono
Situazioni in cui potresti riconoscerti
Ogni festa è la stessa storia: mi restringo e poi mollo
Rimando sempre a dopo le vacanze
A volte è più semplice cogliere questo schema attraverso situazioni concrete. Ecco alcuni esempi in cui potresti ritrovarti.
La corsa prima dell'evento
- Iniziare una dieta molto rigida un mese prima di un matrimonio, eliminando intere categorie di alimenti, per poi tornare a mangiarli tutti insieme subito dopo la cerimonia.
- Vivere la settimana prima di una vacanza di gruppo con un controllo molto forte sull'alimentazione, per poi sentirsi autorizzati a lasciarsi andare del tutto durante il viaggio.
- Il pensiero ricorrente 'devo perdere qualche chilo prima di quella cena', che si ripresenta puntualmente a ogni nuovo impegno sociale, come se fosse sempre la prima volta.
Il senso di colpa dopo
- Sentirsi in colpa per aver interrotto la dieta dopo un evento e reagire con un periodo di alimentazione poco equilibrata, che rinforza la sensazione di aver 'buttato via' tutti gli sforzi.
- Notare che a ogni occasione, una festa, una riunione, un weekend fuori, si ripropone lo stesso copione: restrizione intensa nei giorni precedenti, abbandono nei giorni successivi.
Il rinvio continuo
- Rimandare il vero cambiamento a 'dopo l'estate' o 'dopo le feste', rincorrendo sempre una nuova data di partenza.
- Accorgersi che quella data coincide quasi sempre con il prossimo evento sociale, così che il ciclo non si interrompe mai davvero.
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Strategie pratiche
Verso un rapporto più sereno con il cibo
Ho capito che la fame non era un mio cedimento
Con lo psicologo ho iniziato a togliere colpa al cibo
Spostare l'attenzione dal singolo evento
Puoi provare a immaginare un rapporto con il cibo che non dipenda da scadenze precise, ma dal tuo benessere quotidiano. Un percorso regolare e sostenibile tende a reggere molto meglio nel tempo rispetto a una dieta costruita su una data.
Osservare il pensiero 'tutto o niente'
Quando ti accorgi di pensare 'ho sgarrato, ormai è andata', potresti provare a fermarti un attimo e notare quel pensiero. Un pasto fuori programma non cancella nulla: le occasioni conviviali possono far parte della tua alimentazione, senza bisogno di compensarle con restrizioni successive.
Mantenere una regolarità nei pasti
Anche nei periodi 'liberi' dopo un evento, potresti cercare di mantenere una struttura semplice dei pasti. Questo può aiutare a evitare le oscillazioni brusche tra controllo rigido e completo abbandono, che spesso alimentano il ciclo.
Prendersi cura di sé oltre l'aspetto fisico
In vista di un evento, puoi provare a chiederti come vuoi sentirti, e non solo come vuoi apparire. Dedicare tempo a ciò che ti fa stare bene può aiutare ad allentare il legame tra il tuo valore e l'immagine che mostrerai in quel momento.
Accogliere la fame senza allarmarsi
La restrizione intensa può aumentare la fame e i pensieri sul cibo: è una risposta naturale del corpo, non un cedimento. Riconoscerlo può aiutarti a vivere con meno colpa quei momenti in cui l'appetito si fa più forte.
Valutare un percorso con uno/a psicologo/a
Quando questo ciclo si ripete spesso e porta con sé sofferenza, un percorso di psicoterapia può offrire uno spazio prezioso per sentirti capito e per lavorare sulla componente emotiva del rapporto con il cibo. Non è necessario aspettare che la situazione diventi molto difficile: chiedere supporto è una scelta di cura verso te stesso. In alcuni casi può essere utile affiancare anche il supporto di un nutrizionista esperto nei disturbi alimentari.
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Un primo passo possibile
Un rapporto con il cibo meno legato al giudizio
Riconoscerlo mi ha fatto sentire meno in colpa
Voglio un rapporto col cibo più mio e meno degli altri
Il ciclo tra dieta pre-evento e abbandono successivo non è un segno di debolezza, ma una dinamica comprensibile e frequente, legata a un approccio restrittivo e temporaneo.
Più le occasioni sociali si moltiplicano, più questo schema rischia di consolidarsi, trasformando ogni appuntamento in una nuova scadenza da affrontare con ansia.
Interrompere questa dinamica non significa raggiungere un controllo perfetto, ma imparare gradualmente a tollerare l'imperfezione e la flessibilità. Il senso di colpa che segue l'abbandono della dieta tende infatti a rialimentare il ciclo, ed è per questo che vale la pena prendersi cura anche della parte emotiva, non solo di quella alimentare.
Riconoscere questo schema è già un primo passo importante. E se senti di volerti sentire meno solo in questo percorso, un/a psicologo/a può accompagnarti nel costruire un rapporto con il cibo e con il tuo corpo più orientato al tuo equilibrio che al giudizio esterno.
Il passo successivo, se ti senti pronto/a
La terapia psicologica non è solo per chi attraversa un momento di crisi. È uno spazio di ascolto per prenderti cura del tuo benessere mentale.
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FAQ
Domande frequenti
Perché ricomincio sempre a dieta prima di ogni evento importante?
Le diete legate a una data precisa sono per loro natura molto rigide e temporanee, perché nascono dall'urgenza di essere pronti entro un termine. Una volta passato l'evento, viene a mancare la motivazione che le sosteneva, e questo le rende difficili da mantenere. L'assenza di un obiettivo successivo lascia un vuoto che può favorire il ritorno rapido alle abitudini precedenti. In vista di un evento il corpo rischia di diventare l'unità di misura con cui prepararsi, trasformando l'alimentazione in una scadenza da rispettare più che in un percorso di benessere. Più le occasioni sociali si moltiplicano, più questo schema rischia di consolidarsi, trasformando ogni appuntamento in una nuova scadenza da affrontare con ansia.
Perché dopo un pasto fuori programma sento di aver rovinato tutto?
Vivere ogni piccola deviazione dalla dieta come un fallimento totale può spingere a lasciarsi andare completamente subito dopo l'evento. L'idea che esistano cibi permessi e cibi proibiti rende ogni scelta alimentare carica di giudizio. Questo modo di pensare, molto diffuso, alimenta il senso di aver rovinato tutto dopo un singolo pasto fuori programma. Il senso di colpa che segue l'abbandono della dieta tende infatti a rialimentare il ciclo, ed è per questo che vale la pena prendersi cura anche della parte emotiva, non solo di quella alimentare.
È normale sentire più fame dopo un periodo di restrizione alimentare?
La restrizione intensa, anche se breve, può attivare meccanismi biologici di compenso: più fame, pensieri persistenti sul cibo, una spinta più forte a recuperare una volta finita la fase di controllo. È una risposta naturale del corpo, non un cedimento. Riconoscerlo può aiutarti a vivere con meno colpa quei momenti in cui l'appetito si fa più forte.
Che ruolo ha il confronto con gli altri in questo schema alimentare?
Le occasioni sociali possono diventare momenti in cui ci si misura con i corpi degli altri, rinforzando l'idea che il valore personale dipenda dall'aspetto fisico. Questa dinamica può legare l'autovalutazione a scadenze esterne, piuttosto che al proprio benessere. Quando un evento diventa il traguardo per cui rimettersi in ordine, il corpo rischia di trasformarsi in qualcosa da preparare per gli altri più che da abitare per sé. A volte, dietro la fretta di arrivare pronti, c'è un bisogno di sentirci accettati che nessuna dieta può colmare.
Come si può interrompere il ciclo tra dieta pre-evento e abbandono successivo?
Puoi provare a immaginare un rapporto con il cibo che non dipenda da scadenze precise, ma dal tuo benessere quotidiano, dato che un percorso regolare e sostenibile tende a reggere molto meglio nel tempo rispetto a una dieta costruita su una data. Anche nei periodi liberi dopo un evento, potresti cercare di mantenere una struttura semplice dei pasti, per evitare le oscillazioni brusche tra controllo rigido e completo abbandono. Interrompere questa dinamica non significa raggiungere un controllo perfetto, ma imparare gradualmente a tollerare l'imperfezione e la flessibilità, chiedendoti come vuoi sentirti e non solo come vuoi apparire.
Domande frequenti sulla terapia
Quanti tipi di terapia ci sono in Unobravo?
Con Unobravo potrai svolgere terapia psicologica individuale o terapia di coppia, a seconda delle tue necessità. Per esempio, la terapia individuale dopo un tradimento può essere utile per migliorare la comunicazione e affrontare le sfide personali che influenzano le dinamiche relazionali. La scelta, dopo un tradimento, della terapia individuale o di coppia dipende dalle esigenze di ciascuna persona.
Cos'è e in cosa consiste la terapia individuale con Unobravo?
Un percorso di terapia individuale può offrire uno spazio sicuro per esplorare le proprie emozioni e i propri comportamenti insieme a un professionista della salute mentale.
Anche se non è sempre semplice capire come iniziare un percorso psicologico, con Unobravo non dovrai preoccuparti di come scegliere uno psicologo. Ti basterà compilare il questionario e incontrare nel primo colloquio gratuito lo psicologo che ti è stato assegnato tra gli psicologi Unobravo.
Se sarà il professionista adatto a te, inizierete insieme un percorso creato su misura per te.
Terapia online: perché sceglierla?
Con uno psicologo online Unobravo puoi prenderti cura di te ovunque tu sia. Potrai utilizzare l'app o la Web App per fissare i tuoi appuntamenti, svolgere le sedute, chattare con il tuo psicologo ed effettuare pagamenti sicuri.
Tutto comodamente online, utilizzando qualsiasi dispositivo e collegandoti dove e quando vuoi.
Quali sono i prezzi della terapia individuale?
Il prezzo dello psicologo in presenza può variare molto, senza contare il tempo e il costo per raggiungere lo studio del professionista.
Con Unobravo ogni seduta ha un prezzo fisso e accessibile di 49 € e puoi incontrare il tuo psicologo anche in viaggio, in vacanza o in una pausa dal lavoro, senza investire tempo e denaro per gli spostamenti.
Per connetterti con il tuo benessere psicologico ti basterà solo un click.
Quanto dura un percorso di terapia individuale?
A decidere quanto dura un percorso psicologico sarete tu e il tuo Unobravo: ogni persona è unica, così come lo sarà il viaggio verso il tuo benessere psicologico.
Come faccio a sapere se ho bisogno di fare terapia?
Ogni processo terapeutico è unico e la motivazione o la necessità di iniziare un percorso di terapia varia da persona a persona. È importante ricordare che andare in terapia non solo aiuta ad affrontare le difficoltà e a trattare i disturbi, ma sostiene anche chi desidera intraprendere un percorso di crescita personale e fornisce strumenti e strategie utili per migliorare il benessere quotidiano.
È importante ricordare che fare terapia non è un segno di debolezza ma di cura di sé, quindi non c'è bisogno di aspettare di raggiungere il nostro limite per chiedere aiuto.
E ora?
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