Il rapporto dell’uomo con il suo ambiente naturale è stato oggetto di studio già in tempi molto antichi. Nel testo attribuito a Ippocrate Arie acque luoghi si sottolinea l’importanza che il clima, il paesaggio e la qualità dell’acqua hanno sulla salute e lo stretto legame tra individuo e ambiente.
La psicologia ambientale si occupa di analizzare il ruolo dell'ambiente nello sviluppo psicologico della persona (pensiamo, ad esempio, alla correlazione tra caldo e ansia) e di quanto l'uomo sia influenzato dall'ambiente in termini psicologici.
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Psicologia e ambiente: la storia
Quando è nata la psicologia ambientale per come la conosciamo? Il legame tra essere umano e ambiente e l’influenza dell'ambiente nello sviluppo psicologico vengono riconosciuti come branca della psicologia alla fine degli anni Sessanta con una serie di studi svolti soprattutto negli Stati Uniti (la psicologia ambientale si diffonderà in Italia poco più tardi).
Inizialmente, gli studi sul legame tra ambiente e psicologia si occuparono di ambienti “artificiali” e della percezione e valutazione di un ambiente costruito dall’uomo, per poi allargare il campo anche sugli ambienti “naturali”.
Gli studiosi iniziarono ad analizzare l’interazione individuo-ambiente basando il loro approccio di psicologia ambientale su:
- quanto conta la bellezza di un ambiente
- quanto un ambiente fisico possa favorire le interazioni sociali .
Ricercatori come D. Canter, T. Lee, E. Brunswik e K. Lewin furono tra i pionieri nello studio di queste dinamiche, contribuendo a delineare la disciplina così come la conosciamo oggi. Oggi, le ricerche più recenti hanno evidenziato che le caratteristiche degli ambienti in cui viviamo e lavoriamo—come residenze, luoghi di lavoro, ospedali, scuole, carceri e spazi comunitari—influenzano in modo significativo il benessere e i comportamenti delle persone (Sundstrom et al., 1996), ampliando così la prospettiva originaria della psicologia ambientale verso una comprensione sempre più integrata tra ambiente fisico e salute psicologica.
Secondo Brunswik, i fattori ambientali incidono sulla psicologia dell’individuo in modo inconscio, per cui diventa di primaria importanza prestare attenzione alle proprietà del sistema nel quale l’individuo è inserito.
La teoria ambientalista in psicologia deriva dalla psicologia sociale e ha dato vita ad altre discipline specifiche, come quelle basate su:
- architettura e psicologia ambientale (come gli studi di design e progettazione basati sull'ipotesi della biofilia)
- condizionamento ambientale (stimolo ambientale e stimolo naturale generano nuove modalità di apprendimento)
- eugenetica (oggi considerata una prospettiva superata e non scientificamente valida, ma storicamente collegata agli studi di Galton sull’ereditarietà e sull’influenza dell’ambiente)
- l’evoluzionismo studiato da R. Dawkins
Gli stressor ambientali in psicologia ambientale
Lo stress non si verifica soltanto in relazione a un evento ma è il risultato dell’interazione costante tra una persona e il suo ambiente. Ogni individuo mette in atto una serie di processi di valutazione cognitivi e dinamici che:
- influenzano la risposta a ciò che incontra nel suo ambiente
- servono a mettere a punto le strategie che adotterà al fine di relazionarsi all’evento.
Le richieste di uno stressor non restano invariate nel tempo: cambiano costantemente. Al variare di tali richieste seguono valutazioni differenti e differenti modalità di fronteggiamento, che avranno importanti effetti sulla salute, sull’umore e sul funzionamento sociale e psicologico.
Gli individui affrontano una vasta gamma di stressor che ci confermano lo stretto legame tra ambiente e benessere psicologico, ad esempio:
- quelli acuti, come rimanere bloccati nel traffico cittadino nell’ora di punta a causa di un incidente
- quelli cronici, come vivere nei pressi di una raffineria che emette costantemente sostanze tossiche
- quelli in cui si sperimentano gli effetti dei cambiamenti climatici, i quali possono condurre alla solastalgia. La solastalgia è una forma di disagio emotivo causato dalla degradazione dell’ambiente in cui si vive (Albrecht, 2005)
I fattori cronici di stress presentano molte più conseguenze negative per le persone che li subiscono, perché è meno facile evitarli o fare in modo che cessino.
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L'impatto degli ambienti naturali e artificiali sul benessere psicologico
L'ambiente in cui viviamo può influenzare profondamente il nostro benessere psicologico, sia in senso positivo che negativo. Numerosi studi hanno dimostrato che l'esposizione a spazi verdi e ambienti naturali può favorire la riduzione dello stress, migliorare l'umore e sostenere la salute mentale. Ad esempio, una ricerca pubblicata su Nature (Pfeifer et al., 2020) ha evidenziato che trascorrere almeno 120 minuti a settimana in natura è associato a livelli più elevati di benessere e soddisfazione di vita. Inoltre, è stato riscontrato che gli ambienti naturali sono percepiti come significativamente più rigenerativi rispetto agli ambienti urbani, con un effetto stimato da Cohen's d pari a 1,99 (intervallo di confidenza 1,38-2,61) (Menardo et al., 2021)
Al contrario, ambienti artificiali caratterizzati da inquinamento, rumore e sovraffollamento possono aumentare il rischio di sviluppare sintomi ansiosi e depressivi. Secondo uno studio condotto da Sarkar, Webster e Gallacher (2018), vivere in aree urbane con pochi spazi verdi aumenta del 20% il rischio di sviluppare disturbi dell’umore. Questi dati sottolineano l'importanza di considerare la qualità dell'ambiente circostante come fattore chiave per la salute psicologica, sia a livello individuale che collettivo.
Ulteriori ricerche indicano che anche l’esposizione alla natura virtuale — ad esempio attraverso video immersivi o immagini panoramiche — può ridurre in modo significativo lo stress, migliorare l’umore e attenuare l’attivazione fisiologica, offrendo benefici simili (anche se più moderati) a quelli dell’esposizione in natura reale (Yin et al., 2022)
Cambiamenti cerebrali e salute mentale: dati neuroscientifici
Le neuroscienze hanno contribuito a chiarire come l'ambiente possa influenzare direttamente il funzionamento del cervello. Ad esempio, l'esposizione prolungata a inquinamento atmosferico è stata associata a cambiamenti nelle aree cerebrali coinvolte nella regolazione delle emozioni e nella memoria. Uno studio di Chen, Schwartz e Bind (2017) ha rilevato che l’esposizione a livelli elevati di particolato fine (PM2.5) è associata a sintomi depressivi e cambiamenti nella connettività cerebrale.
Ricerche più recenti hanno confermato questo legame: una meta-analisi del 2023 ha evidenziato che l’esposizione cronica al particolato fine (PM2.5) aumenta il rischio di sintomi depressivi, ansia e difficoltà cognitive nei bambini e negli adolescenti, sottolineando l’impatto diretto dell’inquinamento atmosferico sullo sviluppo emotivo e neuropsicologico (Zhang et al., 2023)
D'altra parte, il contatto regolare con la natura sembra favorire la neuroplasticità e la resilienza allo stress. Non solo l'esposizione diretta, ma anche il semplice guardare immagini di scenari naturali straordinari può suscitare emozioni uniche e intense, come un senso di piccolezza e umiltà, rispetto a immagini di natura ordinaria o condizioni neutre (Joye & Bolderdijk, 2015).
Ricerche recenti hanno mostrato che camminare in un parco o in un bosco (forest bathing) può ridurre l'attività dell'amigdala, una regione cerebrale coinvolta nella risposta allo stress e all'ansia (Bratman et al., 2015). Questi risultati suggeriscono che la qualità dell'ambiente non solo incide sul benessere psicologico percepito, ma può anche determinare cambiamenti misurabili a livello cerebrale.
La relazione tra essere umano e ambiente: l’effetto abitudine
Partendo dal rapporto tra uomo e ambiente della psicologia ambientale, possiamo affermare che uno dei fattori di origine ambientale più stressanti per l’uomo è sicuramente l'inquinamento, che rappresenta un fattore di rischio per l'insorgenza di disturbi psichiatrici.
Sebbene l'inquinamento sia un problema per la salute pubblica (qui una recente ricerca sulla qualità dell’aria (Zero Waste Europe, 2023), le sue conseguenze vengono sottostimate sia dalle aziende (per ragioni economiche) sia dai singoli individui, a causa di una serie di fattori psicologici che incidono sulla percezione del rischio.
La ricercatrice M.L. Lima ha studiato le conseguenze psicologiche derivanti dall’abitare vicino a un inceneritore di rifiuti. Attraverso due interviste effettuate in momenti temporali differenti, ha riscontrato col passare del tempo il verificarsi di un “effetto-abitudine”.
Se in un primo momento i residenti mostravano un atteggiamento negativo rispetto all’inceneritore e un’alta percezione del rischio, nel tempo quest’ultima è diminuita. Tutto questo è accaduto nonostante i residenti presentassero un aumento di:
- disturbi d’ansia
- depressione
- locus of control esterno
- limitata consapevolezza del rischio effettivo.
Secondo Lima, pensare che l’aria respirata fosse inquinata ha aumentato la probabilità dei residenti di sviluppare disturbi psicologici come attacchi di ansia e depressione reattiva.
Cosa fa lo psicologo ambientale?
Come abbiamo visto, la definizione di psicologia ambientale è strettamente legata al rapporto tra individuo e ambiente e all’identità psicologica, sia personale che collettiva, che nasce dall’interazione tra questi due elementi. In questo ambito, viene anche analizzato lo sviluppo dell’attaccamento ai luoghi e dell’identità legata agli ambienti fisici rilevanti come casa, lavoro, scuole e spazi pubblici (Gifford, 2014).
L’influenza sociale dell’ambiente in psicologia è studiata nei corsi di Laurea in Psicologia sociale e ambientale, attivi in molte università italiane, che danno una serie di teorie e metodi a chi vuole diventare psicologo ambientale.
I settori della psicologia ambientale più praticati sono quelli dell’architettura e della salute pubblica. I servizi dello psicologo ambientale, in una comunità, possono avere applicazione nella progettazione di nuovi spazi in cui ambiente ed esperienza umana si integrano per favorire un maggiore benessere psicofisico: pensiamo ad esempio ai luoghi dedicati agli anziani, ai bambini e alle città sostenibili.
Anche riguardo la salute pubblica, sostenibilità ambientale e psicologia (come abbiamo visto a proposito della ricerca di Lima) si intrecciano con l’obiettivo di studiare nuove soluzioni che abbassino, ad esempio, i livelli di inquinamento, fattore di alto rischio per la salute degli individui. Nonostante siano ben noti i benefici del mare, l’inquinamento delle spiagge è ormai un pericolo non solo per l’ecosistema marino, ma anche per il benessere delle persone che abitano quei luoghi.
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I metodi di ricerca della psicologia ambientale
Tra gli strumenti della psicologia ambientale, uno dei più utili è senza dubbio l’indagine scientifica, che tiene conto di una serie di fattori tra cui:
- come le persone utilizzano gli spazi
- le relazioni che si sono create tra uomo e quello specifico ambiente
- quali sono i comportamenti umani rispetto all’ambiente circostante.
In Italia è attiva l'AIPAA, Associazione italiana psicologia ambientale, che si propone di promuovere “i valori e i principi della Psicologia Ambientale e Architettonica a favore di una cultura professionale e di una pratica progettuale che mettano la persona al centro del proprio discorso.”
Il ruolo dello psicologo dell’ambiente nella terapia
Sia l’individuo che la comunità in cui è inserito possono imparare ad affrontare gli stressor in modo nuovo e gestirli in maniera più funzionale. Un percorso psicologico in tali situazioni di stress ambientale risulta di primaria importanza perché, favorendo una maggior presa di coscienza (in termini emotivi e cognitivi) della situazione e dei fattori ad essa correlati, permette la realizzazione di un processo di self-empowerment.
Un terapeuta esperto può far rivalutare alla persona il binomio natura e benessere, portando, ad esempio, alla riflessione su come migliorare il rapporto con gli ambienti che abita quotidianamente.
Uno psicologo o una psicologa online Unobravo, inoltre, può supportare nella gestione di problematiche psicologiche come la depressione stagionale, legata alla ciclicità delle stagioni, o la depressione stagionale con manifestazioni estive o la depressione stagionale atipica.
Psicologia e ambiente: consigli di lettura
Di seguito elenchiamo alcuni libri sulla psicologia ambientale, utili a chi vuole approfondire il tema:
- Psicologia ambientale e architettonica. Come l'ambiente e l'architettura influenzano la mente e il comportamento, M. Costa, edizioni Franco Angeli
- I bambini e l'ecologia. Aspetti psicologici dell'educazione ambientale, P. Passafaro, G. Carrus, S. Pirchio, Carocci editore
Consigli pratici per migliorare il proprio benessere psicologico attraverso l'ambiente
La psicologia ambientale offre spunti concreti per prendersi cura del proprio benessere mentale attraverso semplici modifiche dell'ambiente quotidiano. Ecco alcune strategie supportate dalla ricerca:
- Esporsi regolarmente alla natura: Trascorrere tempo in parchi, giardini o aree verdi, anche solo per brevi passeggiate, può ridurre lo stress e migliorare l'umore. Secondo Pfeifer et al. (2020), anche 20 minuti al giorno possono fare la differenza.
- Curare la qualità dell'aria e la luce negli spazi interni: Arieggiare spesso gli ambienti, utilizzare piante da interno e favorire la luce naturale può aiutare a creare un clima più salutare e stimolante.
- Gestire il rumore: Ridurre i rumori molesti, ad esempio con tappeti, tende o pannelli fonoassorbenti, può favorire la concentrazione e il rilassamento, soprattutto in casa o sul luogo di lavoro.
- Personalizzare gli spazi: Inserire elementi che evocano ricordi positivi, colori rilassanti o oggetti naturali (come legno o pietre) può contribuire a rendere l'ambiente più accogliente e favorevole al benessere psicologico.
Questi piccoli accorgimenti, se adottati con costanza, possono contribuire a migliorare la qualità della vita e a ridurre il rischio di sintomi legati allo stress ambientale.
Prendersi cura del proprio benessere, a partire dall’ambiente (e da sé stessi)
La relazione tra ambiente e salute psicologica può essere profonda e spesso sottovalutata: piccoli cambiamenti nei tuoi spazi e una maggiore consapevolezza del contesto in cui vivi possono fare una grande differenza nel tuo benessere quotidiano. Se senti che l’ambiente intorno a te influisce sul tuo umore, sullo stress o sulla qualità della tua vita, non sei solo: uno psicologo può aiutarti a comprendere meglio questi legami e a trovare strategie personalizzate per stare meglio. Con Unobravo puoi iniziare un percorso di supporto psicologico online, comodamente da casa tua e con la guida di un professionista attento alle tue esigenze. Fai il primo passo verso il tuo benessere: inizia il questionario per trovare il tuo psicologo online.







