Social media e corpi idealizzati: come possono influenzare la percezione del proprio corpo?

Social media e corpi idealizzati: come possono influenzare la percezione del proprio corpo?
Scrollo per ore e poi allo specchio non mi riconosco
Vedo quei corpi perfetti e mi sento sbagliato

Ti capita di passare del tempo su Instagram o TikTok e poi guardarti allo specchio con una sensazione di spaesamento? Come se il tuo riflesso non corrispondesse più a quello che avevi visto poco prima sullo schermo?

Sui social ogni corpo è spesso mediato da filtri, luci, pose e ritocchi digitali, ma viene percepito come reale e immediato. Così si crea un termine di paragone difficile da raggiungere.

Quello che vediamo di noi stessi non è una fotografia oggettiva del nostro corpo. È piuttosto una rappresentazione mentale fatta di percezioni, pensieri, emozioni e comportamenti, e proprio per questo può essere influenzata da ciò che ci circonda.

A differenza della televisione o delle riviste, i social ci espongono a un flusso continuo di immagini prodotte anche da persone comuni, da coetanei, da chi seguiamo ogni giorno. Questo rende il confronto più frequente, personale e apparentemente alla nostra portata.

Il disagio che ne deriva non riguarda solo l'aspetto estetico. Può toccare la fiducia nel proprio sguardo, come se specchio e schermo restituissero due realtà tra cui è difficile orientarsi. Se ti riconosci in questa esperienza, sappi che non sei l'unica persona a viverla.

Le radici del disagio

Cosa succede quando ci confrontiamo con corpi idealizzati

Mi confronto in continuazione e mi sento inadeguato
So che sono foto ritoccate, ma sto male lo stesso

Capire perché certe immagini ci feriscono così tanto non è sempre immediato. In molti casi, esplorare le radici del disagio verso il proprio corpo può essere più semplice con l'aiuto di uno/a psicologo/a, che può offrirti strumenti per prenderti cura del tuo benessere.

Proviamo, intanto, a esplorare insieme alcune possibili ragioni che possono essere alla base di questo malessere legato ai social e all'immagine di sé.

Il confronto continuo con immagini selezionate

  • La mente tende a paragonare il proprio aspetto con quello che vede, e sui social si incontrano soprattutto immagini iper-selezionate e modificate, che raccontano poco della varietà dei corpi reali.
  • Non è tanto il tempo trascorso online a incidere, quanto l'uso comparativo della piattaforma: guardare per confrontarsi può logorare l'immagine di sé, soprattutto se si è già inclini a paragonarsi.
  • Chi parte da una minore sicurezza nel proprio aspetto può sentire questo confronto in modo più intenso e frequente.

Guardarsi come un oggetto da valutare

  • L'esposizione ripetuta a contenuti centrati sull'apparenza può favorire nel tempo l'auto-oggettivazione, cioè la tendenza a guardarsi come un corpo da giudicare esteticamente, più che come una persona che vive, prova emozioni e agisce.
  • Anche una breve esposizione a immagini idealizzate può influire sull'umore e accentuare l'insoddisfazione verso il proprio corpo.

Il ruolo della vulnerabilità personale

  • Una minore autostima, la tendenza al perfezionismo o una storia di commenti negativi ricevuti sul proprio corpo possono amplificare l'impatto delle immagini online.
  • Quando si è già in una fase delicata, il confronto con corpi filtrati può pesare molto di più, alimentando pensieri difficili da mettere da parte.
Prospettiva clinica
Quando ci confrontiamo con corpi filtrati, il malessere che proviamo è reale e merita ascolto, anche se sappiamo che quelle immagini sono costruite. A volte, però, ciò che cerchiamo scorrendo non è solo un modello estetico: potrebbe essere una conferma di valore che facciamo fatica a darci. Cosa proveresti a chiedere a quelle immagini, se potessi metterle da parte per un momento?
Martina Truppo
Martina Truppo
Psicoterapeuta Unobravo
Il disagio nella vita quotidiana

Situazioni in cui potresti riconoscerti

Non pubblico più una foto senza averla filtrata
Torno dalla spiaggia e mi sento sempre a disagio

A volte è difficile mettere a fuoco quanto i social influiscano sul nostro rapporto con il corpo. Vediamo alcune situazioni concrete in cui potresti ritrovarti.

Il confronto che si insinua ovunque

  • Passi da Instagram allo specchio di casa e provi una sensazione di spaesamento, come se il tuo riflesso non corrispondesse più a quanto visto poco prima sullo schermo.
  • Dopo aver scorso a lungo foto di corpi levigati, senti crescere il bisogno di controllarti allo specchio o di fotografarti per verificare come sei messo.
  • Ti soffermi su parti specifiche del corpo, come addome, cosce o braccia, confrontandole con quelle mostrate da chi segui e concentrandoti solo sui presunti difetti.

Quando il disagio guida le scelte

  • Eviti di pubblicare foto o video di te senza filtri, oppure rimandi un'uscita con gli amici perché non ti senti all'altezza delle immagini viste online.
  • Ti senti più a disagio nel tuo corpo in situazioni di esposizione sociale, come la spiaggia, la palestra o una festa, soprattutto subito dopo una lunga sessione sui social.
  • Noti un calo dell'umore o un aumento dell'ansia dopo aver guardato contenuti di persone che percepisci come esteticamente perfette, pur sapendo che si tratta di immagini costruite.
Un momento per fermarsi
Ti riconosci in una di queste situazioni?

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Se il legame con cibo e corpo impatta sul tuo benessere, uno psicologo può accompagnarti. Trova lo psicologo adatto a te: bastano pochi minuti.

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Strategie pratiche

Come ritrovare un rapporto più sereno con il tuo corpo

Ho tolto il segui a chi mi faceva sentire inadeguato
Parlarne mi ha aiutato a guardarmi con più gentilezza
1

Osservare con occhio critico ciò che scorri

Puoi provare a ricordarti che molte immagini che vedi sono il risultato di filtri, editing e angolazioni studiate, non uno specchio della realtà. Riconoscere la distanza tra queste foto e i corpi reali può aiutare ad allentare la pressione del confronto.

2

Ridurre il confronto attivo

Puoi provare a limitare il tempo dedicato a scorrere contenuti centrati sull'apparenza, oppure a silenziare o smettere di seguire i profili che ti lasciano un senso di insoddisfazione. Non è una rinuncia, ma un modo per proteggere il tuo spazio personale.

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Spostare l'attenzione su ciò che il corpo ti permette di fare

Prova a portare lo sguardo dal come appare il tuo corpo al cosa ti consente di vivere: camminare, abbracciare, ballare, respirare. Valorizzare le sensazioni e le capacità fisiche può bilanciare l'importanza data all'estetica.

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Avvicinarti con gradualità alle situazioni che eviti

Se tendi a evitare la spiaggia, la piscina o la palestra per timore del giudizio, può essere utile avvicinarti a queste situazioni poco per volta, rispettando i tuoi tempi. Farlo con delicatezza può aiutare a ridurre a poco a poco l'evitamento.

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Coltivare parti di te che non dipendono dall'aspetto

Relazioni, interessi, competenze e passioni sono fonti di valore che non passano dallo specchio. Dedicare energie a questi aspetti può ridurre quanto l'immagine corporea pesa sul modo in cui ti valuti.

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Prendere in considerazione un percorso con uno/a psicologo/a

Quando l'insoddisfazione verso il corpo diventa persistente e inizia a limitare la tua vita quotidiana, la psicoterapia può rappresentare uno spazio prezioso in cui sentirti capito e sostenuto. Non è necessario aspettare che la situazione diventi molto difficile per chiedere aiuto: uno/a psicologo/a può accompagnarti nel lavorare sui pensieri legati al peso e alla forma del corpo, con strumenti pensati per te.

Parla di come ti senti a uno psicologo online

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Un percorso graduale

Ritrovare fiducia nel proprio sguardo

Sto imparando a fidarmi di quello che vedo
Il mio corpo non deve somigliare a uno schermo

L'immagine che hai di te non è un dato fisso, ma una rappresentazione in continuo aggiornamento. Per questo può essere influenzata dall'esterno, ma anche modificata verso un equilibrio più sereno.

I social, da soli, non causano il disagio verso il corpo. Possono però agire come amplificatore quando si incontrano contenuti centrati sull'apparenza, un uso comparativo della piattaforma e una vulnerabilità personale già presente.

Riconoscere la distanza tra le immagini costruite e i corpi reali è già un primo passo importante per allentare la pressione del confronto. Prendersi cura del proprio rapporto con il corpo è un percorso graduale, che passa anche dal ridefinire il modo in cui vivi i social, non necessariamente dall'abbandonarli.

Quando questo malessere diventa pervasivo e fatica a placarsi, chiedere il supporto di uno/a psicologo/a può fare la differenza. Recuperare fiducia nel proprio sguardo significa imparare ad affidarti a ciò che vedi, senza doverlo continuamente misurare con uno standard virtuale e difficile da raggiungere.

Il passo successivo, se ti senti pronto/a

La terapia psicologica non è solo per chi attraversa un momento di crisi. È uno spazio di ascolto per prenderti cura del tuo benessere mentale.

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FAQ

Domande frequenti

Sui social ogni corpo è spesso mediato da filtri, luci, pose e ritocchi digitali, ma viene percepito come reale e immediato, creando un termine di paragone difficile da raggiungere. A differenza della televisione o delle riviste, i social espongono a un flusso continuo di immagini prodotte anche da persone comuni, da coetanei, da chi si segue ogni giorno, rendendo il confronto più frequente, personale e apparentemente alla nostra portata. Non è tanto il tempo trascorso online a incidere, quanto l'uso comparativo della piattaforma: guardare per confrontarsi può logorare l'immagine di sé, soprattutto se si è già inclini a paragonarsi.

L'esposizione ripetuta a contenuti centrati sull'apparenza può favorire nel tempo l'auto-oggettivazione, cioè la tendenza a guardarsi come un corpo da giudicare esteticamente, più che come una persona che vive, prova emozioni e agisce. Anche una breve esposizione a immagini idealizzate può influire sull'umore e accentuare l'insoddisfazione verso il proprio corpo. Chi parte da una minore sicurezza nel proprio aspetto può sentire questo confronto in modo più intenso e frequente.

Puoi provare una sensazione di spaesamento passando da Instagram allo specchio di casa, come se il tuo riflesso non corrispondesse più a quanto visto poco prima sullo schermo. Dopo aver scorso a lungo foto di corpi levigati, può crescere il bisogno di controllarti allo specchio o di fotografarti per verificare come sei messo, soffermandoti su parti specifiche del corpo confrontandole con quelle mostrate da chi segui. Alcuni evitano di pubblicare foto senza filtri o rimandano un'uscita con gli amici perché non si sentono all'altezza delle immagini viste online, sentendosi più a disagio in situazioni di esposizione sociale come la spiaggia, la palestra o una festa.

Una minore autostima, la tendenza al perfezionismo o una storia di commenti negativi ricevuti sul proprio corpo possono amplificare l'impatto delle immagini online. Quando si è già in una fase delicata, il confronto con corpi filtrati può pesare molto di più, alimentando pensieri difficili da mettere da parte. Chi parte da una minore sicurezza nel proprio aspetto può sentire questo confronto in modo più intenso e frequente.

Può aiutare ricordare che molte immagini viste sono il risultato di filtri, editing e angolazioni studiate, non uno specchio della realtà: riconoscere questa distanza allenta la pressione del confronto. Si può provare a limitare il tempo dedicato a scorrere contenuti centrati sull'apparenza, o silenziare i profili che lasciano un senso di insoddisfazione, spostando l'attenzione dal come appare il corpo al cosa ti consente di vivere, come camminare, abbracciare, ballare, respirare. Avvicinarsi con gradualità alle situazioni evitate e coltivare relazioni, interessi, competenze e passioni sono fonti di valore che non passano dallo specchio.

Quando l'insoddisfazione verso il corpo diventa persistente e inizia a limitare la tua vita quotidiana, la psicoterapia può rappresentare uno spazio prezioso in cui sentirti capito e sostenuto. Non è necessario aspettare che la situazione diventi molto difficile per chiedere aiuto: uno psicologo può accompagnarti nel lavorare sui pensieri legati al peso e alla forma del corpo, con strumenti pensati per te. Quando questo malessere diventa pervasivo e fatica a placarsi, chiedere il supporto di uno psicologo può fare la differenza.

Domande frequenti sulla terapia

Con Unobravo potrai svolgere terapia psicologica individuale o terapia di coppia, a seconda delle tue necessità. Per esempio, la terapia individuale dopo un tradimento può essere utile per migliorare la comunicazione e affrontare le sfide personali che influenzano le dinamiche relazionali. La scelta, dopo un tradimento, della terapia individuale o di coppia dipende dalle esigenze di ciascuna persona.

Un percorso di terapia individuale può offrire uno spazio sicuro per esplorare le proprie emozioni e i propri comportamenti insieme a un professionista della salute mentale.

Anche se non è sempre semplice capire come iniziare un percorso psicologico, con Unobravo non dovrai preoccuparti di come scegliere uno psicologo. Ti basterà compilare il questionario e incontrare nel primo colloquio gratuito lo psicologo che ti è stato assegnato tra gli psicologi Unobravo.
Se sarà il professionista adatto a te, inizierete insieme un percorso creato su misura per te.

Con uno psicologo online Unobravo puoi prenderti cura di te ovunque tu sia. Potrai utilizzare l'app o la Web App per fissare i tuoi appuntamenti, svolgere le sedute, chattare con il tuo psicologo ed effettuare pagamenti sicuri.

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Il prezzo dello psicologo in presenza può variare molto, senza contare il tempo e il costo per raggiungere lo studio del professionista.

Con Unobravo ogni seduta ha un prezzo fisso e accessibile di 49 € e puoi incontrare il tuo psicologo anche in viaggio, in vacanza o in una pausa dal lavoro, senza investire tempo e denaro per gli spostamenti.

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A decidere quanto dura un percorso psicologico sarete tu e il tuo Unobravo: ogni persona è unica, così come lo sarà il viaggio verso il tuo benessere psicologico.

Ogni processo terapeutico è unico e la motivazione o la necessità di iniziare un percorso di terapia varia da persona a persona. È importante ricordare che andare in terapia non solo aiuta ad affrontare le difficoltà e a trattare i disturbi, ma sostiene anche chi desidera intraprendere un percorso di crescita personale e fornisce strumenti e strategie utili per migliorare il benessere quotidiano.

È importante ricordare che fare terapia non è un segno di debolezza ma di cura di sé, quindi non c'è bisogno di aspettare di raggiungere il nostro limite per chiedere aiuto.

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