Trasferirsi da soli all'estero da adulti: come costruire nuove relazioni quando sembra difficile inserirsi nei gruppi già formati?

Vivo in una città enorme e non conosco nessuno
Lavoro da casa e certi giorni non parlo con nessuno
Ti sei trasferito/a da solo/a in un nuovo paese e, dopo l'entusiasmo iniziale, ti ritrovi a fare i conti con qualcosa che non avevi previsto: costruire una rete sociale da adulti è più difficile di quanto immaginavi.
I gruppi sembrano già formati, le persone del posto hanno amicizie di lunga data e tu fatichi a capire da dove cominciare.
Se lavori anche da remoto, la situazione può sembrarti ancora più complessa. Senza un ufficio, mancano i pranzi con i colleghi, le chiacchiere informali e quegli aperitivi del venerdì che spesso aprono le porte a nuove conoscenze.
Il risultato può essere una solitudine silenziosa, fatta di giornate trascorse in casa in una città piena di vita.
È importante dire una cosa: questa difficoltà non parla di te come persona poco socievole. Inserirsi in reti sociali già consolidate richiede uno sforzo attivo e consapevole che, in fondo, nessuno ci ha mai insegnato a fare.
Le radici della difficoltà
Perché inserirsi da adulti è così faticoso
Pensavo bastasse essere aperta, invece non è così
Tutti hanno già i loro amici da una vita
Capire perché fai così fatica può aiutarti a essere più gentile con te stesso/a. Per molte persone, in questa fase di adattamento, il supporto di uno/a psicologo/a può fare la differenza, offrendo uno spazio in cui elaborare il senso di spaesamento che può accompagnare un trasferimento.
Proviamo, intanto, a esplorare insieme alcune possibili ragioni che rendono difficile costruire nuove amicizie dopo un trasferimento in età adulta.
Reti che si sono formate nel tempo
- Le amicizie delle persone del posto spesso nascono tra i banchi di scuola, all'università o nei primi lavori, momenti condivisi che chi arriva da fuori non ha vissuto.
- Tra i trenta e i quarantacinque anni, molte persone hanno agende piene tra famiglia, lavoro e impegni, con meno tempo ed energie da dedicare a nuove conoscenze.
- La sensazione di trovare porte chiuse raramente nasce da ostilità: più spesso riflette cerchie già sature, in cui c'è poco spazio per accogliere qualcuno di nuovo.
L'assenza di contesti strutturati
- Chi lavora da remoto perde il punto di accesso naturale alle relazioni che un ambiente di lavoro condiviso offre, come pause caffè o momenti informali.
- Senza occasioni ricorrenti di incontro, mancano quelle ripetizioni che permettono a un legame di nascere in modo spontaneo.
- Vivere in un contesto nuovo significa ricostruire da capo la propria routine sociale, cercando attivamente eventi e occasioni.
Una socialità diversa da quella di prima
- Costruire relazioni da adulti richiede un impegno consapevole, molto diverso dalla socialità spontanea di quando si era più giovani.
- Chi si è trasferito/a da ragazzo/a, per esempio per studiare, ha spesso trovato comunità già pronte ad accogliere nuovi membri.
- La solitudine che puoi provare non dipende da una tua mancanza, ma dalla oggettiva difficoltà di entrare in gruppi già formati.

Momenti concreti
Situazioni in cui potresti riconoscerti
Ci provo, ma resto sempre quello nuovo del gruppo
Mi stanco di essere sempre io a fare il primo passo
A volte riconoscere le proprie esperienze in racconti simili aiuta a sentirsi meno soli. Ecco alcune situazioni concrete in cui potresti ritrovarti.
Le giornate in solitudine di chi lavora da remoto
- Trascorri intere giornate in casa, pur vivendo in una città piena di gente e di vita sociale.
- Ti accorgi che certi giorni le uniche parole che pronunci sono quelle di una videochiamata di lavoro.
- Senti la mancanza di quelle chiacchiere informali che un ufficio offrirebbe senza doverle cercare.
I tentativi che non decollano
- Provi a unirti a un gruppo sportivo o a un hobby locale, ma i partecipanti si conoscono già da anni e hanno dinamiche consolidate.
- Fai fatica a passare da conoscenze superficiali, nate magari a un evento per expat, a relazioni più profonde.
- Scambi qualche messaggio o un'uscita occasionale, ma non si trasforma in un'amicizia stabile.
Il confronto e la stanchezza
- Ripensi a chi si è trasferito da giovane e sembra aver trovato tutto più facile.
- Avverti la frustrazione di dover ricominciare da capo, cercando continuamente eventi e occasioni di incontro.
- Ti scoraggi quando un invito non arriva, o quando senti di essere sempre tu a doverti proporre.
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Strategie pratiche
Come iniziare a costruire nuovi legami
Il coworking mi ha ridato un po' di quotidianità
Ho capito che ci vuole tempo, e va bene così
Creare occasioni ricorrenti di incontro
Potresti iscriverti a un corso, a un gruppo sportivo o a un'attività con cadenza regolare. Vedere le stesse persone più volte, nel tempo, può aiutare un legame a nascere in modo graduale, un po' come accadrebbe in un ufficio.
Provare un coworking anche lavorando da remoto
Se lavori da casa, uno spazio di lavoro condiviso può ricreare quel contesto quotidiano di socialità informale che altrimenti ti manca. Anche solo una pausa caffè con altre persone può diventare un punto di partenza.
Dare tempo alle relazioni
La fiducia e la vicinanza si costruiscono gradualmente. È utile ricordare che un'amicizia raramente nasce da un singolo incontro: la costanza, più degli eventi isolati, è ciò che fa la differenza.
Proporre tu stesso uscite e attività
Potresti provare a essere parte attiva, invitando qualcuno a un caffè o a una passeggiata, senza aspettare solo di essere incluso. Fare il primo passo può sembrare faticoso, ma spesso le persone sono più disponibili di quanto immaginiamo.
Accogliere la solitudine iniziale come una fase di passaggio
Sentirsi soli all'inizio è un'esperienza comune e, spesso, transitoria. Quando ti senti scoraggiato/a, può aiutarti ricordare che l'adattamento ha i suoi tempi e che questa fase può evolvere.
Coltivare i legami con la tua rete di origine
Mantenere i contatti con le persone care rimaste a casa può offrirti un prezioso supporto emotivo durante l'adattamento. Sentirsi radicati da qualche parte può rendere più leggero il cammino verso nuove relazioni.
Prendere in considerazione un percorso di terapia
Un percorso con uno/a psicologo/a può offrirti uno spazio in cui sentirti capito/a ed esplorare le emozioni legate al trasferimento. Non è necessario aspettare che il senso di solitudine diventi molto pesante: la terapia può rappresentare uno spazio di crescita e riflessione in cui ritrovare le tue risorse.
Parla di come ti senti a uno psicologo online
Trova il professionista più adatto a te con il nostro questionario riservato, ci aiuterà a comprendere meglio i tuoi bisogni.

Pazienza e apertura
Un cammino che si costruisce passo dopo passo
Piano piano la città ha iniziato a sembrarmi casa
Non ero poco socievole: avevo solo bisogno di tempo
Inserirsi socialmente da adulti in un nuovo paese richiede tempo, pazienza e un impegno diverso da quello vissuto in altre fasi della vita.
Se fatichi a entrare nei gruppi già formati, è importante ricordare che non si tratta di un fallimento personale, ma di una dinamica comune a chi si trasferisce in età adulta.
Una nuova rete sociale si rafforza soprattutto attraverso la costanza degli incontri, più che grazie a singoli eventi isolati. E mantenere il legame con le tue radici può convivere con l'apertura verso nuove amicizie, senza che l'una escluda l'altra.
Con il tempo e un impegno consapevole, anche contesti sociali inizialmente chiusi possono aprirsi a legami autentici.
Se senti che il senso di solitudine pesa, valutare un percorso con uno/a psicologo/a può essere un modo per sentirti sostenuto/a e ritrovare fiducia in questa nuova fase.
Il passo successivo, se ti senti pronto/a
La terapia psicologica non è solo per chi attraversa un momento di crisi. È uno spazio di ascolto per prenderti cura del tuo benessere mentale.
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FAQ
Domande frequenti
Perché è così difficile fare amicizia da adulti in un nuovo paese?
Le amicizie delle persone del posto spesso nascono tra i banchi di scuola, all'università o nei primi lavori, momenti condivisi che chi arriva da fuori non ha vissuto. Tra i trenta e i quarantacinque anni, molte persone hanno agende piene tra famiglia, lavoro e impegni, con meno tempo ed energie da dedicare a nuove conoscenze. La sensazione di trovare porte chiuse raramente nasce da ostilità: più spesso riflette cerchie già sature, in cui c'è poco spazio per accogliere qualcuno di nuovo. Costruire relazioni da adulti richiede un impegno consapevole, molto diverso dalla socialità spontanea di quando si era più giovani.
Perché chi lavora da remoto fa più fatica a socializzare all'estero?
Chi lavora da remoto perde il punto di accesso naturale alle relazioni che un ambiente di lavoro condiviso offre, come pause caffè o momenti informali. Senza un ufficio, mancano i pranzi con i colleghi, le chiacchiere informali e quegli aperitivi del venerdì che spesso aprono le porte a nuove conoscenze. Senza occasioni ricorrenti di incontro, mancano quelle ripetizioni che permettono a un legame di nascere in modo spontaneo. Vivere in un contesto nuovo significa ricostruire da capo la propria routine sociale, cercando attivamente eventi e occasioni.
È normale sentirsi soli pur vivendo in una città piena di gente?
Sì, è un'esperienza comune: puoi trascorrere intere giornate in casa, pur vivendo in una città piena di gente e di vita sociale, e accorgerti che certi giorni le uniche parole che pronunci sono quelle di una videochiamata di lavoro. Questa difficoltà non parla di te come persona poco socievole. La solitudine che puoi provare non dipende da una tua mancanza, ma dalla oggettiva difficoltà di entrare in gruppi già formati. Sentirsi soli all'inizio è un'esperienza comune e, spesso, transitoria.
Come si possono costruire nuove relazioni quando ci si trasferisce da soli?
Potresti iscriverti a un corso, a un gruppo sportivo o a un'attività con cadenza regolare: vedere le stesse persone più volte, nel tempo, può aiutare un legame a nascere in modo graduale, un po' come accadrebbe in un ufficio. Se lavori da casa, uno spazio di coworking può ricreare quel contesto quotidiano di socialità informale che altrimenti ti manca. Potresti provare a essere parte attiva, invitando qualcuno a un caffè o a una passeggiata, senza aspettare solo di essere incluso. Fare il primo passo può sembrare faticoso, ma spesso le persone sono più disponibili di quanto immaginiamo.
Quanto tempo serve per costruire nuove amicizie da adulti all'estero?
La fiducia e la vicinanza si costruiscono gradualmente: un'amicizia raramente nasce da un singolo incontro, ed è la costanza, più degli eventi isolati, a fare la differenza. Inserirsi socialmente da adulti in un nuovo paese richiede tempo, pazienza e un impegno diverso da quello vissuto in altre fasi della vita. Quando ti senti scoraggiato/a, può aiutarti ricordare che l'adattamento ha i suoi tempi e che questa fase può evolvere. Con il tempo e un impegno consapevole, anche contesti sociali inizialmente chiusi possono aprirsi a legami autentici.
Mantenere i legami con le persone rimaste a casa ostacola l'integrazione nel nuovo paese?
No: mantenere i contatti con le persone care rimaste a casa può offrirti un prezioso supporto emotivo durante l'adattamento, e sentirsi radicati da qualche parte può rendere più leggero il cammino verso nuove relazioni. Mantenere il legame con le tue radici può convivere con l'apertura verso nuove amicizie, senza che l'una escluda l'altra.
Domande frequenti sulla terapia
Quanti tipi di terapia ci sono in Unobravo?
Con Unobravo potrai svolgere terapia psicologica individuale o terapia di coppia, a seconda delle tue necessità. Per esempio, la terapia individuale dopo un tradimento può essere utile per migliorare la comunicazione e affrontare le sfide personali che influenzano le dinamiche relazionali. La scelta, dopo un tradimento, della terapia individuale o di coppia dipende dalle esigenze di ciascuna persona.
Cos'è e in cosa consiste la terapia individuale con Unobravo?
Un percorso di terapia individuale può offrire uno spazio sicuro per esplorare le proprie emozioni e i propri comportamenti insieme a un professionista della salute mentale.
Anche se non è sempre semplice capire come iniziare un percorso psicologico, con Unobravo non dovrai preoccuparti di come scegliere uno psicologo. Ti basterà compilare il questionario e incontrare nel primo colloquio gratuito lo psicologo che ti è stato assegnato tra gli psicologi Unobravo.
Se sarà il professionista adatto a te, inizierete insieme un percorso creato su misura per te.
Terapia online: perché sceglierla?
Con uno psicologo online Unobravo puoi prenderti cura di te ovunque tu sia. Potrai utilizzare l'app o la Web App per fissare i tuoi appuntamenti, svolgere le sedute, chattare con il tuo psicologo ed effettuare pagamenti sicuri.
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Quali sono i prezzi della terapia individuale?
Il prezzo dello psicologo in presenza può variare molto, senza contare il tempo e il costo per raggiungere lo studio del professionista.
Con Unobravo ogni seduta ha un prezzo fisso e accessibile di 49 € e puoi incontrare il tuo psicologo anche in viaggio, in vacanza o in una pausa dal lavoro, senza investire tempo e denaro per gli spostamenti.
Per connetterti con il tuo benessere psicologico ti basterà solo un click.
Quanto dura un percorso di terapia individuale?
A decidere quanto dura un percorso psicologico sarete tu e il tuo Unobravo: ogni persona è unica, così come lo sarà il viaggio verso il tuo benessere psicologico.
Come faccio a sapere se ho bisogno di fare terapia?
Ogni processo terapeutico è unico e la motivazione o la necessità di iniziare un percorso di terapia varia da persona a persona. È importante ricordare che andare in terapia non solo aiuta ad affrontare le difficoltà e a trattare i disturbi, ma sostiene anche chi desidera intraprendere un percorso di crescita personale e fornisce strumenti e strategie utili per migliorare il benessere quotidiano.
È importante ricordare che fare terapia non è un segno di debolezza ma di cura di sé, quindi non c'è bisogno di aspettare di raggiungere il nostro limite per chiedere aiuto.
E ora?
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