Tanti conoscenti ma nessun amico stretto all'estero: come affrontare il senso di solitudine?

Ho l'agenda piena, ma la sera mi sento sola lo stesso
Conosco tante persone, nessuna sa davvero chi sono

Ci sono giornate all'estero in cui l'agenda è piena: un aperitivo con i colleghi, un messaggio a cui rispondere, un invito per il fine settimana.

Eppure, la sera, quando la porta di casa si chiude, può affiorare una sensazione difficile da spiegare: quella di non avere nessuno, in quella città, che sappia davvero chi sei.

La solitudine da expat, spesso, non nasce dalla mancanza di persone attorno. Può nascere dalla mancanza di legami autentici, di quella confidenza che si costruisce negli anni.

Una delle cose più faticose può essere il fatto che ogni nuova conoscenza viene, senza volerlo, confrontata con le amicizie di una vita costruite in Italia. E il paragone fa sembrare ogni rapporto nuovo più leggero, quasi insufficiente.

Se ti riconosci in queste righe, sappi che non c'è nulla di strano in quello che provi. È un'esperienza molto più comune di quanto si creda tra chi affronta un trasferimento importante.

Le radici del senso di isolamento

Perché ci si può sentire soli anche tra molte conoscenze

Al lavoro sono tutti gentili, ma finisce lì
Ogni conversazione nella loro lingua mi costa una fatica enorme

Capire da dove nasce questa solitudine può aiutare a viverla con meno autogiudizio. In molti casi, comprendere a fondo queste emozioni può essere più semplice con l'aiuto di uno/a psicologo/a, che può offrirti strumenti per attraversare questa transizione con maggiore serenità.

Proviamo, intanto, a esplorare insieme alcune possibili ragioni che sono alla base del senso di solitudine che si può provare all'estero pur avendo tante conoscenze.

Codici relazionali e culturali diversi

  • In molte grandi metropoli europee la cultura relazionale è più individualista e formale rispetto a quella italiana.
  • L'amicizia si costruisce con tempi lunghi e regole sociali differenti, che possono spiazzare.
  • Può diventare difficile capire se un legame stia davvero crescendo o resterà cordiale ma distante.
  • La distanza formale delle persone del posto rischia di essere letta come un rifiuto personale, quando è invece una differenza culturale.

Contesti di vita che ostacolano la vicinanza

  • In ambienti di lavoro ad alta rotazione, come startup o consulenza, i team cambiano di continuo e ogni rapporto riparte da zero.
  • Il lavoro può offrire una struttura quotidiana, ma spesso lascia scoperta la vita sociale fuori dall'orario.
  • Chi lavora da remoto può ritrovarsi senza le occasioni spontanee che l'ufficio, un tempo, offriva.
  • Vedere i colleghi del posto già inseriti in reti consolidate può accentuare la percezione di essere l'unico/a a non riuscirci.

La lingua e la mancanza di riferimenti

  • La barriera linguistica può trasformare ogni conversazione spontanea in uno sforzo cognitivo ed emotivo, scoraggiando l'esplorazione.
  • Quando comunicare costa fatica, è comprensibile rifugiarsi negli spazi già noti, come le chat in italiano.
  • Chi non ha mai vissuto lontano da casa può non avere strumenti di paragone per distinguere la solitudine dei primi mesi da un reale segnale di disagio.
  • Il dubbio che la profondità delle amicizie di prima dipendesse da un contesto irripetibile può alimentare lo scoraggiamento.
Prospettiva clinica
Trasferirsi all’estero può essere una scelta di vita ricca di opportunità ma anche di sfide. Gli expat si confrontano quotidianamente con una nuova lingua, una cultura diversa e nuove abitudini. Inoltre, la distanza dai propri cari può fare emergere sensazioni di spaesamento, solitudine ed esclusione. In questi casi è importante darsi tempo per costruire un nuovo equilibrio, bilanciando radici identitarie e nuove esperienze.
Storie di vita quotidiana da expat

Situazioni in cui potresti riconoscerti

Nel gruppo del mio compagno mi sento sempre l'ospite
Passo davanti ai bar pieni e vorrei i miei amici lì

A volte ritrovarsi in esperienze concrete aiuta a sentirsi meno soli in quello che si prova. Ecco alcune situazioni in cui potresti riconoscerti.

Quando le relazioni restano in superficie

  • Lavori in un ufficio con colleghi cordiali, ma fuori orario ognuno torna alla propria vita, senza che il rapporto superi la simpatia di facciata.
  • Partecipi a serate, corsi, palestra ed eventi, scambi contatti che poi non portano mai a una vera frequentazione, nonostante l'impegno concreto.
  • Lavori da remoto senza un ufficio nel posto in cui vivi, e ti senti escluso/a da ogni contesto naturale di socialità.

Quando ti senti fuori posto anche nei gruppi

  • Ti sei trasferito/a seguendo il/la partner e ti ritrovi inserito/a solo nei suoi giri di amici, restando una presenza marginale in quelle relazioni.
  • Hai superato i 30 o i 35 anni e scopri che i circuiti per expat sono pensati per chi è al primo trasferimento, senza spazi dove sentirti tra pari.
  • Frequenti i gruppi di connazionali, ma non ti ci riconosci, e questo può aumentare la sensazione di non appartenere a nessun mondo.

Quando il confronto con casa pesa

  • La sera torni a piedi, passi davanti a bar pieni di gente e vorresti poter teletrasportare anche solo uno dei tuoi vecchi amici lì, in quel momento.
  • Ogni notifica dal gruppo di amici in Italia, che continua a vedersi, diventa un promemoria di ciò che hai lasciato.
  • Sui social racconti un'avventura entusiasmante, e ammettere che ti senti solo/a sembra tradire la storia che hai raccontato a tutti.
Un momento per fermarsi
Ti riconosci in una di queste situazioni?

Vivere all'estero a volte ti fa sentire fuori posto?

Costruire una vita in un altro Paese può portare entusiasmo ma anche nostalgia e senso di non appartenenza. Questi articoli possono aiutarti a dare un nome a ciò che provi.

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Ritrovare il proprio equilibrio all'estero è possibile

Adattarsi a una nuova cultura richiede tempo e strumenti. Questi articoli possono aiutarti ad affrontare lo shock culturale e a costruire un senso di casa, dovunque tu sia.

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Se la vita all'estero ti pesa, parlarne con un professionista potrebbe fare la differenza

Quando nostalgia, solitudine o senso di sradicamento diventano difficili da portare, parlare con uno psicologo può offrirti uno spazio per comprenderli e affrontarli. Ecco come funziona la terapia.

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Quando vivere all'estero pesa sul tuo benessere, parliamone

Se la distanza da casa e le sfide dell'espatrio influenzano la tua serenità, parlarne con uno psicologo può aiutarti. Trova lo psicologo adatto a te: bastano pochi minuti.

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Questionario di 3 min
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Strategie pratiche e quotidiane

Come affrontare il senso di solitudine

Ho iniziato un corso e ci torno ogni settimana
Parlarne con una psicologa mi ha aiutato a non sentirmi sbagliato
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Investire nella lingua del posto

Dedicare tempo e pazienza all'apprendimento della lingua locale può abbassare la soglia di sforzo necessaria per entrare in contatto con le persone. Quando comunicare diventa più naturale, anche costruire connessioni reali può risultare meno faticoso.

2

Ridimensionare le aspettative sui tempi

Potresti provare a distinguere le differenze culturali dal giudizio su di te. In molti contesti l'amicizia richiede tempi lunghi: la distanza formale delle persone non è quasi mai un rifiuto personale, ma un modo diverso di costruire i legami.

3

Moltiplicare le occasioni di incontro

Oltre al lavoro e ai giri del/della partner, puoi prendere in considerazione sport, corsi, gruppi di interesse o volontariato. Frequentare più contesti aumenta le occasioni di incontro spontaneo e ripetuto, che nel tempo è ciò che rende più facile che nasca qualcosa.

4

Dare valore anche ai rapporti leggeri

Non tutte le relazioni devono diventare amicizie intime per avere un senso. La leggerezza di certe conoscenze può comunque offrire compagnia e piacere quotidiano, alleggerendo la giornata mentre i legami più profondi hanno il tempo di crescere.

5

Coltivare la costanza nel tempo

Dopo un primo incontro, potresti provare a ricontattare la persona invece di lasciar cadere il contatto. È spesso il rivedersi più volte, con calma, che trasforma una conoscenza in vera vicinanza.

6

Prendersi cura di sé anche a distanza

Le chiamate con chi ami in Italia sono una risorsa preziosa. Allo stesso tempo, quando ti senti pronto/a, può aiutare bilanciarle con piccoli passi verso la vita del posto, così che il conforto immediato non finisca per rimandare la costruzione di nuovi legami.

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Valutare un percorso con uno/a psicologo/a

Quando il peso della solitudine diventa difficile da gestire da soli, un percorso di psicoterapia può rappresentare uno spazio prezioso per sentirsi capiti e sostenuti. Non è necessario aspettare che la situazione diventi molto pesante per chiedere supporto: uno/a psicologo/a può aiutarti a comprendere le tue emozioni e ad attraversare questa fase con più serenità.

Parla di come ti senti a uno psicologo online

Trova il professionista più adatto a te con il nostro questionario riservato, ci aiuterà a comprendere meglio i tuoi bisogni.

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Verso nuovi legami

Un vuoto che si può attraversare

Con il tempo ho capito che non ero io il problema
Nominare la mia solitudine è stato l'inizio del cambiamento

Sentirsi soli pur avendo molte conoscenze non è un fallimento personale, ma una fase comprensibile per chi affronta un trasferimento importante.

La profondità delle relazioni, spesso, non dipende da un luogo irripetibile. Può dipendere dal tempo, dalla costanza e dall'apertura che si è disposti a investire, ovunque ci si trovi.

Costruire legami richiede di attraversare diverse fasi: la conoscenza, la condivisione, il tempo insieme, l'investimento reciproco. Voler saltare questi passaggi può generare una frustrazione che, invece, non è necessaria.

Riconoscere e nominare questa fatica, senza vergogna, può essere già un primo passo importante. E quando il peso si fa sentire, prendere in considerazione un percorso con uno/a psicologo/a può offrirti uno spazio in cui essere ascoltato/a davvero e trasformare questa esperienza in un'occasione di crescita.

Il passo successivo, se ti senti pronto/a

La terapia psicologica non è solo per chi attraversa un momento di crisi. È uno spazio di ascolto per prenderti cura del tuo benessere mentale.

Parla con uno psicologo di come ti senti

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Psicologo online: prezzi e tariffe
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Assegnazione della psicologa perfetta per me
UnoBravo fornisce un servizio di cui noi expat abbiamo estremamente bisogno: supporto psicologico nella nostra lingua madre da ovunque noi siamo. La compilazione della scheda iniziale permette a UnoBravo di assegnare all'utente lo psicologo migliore per lui/lei. Nel mio caso, la psicologa perfetta. Il servizio è efficiente e facilissimo da usare. Lo ho consigliato anche ad alcuni amici e familiari e chi lo ha iniziato ad usare ne è pienamente soddisfatto. Grazie ad UnoBravo di averci dato la possibilità di migliorare la nostra vita!
— Francesca Luoni
Valutazione di 4.7 / 5 | 8.737 recensioni
Servizio Meraviglioso
Vivo all'estero e consiglio Unobravo a tutti gli italiani all'estero! Ho fatto fatica per anni a trovare psicoterapeuti in linea con le mie esigenze; altri expats italiani che conoscevo mi dicevano di provare con terapeuti di lingua italiana ma avevo sempre creduto che la lingua non fosse una discriminante; poi ho provato ad andare da psicoterapeuti italiani nel paese estero in cui vivo, ma anche quello non ha funzionato (in quanto non avevo moltissima scelta). Iniziare queste sedute su Unobravo per me é stata la svolta: si ha accesso ad un pool di professionisti ed é il sistema che crea un match per te in base alle risposte del questionario, quindi non si va proprio "alla cieca" o per vicinanza alla propria abitazione (come spesso accade nella scelta di uno psicoterapeuta "in persona"). Inoltre nonostante fossi un po' scettica sul fare terapia online, devo dire che invece mi sono trovata veramente molto bene e che non mi ha creato nessun problema. Consiglio vivamente questo servizio a tutti!
— C.
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Avrei dovuto iniziare prima
Sono stata fortunata a trovare la giusta terapista, ma questo percorso mi sta cambiando la vita. Non vivendo in Italia, poter fare terapia parlando nella mia lingua e con orari flessibili mi ha davvero aiutata. Lo consiglio caldamente a tutti, soprattutto gli expats, dato che ogni tanto può essere davvero difficile vivere in un altro paese!
— Matilde
Valutazione di 4.7 / 5 | 8.737 recensioni
FAQ

Domande frequenti

La solitudine da expat, spesso, non nasce dalla mancanza di persone attorno, ma dalla mancanza di legami autentici, di quella confidenza che si costruisce negli anni. Una delle cose più faticose può essere il fatto che ogni nuova conoscenza viene, senza volerlo, confrontata con le amicizie di una vita costruite in Italia, e il paragone fa sembrare ogni rapporto nuovo più leggero, quasi insufficiente. Capire da dove nasce questa solitudine può aiutare a viverla con meno autogiudizio, ed è un'esperienza molto più comune di quanto si creda tra chi affronta un trasferimento importante.

In molte grandi metropoli europee la cultura relazionale è più individualista e formale rispetto a quella italiana. L'amicizia si costruisce con tempi lunghi e regole sociali differenti, che possono spiazzare, ed è difficile capire se un legame stia davvero crescendo o resterà cordiale ma distante. La distanza formale delle persone del posto rischia di essere letta come un rifiuto personale, quando è invece una differenza culturale. Anche la barriera linguistica può trasformare ogni conversazione spontanea in uno sforzo cognitivo ed emotivo, scoraggiando l'esplorazione e spingendo a rifugiarsi negli spazi già noti.

In ambienti di lavoro ad alta rotazione, come startup o consulenza, i team cambiano di continuo e ogni rapporto riparte da zero. Il lavoro può offrire una struttura quotidiana, ma spesso lascia scoperta la vita sociale fuori dall'orario. Chi lavora da remoto può ritrovarsi senza le occasioni spontanee che l'ufficio, un tempo, offriva, e vedere i colleghi del posto già inseriti in reti consolidate può accentuare la percezione di essere l'unico a non riuscirci.

Ci si può riconoscere quando le relazioni restano in superficie: colleghi cordiali con cui, fuori orario, il rapporto non supera la simpatia di facciata, oppure serate e corsi in cui si scambiano contatti che non portano mai a una vera frequentazione. Un altro segnale è sentirsi fuori posto anche nei gruppi, ad esempio come presenza marginale nei giri di amici del partner. Anche il confronto con casa pesa: ogni notifica dal gruppo di amici in Italia diventa un promemoria di ciò che si è lasciato, e ammettere di sentirsi soli sembra tradire la storia raccontata sui social.

Dedicare tempo e pazienza all'apprendimento della lingua locale può abbassare la soglia di sforzo necessaria per entrare in contatto con le persone. Può aiutare anche moltiplicare le occasioni di incontro attraverso sport, corsi, gruppi di interesse o volontariato, perché frequentare più contesti aumenta le occasioni di incontro spontaneo e ripetuto. È utile dare valore anche ai rapporti leggeri, che offrono compagnia e piacere quotidiano, e coltivare la costanza nel tempo ricontattando le persone dopo un primo incontro, poiché è spesso il rivedersi più volte che trasforma una conoscenza in vera vicinanza.

Sentirsi soli pur avendo molte conoscenze non è un fallimento personale, ma una fase comprensibile per chi affronta un trasferimento importante. La profondità delle relazioni, spesso, non dipende da un luogo irripetibile, ma dal tempo, dalla costanza e dall'apertura che si è disposti a investire, ovunque ci si trovi. Costruire legami richiede di attraversare diverse fasi, e voler saltare questi passaggi può generare una frustrazione che, invece, non è necessaria. Riconoscere e nominare questa fatica, senza vergogna, può essere già un primo passo importante.

Domande frequenti sulla terapia

Con Unobravo potrai svolgere terapia psicologica individuale o terapia di coppia, a seconda delle tue necessità. Per esempio, la terapia individuale dopo un tradimento può essere utile per migliorare la comunicazione e affrontare le sfide personali che influenzano le dinamiche relazionali. La scelta, dopo un tradimento, della terapia individuale o di coppia dipende dalle esigenze di ciascuna persona.

Un percorso di terapia individuale può offrire uno spazio sicuro per esplorare le proprie emozioni e i propri comportamenti insieme a un professionista della salute mentale.

Anche se non è sempre semplice capire come iniziare un percorso psicologico, con Unobravo non dovrai preoccuparti di come scegliere uno psicologo. Ti basterà compilare il questionario e incontrare nel primo colloquio gratuito lo psicologo che ti è stato assegnato tra gli psicologi Unobravo.
Se sarà il professionista adatto a te, inizierete insieme un percorso creato su misura per te.

Con uno psicologo online Unobravo puoi prenderti cura di te ovunque tu sia. Potrai utilizzare l'app o la Web App per fissare i tuoi appuntamenti, svolgere le sedute, chattare con il tuo psicologo ed effettuare pagamenti sicuri.

Tutto comodamente online, utilizzando qualsiasi dispositivo e collegandoti dove e quando vuoi.

Il prezzo dello psicologo in presenza può variare molto, senza contare il tempo e il costo per raggiungere lo studio del professionista.

Con Unobravo ogni seduta ha un prezzo fisso e accessibile di 49 € e puoi incontrare il tuo psicologo anche in viaggio, in vacanza o in una pausa dal lavoro, senza investire tempo e denaro per gli spostamenti.

Per connetterti con il tuo benessere psicologico ti basterà solo un click.

A decidere quanto dura un percorso psicologico sarete tu e il tuo Unobravo: ogni persona è unica, così come lo sarà il viaggio verso il tuo benessere psicologico.

Ogni processo terapeutico è unico e la motivazione o la necessità di iniziare un percorso di terapia varia da persona a persona. È importante ricordare che andare in terapia non solo aiuta ad affrontare le difficoltà e a trattare i disturbi, ma sostiene anche chi desidera intraprendere un percorso di crescita personale e fornisce strumenti e strategie utili per migliorare il benessere quotidiano.

È importante ricordare che fare terapia non è un segno di debolezza ma di cura di sé, quindi non c'è bisogno di aspettare di raggiungere il nostro limite per chiedere aiuto.

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