Salute mentale
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Meteoropatia: cos’è, come si manifesta e come si cura

Meteoropatia: cos’è, come si manifesta e come si cura
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Enrico Reatini
Redazione
Psicologo ad orientamento Cognitivo-Comportamentale
Unobravo
Articolo revisionato dalla nostra redazione clinica
Pubblicato il
23.10.2023

L’idea che possa esistere un legame tra i fattori meteorologici e la salute psicofisica è documentata fin dai tempi di Ippocrate ma, per secoli, non è stata supportata da evidenze scientifiche. 

A oggi, il repentino aumento di persone che manifestano disagi legati a fattori ambientali ha risvegliato l’interesse scientifico su questo tema e ha portato a interessanti risvolti che riguardano tanto il cambiamento meteorologico quanto le nostre abitudini. 

Il cambiamento di umore in base al tempo o il risentire fisicamente di disturbi e dolori quando cambia il tempo, è definito meteoropatia. Approfondiamo il tema in questo articolo.

cambio umore in base al tempo
Cottonbro Studio - Pexels

Che cos'è la meteoropatia?

Il significato di meteoropatia ha origini greche: la parola (e il relativo aggettivo meteoropatico) derivano da meteoron, "alto nel cielo" e pathos, “malattia”.

La meteoropatia rappresenta una sindrome costituita da sintomi psicofisici legati a cambiamenti graduali o improvvisi dei fattori meteorologici in una determinata area. Tra questi fattori troviamo temperatura, umidità, pressione barometrica e luminosità. 

A oggi, risulta molto difficile definire l’esatta incidenza di questa condizione nella popolazione mondiale. Nonostante ciò, i dati forniti dall’equipe del Dott. Balsamo dell’Università degli Studi di Milano [1] confermano che i sintomi sono più manifesti e persistenti nei soggetti con disturbi neurologici e in presenza di:

  • ansia
  • stress
  • ipertensione
  • malattia coronarica
  • artropatia 
  • ipertiroidismo.

Meteoropatia e Disturbo Affettivo Stagionale

Risulta fondamentale sottolineare come meteoropatia e Disturbo Affettivo Stagionale (SAD) rappresentano due condizioni differenti

Nonostante queste due realtà vengano spesso sovrapposte, la SAD indica una forma di depressione maggiore ricorrente con andamento stagionale (ne è un esempio la depressione estiva, acuita a volte da caldo e ansia).

La meteoropatia, invece, indica la sindrome propria di quelle persone che vivono lo sviluppo o il peggioramento (in questo caso si parla di meteoropatia secondaria) di sintomi psicofisici come conseguenza di cambiamenti meteorologici.

Ne sono un esempio l’emicrania o i giramenti di testa con il cambio di stagione, che possono essere sintomi di quella che viene chiamata “meteoropatia di primavera o stagionale”.

Sintomi fisici e psicologici della meteoropatia

Non è raro sentir dire alla persona meteoropatica “quando cambia il tempo mi sento male”. Ma quali sono i sintomi della meteoropatia? Durante i periodi in cui il meteo cambia più repentinamente, possono manifestarsi sintomi come:

  • emicrania 
  • affaticamento psicofisico 
  • sbalzi d'umore 
  • ridotto desiderio sessuale
  • ridotta capacità di concentrazione 
  • apatia  
  • astenia
  • irritabilità 
  • insonnia
  • esacerbazione di disturbi psicologici preesistenti 
  • esacerbazione di sintomi organici preesistenti
  • ronzio nell’orecchio
  • ansia
  • deflessione dell’umore
  • battito cardiaco accelerato
  • difficoltà respiratorie.

Questi sintomi si manifestano solitamente tra  le 24 e le 48 ore prima di un cambiamento meteorologico e scompaiono quando l'organismo si adatta alle nuove condizioni dell’ambiente.

Perché possiamo provare dolore fisico quando cambia il tempo?

Dolori articolari quando cambia il tempo, dolore a vecchie fratture e sensazione di dolore come se si avessero le ossa rotte. “Essere metereopatici” può voler dire anche esperire tali fastidi. Ma davvero la meteoropatia può provocare sintomi fisici?

Proprio per il fatto che l’interesse scientifico verso la meteoropatia si è risvegliato solamente negli ultimi anni, non è facile trovare una risposta univoca a questa domanda. Un importante indizio sembra però giungere da un recente lavoro proposto da Hiroshi Bando della Tokushima University [2]. 

Questa ricerca ha evidenziato come, in un gruppo che comprendeva pazienti con artrite reumatoide, fibromialgia, osteoartrite, mal di testa, dolore al collo, spalla rigida e mal di schiena, il dolore derivante da cambiamenti di pressione barometrica veniva effettivamente avvertito, ma era mediato da una diminuzione dell'autoefficacia e da un pensiero di tipo catastrofico

Ciò confermerebbe il ruolo di variabili psicologiche nelle manifestazioni sintomatiche delle persone meteoropatiche.

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David Bartus - Pexels

Le cause della meteoropatia 

Sono diverse le ipotesi che provano a spiegare il fenomeno della meteoropatia e come mai alcune persone risultano più sensibili ai cambiamenti meteorologici rispetto ad altre. A oggi non abbiamo una risposta soddisfacente in tal senso,  ma si stanno rapidamente moltiplicando evidenze di profili fisiologici specifici.  

Uno studio pubblicato da Lotte van Hout [3], evidenzia che di fronte a improvvisi cambiamenti meteorologici, le persone meteoropatiche producono un minor numero di endorfine (associate a sensazioni piacevoli) a favore di una maggior produzione di ormone adrenocorticotropo (associato a ipertensione).

Un ulteriore studio condotto presso la Chubu University dal fisiologo Jun Sato [4] ha mostrato che, nei topi, la meteoropatia può essere collegata all'attività del nucleo vestibolare superiore.

Nello stesso studio, il gruppo di ricerca ipotizza che nella meteoropatia umana possano essere coinvolti l'ipotalamo e il nucleo dell'amigdala.  Ciò indicherebbe che la nostra propensione a provare stress fisico o mentale in seguito ai cambiamenti climatici potrebbe derivare dagli stessi meccanismi cerebrali responsabili della regolazione emotiva.

Quali possono essere le conseguenze psicologiche della meteoropatia?

Un importante studio condotto presso la Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli di Roma [5] ribadisce come il cambiamento climatico può influenzare la salute mentale su diversi livelli, non solo in termini di eco-ansia.

In contesto psichiatrico sono state rilevate evidenze che inserirebbero i fenomeni meteorologici tra i fattori ambientali capaci di influenzare vissuti di disagio psicologico, paura, ansia, depressione, disturbi del sonno, uso di sostanze e suicidio. 

Sono state osservate correlazioni tra le diverse condizioni meteorologiche e il numero di pazienti che accedono al pronto soccorso per sintomi psichiatrici, ed è stato sottolineato il ruolo dei fattori climatici e meteorologici come un importante fattore scatenante per i cambiamenti di umore nel disturbo bipolare

Lo studio riporta, infine, come il clima e le condizioni atmosferiche sembrano influenzare in modo indipendente il comportamento suicidario, sia nei pazienti psichiatrici che nella popolazione generale.

Come curare la meteoropatia

Attualmente non esiste una cura farmacologica specifica ed efficace per la meteoropatia. 

Risulta quindi fondamentale il ruolo della prevenzione psicologica affidandosi a un professionista e diffidando, invece, di diagnosi derivanti da test sulla meteoropatia che si possono trovare sul web.

In primo luogo, all’interno di un percorso terapeutico è possibile ampliare la nostra finestra di tolleranza dello stress, incrementare le nostre capacità di regolazione emotiva e approfondire la nostra consapevolezza psicofisica

In secondo luogo, attraverso l’aiuto di un professionista adeguatamente formato, è possibile gestire la meteoropatia con “rimedi naturali”, apprendendo per esempio, alcune tecniche di rilassamento che possono favorire la gestione dell’ansia come il rilassamento muscolare progressivo e il training autogeno

meteoropatia psicologia
Erica On The Go - Pexels

Consigli per gestire la meteoropatia 

Una recente meta-analisi [6] sullo stato attuale delle nostre conoscenze in termini di meteoropatia, pubblicata sul  prestigioso Journal of  Medicine and Life, ha individuato una serie di agenti terapeutici per la meteoropatia. 

Tra questi, troviamo l'adozione di uno stile di vita sano contraddistinto da frequente e monitorato esercizio fisico, percorsi fisioterapici, una buona dieta e ritmi circadiani che rispettino i nostri bisogni fisiologici

Sarebbe, inoltre, importante riuscire ad aumentare le occasioni di contatto con la natura, attraverso attività all’aria aperta o semplicemente preferendo la luce naturale a quella artificiale. 

Bibliografia

Questo è un contenuto divulgativo e non sostituisce la diagnosi di un professionista.
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