Confronto con i social e insoddisfazione corporea: come migliorare il rapporto con il proprio corpo?

Chiudo Instagram e mi sento improvvisamente sbagliata
Guardo le loro foto e penso che io non sarò mai così
Ti è mai capitato di posare il telefono dopo aver scorso decine di foto e sentirti improvvisamente a disagio con il tuo corpo? Magari poco prima stavi bene, e all'improvviso ti sembra di non essere abbastanza.
Scorrere frequentemente immagini di corpi presentati come ideali può favorire, in alcune persone, il confronto con il proprio aspetto anche in modo poco consapevole.
È importante ricordare che l'immagine corporea non è solo ciò che vedi allo specchio. È un intreccio di pensieri, percezioni ed emozioni legati al tuo corpo, che si costruisce nel tempo.
Per molte persone, un like ricevuto o mancato può diventare una sorta di metro con cui misurare il proprio valore. E questa sensazione di essere osservati non si spegne davanti allo schermo ma può riaffacciarsi in palestra, al supermercato o durante una cena con gli amici.
Se ti riconosci in tutto questo, sappi che non sei solo. Proviamo a capire meglio cosa succede.
Le radici del disagio
Cosa alimenta il confronto continuo
Da ragazzo mi prendevano in giro, e quelle foto me lo ricordano
Mi confronto sempre con chi sembra perfetta
Comprendere a fondo perché certe immagini ci feriscono così tanto non è sempre immediato. Quando il disagio verso il proprio corpo diventa persistente, esplorarne le origini può risultare più semplice con l'aiuto di uno/a psicologo/a, che può offrire strumenti su misura per il tuo benessere.
Proviamo, intanto, a esplorare insieme alcune possibili ragioni che sono alla base del malessere che può nascere dal confronto con i corpi visti sui social.
Il meccanismo del confronto
- Il confronto con persone percepite come esteticamente più vicine a un ideale desiderato può, in alcune situazioni, alimentare insoddisfazione e senso di inadeguatezza
- Gli algoritmi possono proporre ripetutamente contenuti simili a quelli con cui interagiamo, aumentando l'esposizione a determinati modelli estetici
- L'uso diffuso di filtri e fotoritocco rende sottile il confine tra immagine reale e immagine costruita, alimentando un senso di inadeguatezza di fronte a standard falsati
Ridursi alla sola immagine
- La cultura visiva dei social può portare a giudicarsi solo per l'aspetto fisico, mettendo in secondo piano le proprie qualità e i propri valori
- Ci si può abituare a guardarsi come dall'esterno, come se il corpo fosse qualcosa da valutare e correggere continuamente
Ferite del passato che si riaprono
- Chi ha ricevuto commenti feriti sul proprio corpo può trovare nei social un terreno che riattiva quelle esperienze
- L'esposizione frequente a immagini legate a determinati standard estetici può contribuire a riattivare o mantenere pensieri ed emozioni legati a precedenti esperienze negative con il proprio corpo

Momenti di vita quotidiana
Situazioni in cui potresti riconoscerti
Ho rinunciato al mare quest'estate per non mostrarmi
Modifico ogni foto dieci volte prima di postarla
A volte è più facile riconoscere una dinamica quando la vediamo raccontata in scene concrete. Ecco alcune situazioni in cui potresti ritrovarti.
Il confronto davanti allo schermo
- Passare molto tempo a confrontare le proprie foto con quelle patinate di influencer o conoscenti, notando solo ciò che percepisci come difetto
- Sentire l'umore calare improvvisamente dopo aver scorso contenuti di fitness o bellezza estrema
- Controllare più volte il tuo corpo allo specchio o tramite foto dopo esserti esposto a immagini idealizzate online
Il timore di mostrarsi
- Provare disagio prima di pubblicare una foto, modificandola più volte con i filtri per sentirti all'altezza
- Rimandare o annullare l'idea di andare in spiaggia o in piscina per paura di essere giudicato
- Evitare la palestra nei momenti di maggiore affluenza, temendo gli sguardi altrui
Quando influenza le abitudini
- Interiorizzare frasi o modelli estetici visti online al punto da modificare in modo rigido l'alimentazione o l'esercizio fisico
- Impostare regole molto severe verso te stesso ispirandoti a ciò che vedi, con la sensazione di non essere mai abbastanza
Il tuo rapporto con il cibo e con il corpo a volte ti pesa?
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Strategie pratiche
Come costruire un rapporto più sereno
Ho smesso di seguire chi mi faceva sentire inadeguato
Parlarne in terapia mi ha alleggerita molto
Fare una selezione consapevole dei contenuti
Puoi provare a osservare come ti senti dopo aver seguito certi profili. Se alcuni generano regolarmente insoddisfazione, potresti valutare di smettere di seguirli. In questo modo il tuo feed può diventare uno spazio più gentile.
Cercare rappresentazioni più varie
Potresti seguire pagine che valorizzano la diversità dei corpi. Esporsi a immagini più realistiche e differenti tra loro può aiutare a bilanciare l'idea che esista un solo modello estetico possibile.
Rivolgerti a te stesso con gentilezza
Quando ti accorgi di essere molto critico, puoi provare a chiederti come parleresti a un amico nella tua stessa situazione. Coltivare l'auto-compassione può ammorbidire, poco alla volta, il tono con cui ti giudichi.
Ricordare cosa c'è dietro un'immagine
Può aiutare tenere presente che molte foto sono il risultato di pose, luci e ritocchi studiati. Non raccontano la quotidianità reale delle persone, ma una versione costruita e selezionata.
Concederti pause dai social
Potresti individuare i momenti in cui ti senti più vulnerabile, ad esempio prima dei pasti, e provare a mettere il telefono da parte. Anche brevi pause consapevoli possono aiutarti a ritrovare un po' di respiro.
Dare spazio ai pensieri attraverso la scrittura
Puoi provare a scrivere ciò che senti quando il disagio si presenta. Mettere su carta pensieri ed emozioni legati al corpo può aiutarti a osservarli con maggiore distanza.
Prendere in considerazione un percorso di psicoterapia
Quando il malessere verso il proprio corpo diventa persistente, un percorso con uno/a psicologo/a può offrire uno spazio per sentirsi capiti e sostenuti. Non è necessario aspettare che la situazione diventi molto difficile per chiedere supporto. La terapia può rappresentare uno spazio di crescita in cui esplorare, insieme a una figura esperta, le radici del rapporto con la tua immagine.
Parla di come ti senti a uno psicologo online
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Uno sguardo più autentico
Il tuo valore va oltre lo schermo
Sto imparando a non misurarmi con i like
Il mio corpo è molto più delle foto che vedo
Il rapporto con il tuo corpo si costruisce attraverso ciò che pensi, senti e vivi ogni giorno, non solo attraverso le immagini che scorri online.
L'impatto dei social sull'immagine corporea può variare in base a diversi fattori, tra cui il tipo di contenuti visualizzati, la frequenza di utilizzo e il modo in cui ciascuna persona vive il confronto con gli altri. Riconoscere il meccanismo del confronto è già un primo passo importante per allentarne la presa.
Coltivare la consapevolezza di sé può aiutarti a distinguere il tuo valore personale dalle reazioni ricevute sui social. E un uso più selettivo delle piattaforme può contribuire a un'immagine corporea più autentica e meno condizionata da standard esterni.
Se il disagio diventa persistente e fatica a lasciarti andare, chiedere un supporto psicologico può fare la differenza. Prendersi cura di come ti senti con il tuo corpo è un modo prezioso per prenderti cura di te.
Il passo successivo, se ti senti pronto/a
La terapia psicologica non è solo per chi attraversa un momento di crisi. È uno spazio di ascolto per prenderti cura del tuo benessere mentale.
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FAQ
Domande frequenti
Perché il confronto sui social peggiora il rapporto con il proprio corpo?
Il confronto con persone percepite come esteticamente più vicine a un ideale desiderato può, in alcune situazioni, alimentare insoddisfazione e senso di inadeguatezza. Gli algoritmi possono proporre ripetutamente contenuti simili a quelli con cui interagiamo, aumentando l'esposizione a determinati modelli estetici. L'uso diffuso di filtri e fotoritocco rende sottile il confine tra immagine reale e immagine costruita, alimentando un senso di inadeguatezza di fronte a standard falsati. La cultura visiva dei social può portare a giudicarsi solo per l'aspetto fisico, mettendo in secondo piano le proprie qualità e i propri valori, abituandoci a guardarci come dall'esterno, come se il corpo fosse qualcosa da valutare e correggere continuamente.
Quali sono i segnali che indicano un disagio legato al confronto con i corpi sui social?
Alcuni segnali riguardano il passare molto tempo a confrontare le proprie foto con quelle patinate di influencer o conoscenti, notando solo ciò che si percepisce come difetto, oppure sentire l'umore calare improvvisamente dopo aver scorso contenuti di fitness o bellezza estrema. Ci si può ritrovare a controllare più volte il proprio corpo allo specchio o tramite foto dopo essersi esposti a immagini idealizzate online. Altri segnali sono il disagio prima di pubblicare una foto, modificandola più volte con i filtri per sentirsi all'altezza, o il rimandare l'idea di andare in spiaggia o in piscina per paura di essere giudicati, evitando la palestra nei momenti di maggiore affluenza.
Il confronto sui social può riattivare esperienze negative del passato legate al corpo?
Sì, chi ha ricevuto commenti feriti sul proprio corpo può trovare nei social un terreno che riattiva quelle esperienze. L'esposizione frequente a immagini legate a determinati standard estetici può contribuire a riattivare o mantenere pensieri ed emozioni legati a precedenti esperienze negative con il proprio corpo. Comprendere a fondo perché certe immagini feriscono così tanto non è sempre immediato, e quando il disagio verso il proprio corpo diventa persistente, esplorarne le origini può risultare più semplice con l'aiuto di uno psicologo, che può offrire strumenti su misura per il benessere della persona.
Il confronto sui social può influenzare l'alimentazione o l'esercizio fisico?
Sì, può accadere di interiorizzare frasi o modelli estetici visti online al punto da modificare in modo rigido l'alimentazione o l'esercizio fisico. Si possono impostare regole molto severe verso sé stessi ispirandosi a ciò che si vede online, con la sensazione di non essere mai abbastanza. Questo rientra tra le situazioni in cui il confronto con i corpi visti sui social smette di restare confinato allo schermo e comincia a influenzare le abitudini quotidiane, mostrando quanto il rapporto con la propria immagine si costruisca anche attraverso comportamenti concreti legati al corpo.
Cosa significa davvero avere una buona immagine corporea?
L'immagine corporea non è solo ciò che si vede allo specchio, ma un intreccio di pensieri, percezioni ed emozioni legati al proprio corpo, che si costruisce nel tempo. Il rapporto con il corpo si costruisce attraverso ciò che si pensa, si sente e si vive ogni giorno, non solo attraverso le immagini che si scorrono online. Coltivare la consapevolezza di sé può aiutare a distinguere il proprio valore personale dalle reazioni ricevute sui social, riconoscendo che il proprio valore va oltre lo schermo e che il corpo è molto più delle foto che si vedono.
Quando è il caso di chiedere aiuto per il disagio legato all'immagine corporea?
Quando il malessere verso il proprio corpo diventa persistente, un percorso con uno psicologo può offrire uno spazio per sentirsi capiti e sostenuti. Non è necessario aspettare che la situazione diventi molto difficile per chiedere supporto. La terapia può rappresentare uno spazio di crescita in cui esplorare, insieme a una figura esperta, le radici del rapporto con la propria immagine. Se il disagio diventa persistente e fatica a lasciare andare, chiedere un supporto psicologico può fare la differenza, perché prendersi cura di come ci si sente con il proprio corpo è un modo prezioso per prendersi cura di sé.
Domande frequenti sulla terapia
Quanti tipi di terapia ci sono in Unobravo?
Con Unobravo potrai svolgere terapia psicologica individuale o terapia di coppia, a seconda delle tue necessità. Per esempio, la terapia individuale dopo un tradimento può essere utile per migliorare la comunicazione e affrontare le sfide personali che influenzano le dinamiche relazionali. La scelta, dopo un tradimento, della terapia individuale o di coppia dipende dalle esigenze di ciascuna persona.
Cos'è e in cosa consiste la terapia individuale con Unobravo?
Un percorso di terapia individuale può offrire uno spazio sicuro per esplorare le proprie emozioni e i propri comportamenti insieme a un professionista della salute mentale.
Anche se non è sempre semplice capire come iniziare un percorso psicologico, con Unobravo non dovrai preoccuparti di come scegliere uno psicologo. Ti basterà compilare il questionario e incontrare nel primo colloquio gratuito lo psicologo che ti è stato assegnato tra gli psicologi Unobravo.
Se sarà il professionista adatto a te, inizierete insieme un percorso creato su misura per te.
Terapia online: perché sceglierla?
Con uno psicologo online Unobravo puoi prenderti cura di te ovunque tu sia. Potrai utilizzare l'app o la Web App per fissare i tuoi appuntamenti, svolgere le sedute, chattare con il tuo psicologo ed effettuare pagamenti sicuri.
Tutto comodamente online, utilizzando qualsiasi dispositivo e collegandoti dove e quando vuoi.
Quali sono i prezzi della terapia individuale?
Il prezzo dello psicologo in presenza può variare molto, senza contare il tempo e il costo per raggiungere lo studio del professionista.
Con Unobravo ogni seduta ha un prezzo fisso e accessibile di 49 € e puoi incontrare il tuo psicologo anche in viaggio, in vacanza o in una pausa dal lavoro, senza investire tempo e denaro per gli spostamenti.
Per connetterti con il tuo benessere psicologico ti basterà solo un click.
Quanto dura un percorso di terapia individuale?
A decidere quanto dura un percorso psicologico sarete tu e il tuo Unobravo: ogni persona è unica, così come lo sarà il viaggio verso il tuo benessere psicologico.
Come faccio a sapere se ho bisogno di fare terapia?
Ogni processo terapeutico è unico e la motivazione o la necessità di iniziare un percorso di terapia varia da persona a persona. È importante ricordare che andare in terapia non solo aiuta ad affrontare le difficoltà e a trattare i disturbi, ma sostiene anche chi desidera intraprendere un percorso di crescita personale e fornisce strumenti e strategie utili per migliorare il benessere quotidiano.
È importante ricordare che fare terapia non è un segno di debolezza ma di cura di sé, quindi non c'è bisogno di aspettare di raggiungere il nostro limite per chiedere aiuto.
E ora?
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