Vita all'estero e cambio di lavoro: quando la carriera costituisce un punto fondamentale per la propria identità

"Non so più chi sono da quando sono partito."
"Ho cambiato tutto insieme e ora mi sento persa."

Hai fatto una scelta coraggiosa: sei andato a vivere all'estero e, allo stesso tempo, stai provando a costruire una carriera diversa da quella di prima.

Sulla carta sembra un progetto entusiasmante. Nella realtà quotidiana, però, può capitare di sentirsi profondamente disorientati.

Quando il lavoro è ancora incerto, il paese è ancora nuovo e non hai un ruolo consolidato a cui aggrapparti, può venire a mancare qualsiasi punto fermo da cui orientarti.

La domanda "sto facendo la cosa giusta?" smette di riguardare solo il lavoro e si allarga a ogni ambito della tua vita, perché tutto è in movimento nello stesso momento.

È comprensibile che, in una fase così, anche il senso di sé possa vacillare: la nostra identità è spesso intrecciata a ciò che facciamo, e quando quello cambia sembra vacillare anche tutto il resto.

Sentirsi disorientati in queste condizioni non è necessariamente un segnale di fallimento. Affrontare contemporaneamente cambiamenti legati al luogo in cui vivere, al lavoro e ai propri progetti può contribuire a una maggiore sensazione di incertezza.

Le radici del disorientamento

Perché senti di aver perso la tua identità

"Prima sapevo rispondere a 'che lavoro fai'."
"Qui nessuno sa quanto valgo, e nemmeno io."

Capire cosa sta succedendo dentro di te può aiutarti a guardare questa fase con occhi diversi.

Esplorare le radici di un disorientamento così profondo, che tocca insieme la sfera lavorativa e quella personale, può essere più semplice con l'aiuto di uno/a psicologo/a, che può offrirti strumenti per ritrovare un senso di direzione.

Proviamo, intanto, a esplorare insieme alcune possibili ragioni che possono essere alla base di questa sensazione di aver smarrito te stesso mentre cambi carriera all'estero.

Quando il lavoro definisce chi siamo

  • Se qualcuno ti chiede chi sei, spesso la prima risposta passa dal tuo lavoro: quando questo è incerto o in fase di cambiamento, può diventare difficile rispondere anche a livello personale.
  • L'identità professionale può costruirsi attraverso diversi elementi, tra cui le esperienze, le competenze, i valori personali e il riconoscimento ricevuto nel contesto lavorativo. Durante un cambiamento di carriera alcuni di questi riferimenti possono temporaneamente modificarsi o venire meno.
  • Se la tua autostima era legata soprattutto ai risultati e ai traguardi raggiunti, in assenza di riconoscimenti concreti può faticare a trovare un ancoraggio.

La mancanza di un contesto stabile

  • Vivere in un paese nuovo, senza una comunità di riferimento, può ridurre le occasioni quotidiane di confronto e riconoscimento sociale che, per alcune persone, contribuiscono alla percezione delle proprie competenze e del proprio ruolo.
  • Non avere ancora una rete di persone con cui confrontarti può privarti di quel riconoscimento informale che aiuta a sentirsi competenti e legittimati.
  • Muoverti in una cultura e in una lingua diverse richiede molta energia, e questo può accentuare la sensazione di essere fuori posto.

Troppe scelte aperte insieme

  • Cambiare paese e cambiare carriera nello stesso momento moltiplica le variabili di incertezza, e diventa complicato capire da cosa nasca davvero il tuo smarrimento.
  • Ti trovi sospeso tra due mondi: non più il professionista che eri, non ancora quello che vorresti diventare.
  • Quando ogni asse della vita sembra in discussione, anche le decisioni più piccole possono sembrare pesanti.
Prospettiva clinica
I momenti difficili sembrano assorbire tutte le nostre energie, ma le sfide e i problemi non definiscono il nostro valore personale. Darsi tempo per conoscere meglio le proprie risorse, senza cercare una soluzione immediata, e chiedere aiuto a un professionista quando serve, sono i primi passi verso il cambiamento positivo.
Vissuti quotidiani

Situazioni in cui potresti riconoscerti

"A ogni cena qualcuno mi chiede cosa faccio e mi blocco."
"Mi sento in un limbo: né lì né qui."

Il disorientamento che stai vivendo può manifestarsi in tanti momenti concreti della tua giornata. Vediamo insieme alcune situazioni in cui forse ti sei ritrovato.

Ripartire da zero in un contesto nuovo

  • Ti sei trasferito all'estero per intraprendere un percorso completamente diverso dal precedente, e ora ti ritrovi senza colleghi, senza una rete e senza feedback sul tuo lavoro.
  • Hai lasciato un ruolo riconosciuto in Italia per iniziare da capo in un settore nuovo, e provi la sensazione di non essere più "nessuno" dal punto di vista professionale.
  • Ti accorgi che le competenze che ti davano sicurezza nel vecchio lavoro qui contano meno, e questo ti fa sentire disorientato.

Quando la domanda 'che lavoro fai?' pesa

  • Incontri persone nuove e non sai come rispondere alla domanda sul tuo lavoro, e questo silenzio sembra mettere in discussione anche la percezione di te come persona.
  • Ti capita di evitare certe conversazioni o eventi di socializzazione, perché temi di dover spiegare una situazione ancora poco definita.
  • Confronti la tua vita con quella di chi conosci in Italia, che sembra avere tutto più chiaro, e questo alimenta il tuo senso di smarrimento.

Uno smarrimento che tocca tutta la vita

  • Noti che l'incertezza lavorativa si riflette anche nelle scelte quotidiane più semplici, dal decidere dove abitare al come organizzare le giornate.
  • Ti senti sospeso, come se stessi aspettando che qualcosa si sistemi prima di poterti davvero radicare nella nuova vita.
  • A volte ti chiedi se restare o tornare in Italia, e questa domanda si intreccia con tutte le altre, rendendo ancora più difficile fare chiarezza.
Un momento per fermarsi
Ti riconosci in una di queste situazioni?

Vivere all'estero a volte ti fa sentire fuori posto?

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Se la vita all'estero ti pesa, parlarne con un professionista potrebbe fare la differenza

Quando nostalgia, solitudine o senso di sradicamento diventano difficili da portare, parlare con uno psicologo può offrirti uno spazio per comprenderli e affrontarli. Ecco come funziona la terapia.

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Quando vivere all'estero pesa sul tuo benessere, parliamone

Se la distanza da casa e le sfide dell'espatrio influenzano la tua serenità, parlarne con uno psicologo può aiutarti. Trova lo psicologo adatto a te: bastano pochi minuti.

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Piccoli passi possibili

Come ritrovare gradualmente te stesso

"Ho iniziato a costruire piccole abitudini per sentirmi meno perso."
"Parlarne con una psicologa mi ha dato ossigeno."
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Separare i diversi piani di incertezza

Quando dove vivere, cosa fare e chi essere sembrano un unico grande punto interrogativo, tutto diventa più pesante. Potresti provare a distinguere questi piani, magari scrivendoli, così da affrontarli uno alla volta invece che come un blocco indistinto.

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Individuare piccoli punti fermi quotidiani

Mentre la situazione professionale prende forma, puoi cercare delle ancore temporanee anche fuori dal lavoro: una passeggiata al mattino, un'attività che ti piace, un rituale che ti fa sentire più stabile. Sono appigli che possono aiutare nei momenti di smarrimento.

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Costruire gradualmente una rete di relazioni

Anche un legame informale nel nuovo paese può offrirti quel riconoscimento sociale che aiuta a ricostruire il senso di sé. Potresti partecipare a gruppi, corsi o iniziative legate ai tuoi interessi, senza aspettarti tutto subito.

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Coltivare le competenze nel nuovo settore

Dedicare tempo allo studio, alla pratica o a un percorso formativo nella nuova area professionale può contribuire a sviluppare competenze e una maggiore familiarità con il nuovo ruolo. Riconoscere i progressi raggiunti può inoltre aiutare a orientarsi durante la transizione.

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Ricordare che non sei solo il tuo lavoro

L'identità non coincide con un singolo ruolo professionale: è la somma dei tuoi valori, delle esperienze e delle relazioni che restano validi anche durante una transizione. Potresti provare a ricordarti chi sei anche al di là di ciò che fai.

6

Concederti il tempo dell'adattamento

Costruire una nuova identità professionale è un processo che può richiedere mesi, a volte anni, non giorni. È importante ricordare che il ritmo con cui ti stai muovendo va bene, anche se ti sembra lento.

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Valutare un percorso di supporto psicologico

Quando tutti gli assi della vita sembrano aperti insieme, un percorso con uno/a psicologo/a può offrirti uno spazio prezioso per fare ordine e sentirti capito in un momento così complesso. Non è necessario aspettare che la situazione diventi molto difficile: la terapia può accompagnarti anche mentre stai ancora costruendo la tua nuova strada, aiutandoti a ritrovare un senso di direzione.

Parla di come ti senti a uno psicologo online

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Uno sguardo in avanti

Dalla confusione a una nuova consapevolezza

"Piano piano sto capendo chi voglio diventare qui."
"Non ho ancora tutte le risposte, ma mi sento meno persa."

Sentirsi disorientato durante una riconversione professionale all'estero è una risposta comprensibile alla mancanza contemporanea di più punti di riferimento.

L'identità professionale e quella personale sono connesse, ma non coincidono: perdere temporaneamente chiarezza sulla prima non significa aver smarrito la seconda.

Il riconoscimento sociale e la sensazione di essere competente si ricostruiscono nel tempo, attraverso piccoli passi ripetuti, non con un cambiamento improvviso.

Affrontare un asse alla volta, anche quando tutto sembra in discussione insieme, può aiutarti a ridurre quella sensazione di blocco.

Attraversare questa fase può offrire uno spazio per riflettere su ciò che desideri sul piano professionale e personale, senza che sia necessario arrivare subito a una definizione stabile di te stesso. Se senti il bisogno di un supporto, un percorso con uno/a psicologo/a può offrire uno spazio in cui esplorare il disorientamento, i cambiamenti in corso e i valori che possono orientare le tue scelte.

Il passo successivo, se ti senti pronto/a

La terapia psicologica non è solo per chi attraversa un momento di crisi. È uno spazio di ascolto per prenderti cura del tuo benessere mentale.

Parla con uno psicologo di come ti senti

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— Francesca Luoni
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Vivo all'estero e consiglio Unobravo a tutti gli italiani all'estero! Ho fatto fatica per anni a trovare psicoterapeuti in linea con le mie esigenze; altri expats italiani che conoscevo mi dicevano di provare con terapeuti di lingua italiana ma avevo sempre creduto che la lingua non fosse una discriminante; poi ho provato ad andare da psicoterapeuti italiani nel paese estero in cui vivo, ma anche quello non ha funzionato (in quanto non avevo moltissima scelta). Iniziare queste sedute su Unobravo per me é stata la svolta: si ha accesso ad un pool di professionisti ed é il sistema che crea un match per te in base alle risposte del questionario, quindi non si va proprio "alla cieca" o per vicinanza alla propria abitazione (come spesso accade nella scelta di uno psicoterapeuta "in persona"). Inoltre nonostante fossi un po' scettica sul fare terapia online, devo dire che invece mi sono trovata veramente molto bene e che non mi ha creato nessun problema. Consiglio vivamente questo servizio a tutti!
— C.
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Avrei dovuto iniziare prima
Sono stata fortunata a trovare la giusta terapista, ma questo percorso mi sta cambiando la vita. Non vivendo in Italia, poter fare terapia parlando nella mia lingua e con orari flessibili mi ha davvero aiutata. Lo consiglio caldamente a tutti, soprattutto gli expats, dato che ogni tanto può essere davvero difficile vivere in un altro paese!
— Matilde
Valutazione di 4.7 / 5 | 8.737 recensioni
FAQ

Domande frequenti

Se qualcuno chiede chi sei, spesso la prima risposta passa dal tuo lavoro: quando questo è incerto o in fase di cambiamento, può diventare difficile rispondere anche a livello personale. L'identità professionale si costruisce attraverso esperienze, competenze, valori personali e il riconoscimento ricevuto nel contesto lavorativo, e durante un cambiamento di carriera alcuni di questi riferimenti possono temporaneamente modificarsi o venire meno. Se l'autostima era legata soprattutto ai risultati e ai traguardi raggiunti, in assenza di riconoscimenti concreti può faticare a trovare un ancoraggio. La nostra identità è spesso intrecciata a ciò che facciamo, e quando quello cambia sembra vacillare anche tutto il resto.

Vivere in un paese nuovo, senza una comunità di riferimento, può ridurre le occasioni quotidiane di confronto e riconoscimento sociale che, per alcune persone, contribuiscono alla percezione delle proprie competenze e del proprio ruolo. Non avere ancora una rete di persone con cui confrontarti può privarti di quel riconoscimento informale che aiuta a sentirsi competenti e legittimati. Muoverti in una cultura e in una lingua diverse richiede molta energia, e questo può accentuare la sensazione di essere fuori posto.

Sentirsi disorientati in queste condizioni non è necessariamente un segnale di fallimento. Affrontare contemporaneamente cambiamenti legati al luogo in cui vivere, al lavoro e ai propri progetti può contribuire a una maggiore sensazione di incertezza. Cambiare paese e cambiare carriera nello stesso momento moltiplica le variabili di incertezza, e diventa complicato capire da cosa nasca davvero lo smarrimento. Ci si trova sospesi tra due mondi: non più il professionista che si era, non ancora quello che si vorrebbe diventare, e quando ogni asse della vita sembra in discussione, anche le decisioni più piccole possono sembrare pesanti.

Ci si può ritrovare senza colleghi, senza una rete e senza feedback sul proprio lavoro dopo aver lasciato un ruolo riconosciuto per iniziare da capo in un settore nuovo, provando la sensazione di non essere più nessuno dal punto di vista professionale. Incontrando persone nuove può capitare di non sapere come rispondere alla domanda sul lavoro che si fa, e questo silenzio sembra mettere in discussione anche la percezione di sé come persona. L'incertezza lavorativa può riflettersi anche nelle scelte quotidiane più semplici, dal decidere dove abitare al come organizzare le giornate, facendo sentire sospesi come se si stesse aspettando che qualcosa si sistemi.

Si può provare a distinguere i diversi piani di incertezza, magari scrivendoli, così da affrontarli uno alla volta invece che come un blocco indistinto, e cercare delle ancore temporanee anche fuori dal lavoro come una passeggiata al mattino o un rituale che fa sentire più stabili. Costruire gradualmente una rete di relazioni, anche informale, può offrire quel riconoscimento sociale che aiuta a ricostruire il senso di sé, mentre dedicare tempo allo studio o alla pratica nella nuova area professionale contribuisce a sviluppare competenze. È utile ricordare che l'identità non coincide con un singolo ruolo professionale ma è la somma di valori, esperienze e relazioni che restano validi anche durante una transizione.

Costruire una nuova identità professionale è un processo che può richiedere mesi, a volte anni, non giorni. È importante ricordare che il ritmo con cui ci si sta muovendo va bene, anche se sembra lento. Il riconoscimento sociale e la sensazione di essere competente si ricostruiscono nel tempo, attraverso piccoli passi ripetuti, non con un cambiamento improvviso, e attraversare questa fase può offrire uno spazio per riflettere su ciò che si desidera sul piano professionale e personale, senza che sia necessario arrivare subito a una definizione stabile di sé.

Domande frequenti sulla terapia

Con Unobravo potrai svolgere terapia psicologica individuale o terapia di coppia, a seconda delle tue necessità. Per esempio, la terapia individuale dopo un tradimento può essere utile per migliorare la comunicazione e affrontare le sfide personali che influenzano le dinamiche relazionali. La scelta, dopo un tradimento, della terapia individuale o di coppia dipende dalle esigenze di ciascuna persona.

Un percorso di terapia individuale può offrire uno spazio sicuro per esplorare le proprie emozioni e i propri comportamenti insieme a un professionista della salute mentale.

Anche se non è sempre semplice capire come iniziare un percorso psicologico, con Unobravo non dovrai preoccuparti di come scegliere uno psicologo. Ti basterà compilare il questionario e incontrare nel primo colloquio gratuito lo psicologo che ti è stato assegnato tra gli psicologi Unobravo.
Se sarà il professionista adatto a te, inizierete insieme un percorso creato su misura per te.

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Con Unobravo ogni seduta ha un prezzo fisso e accessibile di 49 € e puoi incontrare il tuo psicologo anche in viaggio, in vacanza o in una pausa dal lavoro, senza investire tempo e denaro per gli spostamenti.

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A decidere quanto dura un percorso psicologico sarete tu e il tuo Unobravo: ogni persona è unica, così come lo sarà il viaggio verso il tuo benessere psicologico.

Ogni processo terapeutico è unico e la motivazione o la necessità di iniziare un percorso di terapia varia da persona a persona. È importante ricordare che andare in terapia non solo aiuta ad affrontare le difficoltà e a trattare i disturbi, ma sostiene anche chi desidera intraprendere un percorso di crescita personale e fornisce strumenti e strategie utili per migliorare il benessere quotidiano.

È importante ricordare che fare terapia non è un segno di debolezza ma di cura di sé, quindi non c'è bisogno di aspettare di raggiungere il nostro limite per chiedere aiuto.

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