Senso di responsabilità quando il risultato dipende dal team: come gestire la sensazione di perdere il controllo?

Senso di responsabilità quando il risultato dipende dal team: come gestire la sensazione di perdere il controllo?
Rispondo io, ma non tutto dipende da me.
Mi sento in ansia per cose che non controllo.

Guidare un team o un progetto significa spesso rispondere di risultati che non dipendono soltanto dal tuo impegno, ma anche dall'operato di altre persone.

Un ritardo di un collaboratore, la scelta di un fornitore, un imprevisto che nessuno aveva messo in conto possono farti sentire responsabile di qualcosa su cui, in realtà, hai un controllo solo parziale.

Quando c'è un forte bisogno di certezza, questa distanza tra ciò di cui rispondi e ciò che puoi davvero governare può trasformarsi in una tensione costante.

È un'ansia diversa da quella che si prova per la propria prestazione e nasce proprio dal fatto che il successo o l'insuccesso passano anche dalle mani degli altri.

Se ti riconosci in questa sensazione, sappi che è un'esperienza molto diffusa tra chi ricopre ruoli di guida. Proviamo a capirci qualcosa insieme.

Le possibili radici

Da dove nasce questa sensazione di tensione

Se sbaglia il team, sento che la colpa è mia.
Non riesco a lasciar andare, controllo tutto io.

Capire perché il peso della responsabilità condivisa possa generare tanta ansia non è sempre immediato. In molti casi, esplorare le radici di questa tensione può essere più semplice con l'aiuto di uno/a psicologo/a, che può offrirti strumenti per vivere il tuo ruolo in modo più sereno.

Proviamo, intanto, a esplorare insieme alcune possibili ragioni che possono essere alla base della sensazione di perdere il controllo quando il risultato dipende dal team.

Il ruolo del bisogno di controllo

  • Può esserci la convinzione che, per fare bene il proprio lavoro, sia necessario tenere sotto osservazione ogni dettaglio, anche quello che riguarda l'operato altrui.
  • Delegare può essere vissuto non come un atto di fiducia, ma come una perdita di controllo che spinge a verificare di continuo ciò che fanno gli altri.
  • L'idea che un errore altrui ricada direttamente su di te può alimentare un senso di allerta difficile da spegnere.

La paura di non essere all'altezza

  • Il timore di apparire poco capaci agli occhi del team o di chi sta più in alto può spingere a volersi fare carico di tutto.
  • Quando ci si identifica molto con il proprio ruolo, ogni risultato può sembrare un giudizio sul proprio valore personale.
  • Può esserci l'idea che chiedere aiuto o condividere i dubbi sia un segnale di fragilità, quando invece è spesso il contrario.

La difficoltà ad accettare l'incertezza

  • Riconoscere che una parte del risultato dipende da fattori esterni può generare un forte senso di impotenza.
  • L'incertezza può far scattare reazioni diverse, come il blocco, la rimuginazione o il bisogno di controllare ancora di più.
  • A volte entrano in gioco anche esperienze passate, in cui ci si è sentiti responsabili di qualcosa che non dipendeva realmente da sé.
Prospettiva clinica
Quando ci sentiamo responsabili di risultati che passano anche dalle mani di altri, trattenere tutto può sembrare l'unico modo per proteggere ciò che conta. Vale però la pena chiedersi che cosa, dentro di noi, affidiamo davvero al controllo: forse non solo la buona riuscita del lavoro, ma anche un senso di valore personale che cerchiamo di mettere al sicuro. Cosa temeremmo di sentire, se allentassimo un poco la presa?
Francesca Murina
Francesca Murina
Psicologa Unobravo
Esempi concreti

Situazioni in cui potresti riconoscerti

Controllo il telefono di lavoro anche la domenica.
Chiedo aggiornamenti di continuo, non riesco a fermarmi.

A volte è più facile comprendere una dinamica guardandola in situazioni concrete. Ecco alcune esperienze in cui potresti ritrovarti.

Quando l'ansia entra nella quotidianità

  • Passi notti insonni perché un fornitore esterno non rispetta le scadenze, pur avendo fatto tutto il possibile per prevenire il ritardo.
  • Ti ritrovi a controllare le email o i messaggi di lavoro anche la sera o nel fine settimana, senza riuscire davvero a staccare.
  • Prima di una consegna importante rivedi mentalmente ogni scenario negativo, anticipando critiche o insuccessi che non sono ancora accaduti.

Quando il controllo pesa sul team

  • Chiedi aggiornamenti continui ai tuoi collaboratori e verifichi più volte il loro lavoro, finendo per alimentare un clima di tensione.
  • Durante la formazione di nuove persone ti senti in ansia all'idea di dover vigilare su ogni passaggio per evitare errori che ricadrebbero su di te.
  • Fai fatica a delegare compiti importanti, perché temi che nessuno possa svolgerli con la stessa cura.

Quando arriva l'imprevisto

  • Di fronte a una crisi o a un cambiamento improvviso del mercato, ti senti travolto dalla paura di non riuscire a proteggere il team e i risultati.
  • Temi di passare per una persona incapace, e per questo cerchi di dimostrare controllo totale anche su variabili che dipendono da altri.
  • Anche quando le cose vanno bene, fatichi a goderti il risultato, perché la mente è già rivolta al prossimo possibile problema.
Un momento per fermarsi
Ti riconosci in una di queste situazioni?

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Quando l'ansia condiziona la tua quotidianità, parliamone

Se l'ansia impattano su sonno, scelte e serenità, non devi affrontarla da solo. Trova lo psicologo adatto a te: bastano pochi minuti.

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Strategie pratiche

Alcuni modi per ritrovare equilibrio

"Sto imparando a delegare senza controllare tutto."
"Parlarne mi ha fatto sentire meno solo."
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Distinguere il processo dal risultato

Puoi provare a separare ciò che puoi effettivamente presidiare, cioè il modo in cui organizzi e segui il lavoro, da ciò che dipende anche da fattori esterni. Il risultato finale non è sempre nelle tue mani, ma il processo sì: concentrarti su quello può alleggerire parte della pressione.

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Provare a delegare un po' alla volta

Se lasciare andare il controllo ti crea ansia, potresti iniziare da compiti piccoli, affidandoli davvero senza verificarli di continuo. Delegare non è solo assegnare un'attività, ma anche riconoscere le capacità di chi lavora con te.

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Rimandare l'impulso di controllare

Quando senti il bisogno di chiedere l'ennesimo aggiornamento, potresti provare ad aspettare qualche minuto prima di farlo. Il bisogno di controllare nasce spesso da una sensazione di pericolo e concederti una breve pausa può aiutare quella sensazione a diminuire, mostrandoti che spesso non c'è un'emergenza reale.

4

Dare spazio alle tue emozioni

Invece di reprimere l'ansia o la frustrazione, puoi provare a riconoscerle e a dar loro un nome. Accogliere ciò che senti, anziché combatterlo, può aiutarti a capire meglio di cosa hai bisogno in quel momento.

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Costruire una rete di supporto

Guidare un team può portare con sé un certo senso di isolamento. Parlare con colleghi di ruolo simile, un mentore o persone di fiducia può aiutarti a sentire il peso delle decisioni un po' più condiviso.

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Ritagliare momenti di pausa reale

Potresti provare a dedicare del tempo ad attività che ti fanno stare bene e che non hanno nulla a che fare con il lavoro. Piccole pratiche come una camminata, la respirazione consapevole o un hobby possono aiutarti ad affrontare con più lucidità i momenti di pressione.

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Prendere in considerazione un percorso di supporto

Quando il peso della responsabilità diventa difficile da sostenere, un percorso con uno/a psicologo/a può offrirti uno spazio prezioso per comprendere le radici di questa ansia e sentirti sostenuto/a e accompagnato/a. Non è necessario aspettare che la situazione diventi molto pesante per chiedere aiuto: la terapia può rappresentare uno spazio di crescita e riflessione, utile anche per imparare a convivere con l'incertezza.

Parla di come ti senti a uno psicologo online

Trova il professionista più adatto a te con il nostro questionario riservato, ci aiuterà a comprendere meglio i tuoi bisogni.

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Un percorso graduale

Convivere con l'incertezza, un passo alla volta

Non devo controllare tutto per fare bene il mio lavoro.
Sto imparando a fidarmi di più del mio team.

Il controllo totale sui risultati di un team è, in fondo, un'aspettativa difficile da soddisfare, poiché molte delle variabili che contano dipendono da fattori che non possiamo governare del tutto.

Accettare questa realtà non vuol dire rinunciare alla responsabilità, ma darle una forma più sostenibile per il tuo benessere.

Il valore di chi guida un gruppo non si misura nell'assenza di errori altrui, ma nella capacità di creare le condizioni perché le persone possano dare il meglio di sé.

Imparare a convivere con l'incertezza del lavoro di squadra è un processo graduale, che richiede pazienza verso te stesso e verso chi lavora con te.

Se senti che questa tensione sta pesando sulla tua quotidianità, chiedere il supporto di uno/a psicologo/a può essere un passo importante.

Il passo successivo, se ti senti pronto/a

La terapia psicologica non è solo per chi attraversa un momento di crisi. È uno spazio di ascolto per prenderti cura del tuo benessere mentale.

Parla con uno psicologo di come ti senti

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Auguro a tutti questo percorso
Dopo un anno di psicoterapia con la dottoressa Antonella Maria Rita Martino, sono diventata un'altra persona. Soffrivo d'ansia in modo cronico e invalidante, nemmeno mi rendevo conto di quanto fosse pesante, e ora posso dire che va davvero meglio, l'ansia viene ogni tanto e ho gli strumenti per gestirla e annientarla in poche ore o addirittura minuti, come ormai so gestire meglio ogni crisi che mi possa capitare. Penso che non smetterò mai con le mie sedute perché c'è tanto da imparare, tanto da crescere, per non parlare di quanto si possa definire quest'esperienza una coccola per sé stessi. Grazie Mille Maria Rita per avermi cambiato l'esistenza.
— Francesca Piras
Valutazione di 4.7 / 5 | 8.737 recensioni
Non ho più i battiti accelerati ❤️
Da maggio 2025 seguo il mio percorso di terapia con la miglior psicoterapeuta di sempre!professionista esperta, preparata, mi sta aiutando tantissimo e mi sta fornendo tutti gli strumenti necessari per riuscire ad affrontare diverse paure ed ansie. Trovo inoltre l'app precisa e ordinata, non ti fa perdere tempo nemmeno nel pagare perché avviene tutto automatico. Comodo anche lo scarico delle fatture "ogni cosa al suo posto" come direi io! Tralasciando il fatto poi più importante che davvero puoi seguire il percorso ovunque tu sia, senza doverci rinunciare per la mancanza di tempo che si ha al giorno d'oggi. Voto 10 al team di professionisti e voto 10 alla mia super dottoressa Melina ❤️
— La Lauretta
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Mai più senza Unobravo!
All'inizio ero un po' scettica sul percorso online, ma dopo vari episodi di ansia e attacchi di panico continui mi sono decisa a fare il questionario online e il colloquio conoscitivo. Unobravo ha scelto per me la Dottoressa Francesca Terzi e già dal primo colloquio si è dimostrata molto dolce, comprensiva e competente! Sono ormai due mesi che sono seguita dalla Dottoressa e mi sta aiutando a capire tante cose, siamo tornati indietro nel tempo facendomi aprire in modo del tutto naturale. Mi sento ascoltata,compresa e soprattutto non giudicata. Non potevo fare scelta migliore, sicuramente lo avrei iniziato molto tempo prima!
— Alessia
Valutazione di 4.7 / 5 | 8.737 recensioni
FAQ

Domande frequenti

Questa ansia nasce dalla distanza tra ciò di cui rispondi e ciò che puoi davvero governare, una distanza che può trasformarsi in una tensione costante quando c'è un forte bisogno di certezza. È un'ansia diversa da quella che si prova per la propria prestazione e nasce proprio dal fatto che il successo o l'insuccesso passano anche dalle mani degli altri. Può esserci la convinzione che, per fare bene il proprio lavoro, sia necessario tenere sotto osservazione ogni dettaglio, anche quello che riguarda l'operato altrui, e l'idea che un errore altrui ricada direttamente su di te può alimentare un senso di allerta difficile da spegnere.

Alcuni segnali riconoscibili sono il controllare le email o i messaggi di lavoro anche la sera o nel fine settimana senza riuscire davvero a staccare, il chiedere aggiornamenti continui ai collaboratori e verificare più volte il loro lavoro, finendo per alimentare un clima di tensione, e la fatica a delegare compiti importanti perché si teme che nessuno possa svolgerli con la stessa cura. Anche durante la formazione di nuove persone può nascere l'ansia di dover vigilare su ogni passaggio per evitare errori che ricadrebbero su di sé. Anche quando le cose vanno bene, può essere difficile godersi il risultato, perché la mente è già rivolta al prossimo possibile problema.

Delegare può essere vissuto non come un atto di fiducia, ma come una perdita di controllo che spinge a verificare di continuo ciò che fanno gli altri. Il timore di apparire poco capaci agli occhi del team o di chi sta più in alto può spingere a volersi fare carico di tutto, e quando ci si identifica molto con il proprio ruolo, ogni risultato può sembrare un giudizio sul proprio valore personale. Può esserci anche l'idea che chiedere aiuto o condividere i dubbi sia un segnale di fragilità, quando invece è spesso il contrario.

Il timore di apparire poco capaci agli occhi del team o di chi sta più in alto può spingere a volersi fare carico di tutto. Quando ci si identifica molto con il proprio ruolo, ogni risultato può sembrare un giudizio sul proprio valore personale. Di fronte a una crisi o a un cambiamento improvviso del mercato, ci si può sentire travolti dalla paura di non riuscire a proteggere il team e i risultati, temendo di passare per una persona incapace e cercando per questo di dimostrare controllo totale anche su variabili che dipendono da altri.

Si può provare a separare ciò che si può effettivamente presidiare, cioè il modo in cui si organizza e si segue il lavoro, da ciò che dipende anche da fattori esterni: il risultato finale non è sempre nelle proprie mani, ma il processo sì, e concentrarsi su quello può alleggerire parte della pressione. Quando nasce il bisogno di chiedere l'ennesimo aggiornamento, si può provare ad aspettare qualche minuto prima di farlo, perché concedersi una breve pausa può aiutare quella sensazione a diminuire, mostrando che spesso non c'è un'emergenza reale. Accettare questa realtà non vuol dire rinunciare alla responsabilità, ma darle una forma più sostenibile per il proprio benessere.

Guidare un team può portare con sé un certo senso di isolamento, legato al peso di decisioni che sembrano ricadere soprattutto su una sola persona. Parlare con colleghi di ruolo simile, un mentore o persone di fiducia può aiutare a sentire il peso delle decisioni un po' più condiviso. Il valore di chi guida un gruppo non si misura nell'assenza di errori altrui, ma nella capacità di creare le condizioni perché le persone possano dare il meglio di sé, ed è un processo graduale che richiede pazienza verso se stessi e verso chi lavora con noi.

Domande frequenti sulla terapia

Con Unobravo potrai svolgere terapia psicologica individuale o terapia di coppia, a seconda delle tue necessità. Per esempio, la terapia individuale dopo un tradimento può essere utile per migliorare la comunicazione e affrontare le sfide personali che influenzano le dinamiche relazionali. La scelta, dopo un tradimento, della terapia individuale o di coppia dipende dalle esigenze di ciascuna persona.

Un percorso di terapia individuale può offrire uno spazio sicuro per esplorare le proprie emozioni e i propri comportamenti insieme a un professionista della salute mentale.

Anche se non è sempre semplice capire come iniziare un percorso psicologico, con Unobravo non dovrai preoccuparti di come scegliere uno psicologo. Ti basterà compilare il questionario e incontrare nel primo colloquio gratuito lo psicologo che ti è stato assegnato tra gli psicologi Unobravo.
Se sarà il professionista adatto a te, inizierete insieme un percorso creato su misura per te.

Con uno psicologo online Unobravo puoi prenderti cura di te ovunque tu sia. Potrai utilizzare l'app o la Web App per fissare i tuoi appuntamenti, svolgere le sedute, chattare con il tuo psicologo ed effettuare pagamenti sicuri.

Tutto comodamente online, utilizzando qualsiasi dispositivo e collegandoti dove e quando vuoi.

Il prezzo dello psicologo in presenza può variare molto, senza contare il tempo e il costo per raggiungere lo studio del professionista.

Con Unobravo ogni seduta ha un prezzo fisso e accessibile di 49 € e puoi incontrare il tuo psicologo anche in viaggio, in vacanza o in una pausa dal lavoro, senza investire tempo e denaro per gli spostamenti.

Per connetterti con il tuo benessere psicologico ti basterà solo un click.

A decidere quanto dura un percorso psicologico sarete tu e il tuo Unobravo: ogni persona è unica, così come lo sarà il viaggio verso il tuo benessere psicologico.

Ogni processo terapeutico è unico e la motivazione o la necessità di iniziare un percorso di terapia varia da persona a persona. È importante ricordare che andare in terapia non solo aiuta ad affrontare le difficoltà e a trattare i disturbi, ma sostiene anche chi desidera intraprendere un percorso di crescita personale e fornisce strumenti e strategie utili per migliorare il benessere quotidiano.

È importante ricordare che fare terapia non è un segno di debolezza ma di cura di sé, quindi non c'è bisogno di aspettare di raggiungere il nostro limite per chiedere aiuto.

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