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Salute mentale
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Meteoropatia: quando il meteo influenza umore e corpo

Meteoropatia: quando il meteo influenza umore e corpo
Enrico Reatini
Psicologo ad orientamento Cognitivo-Comportamentale
Articolo revisionato dalla nostra redazione clinica
Ultimo aggiornamento il
23.1.2026
Meteoropatia: quando il meteo influenza umore e corpo
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Con il termine meteoropatia si indica una particolare sensibilità ai cambiamenti del tempo atmosferico, che può tradursi in variazioni dell’umore, dell’energia e del benessere fisico. Non si tratta di “capricci” o di una semplice antipatia per il brutto tempo, ma di una reale vulnerabilità dell’organismo agli sbalzi di luce, temperatura, umidità e pressione. Una recente revisione scientifica mostra infatti che la meteoropatia è ormai considerata una nuova sindrome e non più un semplice mito popolare, e che può influire in modo significativo sulla vita quotidiana, soprattutto nelle persone con disturbi mentali, cardiovascolari e respiratori (Hoxha & Zappacosta, 2023).

Nella meteoropatia i sintomi compaiono o si intensificano in corrispondenza di cambiamenti meteo ben riconoscibili (ad esempio passaggio al cielo coperto, ondate di caldo, bruschi cali di temperatura) e tendono ad attenuarsi quando le condizioni si stabilizzano. Questo legame temporale con il meteo è uno degli elementi che la distingue da altre forme di disagio emotivo più costanti nel tempo.

Meteoropatia e disturbo affettivo stagionale: cosa possono avere in comune

Quando si parla di meteoropatia, spesso si fa riferimento anche al disturbo affettivo stagionale (SAD), una forma di depressione che segue un andamento ciclico legato alle stagioni. Nel SAD i sintomi depressivi compaiono in modo prevedibile in un certo periodo dell’anno (più spesso in autunno-inverno) e si riducono nella stagione opposta.

La meteoropatia può essere vista come uno spettro: alcune persone sperimentano solo lievi oscillazioni dell’umore legate al tempo, altre sviluppano un quadro più intenso e prolungato, compatibile con il SAD descritto nel DSM-5-TR (Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali dell’American Psychiatric Association). In entrambi i casi, il clima e la luce possono agire come fattori scatenanti o amplificatori dei sintomi emotivi e fisici.

Quanto può essere diffusa la meteoropatia

Le stime sulla diffusione della meteoropatia variano perché non esiste un’unica definizione clinica condivisa. Alcuni studi epidemiologici sul disturbo affettivo stagionale riportano che una quota non trascurabile della popolazione presenta sintomi stagionali lievi, mentre una percentuale più ridotta sviluppa forme clinicamente significative, con impatto sul funzionamento quotidiano.

A questo si aggiunge il fatto che, nel complesso, i dati disponibili sulla meteoropatia sono ancora limitati, sia negli studi sperimentali su animali sia nei trial clinici sull’uomo, rendendo difficile definire con precisione la sua prevalenza e le sue cause (Hoxha & Zappacosta, 2023).

Le ricerche indicano che i sintomi legati alle stagioni sono più frequenti nelle aree con inverni lunghi e poca luce naturale, e che le donne sembrano riportare più spesso sintomi meteoropatici rispetto agli uomini, soprattutto in età giovane-adulta. Anche se i numeri precisi cambiano da studio a studio, il quadro complessivo suggerisce che la sensibilità al meteo è un fenomeno comune, che può assumere intensità molto diverse da persona a persona.

I sintomi emotivi della meteoropatia

I sintomi emotivi sono spesso i primi a farsi notare nelle persone che soffrono di meteoropatia e possono manifestarsi con particolare intensità in chi è più sensibile ai cambiamenti del tempo atmosferico. In uno studio condotto su 450 donne tra i 18 e i 70 anni è emersa infatti una forte correlazione positiva tra meteorosensibilità e meteoropatia: le persone che percepiscono maggiormente le variazioni meteorologiche tendono a riportare sintomi più intensi, in particolare astenia, un senso indefinito di malessere e irritabilità (Oniszczenko, 2020).

Questi vissuti emotivi possono essere confusi con “semplice stanchezza” o “giornate no”, ma per chi ne soffre rappresentano un disagio reale, che merita ascolto e comprensione.

  • Tristezza o malinconia: umore più basso, sensazione di pesantezza emotiva, soprattutto con cielo coperto o giornate molto brevi.
  • Irritabilità: maggiore suscettibilità, nervosismo, tendenza a reagire in modo brusco a piccoli stimoli, tipica sia dei cambiamenti improvvisi che delle ondate di caldo.
  • Ansia e agitazione interna: aumento della preoccupazione, sensazione di “non stare bene nella propria pelle”, più frequente con caldo intenso o temporali in arrivo.
  • Perdita di interesse o piacere: attività solitamente piacevoli risultano faticose o poco attraenti nei giorni di peggioramento meteo.

Queste variazioni emotive non sono casuali: seguono spesso un pattern ripetitivo legato alle condizioni atmosferiche, e questo aiuta a riconoscerle come parte della meteoropatia.

Sintomi cognitivi: pensieri e concentrazione

La meteoropatia può influenzare anche il modo di pensare e la capacità di concentrarsi. Tra i sintomi cognitivi più frequenti troviamo:

  • Difficoltà di concentrazione: fatica a mantenere l’attenzione su letture, lavoro o studio, con sensazione di “testa ovattata”.
  • Rallentamento mentale: pensieri più lenti, difficoltà a prendere decisioni o a organizzare le attività quotidiane, soprattutto nelle giornate buie e fredde.
  • Pensieri negativi sul meteo: interpretazioni catastrofiche del tempo (“con questo tempo non riuscirò a fare nulla”, “l’inverno non finirà mai”) che alimentano l’umore depresso.
  • Maggiore rimuginio: tendenza a ripensare continuamente a problemi e preoccupazioni, favorita dal ritiro in casa e dalla riduzione delle attività.

Questi aspetti cognitivi possono amplificare i sintomi emotivi, creando un circolo in cui il meteo diventa il centro di molti pensieri automatici negativi. In questo quadro, alcune ricerche suggeriscono che specifici temperamenti affettivi, in particolare quello ciclotimico e quello ansioso, siano moderatamente associati a una maggiore vulnerabilità ai sintomi meteoropatici, mentre il temperamento ipertimico non sembra aumentarne il rischio (Oniszczenko, 2020).

Sintomi comportamentali: cosa può cambiare nelle azioni quotidiane

La meteoropatia non riguarda solo come ci si sente, ma anche come ci si comporta. Alcuni cambiamenti tipici possono essere:

  • Riduzione delle attività: tendenza a rimandare impegni, uscire meno, ridurre sport e hobby, soprattutto con pioggia prolungata o freddo intenso.
  • Ritiro sociale: meno voglia di vedere amici o familiari, aumento del tempo passato da soli in casa.
  • Aumento o riduzione dell’uso di dispositivi: più tempo sui social o davanti alla TV per “riempire” le giornate grigie, oppure difficoltà a staccarsi dagli schermi la sera.
  • Cambiamenti nelle abitudini alimentari: ricerca di cibi più calorici e dolci in inverno, o al contrario scarso appetito e preferenza per cibi leggeri con il caldo.

Questi comportamenti possono inizialmente sembrare strategie di adattamento, ma se diventano rigidi e prolungati possono mantenere o peggiorare i sintomi meteoropatici.

Sintomi fisici della meteoropatia

Molte persone associano la meteoropatia soprattutto ai disturbi fisici, che possono accompagnare o precedere i cambiamenti di umore. Tra i più frequenti troviamo:

  • Cefalea o emicrania: mal di testa che compare in prossimità di cambiamenti di pressione atmosferica o temporali.
  • Dolori muscolari o articolari: sensazione di rigidità o aumento del dolore in presenza di umidità o freddo.
  • Stanchezza marcata: affaticamento anche dopo sforzi minimi, spesso associato a giornate buie o piovose.
  • Variazioni del sonno: tendenza a dormire di più o di meno a seconda della stagione e delle condizioni climatiche.
  • Alterazioni dell’appetito: aumento o riduzione della fame, spesso con desiderio specifico di carboidrati o cibi freschi.

Questi sintomi fisici non sono “immaginari”: riflettono il modo in cui il corpo reagisce agli stimoli ambientali e alle modifiche dei ritmi biologici interni.

Meteoropatia invernale: i sintomi

Nella meteoropatia invernale, spesso sovrapposta al disturbo affettivo stagionale invernale, i sintomi tipici possono includere:

  • Ipersonnia: bisogno di dormire più ore del solito, difficoltà ad alzarsi al mattino, sonnolenza diurna.
  • Iperfagia: aumento dell’appetito, in particolare per cibi ricchi di carboidrati e zuccheri, con possibile aumento di peso.
  • Stanchezza e rallentamento: sensazione di corpo pesante, movimenti e pensieri più lenti, minore motivazione ad agire.
  • Maggiore sensibilità al freddo e al buio: percezione di non “reggere” le giornate corte, con calo dell’umore già nel tardo pomeriggio.

Questo quadro è spesso descritto come una sorta di “ibernazione forzata”, in cui l’organismo sembra spinto a ridurre l’attività, ma in modo eccessivo e poco funzionale alla vita quotidiana.

Meteoropatia estiva: quando il caldo può peggiorare i sintomi

La meteoropatia estiva può presentare un profilo quasi opposto rispetto a quella invernale. I sintomi più frequenti possono essere:

  • Insonnia: difficoltà ad addormentarsi o risvegli frequenti, spesso legati al caldo notturno e alla difficoltà di trovare una posizione confortevole.
  • Perdita di appetito: scarso interesse per il cibo, sensazione di nausea o pienezza precoce, con possibile calo di peso.
  • Agitazione e irrequietezza: sensazione di “essere su di giri”, difficoltà a rilassarsi, aumento dell’irritabilità.
  • Aumento dell’ansia: preoccupazione per il caldo, per la salute fisica, per la possibilità di non dormire, che può sfociare in veri e propri attacchi di panico.

In questo caso il corpo sembra reagire al caldo eccessivo con una sorta di “sovra-attivazione”, che rende difficile riposare e recuperare energie.

Durata e andamento dei sintomi legati alla meteoropatia

I sintomi della meteoropatia non sono presenti in modo costante, ma seguono un andamento fluttuante. Molte persone riferiscono che i disturbi compaiono o si intensificano nelle 24–72 ore che precedono un cambiamento del tempo (ad esempio l’arrivo di una perturbazione) e si attenuano quando le condizioni si stabilizzano.

Nel caso del disturbo affettivo stagionale, l’andamento è più ampio: i sintomi si presentano in un determinato periodo dell’anno (per esempio da fine autunno a inizio primavera) e tendono a ridursi spontaneamente nella stagione opposta. Riconoscere questo pattern temporale può aiutare a distinguere la meteoropatia da un umore depresso continuo, non legato in modo così stretto alle variazioni climatiche.

Come osservare i propri sintomi meteoropatici

Un passo importante per comprendere la propria meteoropatia può essere imparare a monitorare i sintomi nel tempo. I questionari clinici, come il METEO-Q utilizzato in ambito di ricerca, si basano proprio sull’osservazione sistematica della relazione tra meteo e benessere.

Può essere utile, per alcune settimane, annotare ogni giorno:

  • Umore ed energia: quanto ti senti triste, irritabile o stanco su una scala da 0 a 10.
  • Sonno e appetito: ore dormite, qualità del sonno, variazioni della fame.
  • Sintomi fisici: mal di testa, dolori, tensione muscolare, livello di agitazione.
  • Condizioni meteo: tipo di tempo, temperatura percepita, ore di luce a cui sei esposto.

Se noti un legame ripetitivo e prevedibile tra cambiamenti del tempo e peggioramento dei sintomi, è possibile che la meteoropatia abbia un ruolo rilevante nel tuo benessere.

Perché il meteo può influenzare i sintomi: luce, ormoni e stress

I sintomi meteoropatici possono essere collegati a diversi meccanismi biologici. La riduzione della luce naturale nelle stagioni fredde può alterare la produzione di melatonina, l’ormone che regola il sonno, favorendo sonnolenza diurna e difficoltà di risveglio. Allo stesso tempo, la minore esposizione alla luce può influire sui livelli di serotonina, un neurotrasmettitore coinvolto nella regolazione dell’umore e dell’appetito.

Anche le variazioni di temperatura e pressione atmosferica possono agire come stressor fisici, attivando il sistema di risposta allo stress e contribuendo a sintomi come irritabilità, cefalea o tensione muscolare. In estate, il caldo eccessivo può portare a disidratazione e difficoltà di termoregolazione, che si traducono in stanchezza, agitazione e disturbi del sonno. Questi processi biologici si intrecciano con la storia personale e psicologica di ciascuno, dando forma al quadro specifico di sintomi meteoropatici.

Strategie pratiche per gestire i sintomi legati alla meteoropatia

Pur non potendo controllare il tempo, è possibile intervenire sui sintomi con alcune strategie mirate, costruendo un percorso il più possibile personalizzato. Ad esempio, una revisione della letteratura ha evidenziato che approcci terapeutici multimodali, cioè che combinano esercizi muscolari, interventi farmacologici e trattamenti di tipo naturopatico, hanno mostrato risultati promettenti nel ridurre il dolore nelle persone con meteoropatia, sebbene siano necessari studi più solidi per confermarne l’efficacia (Hoxha & Zappacosta, 2023). Queste evidenze suggeriscono che, pur non esistendo una soluzione unica valida per tutti, è possibile lavorare su più fronti per attenuare il disagio e migliorare la qualità di vita.

  • Esposizione alla luce: nelle stagioni fredde, cercare di esporsi alla luce naturale nelle prime ore del mattino (anche solo 20–30 minuti di passeggiata) può aiutare a regolare sonno e umore.
  • Igiene del sonno: mantenere orari regolari, limitare schermi luminosi prima di dormire, curare la temperatura e l’oscurità della stanza può ridurre l’impatto di caldo o buio sui ritmi del sonno.
  • Piani di attività graduale: programmare in anticipo piccole attività piacevoli o significative nei giorni in cui prevedi un peggioramento del tempo aiuta a contrastare apatia e ritiro.
  • Gestione dei pensieri catastrofici: riconoscere e mettere in discussione frasi come “con questo tempo starò malissimo” può ridurre l’ansia anticipatoria legata alle previsioni meteo.

Adattare queste strategie alla propria situazione permette di ridurre l’intensità dei sintomi e di sentirsi meno in balìa del clima.

Quando il meteo pesa troppo, chiedere aiuto può essere un atto di cura verso di te

Se ti riconosci nei sintomi descritti e senti che il tempo atmosferico condiziona in modo importante le tue giornate, non sei “esagerato” né “debole”: il tuo corpo e la tua mente stanno semplicemente reagendo a stimoli reali. La buona notizia è che non devi affrontare tutto questo da solo. Un percorso psicologico può aiutarti a comprendere meglio il tuo personale rapporto con il meteo, riconoscere i segnali precoci dei cambiamenti di umore e costruire strategie su misura per gestire, in parte, stanchezza, irritabilità, ansia o tristezza legate alle stagioni.

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