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Terapia online: funziona davvero? cosa dice la ricerca

Terapia online: funziona davvero? cosa dice la ricerca
Emma Lerro
Emma Lerro
Psicologa e Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale
Articolo revisionato dalla nostra redazione clinica
Ultimo aggiornamento il
30.4.2026
Terapia online: funziona davvero? cosa dice la ricerca
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Sulle prestazioni psicologiche online si è molto discusso all’interno della comunità professionale degli psicologi. Se storicamente la psicoterapia è stata concepita quasi esclusivamente come un incontro "in presenza", l'evoluzione tecnologica ha imposto una revisione di questo paradigma, trasformando il digitale da alternativa d'emergenza a risorsa strutturale. Ma la terapia online è veramente efficace? Scopriamole insieme in questo articolo.

La terapia online può essere efficace?

In molti casi la psicoterapia online, soprattutto in videochiamata, può mostrare risultati comparabili alla terapia in presenza, in particolare per difficoltà come ansia e depressione e per interventi strutturati. In linea con questo, la differenza di esito tra psicoterapia erogata in video (VDP) e psicoterapia in presenza (IPP) risulta trascurabile, con un’efficacia sostanzialmente equivalente (Fernandez et al., 2021).

In questo senso efficace, però, non significa “uguale per tutti”: nella ricerca si valuta con indicatori concreti, come la riduzione dei sintomi, il miglioramento del funzionamento quotidiano e, in alcuni casi, la tenuta dei risultati nel tempo. Quando si confrontano la terapia online e la terapia in presenza, spesso gli studi osservano:

  • Esiti clinici: quanto cambiano i sintomi e la qualità di vita.
  • Alleanza terapeutica: quanto ci si sente compresi e in collaborazione con il terapeuta.
  • Aderenza e drop-out: quante persone completano il percorso.

In uno studio sull’intervento psicologico online, l’aderenza al trattamento è risultata pari al 71%, un dato che aiuta a comprendere meglio quante persone riescano effettivamente a portare avanti e concludere il percorso, nonostante le difficoltà che possono emergere lungo il cammino (Ruwaard et al., 2012). Questi tre aspetti aiutano a capire non solo se “funziona”, ma per chi e in quali condizioni la terapia online tende a funzionare meglio.

I meccanismi che possono sostenere l’efficacia della terapia online

L’efficacia della terapia online non dipende “solo” dalla tecnologia, ma anche da come la tecnologia permette di fare terapia. In molti percorsi, infatti, i fattori che curano restano gli stessi: relazione, obiettivi condivisi, continuità e tecniche basate su evidenze. Vediamo come, in particolare, l’online sostiene l’efficacia:

  • Può aumentare la continuità: può ridurre tempi e ostacoli logistici, facilitando la regolarità delle sedute, che spesso è un ingrediente importante del cambiamento.
  • Può favorire l’accesso: per chi ha difficoltà a spostarsi (lavoro, salute, caregiving), l’accessibilità può tradursi in maggiore aderenza.
  • Può rendere più facile “portare la vita in seduta”: lavorare da casa può aiutare a osservare contesti reali (routine, spazi, trigger) e a svolgere compiti tra una seduta e l’altra.

Detto questo, l’online non è “magico”: quando mancano privacy, stabilità tecnica o un setting chiaro, l’efficacia può ridursi.

Vlada Karpovich - Pexels

Terapia online e trattamento della sofferenza

La terapia online si è rivelata efficace nel trattamento di un ampio spettro di condizioni di sofferenza psicologica, tra queste possiamo trovare:

Terapia online e depressione

Nel trattamento della depressione, la terapia online ha mostrato buoni risultati sia in termini di miglioramento dei sintomi sia di benessere psichico generale, anche in contesti clinici strutturati (Ruwaard et al., 2012). Anche interventi combinati, che integrano la modalità dal vivo con quella online, hanno mostrato risultati incoraggianti.

In alcune circostanze, infatti, la modalità online potrebbe facilitare il contatto con il terapeuta, grazie alla sua maggiore flessibilità e facile fruibilità. Per le persone con depressione maggiore, tuttavia, un trattamento di tipo tradizionale risulta più indicato, non escludendo le già menzionate possibilità di integrazione con la modalità online.

Terapia online e fobie

La Virtual Reality Exposure Therapy è stata utilizzata con successo nel trattamento delle fobie specifiche, riducendo in maniera significativa i sintomi e i comportamenti evitanti. La creazione di ambienti virtuali consente infatti di facilitare l’esposizione a situazioni temute, simulate per mezzo delle tecnologie informatiche.

Per le persone che soffrono di fobia sociale è possibile creare scenari in cui riprodurre situazioni vissute come minacciose, come per esempio:

  • interazione con sconosciuti,
  • parlare in pubblico,
  • essere osservati da altre persone.

Con l’aiuto del terapeuta, la persona può apprendere come gestire l’ansia e sperimentare comportamenti più funzionali nei diversi contesti sociali, simulandoli in maniera del tutto verosimile in un contesto virtuale, prima di mettersi alla prova nelle situazioni reali.

‍Terapia online e patologie croniche

La terapia cognitivo comportamentale (CBT) online si è dimostrata ugualmente efficace, rispetto alla terapia tradizionale, nel ridurre i sintomi di ansia e depressione di pazienti affetti da patologie croniche, alcune tra queste sono:

  • acufene,
  • fibromialgia,
  • dolore cronico,
  • artrite reumatoide,
  • malattie cardiovascolari,
  • carcinoma,
  • diabete.

Questi risultati sono particolarmente interessanti alla luce delle barriere che persone affette da patologie fisiche potrebbero incontrare nell'accesso ai tradizionali servizi di psicoterapia. Per chi è costretto a letto dalla malattia, potrebbe essere particolarmente gravoso recarsi presso lo studio di uno psicologo.

Cosa dice la ricerca sulla terapia online

La letteratura scientifica degli ultimi anni si è concentrata molto sullo studio della terapia online, concludendo che, quando ben condotta, può essere efficace in modo comparabile a quella in presenza. Vediamo insieme alcune evidenze emerse dalla ricerca:

  • Terapia cognitivo comportamentale (CBT) per ansia e depressione: una revisione sistematica e meta-analisi ha riportato che la CBT erogata via internet può essere efficace per depressione e disturbi d’ansia, con effetti clinicamente significativi (Andersson et al., 2014).
  • Terapia via videoconferenza: una revisione sistematica ha evidenziato esiti comparabili tra interventi psicologici in videoconferenza e in presenza per diversi outcome, inclusi sintomi ansiosi (Berryhill et al., 2019).
  • Disturbo post traumatico da stress (PTSD): una revisione ha indicato che i trattamenti per PTSD erogati in telehealth possono produrre miglioramenti in alcuni casi simili al faccia a faccia, soprattutto quando seguono protocolli strutturati (Morland et al., 2017).
  • Alleanza terapeutica: una meta-analisi ha mostrato che l’alleanza in psicoterapia online può essere buona ed è associata agli esiti, in modo simile a quanto avviene in presenza (Flückiger et al., 2018).
Sam Lion - Pexels

Quando l’online può essere più efficace e quando può esserlo meno

L’efficacia della terapia online può aumentare quando c’è un buon incontro tra bisogni, obiettivi e modalità. In generale, tende a funzionare bene quando:

  • Il problema è “internalizzante” (ansia, umore, stress): spesso si lavora su pensieri, emozioni e comportamenti con strumenti che si adattano bene nell’online.
  • Il trattamento è strutturato ( es., protocolli CBT): obiettivi chiari, monitoraggio e compiti tra una seduta e l’altra aiutano a mantenere direzione e continuità, e questo può fare una differenza concreta anche negli esiti, nelle terapie erogate in videoconferenza la CBT mostra un effetto più marcato (g = 1,34) rispetto agli interventi non-CBT (g = 0,66) (Fernandez et al., 2021).
  • La persona può garantire privacy e stabilità: sentirsi al sicuro nel parlare è una condizione pratica che può incidere sulla profondità del lavoro.

In alcuni casi, invece, può essere meno indicata, o richiedere integrazioni, quando emergono campanelli d’allarme come per esempio in caso di:

  • Rischio suicidario attuale o grave instabilità: può essere indicata una presa in carico più intensiva e coordinata sul territorio, valutata con un professionista.
  • Ambiente non sicuro o non privato: se non si può parlare liberamente, l’intervento perde efficacia.
  • Difficoltà importanti di connessione/setting: interruzioni frequenti possono rendere più difficile mantenere continuità nel lavoro emotivo.

In questi casi, la scelta più efficace si costruisce con il professionista, valutando anche soluzioni ibride.

Come massimizzare l’efficacia della terapia online

Piccoli accorgimenti pratici possono aumentare la qualità e, in alcuni casi, anche l’efficacia percepita delle sedute online, proteggendo attenzione, privacy e continuità. Vediamo una checklist utile per massimizzare l’efficacia della terapia online:

  • Privacy: scegli una stanza dove non puoi essere ascoltato e, se non è possibile, usa auricolari e valuta il rumore bianco fuori dalla porta.
  • Qualità tecnica: connessione stabile, videocamera all’altezza degli occhi e luce frontale, riduci notifiche e app in background.
  • Setting: concorda con il terapeuta durata, frequenza, regole su ritardi e pagamenti, come in presenza, la chiarezza riduce le “micro-interruzioni” mentali.
  • Gestione delle interruzioni: avvisa chi vive con te e metti il telefono in modalità aereo se non serve per la chiamata.
  • Piano B: stabilite prima cosa fare se cade la linea (richiamare, passare a telefono, recuperare minuti), la prevedibilità protegge l’alleanza.

L’obiettivo non è la perfezione tecnica, ma creare condizioni che permettano di restare emotivamente presenti.

Craig Adderley - Pexels

La psicologia online oggi

La maggior parte di noi vive immersa in un mondo tecnologico fatto di network virtuali. La nostra quotidianità è ormai scandita dall'utilizzo della tecnologia, che usiamo praticamente per tutto: lavoro, studio, passatempi, ecc. L’insieme degli interventi psicologici mediati da tecnologie di comunicazione a distanza è conosciuto con il termine ombrello di “telepsicologia”, che fa riferimento sia agli strumenti che permettono una comunicazione sincrona (videoconferenze, telefonate) sia a quelli che funzionano in maniera asincrona (e-mail, chat).

Le linee guida per la psicologia online

Già nel 2017 il Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi aveva stilato delle Linee Guida molto dettagliate riguardo l'intervento psicologico a distanza e, a seguito del notevole aumento di richiesta di prestazioni psicologiche online, da più parti ci si è mossi al fine di garantire all'utente gli stessi standard qualitativi degli incontri de visu.

Il Codice Deontologico degli Psicologi italiani, per esempio, specifica all'art. 1 che le modalità di rapporto terapeutico debbano seguire «Le stesse regole […] anche nei casi in cui le prestazioni, o parti di esse, vengano effettuate a distanza, via Internet o con qualunque altro mezzo elettronico e/o telematico». 

Scegliere uno psicologo online

È possibile che alcune persone possano essere aiutate meglio di altre dal trattamento a distanza: per questo è importante tenere conto della specificità dei bisogni della singola persona e della singola situazione.

Con una terapia online gli interventi psicologici possono essere non solo accessibili a tutti, grazie alla possibilità di iniziare un percorso a costo agevolato, ma anche più efficaci perché mediati da professionisti capaci di adattarsi alle sfide di una società dove la tecnologia è sempre più protagonista della quotidianità di ciascuno. Se pensi di voler iniziare un percorso psicologico ma non sai come scegliere lo psicologo, Unobravo può aiutarti a trovare quello più adatto a te.

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