Cerchi supporto per temi legati alla sessualità?
Trova il tuo psicologo
Valutato Eccellente su Trustpilot
Blog
/
Sessualità
5
minuti di lettura

Come educare al sesso

Come educare al sesso
Chiara Maria Bianchi
Psicologa ad orientamento Sistemico-Relazionale
Redazione
Unobravo
Articolo revisionato dalla nostra redazione clinica
Ultimo aggiornamento il
20.12.2025
Come educare al sesso
Iscriviti alla newsletter
Se ti è piaciuto, condividilo

Vivi la sessualità in modo sano e consapevole

Unobravo è la piattaforma di psicologia online leader in Italia. Compila il questionario per trovare lo psicologo più adatto alle tue esigenze.

Trova il tuo psicologo
  • 100% online, flessibile e sicuro
  • Incontro conoscitivo gratuito
  • Già scelto da oltre 400.000 pazienti
9.000+ psicologi sulla piattaforma

La sessualità è un aspetto dello sviluppo che coinvolge la persona a vari livelli – sensoriale, sociale, cognitivo, affettivo, morale ed emotivo – e pertanto è un tema che non si può trascurare nel corso della crescita e dell’educazione di bambini e ragazzi. Parlare di sessualità ai bambini e agli adolescenti è un compito educativo molto importante. Tuttavia, spesso l’educazione sessuale viene delegata alle immagini erotiche (o addirittura pornografiche) presenti sui social network.

Perché è difficile parlare di sessualità?

I genitori e gli adulti spesso provano un profondo imbarazzo quando si trovano ad affrontare temi legati al sesso, alla riproduzione, all’amore e all’attrazione sessuale. La vergogna e la difficoltà nel parlare di sessualità possono derivare da molteplici fattori: il sesso rappresenta ancora un tabù familiare, contribuendo a mantenere un velo di segretezza sull’argomento; i pregiudizi sul sesso, spesso tramandati di generazione in generazione, possono ostacolare un confronto aperto; inoltre, il timore di non essere competenti può generare situazioni di disagio sia per gli adulti che per i ragazzi. A questi si aggiungono i sentimenti di dispiacere dei genitori nel riconoscere che i propri figli stanno crescendo, così come la paura di accelerare lo sviluppo sessuale del bambino o dell’adolescente. Fattori personali e culturali, come il senso del pudore, la moralità e le convinzioni religiose, giocano anch’essi un ruolo importante. Tra le barriere principali emerse, vi sono la percezione che i figli siano troppo giovani per affrontare certi discorsi e la mancanza di conoscenze adeguate su come parlarne (Wilson et al., 2010).

Matthiew Stern - Unsplash

Quando parlare di sessualità?

Come ci ha insegnato S. Freud, la sessualità non appartiene solo al mondo degli adulti, ma anche a quello dei bambini. Pensiamo ad esempio a quello che avviene durante il complesso di Edipo, fase in cui la libido cresce e si evolve. Per questo motivo l’educazione all'affettività e alla sessualità non dovrebbe iniziare solo durante la pubertà, quell’età in cui, ad esempio, avviene la prima mestruazione o si inizia una nuova scoperta del proprio corpo con la masturbazione. Sarebbe utile iniziare a parlare di sessualità a partire dai due anni di età e continuare a farlo, a livello informativo, almeno fino al termine dell'adolescenza.

Parlare di sesso non significa solo parlare del rapporto sessuale. La sessualità è un argomento molto ampio che riguarda:

  • le differenze anatomiche tra maschi e femmine
  • l’amore e l’attrazione fisica
  • il rapporto con il proprio corpo
  • le fasi della crescita e la salute sessuale
  • l’orientamento sessuale (ad esempio eterosessuale, sapiosessuale, demisessuale, pansessuale, omosessuale o bisessuale) e l’identità di genere.
  • il consenso

Parlare di sessualità è possibile ogni volta che l’argomento emerge spontaneamente dalle conversazioni, da un libro, da un film oppure da una notizia giornalistica. È importante affrontare il tema con naturalezza e dedicargli lo stesso spazio che si riserva ad altri argomenti. In questo modo si anticipano alcune domande, spesso già presenti nella mente dei bambini e dei ragazzi, facilitando il dialogo e la conversazione.

Linee guida internazionali sull’educazione sessuale: cosa suggeriscono

Affrontare il tema della sessualità con i bambini può sembrare complesso, ma esistono linee guida internazionali che aiutano a orientarsi. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e l’UNESCO, ad esempio, raccomandano di iniziare l’educazione sessuale già nella prima infanzia, adattando i contenuti all’età e al livello di sviluppo del bambino.

Secondo le "International Technical Guidance on Sexuality Education" dell’UNESCO (2018), l’educazione sessuale dovrebbe essere un processo continuo che accompagna la crescita, fornendo informazioni chiare e scientificamente corrette su corpo, emozioni, relazioni e rispetto reciproco. Questo approccio può aiutare a prevenire la disinformazione e a promuovere il benessere psicofisico dei più piccoli.

Come parlare di sessualità?

Per affrontare qualsiasi tema legato alla sessualità, un approccio che preveda delicatezza e discrezione è l’ideale, mostrando un ascolto empatico e accogliente.

Ecco alcuni suggerimenti utili quando si intraprende una conversazione sulla sessualità:

  • Accogliere positivamente tutte le curiosità;
  • Rispettare la privacy: anche se può essere divertente raccontare ad amici e familiari le confidenze ricevute, è fondamentale astenersi da questa pratica, che denota mancanza di rispetto;
  • Rispettare i tempi di sviluppo, utilizzando una terminologia adeguata all'età. Si può cominciare a parlare del corpo quando i bambini sono ancora piccoli e, superata la prima infanzia, si può iniziare a usare i nomi corretti delle varie parti del corpo: pene, testicoli, scroto, vulva, vagina, seno, ecc.
  • Affrontare precocemente il tema della sessualità, e in particolare della salute sessuale, non accelera il processo di sessualizzazione; al contrario, consente di prevenire la necessità di “correre ai ripari” quando ormai è troppo tardi. È fondamentale spiegare fin da subito a ragazzi e ragazze le dinamiche che regolano i rapporti sessuali sani, affrontando temi come il consenso sessuale, la prevenzione, le malattie sessualmente trasmissibili e l’importanza della contraccezione. Numerosi studi hanno dimostrato che l’educazione sessuale è efficace nel prevenire e ridurre i rischi di gravidanza adolescenziale, HIV e altre infezioni sessualmente trasmesse, sia nei bambini e adolescenti sani sia in quelli con condizioni croniche o disabilità (Breuner et al., 2016) .

Esempi pratici di risposte alle domande dei bambini per fascia d’età

Ogni età porta con sé domande diverse sulla sessualità. Adattare il linguaggio e i contenuti è fondamentale per rispondere in modo efficace e rassicurante.

  • 2-5 anni: In questa fase i bambini sono curiosi del proprio corpo e di quello degli altri. Una domanda tipica potrebbe essere: "Perché i maschi e le femmine sono diversi?". Una risposta semplice e adatta potrebbe essere: "Il corpo di ogni persona è unico. I maschi e le femmine hanno alcune parti del corpo diverse, come il pene e la vulva, e tutte le parti sono importanti e normali".
  • 6-9 anni: I bambini iniziano a chiedere come nascono i bambini. Una possibile domanda: "Come si fanno i bambini?". Una risposta efficace potrebbe essere: "Quando due persone si vogliono bene e decidono di avere un bambino, una parte della mamma e una parte del papà si uniscono e così inizia a crescere un bambino nella pancia della mamma".
  • 10-13 anni: In questa fascia d’età possono emergere domande su cambiamenti fisici e relazioni. Ad esempio: "Perché il mio corpo sta cambiando?". Una risposta rassicurante: "Durante la crescita, il corpo cambia per diventare adulto. Questi cambiamenti sono normali e succedono a tutti, anche se in momenti diversi".
  • 14 anni e oltre: Gli adolescenti possono chiedere informazioni su emozioni, relazioni e sessualità. Una domanda frequente: "Come faccio a sapere se sono pronto per una relazione?". Una risposta utile potrebbe essere: "Sentirsi pronti significa ascoltare i propri sentimenti e rispettare i propri limiti. È importante parlare con qualcuno di cui ti fidi se hai dubbi o domande".

Rispondere in modo chiaro, senza giudizio e con parole adatte all’età può aiutare i bambini a sentirsi accolti e a sviluppare un rapporto sano con la propria sessualità.

Cosa evitare quando si parla di sessualità

Ogni volta che si affronta un tema legato a sesso e amore, ecco cosa sarebbe meglio evitare:

  • Atteggiamenti sprezzanti o che sminuiscano il desiderio di conoscenza dei bambini o ragazzi;
  • Atteggiamenti punitivi o rimproveri (“non si parla di queste cose!”);
  • Espressioni per liquidare l’argomento (“non sono cose che ti riguardano”);
  • Anticipare nuove tematiche prima ancora che sia nata la curiosità per quell’argomento;
  • Dare per scontato l’orientamento sessuale o l’identità di genere: anche le domande sull'orientamento sessuale o sull’identità di genere andrebbero accolte con assoluta normalità;
  • Delegare a internet o alla scuola l’educazione sessuale: non può esserci educazione sessuale senza informazione sessuale, ciò significa che possiamo promuovere una gestione responsabile della sessualità solamente attraverso una corretta informazione.
Cottonbro - Pexels

Errori comuni da evitare e perché possono essere dannosi

Nel parlare di sessualità ai bambini, alcuni errori possono avere conseguenze negative sul loro sviluppo emotivo e sulla percezione di sé.

  • Evitare o ignorare le domande: non rispondere alle curiosità dei bambini può farli sentire in colpa o spingerli a cercare risposte altrove, spesso in fonti poco affidabili.
  • Usare termini vaghi o misteriosi: frasi come "te lo spiegherò quando sarai grande" possono aumentare la confusione e la sensazione che la sessualità sia un argomento proibito.
  • Trasmettere ansia o vergogna: mostrare disagio o imbarazzo può far percepire la sessualità come qualcosa di sbagliato o di cui vergognarsi.
  • Imporre stereotipi di genere: attribuire ruoli o comportamenti "da maschio" o "da femmina" limita la libertà di espressione e può creare insicurezze.
  • Minimizzare o ridicolizzare le domande: sminuire la curiosità dei bambini può bloccare il dialogo e farli sentire giudicati.

Evitare questi errori può aiutare a costruire un clima di fiducia e apertura, fondamentale per un’educazione sessuale sana e rispettosa.

Cosa fare se l’imbarazzo ci blocca?

Se non sappiamo come introdurre l’argomento, possiamo iniziare in modo indiretto, ad esempio lasciando in casa dei libri (adatti all'età del bambino o ragazzo) che trattano la sessualità, così che possano essere letti e sfogliati liberamente. In alternativa, si può parlare di sessualità quando si è in macchina o mentre si svolgono altre attività, evitando così il contatto oculare che può creare disagio.

E se non so rispondere a una domanda?

Per fare educazione sessuale non è necessario sapere tutto. In questi casi si può semplicemente essere sinceri nel dire che non si conosce la risposta e che ci si informerà per loro oppure insieme a loro.

E se dovesse usare parole volgari e inadeguate?

È possibile invitare e suggerire parole più appropriate: evitare la volgarità non significa necessariamente dover evitare l’argomento!

E se in tv parlano di sessualità?

Prendere spunto da argomenti emersi nei telegiornali, nelle interviste a personaggi famosi o nei fatti di cronaca può aiutare a fare discorsi, anche "ipotetici" (“se tu ti trovassi nella situazione in cui si è trovato il personaggio di questo film, come ti saresti comportato? Perché è bene comportarsi in quel modo oppure no?”).

L’importanza dell’educazione sessuale precoce: dati e rischi della disinformazione

L’educazione sessuale precoce rappresenta uno strumento fondamentale per promuovere la salute e il benessere dei bambini. Secondo una ricerca dell’UNESCO, i bambini che ricevono un’educazione sessuale adeguata fin dalla scuola primaria tendono a sviluppare relazioni più sane, a riconoscere i propri limiti e a prevenire comportamenti a rischio (UNESCO, 2018) . In Italia, dati recenti mostrano che il 21,6% dei ragazzi e il 18,4% delle ragazze di 15 anni hanno già avuto un rapporto sessuale completo (Nardone et al., 2024), sottolineando l’importanza di fornire strumenti educativi adeguati già in giovane età. Al contrario, la mancanza di informazioni può esporre i più giovani a rischi quali la diffusione di miti, la vulnerabilità a contenuti inappropriati online e la difficoltà nel riconoscere situazioni di abuso. L’Organizzazione Mondiale della Sanità evidenzia che una comunicazione aperta e continua tra adulti e bambini riduce la probabilità che i più giovani cerchino risposte su internet o tra i coetanei, dove le informazioni possono essere distorte o non adatte alla loro età (World Health Organization, 2010). Investire nel dialogo e nell’educazione sessuale contribuisce a proteggere i bambini, rafforzare la loro autostima e aiutarli a crescere con una visione positiva e consapevole della propria sessualità.

Quando chiedere aiuto

I giovani ricevono in continuazione informazioni contraddittorie e si trovano esposti a una moltitudine di esperienze. Se abituati a parlare di questi argomenti con gli adulti, potranno con più facilità vivere serenamente la propria sessualità.

Come genitori o figure coinvolte nell’educazione di un bambino o ragazzo, potremmo trovarci in difficoltà nell’affrontare tutte queste tematiche. Se sentiamo di aver bisogno di un aiuto esterno, è sempre possibile rivolgersi a un professionista, come uno psicologo o psicologa online Unobravo.

Il ruolo dello psicologo sarà di accompagnare gli adulti nel trovare la modalità comunicativa più efficace per educare alla sessualità e, al contempo, sostenere emotivamente l’adulto, il bambino/ragazzo o la famiglia.

Come possiamo aiutarti?

Come possiamo aiutarti?

Trovare supporto per la tua salute mentale dovrebbe essere semplice

Valutato Eccellente su Trustpilot
Vorrei...
Iniziare un percorsoEsplorare la terapia onlineLeggere di più sul tema

FAQ

Hai altre domande?
Parlare con un professionista potrebbe aiutarti a risolvere ulteriori dubbi.

Collaboratori

Chiara Maria Bianchi
Professionista selezionato dal nostro team clinico
Psicologa ad orientamento Sistemico-Relazionale
No items found.

Condividi

Se ti è piaciuto, condividilo
Iscriviti alla newsletter
Trova il tuo psicologo

Come capire se si soffre di dipendenza sessuale?

Fare un test psicologico può aiutare ad avere maggiore consapevolezza del proprio benessere.